Ford Max Family: qualunque sia la tua idea di famiglia… resta convenzionale

Ford Max Family

L’ultima campagna Ford per la gamma di auto monovolume Max Family, destinata a tv, radio, stampa e internet (non solo in Italia ma in diversi paesi europei), promette un’idea ampia e varia di famiglia che mantiene fino a un certo punto. All’inizio si vede una sposa in abito bianco a braccetto con un giovane uomo: sembra il marito ma dopo qualche secondo scopriamo

che è il figlio, mentre il marito è più anziano. Poi è la volta di un giovane padre con una bambina, da una parte, e una giovane madre con un ragazzino, dall’altra: sembrano separati, ma lo sono solo per i 90 minuti a settimana che dura una partita, visto che tifano per squadre diverse. Infine quattro surfiste, “sposate ma amanti del mare”. Sposate fra loro? Sposate a persone assenti? Sposate in modo tradizionale, “ma” (ma?) capaci (evviva!) di scelte autonome nel tempo libero?

Insomma la famiglia che Ford rappresenta è molto meno varia e più convenzionale di quanto promette: nessun divorziato, nessun convivente, nessuna coppia chiaramente omosessuale (solo una vaga allusione). Gettano il sasso e ritirano la mano.

13 risposte a “Ford Max Family: qualunque sia la tua idea di famiglia… resta convenzionale

  1. lo stesso messaggio di Barilla, ma essendo americani lo fanno con più paraculaggine

  2. La prima volta che l’ho visto ho avuto la sensazione che si cercasse di ammiccare alle donne attraverso il punto di vista (chi racconta è una donna) vagamente emancipatorio: una donna di mezz’età in seconde nozze, il motivo degli amici che praticano surf mutato al femminile.
    Per quanto riguarda la retorica della “qualunque famiglia”, beh, è di moda ed è liberal. Temo la comunicazione pubbicitaria fagociterà (desemantizzandolo) il tema ben prima di qualsiasi effettivo cambiamento.

  3. Scusate per i refusi, ero di fretta🙂

  4. Posso testimoniare che le quattro ragazze sono regolarmente sposate in chiesa con altrettanti mariti (di nome Fabio, Stefano, Luigi e Alberto) i quali però non amano il surf e preferiscono il tennis. La signora accompagnata dal figlio è rimasta vedova e ora si risposa regolarmente con un altro signore che, essendo celibe, ha vissuto la continenza prematrimoniale sino a questo momento. I due coniugi tifosi, anche loro sposati in chiesa, hanno altri quattro figli più piccoli che lasciano in custodia ai nonni quando vanno allo stadio.

  5. Leggevo tempo fa che la volkswagen ha intenzione, nei prossimi 3 anni, di investire nel settore auto diversi miliardi di euro. Sì, miliardi. Parte di questi saranno in pubblicità. Penso sia da tenere sotto osservazione, questo marchio.

  6. Che noia, sembra un pruriginoso ammiccamento alla tematica della famiglia aperta, arcobaleno, allargata…. tutte ‘ste belle immagini patinate, ‘sti vestiti color pastello, e poi sotto sotto una burinaggine borghese che non ti dico…tant’è…questa è la realtà della cultura occidentale odierna.
    Una sorta di subdolo fatalismo gottopardesco ha conquistato il mondo e la comunicazione in primis.

  7. anch’io ero rimasta stupita da quel “sposate MA amanti del mare”.
    Rimpiango reanault e il fidanzato della maestra.

  8. A me schifa che per venderti un oggetto ti debbano scomodare sentimenti e tradizioni. Ovvio poi che non possono essere troppo trasgressivi (ma un po’ sì, ché fa figo): stanno puntando su una certezza (?) come la famiglia per caricare di valore una quattroruote. Che senso avrebbe demolire quel “monolite ideologico” per mostrarne un ritratto cangiante e reale se poi la realtà è troppo complessa per fare da testimonial?

  9. è fin troppo chiaro che le quattro donne non sono spesate tra loro..Non si vede niente che faccia pensare l’inverso.
    A me è parso voglia dire ” sono sposate (tradizionalmente) ma invece di fare le mogliettine casa e focolare fanno sport (tra l’altro il surf..che ideologicamente è più maschile)

  10. le quattro donne nello spot che passa alla radio dal volersi bene come amiche sono diventate sorelle, cosa non fa il surf!

  11. Ma è mai possibile che persino una sciocca, banale pubblicità di macchine non riesca a parlare chiaro, a mettere in campo una schietta visione della realtà? No, certo che non si può, molto meglio ammiccare, come si fa sempre qui in Italia, di modo che ognuno registri il significato che più gli aggrada, perché non sia mai che si imposti qualcosa di dialettico, per carità! Bisogna far contenti tutti – così tutti possono essere convinti a comprare.
    Ma la verità è che l’idea di base che argomenti socialmente importanti e delicati come l’accettazione di diverse forme di amore e di famiglia possano essere usati come patinate strategie di marketing è irrispettosa e francamente triste e pietosa.

  12. ecco due auto che non comprerò mai: questa (perchè non ho famiglia) e quella che ti fa sentire l’asfalto sulla pelle (perchè non ci tengo particolarmente).

  13. @laura (bluelapis) aaaah…allora sono diventate “famiglia” nel senso che si vogliono bene come sorelle!!

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