Sesso pornografico vs. sesso reale

Porn sex vs. real sex

«La pornografia è stata ed è, per la fotografia e le forme di comunicazione che ne derivano, anche una fonte di costante tensione: la fedeltà di questi media al reale, che è implicita nella loro stessa base tecnologica e che il senso comune tende a sottolineare in modo spesso ingenuo, è insieme la base del loro fascino e un oggetto di diffidenza. L’atto sessuale, una volta registrato su pellicola o su supporto video, appare documentato in modo per definizione “veridico”, capace quindi di rispondere alla richiesta di “realtà” che è un aspetto essenziale dello stesso consumo di pornografia (un fenomeno paradossale visto che si tratta di una realtà comunque a distanza, e visto che si tratta di una eccitazione comunque vicaria); ma la messa in scena, il trucco, l’artificio sono e restano parte dell’esperienza di ogni fruitore di mezzi meccanici, per cui il realismo della rappresentazione fotografica si intreccia inestricabilmente, nel caso della fotografia in misura anche più evidente che in altri ambiti, con il sospetto di manipolazione. […] L’intera storia della pornografia è segnata da una sorta di inseguimento mai risolto tra realismo e finzione» (Peppino Ortoleva, Il secolo dei media. Riti, abitudini, mitologie, Il Saggiatore, Milano, 2009, p. 202).

«Inseguimento mai risolto fra realismo e finzione», dice Ortoleva. In realtà il senso comune tende sempre a risolvere la tensione a favore del realismo. (E alcuni sostengono che ciò accada soprattutto ai più giovani e a chi entra in contatto con la pornografia con frequenza maggiore che con il sesso reale.) Questo video spiega bene le differenze. Con ironia, leggerezza, grazia. Penso sia utile a molti. Giovani e meno giovani (trovato grazie a Giulia).

16 risposte a “Sesso pornografico vs. sesso reale

  1. Ci sono dei dati che mi turbano… in senso positivo e negativo.🙂 Mi piacerebbe che questa attenzione fra reale e finzione ci fosse anche in altri campi della rappresentazione filmica. Perché è già successo che telefilm alla CSI o alla ER abbiano fatto credere a molti che quanto visto sul telefilm sia il reale e la polizia / pronto soccorso reali la brutta copia di quello che dovrebbe essere. (Venendo al mio campo: stampanti a getto d’inchiostro velocissime, database che danno risposte alla velocità della luce, qualche decina di server funzionanti ma assolutamente silenziosi e telecamere a risoluzione infinita. A proposito: il mito delle telecamere risolvi crimini è, appunto, un mito derivante dai telefilm americani.)

  2. Il porno è reale non più di quanto lo sia un horror: prende singoli particolari
    e li amplifica in un eccesso grottesco molto espressivo ma decisamente mediato. A meno che non si tratti di un nastro amatoriale preso di nascosto
    dai performer è pur sempre una forma cristallizzata, lontana dalla dispersione di significato, dalla complessità e dalla casualità del quotidiano. In questo senso è cinema

  3. Quel video non l’avevo mai visto, è GE NIA LE!!😀

  4. Comizietto, non mi toccare i telefilm americani.sono narrativa di alto livello e sono arte, checchè se ne dica.
    E poi nessuna ricostruzione della realtà sarà mai accurata (anche se c’hai tutti i consulenti del caso) quanto la realtà “vera”..l’importante è avere belle storie

  5. Nei film di ogni genere, negli horror, nei telefilm e nel porno, c’è un mix di reale e finto, ovviamente.
    Ma credo che si possa sostenere che nel porno la parte reale ha più peso che negli altri casi. (Anche per questo un attore porno non ha lo stesso status sociale di un attore non porno.)

    Ciò comporta che nel porno l’effetto di veridicità è più potente.
    Perciò forse le conseguenze diseducative del porno possono essere più serie (senza escludere del tutto possibili aspetti positivi).
    Rispetto, in particolare, agli effetti (dis)educativi dei film d’amore, come si diceva una volta.

    Delizioso il video.

  6. Mi correggo: POSSIBILI effetti (dis)educativi dei film d’amore

  7. tralasciando la questione del porno, io non voglio essere “educato” da un film o almeno non deve essere quello il suo obiettivo primario: io voglio appassionarmi ad una storia di qualunque tipo (comica, seria, horror, sentimentale ecc..)

  8. @Paolo1984
    d’accordo, anche per me personalmente l’aspetto educativo è secondario. Però, che lo vogliamo o no, effetti educativi o diseducativi, cioè trasmissione di modelli positivi o negativi, ci sono sempre, perfino in quegli splendidi telefilm.
    Sono stato convinto da qualche post di Giovanna, e anche da quel grazioso video, che qualche potente effetto negativo su ragazzi e ragazze il porno lo può avere.

  9. io non non ho parlato del porno comunque resto della mia idea.

  10. @Paolo alcuni modelli ci vengono trasmessi anche senza la nostra consapevole adesione. Certo questi modelli vengono mediati da mille cose: le ns esperienze, l’educazione, i valori trasmessi dalla famiglia etc, ma la possibilità che lascino una traccia e diventino aspirazionali c’è: penso a tutti i ragazzini che vogliono fare la velina, il calciatore, il tronista etc. Magari non lo vogliono davvero, o non si rendono esattemente conto di cosa sia, ma la possibilità che quella traccia venga segnata c’è.

  11. trovo molto arbitrario e discutibile stabilire quali aspirazioni siano “vere” e quali “false”.
    noi tutti siamo un mix di natura cultura e storia ma non per questo siamo eterodiretti nel bene e nel male

  12. Chi ha parlato di verità o falsità delle aspirazioni? Mix di natura e cultura: esattamente.. modelli che diventano modelli culturali o sociali.. Tutto qui.

  13. Pingback: Sesso pornografico vs. sesso reale | D I S . A M B . I G U A N D O | NUOVA RESISTENZA

  14. Filmato orrendo, pieno di stereotipi pornofobici anzi sessuofobici; e scusate se arrivo in ritardo🙂

  15. L’unico rischio serio con la pornografia, data la scarsa percentuale di “coppie” poco avvenenti impiegate o auto-immortalatesi in un porno, è che elementi poco avvenenti all’interno di una coppia dal basso tasso di avvenenza trovino nella rappresentazione pornografica un’idealizzazione estetica che riterranno – spesso, purtroppo, a ragione – impraticabile. Ergo, in molti finiranno col preferire l’immedesimazione, il sogno, la proiezione (il/la porno attore/attrice) all’atto sessuale vero e proprio con la propria compagna. Per dirla in parole povere, se Ugo Fantozzi avesse potuto usufruire di materiale pornografico facile non avrebbe mai avuto rapporti sessuali con Pina, e Angela (si chiamava Angela?) non sarebbe mai nata.
    Ecco, il rischio è che il porno sia l’elemento supremo che, in aggiunta agli altri fattori introdotti da questo modello di sviluppo, indurrà la stragrande maggioranza delle persone a evitare il sesso reale, e a non concepire. Il che, considerando il sovraffollamento, la scarsità di risorse, nonché l’impossibilità di eliminare categorie estetiche biologicamente determinate (leggi: fine della ghettizzazione, bensì accettazione piena della bruttezza quale mera variante genetica, pari in dignità alla bellezza), potrebbe rivelarsi salvifico.

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