Prostituzione minorile e cultura di massa. Una ventenne si chiede: “Che fine ha fatto la censura?”

Video di Lily Allen

A proposito dei casi di prostituzione minorile di alcuni giorni fa e del modo in cui i politici e i media ne hanno parlato, mi scrive Elisa, 23 anni, iscritta a una laurea magistrale nel settore della Comunicazione:

Buongiorno prof, alcune sere fa, guardando Piazza Pulita, sono rimasta sconcertata dai toni e dalle argomentazioni usati, sia dalla Biancofiore sia da Cuperlo, in merito agli episodi di prostituzione minorile. Potrebbe darmi una sua opinione al riguardo? In generale mi sembra che la classe politica non faccia realmente un’analisi socioculturale del problema ma ognuno risponda secondo le proprie ideologie di partito: chi dice che la colpa è delle donne – Biancofiore – e chi dice che la colpa è degli uomini – Cuperlo. Eppure a me sembrano risposte banali in entrambi i casi.

Da ragazzina/adolescente guardavo MTV e leggevo Vanity Fair (come molte mie compagne, anche se ben presto ho smesso) e non m’interessavo di politica né di scandali connessi: semplicemente volevo essere parte di una società che mi ritenesse interessante (il che spesso significa attraente) e che in qualche modo mi apprezzasse. Io non credo sia cambiato nulla da allora e per questo mi chiedo: che fine ha fatto la censura? Credo che il problema sia questo.

Mio babbo ricorda i film vietati ai 14 anni perché si vedevano le spalline di un reggiseno (anni ’60). Oggi video come quello di Lily Allen [vedi sotto] (ma ce ne sono tanti altri) sono normali e circolano su tutti i media (vedi ad esempio questo articolo su Vanity). I ragazzi non hanno nemmeno bisogno di siti erotici: basta entrare su YouTube e sarà il sito stesso a suggerirtelo… insomma, le faccende personali di Berlusconi vanno ad aggiungersi alla lunga fila di casi dove le donne usano il proprio corpo per guadagnare soldi o ottenere vantaggi di qualche tipo, e sono solo la punta di un iceberg che parte dalla comunicazione di massa (in poche parole mi preoccupa di più l’influenza di Mediaset sugli adolescenti che non quella della Minetti). Io credo siano innanzi tutto i media a legittimare determinati comportamenti (fino alla prostituzione), non da ultimo “Bling Ring”, l’ultimo film di Sophia Coppola, che vorrebbe essere di denuncia ma l’epilogo finale dichiara esattamente l’opposto. La ringrazio dell’attenzione, seguo volentieri il suo blog. Buona giornata, Elisa

Rispondo in breve, perché il tema è complesso e solo una discussione articolata può rendergli onore. Sono d’accordo con te, cara Elisa, sul fatto che la discussione politico-mediatica sulle ragazzine che si sono prostituite a Roma e altrove è stata banale ai limiti dell’idiozia. Ma la cosiddetta “censura” (che bisogna capire in cosa consista di volta in volta e come si eserciti) è sempre problematica perché è soggetta a limiti di arbitrarietà (chi censura? come? quando?), perché è paternalistica (presuppone che i censori siano portatori di una moralità e una competenza superiori, il che non è sempre vero), e perché in realtà non impedisce la prostituzione né difende davvero i minori. Inoltre, se un tempo certe forme di censura erano in parte praticabili e sono state di fatto praticate, oggi, con Internet, sono semplicemente impossibili. Dunque? La discussione è aperta.

59 risposte a “Prostituzione minorile e cultura di massa. Una ventenne si chiede: “Che fine ha fatto la censura?”

  1. Diciamo che internet avrà anche il suo ruolo ma se almeno avessimo una classe politica (leggi B) decente, molte cose non sarebbero successe! Resta fermo il fatto che le chiacchiere dei politici sono da mandare al macero!

  2. La censura non ha mai fermato nessuno, già dai tempi analogici, figuriamoci ora. La censura non solo pone problemi etici (consiglio il film Larry Flint), ma è proprio inefficace. (Un esempio: http://punto-informatico.it/2054155/PI/News/crack-dei-filtri-imbarazza-australia.aspx ).

    Se invece questi adolescenti (vale anche per gli adulti, in realtà) avessero dei modelli positivi da seguire o gli strumenti per leggere la realtà che li circonda o semplicemente fosse dato loro un ambiente ricettivo alle proposte, ecco, allora andare a prostituirsi non verrebbe neanche in mente. Abbiamo bisogno di sentirci considerati e seguiamo i modelli che abbiamo e le strade che sono aperte. Cambiamo le strade e i modelli di riferimento e cambieranno anche i modi per sentirci considerati.

  3. Bling Ring è un bel film (è un opera d’arte, non è un “media”)..non è un film “di denuncia” non vuole dare lezioni. Descrive una realtà, ogni spettatore può trarne le conclusioni.
    A parte che quasi tutti in maniera più o meno diversa vorremmo essere “attraenti” (esteticamente ma non solo), piacere a noi stessi e al prossimo e di per sè non c’è niente di male e di per sè, nè nulla di “opprimente”. rimpiangere la censura è tremendo, che a rimpiangerla sia una persona giovane è ancora più inquietante (ma ormai non mi stupisco più), invocare la censura, rimpiangerla vuol dire semplicemente essere terrorizzati dal mondo.e dalla realtà, chiudere gli occhi davanti a essa.
    I divieti ai minori di 14 anni esistono ancora, comunque. Sta agli adulti farli rispettare

  4. Elisa 23enne invoca la censura? Siamo messi maluccio direi. O tu Giovanna le scovi con il lanternino le giovani universitarie reazionarie a loro insaputa oppure butta veramente male. Inutile sottolineare che dovremmo discutere del modello “elisa” e non di cinema, video, musica e/o pubblicità.

  5. Condivido in pieno le riflessioni di Giovanna.Fra l’altro la prostituzione minorile è sempre esistita,solo che prima non finiva sulle prime pagine dei giornali.

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  7. Un nuovo autoritarismo è alle porte. La prostituzione finirà così come la polvere sotto il tappeto e come la cannabis: sarà repressa anche quando volontaria ma continuerà in circoli esclusivi purché non si veda. Che poi è già un po’ così: le lucciole di strada e clienti relativi con la multa pretestuosa (e comunque sproporzionata) per questioni di decoro e gli arrivati che guardano una sedicenne spogliarsi stile “Giovane e bella”. Per me serve un chiaro inquadramento legale alla professione (“Professione”?) tasse e controlli

  8. Sono pienamente d’accordo con te, Elisa. Sei molto matura per la tua età.

  9. E poi, P.S. povera Lily Allen, accusata di diffondere dei cliché di cui invece fa satira!
    Sì, lo so che in teoria potrebbe anche diffonderli consapevolmente coll’aggravante di nascondersi dietro alla giustificazione dell’ “ironia” tanto abusata anche da noi, mentre in realtà potrebbe portare un messaggio “serio” ma a volerlo determinare si scade sempre in un processo alle intenzioni, che poi a sua volta si riduce ad una serie di opinioni indifferenziate colla verità stabilita per votazione (che squallido! E poi c’è ancora chi pensa che la Democrazia sia meravigliosa). Diciamo che per parte mia conosco le altre canzoni dell’artista, conosco il sarcasmo che è la cifra della sua proposta e ne deduco che è più probabile che l’operazione-tette messa in atto sia una critica genuina e non un’improvvisa resa al mondo dei donnoni, dei gipponi e delle catenone. Anche guardare il testo, poi, aiuterebbe, ma ammetto di averlo orecchiato soltanto, senza saperlo da cima a fondo (anche perché qui Lily ci travolge con un numero di parole/minuto notevole)

  10. Poi i video erotici su YouTube io non li ho mai visti, anzi registro da qualche anno un aumento di suscettibilità da parte dei social network. YouTube, anche e soprattutto per tutelarsi, censurerebbe appena reputasse questo utile e Facebook addirittura blocca i nudi artistici. Dov’è questa Internet degenerata di cui una giovane (!) parla? Forse su siti dichiaratamente “a tema” come YouPorn o su altri megaportali vietati ai minori? Ma quelle cose lì stanno semplicemente al loro posto, mica l’indirizzo si digita per caso…

  11. Io alla censura non ci credo, è sempre stata come il galleggiante al di sopra del livello di guardia. Cioè, sotto si facevano le cose immorali (censurabili) e sopra c’era il vigile censore a fare “da palo”. Ma resta molto italiano questo argomento della censura, perchè è una delle tante “deleghe” della responsabilità.
    Non voglio dire che non debbano esistere i controlli, figuriamoci ed anche le norme punitive contro gli oltraggi al pudore: ma coloro che ne controllano il rispetto, cioè censori, polizie, magistrature, non sono (loro) i guardiani del pudore.
    Il pudore lo fanno rispettare i cittadini, nei propri confronti prima, e poi nei confronti degli altri.
    Potrei fare mille esempi, ma non ne faccio.
    Se mettiamo i censori a fare la guardia, dovremmo avere tanti censori quanti sono i cittadini (scrivo censori, leggasi polizie e magistrature).
    Il vero problema è che oggi, molto banalmente e qualunquisticamente, si è svenduta la morale per il dio denaro, e quindi l’etica nazionale ha… calato le braghe: ma anche qui, per morale ed etica non dico quella predicata da un pulpito o messa nelle leggi dal legislatore/censore. No, oggi, per denaro, molti e molte degli italiani venderebbero il proprio corpo, e lo fanno, e il proprio status.
    Un incontro con una prostituta minorenne quanto costa?
    Un voto venduto quanto costa?
    Un multa da far togliere quanto costa?
    Ecc…

    Il processo in atto è reversibile o irreversibile?
    La risposta a questa domanda, a cui comunque io non so rispondere, sarebbe la soluzione.
    Forse, poi, una soluzione assoluta del problema non esiste, magari solo tentativi… ma, comunque, in ogni caso, mai lasciare ai censori il tentativo di ripristinare l’ordine!

    Un saluto
    Pierperrone

  12. Ultima:
    Qui (http://www.soundsblog.it/post/222971/lily-allen-nuovo-singolo-hard-out-here-testo-traduzione-video-e-making-of)
    ho trovato video e testo. Forniscono anche una traduzione. Di seguito invece la traduzione mia (magari ho fatto degli errori ma il senso è chiaro: non è un inno alla gnocca)
    LILY ALLEN- E’ DURA QUI FUORI
    Credo di doverti dire
    cosa pensa questa str***a
    Mi troverai in studio,
    non stiamo in cucina
    Non mi esalterò per le mie auto
    o parlerò dei miei treni
    Non ho bisogno di scuotere il culo per te perché ho un cervello

    Se ti parlo della mia vita sessuale
    mi chiami put***a
    ma i ragazzi parlano delle loro str***e
    (e) nessuno ne fa un problema
    C’è da rompere un soffitto di cristallo – uh, uh
    C’è da far su soldi – uh, uh
    ed è ora di darsi una mossa
    ché in questo posto non mi posso muovere
    rit:
    A volte è duro trovare le parole
    Tirerò avanti e le dirò lo stesso
    Dimenticate le palle e fatevi un paio di tette
    è dura, dura qui fuori per una str***a

    Non hai una sesta e non sei bella
    meglio che tu sia ricca o che cucini proprio bene
    probabilmente dovresti perder peso
    perché non riusciamo a vedere le tue ossa
    Dovresti sistemarti la faccia
    o finirai da sola

    Non vuoi avere qualcuno
    che si oppone a licenziarti*
    Hai pensato al tuo sedere, chi te lo romperà?
    Non è mai andata così bene -uh uh
    Siamo fuori dal bosco -uh uh
    e se non cogli il sarcasmo hai frainteso
    rit.
    Come promessa ferma e attendibile
    che si è fidata dell’ingiustizia che sta svanendo
    Come promessa ferma e attendibile
    che si è fidata dell’ingiustizia che sta svanendo
    rit.

  13. *Who object to fires you” nel testo. Mi sembra anche inglese scorretto. Io avevo capito “who objectifies you”, “che ti rende un oggetto”

  14. Delle mille intercettazioni telefoniche delle olgettine ne ricordo una: una ragazza che parlava con i genitori, che chiedevano qualcosa tipo ‘quanto ti ha dato ieri sera?’, un’altra ragazza sosteneva che mica voleva sbattersi a lavorare per 1000 euro al mese (o qualcosa di analogo); nel recente caso di Roma una madre trovava normale che la figlia si prosituisse per mantenere lei… A cosa attribuiamo un significato? Quali costi per quali benefici? Ragazzi che si vendono per la ricarica del telefono.. la loro intimità a per 500sms?
    I modelli positivi sono veline e calciatori? Il disagio socio-culturale delle famiglie, non è bilanciato o sostenuto da un tessuto di supporto educativo, scolastico, di comunità, così si hanno facile gioco i modelli diversi, facili, immediati, studiati e proposti incessantemente, magari anche noi ne siamo spesso inconsapevole veicolo.

    La censura è la soluzione? Non lo so: non credo basti quella: sicuramente la censura agita dalla famiglia (motivandola) può avere un senso. Più che altro credo che per discriminare cosa (eventualmente) censurare bisognorebbe prima decidere cosa è bene e cosa è male: insomma, per provocazione mi viene da dire che oggi vederemmo attraenti veline e muscolosi calciatori e censureremmo documentari…

  15. Ho letto tutti i commenti e li ho apprezzati tutti soprattutto perché l’opinione preferisco basarla sul confronto. Rispondo velocemente: la censura non è sinonimo di proibizionismo ma di protezione, ad esempio nei confronti di un bimbo di pochi anni che può accendere la tv, non conoscendo l’inglese ne sapendo fare dell’ironia vista la sua età, e si trova di fronte scene che non dovrebbero essergli sottoposte (e mi riferisco anche a tutta la saga CSI etc. che vanno in onda in prima serata). Quale tipo di inibizione avrà un bimbo abituato a queste immagini? Quale rispetto può avere del proprio corpo? E di quello altrui? Io credo che la censura sia tutela e la fascia protetta un diritto, Sul chi decide che cosa e con quali criteri non ho risposte ma la comunicazione (che passi per qualsiasi medium) non è un fatto privato e non sempre è possibile selezionare a quale tipo di comunicazione farsi sottoporre. A questo si aggiunge il fatto che tutti noi che scriviamo su questo blog siamo adulti e abbiamo dei filtri che ci permettono di discernere cosa osservare e cosa tralasciare, ma un bambino questo tipo di scelta non la può fare. Il proibizionismo è evidente che non serve a nessuno ma il problema della tutela, oltre ad essere complesso, mi pare non venga preso abbastanza in considerazione. Qual’è il confine tra bambino e adolescente? Come possiamo tutelarli? Chi deve tutelarli? E quando è giusto indignarsi? “Bling Ring” proviamo a guardarlo con gli occhi di una dodicenne e leggiamolo con occhi più ingenui, non da adulti come abbiamo fatto fin’ora. Gli adolescenti non sono adulti, motivo per cui non devono andare a letto con degli adulti ed esiste una legge per tutelarli. Non so chi abbia deciso che la maggiore età è a 18 anni, ma un limite è stato posto… questa è censura o tutela?

  16. e perchè non parlare del fatto che quando la si ritiene ” utile” ci si ricorda che la censura esiste? avete letto del tentativo spagnolo di censurare il libro “sposati e sii sottomessa” della Miriano. In quel caso non c’erano neppure problemi di pornografia minorile, ma contenuti di buon senso cristiano che cozzano contro il mal costume che ci propinano dall’alto….. La censura “modello inquisizione” funziona oggi al contrario e viene usata dagli stessi che si dichiarano laici e tolleranti verso tutto e verso tutti. La pornografia non disturba, di fatto l’abbiamo sotto gli occhi in qualsiasi trasmissione televisiva al punto tale che non ce ne accorgiamo neanche più; irrita molte più persone chi parla di anima e di coscienza.

  17. orefice, per quel che vale io sono laico e sono contro la censura in ogni caso. Sono anche contro la paranoia di chi vede “pornografia” (che viene identificata con il male) ovunque ma lasciamo stare

  18. Paolo,anche io sono contro la censura. la pornografia non la vediamo più, perchè ci hanno abituato e anestetizzato a tutto. nulla fa più effetto. questa è la verità.

  19. Beh l’albero si giudica dai frutti…. Ne abbiamo di buonissimi dati da questa società senza Dio… Ma i gusti sono gusti.

  20. orefice, anche il “ormai siamo tutti anestetizzati, questa è la verità” è una forma di paranoia.
    Elisa, i divieti ai minori di 14 anni, le fasce protette in tv, i bollini gialli rossi e verdi esistono già..dite che non sono fatti rispettare? Bè facciamoli rispettare ma non capisco cos’altro si vuole, è sufficiente far rispettare i limiti di orario esistenti..ma la televisione non è e non può diventare una succursale permanente dell’asilo nido o della scuola materna per genitori che non hanno voglia di educare i propri figli o rispondere alle loro domande “scomode” (e non attaccate la solfa di “oggi i genitori non hanno tempo di star dietro ai figli” il tempo si trova se lo si vuol trovare).
    Su Bling Ring: non è un film pensato per un pubblico di dodicenni ma secondo me un/una di 16-17enne può vederlo e capirlo (certo se è stupido non lo capisce neanche a 40 anni ma il problema è nello spettatore non nel film) così come può vedere un telefilm poliziesco (di qualità, peraltro come CSI) senza subire traumi.
    Non sono adulti, ma anche sta storia che tutti gli adolescenti sono idioti o bambocci incapaci di elaborazione e quindi da proteggere da tutti va un po’ rivista.
    Ti chiedi qual è il confine tra censura e tutela, io mi chiedo qual è il confine tra la giusta tutela dei minori e in particolare dei bambini e la paranoia. La censura, quella contro cui io mi batto, è quella di chi, magari con pretesti “nobili” come la tutela di questo o quello, vuole vietare a chiunque la visione di opere audiovisive o la lettura di testi pubblicati.
    Per conto mio: a 13 anni ho letto Cujo di Stephen King (non proprio un romanzo indirizzato espressamente a quella fascia d’età) ed è stato amore, ancora prima a 10 anni avevo letto il mio primo Dylan Dog (il mosaico dell’orrore)..e durante l’adolescenza mi sono visto (tra le altre cose)..i thriller di Dario Argento, Tarantino, Psycho di Hitchcock.

  21. e dopo aver visto tutto questo vi comunico ufficialmente che sono ancora vivo e sono arrivato a 29 anni senza aver ucciso nessuno.
    Ma poi davvero qual è il problema con Bling Ring? A parte che non ha scene particolarmente “forti” o disturbanti..si vuole la “fascia protetta” pure al cinema? Ma per favore! Io non sono affatto d’accordo
    Chi va al cinema s’informa prima sul film che va a vedere e se non lo fa peggio per lui/lei e in caso di bambini piccoli devono informarsi i genitori e valutare se il film è adatto o no ai pargoli. se non si informano sono degli idioti. e devono incolpare se stessi

  22. Elisa, il mondo è quello che è e nemmeno crescere i propri pargoli(di solito sveglissimi, in realtà) in un clima ovattato e dolciastro o in una campana di vetro è la soluzione. Se poi sotto la dicitura “pargolo” è compreso un quattordicenne o più, che per quanto acerbo i problemi del mondo li sente sulla pelle più ancora di un adulto, allora mi sembra che sia più che altro il genitore a voler negare ostinatamente ciò che non gli piace che esista (ma esiste lo stesso e magari a suo figlio interessa farci i conti in un modo o nell’altro). Il filtro? Un adolescente ne ha già parecchi e comunque ha diritto ai suoi sbagli,sperando che non venga lasciato da solo a farli (li farà lo stesso ma è meglio allora che dopo. Poi serve chi dia un significato ai tentativi, un amico grande, un genitore, un insegnante. Ma le prove e i lividi, anche metaforici sono inevitabili). Quanto ai bambini: sono il cavallo di Troia di ogni censore, che solitamente mette in campo le emozioni e le conclusioni di pancia per poter fare, dietro alla faccina sorridente del pupo, il bello e il cattivo tempo. Ma se davvero interessa tutelarli, i bambini, allora perché non ci stiamo semplicemente dietro? Tutto il resto la mente flessibile e pronta di un bambino è pronta a relativizzarlo più di quanto si creda, quando ha attorno sicurezza, attenzione e soddisfazione. Mie opinioni ovviamente, nulla di professionale

  23. Elisa wrote: “Gli adolescenti non sono adulti, motivo per cui non devono andare a letto con degli adulti ed esiste una legge per tutelarli. Non so chi abbia deciso che la maggiore età è a 18 anni, ma un limite è stato posto… questa è censura o tutela?”
    —————–
    La maggiore età è fissata a 18anni (Italia e altrove), ma l’età del consenso (sessuale) è fissata a 14 (Italia e altrove); in altre parole puoi avere liberamente rapporti sessuali a 14/15/16/17 anni con un tuo +o- coetaneo/a o persona adulta. Il punto è che difficilmente una persona adulta “intelligente” fa sesso con un/a minorenne perché è quasi impossibile sostenere poi che non ci sia stata costrizione, abuso di potere, plagio. La casistica delle eventuali condizioni in cui si potrebbero ravvisare forme di abuso risulta peraltro complessa se non infinita; e anche tra minorenni si rischiano sempre un sacco di grane, pistolotti moralistici, ritorsioni. Un tempo ci si sposava e faceva figli giovanissime. Che una società moderna possa sentire il bisogno di tutelare le 14/17enni innalzando l’età del consenso direi che risponde solo e unicamente al tentativo di restaurazione fascista dove il controllo sulla donna si esplica da sempre nel controllo del desiderio sessuale. In altre parole, quando necessitava dare figli allo Stato potevi trombare a 15 anni, ora che trombare a 15 non risponde più a quella finalità, si sente il bisogno di legiferare a danno della libertà dei giovani per proteggerli. No grazie.

  24. http://www.italiataglia.it
    Qui puoi trovare le modalità con cui la censura italiana ha operato sia nel cinema sia nella televisione. Senza offesa, credo tu non conosca ciò che invochi.

  25. Non è esattamente così: l’età del consenso pieno è a sedici. Se l’adulto ha una qualche forma di superiorità o di curatela rispetto al minore si passa a diciotto. Dai quattordici ai sedici si può avere rapporti con un adulto non più anziano di cinque anni in più rispetto al minore. E la cosa non è così infrequente: pensa a tutte quelle coppie dove uno/a ha sedic’anni e l’altro/a ne ha diciannove o venti. Potrei sbagliarmi ma la legge me la ricordo così. L’han cambiata?

  26. Vi ringrazio tutti per i vostri commenti, ognuno ha giustamente espresso le sue idee ed ognuno ha la sua idea di servizio pubblico e tutela. Non voglio cambiare il mondo e neppure stabilire paraocchi under18 o giustificare genitori assenti. Il problema risiede in tante sfumature tra famiglia, educazione data dalla scuola e dagli educatori in genere, educazione dalla società e dalla classe politica e dirigenziale, a ciò si aggiungono le scelte dei ragazzi che rielaborano tutto secondo la propria personalità. Non do merito e colpe a qualcuno nello specifico ma, in questo caso, mi chiedevo cosa potesse fare la classe politica (non per sopperire, educatori e genitori), ma mi sembra di capire che per la gran parte di voi ritiene che i divieti vigenti siano sufficienti e il problema sia piuttosto da ricercare in altro. Forse è così o forse (e questo rimane il mio pensiero) è un modo semplicistico di fare un analisi. Nessuno spero riesca a vivere nella bambagia (non sarebbe un vantaggio) e concordo in pieno con Marco. Viva gli sbagli ma continuo a non arrendermi nel voler capire perché un’adolescente vorrebbe prostituirsi.
    Infine vorrei dire a Paolo che è evidente che non si diventa serial killer guardando CSI, ma che il livello di violenza nei contenuti audiovisivi aumenti costantemente è un fatto, se così non fosse non venderebbero e quel che mi da fastidio è che i fini commerciali siano più forti del rispetto per la persona (di qualsiasi età). Più di una volta mi son trovata al cinema di fronte a scene che non volevo vedere, la mia immaginazione era più che sufficiente a completare l’azione, ma la mia suscettibilità non mi sembra condivisa quindi sono io che devo trovarmi delle soluzioni. Grazie in ogni caso.

  27. Elisa, non voglio essere duro ma se vai a vedere un thriller erotico o un horror splatter devi aspettarti sequenze di un certo tipo (e se parliamo di autori ci sono altre differenze: un thriller erotico di Jane Campion non credo che sarà uguale a un thriller erotico di Paul Veroheven), se vai a vedere una commedia romantica o un film di Woody Allen o di James Ivory te ne aspetti delle altre, se vai a vedere Machete o Fast & Furious te ne aspetti delle altre ancora. Chi non è in grado di capire questo forse farebbe bene a non andare al cinema.
    Per me “commerciale” non è una parolaccia anche se preferisco “popolare” ma non è solo una questione di bieco mercato: se la trama, le atmosfere, il tipo di storia che vuoi raccontare richiede di mostrare certe cose, il regista ha il sacrosanto diritto di mostrarle nei modi che ritiene.
    Per quanto mi riguarda il miglior modo di rispettare lo spettatore di qualsiasi età è fare un bel film..e non parlo necessariamente di un film d’autore ma di un’opera all’altezza delle proprie ambizioni: Lezioni di piano della Campion e un horror trucido e violentissimo come Hostel di Eli Roth non hanno nulla in comune ma entrambi sono film riuscitissimi all’interno dei rispettivi mondi (o generi) narrativi
    E quando si tratta di cinema e) in generale arte io sono contento quando l’opera mette alla prova la mia sensibilità e mi mostra (o mi dice) cose che preferirei non vedere o sentire. Personalmente io voglio essere coinvolto non solo ma anche emotivamente, che ciò avvenga facendomi sorridere o ridere, facendomi commuovere o facendomi paura poco importa. E sono contento quando un film riesce a “urtarmi” disturbarmi o anche shockarmi (a questo proposito il film che mi ha più “disturbato” di più, che mi ha fatto stare male come nient’altro è Salo di Pier Paolo Pasolini, film tra l’altro nient’affatto “commerciale”, mi ha fatto star male, mi ha mostrato ciò che mai avrei voluto vedere e me lo ha mostrato in un modo quasi insopportabile ma sono contento di averlo visto)

  28. insomma, banalmente: c’è chi ama l’horror d’atmosfera tipo The Others, chi ama gli splatter tipo Hostel…io sono di quelli che apprezza entrambi e tutto quello che c’è in mezzo, e amo pure le commmedie brillanti, i film drammatici, i film d’azione il cinema d’autore (per me la distinzione fra cinema d’autore e cinema di genere posso usarla per comodità ma non ha alcun senso, vedi Kubrick o Hitchcock ma anche Carpenter che per me è un autore in piena regola), non è importante il genere o il sotto-genere..perchè ciò che voglio è una storia che mi prenda. Non cerco altro.

  29. “che ciò avvenga facendomi sorridere o ridere, eccitandomi, facendomi commuovere o facendomi paura poco importa” così è completo

    E aggiungo una cosa ancor più banale: la narrativa racconta l’umano, i rapporti tra le persone e la società: la violenza (anche efferata) ne fa parte ed è legittimo raccontarla. Così come il sesso.

  30. Non condivido mai il cortocircuito tra pornografia, e prostituzione. trovo ingenuo credere che la pornografia sia un parto maschilista e che la visione di film erotici o scene erotizzate alimenti la prostituzione. La prostituzione trionfa a prescindere, certo in base a un equilibrio sessista tra i generi, ma per come quell’equilibrio razionalizza e organizza il potere politico dei generi. Anzi, la censura, la non visione dell’eros, del corpo etc colludono con un sistema culturale che fa dei corpi delle donne un bene per pochi, qualcosa a cui arrivare grazie a conoscenze introduzioni etc. La censura è parente del bordello vecchia maniera, la sessualità esposta a una maggiore democratizzazione dell’uso del corpo.
    Che poi in Italia, questa rappresentazione viri a forme discriminatorie lo capisco – ma non perchè si vedano corpi tout court, ma perchè le dinamiche sono fissate a logiche asimmetriche dove lui ha il potere e lei no, lui è sempre soggetto e lei sempre oggetto….insomma, non la farei così semplice.
    ps. the blind ring è un film gradevole e ben fatto – certo che vuole essere di denuncia, non è che siccome non c’è il lieto fine con la vittoria dei buoni non lo è. Ma questo è ot.

  31. @Zauberei Infatti quando mai un film di denuncia, che per definizione deve indignare almeno un po’, ha il lieto fine? Il lieto fine è consolante, nient’affatto funzionale allo stimolo

  32. Il tema dei bambini/adolescenti e dell’esposizione a fatti conturbanti è vecchia come il mondo, ed è una responsabilità dei genitori/educatori. Ovverosia è sempre una questione di educazione, che deve avvenire prima dell’esposizione. In generale, se non la vuoi chiamare educazione, chiamala prevenzione. Se non dai gli strumenti per de-strutturare un film (erotico, violento, d’azione, d’autore), creerai sempre un “pericolo”, un’esposizione incontrollata.
    Parliamoci chiaro: L’origine del mondo di Courbet (1866) ancora desta scandalo – ma lo scandalo è negli occhi di chi guarda o dov’altro?
    E chiariamoci: la differenza tra due nudi, il David e “l’origine” per dire, è ovviamente nel messaggio, che richiede di padroneggiare narrative diverse e -forse- momenti diversi per essere apprezzato. Ma l’esposizione deve essere preparata, non si può semplicemente sbattere lì due nudi e sperare che gli spettatori (a prescindere dall’età) facciano il resto. Assecondare i bassi istinti non è di per sé “male”: si può discutere del mezzo, del linguaggio e dell’efficacia della realizzazione – oltre che dello scopo dell’autore. E’ non essere preparati a fare quest’analisi il vero problema – e di chi sia la responsabilità di questa mancanza.

    @oreficemichele
    Il “caso Miriano” è tutto un problema locale legato al titolo (tant’è che il libro è stato criticato senza essere letto, per stessa ammissione dei protagonisti). Il tutto è dovuto alla (dilettantesca? astuta?) traduzione del titolo (Sposati e sii sottomessa) nel contesto culturale spagnolo (giacché in Italia il libro è relegato allo scaffale “umorismo”). Evidentemente c’è un corto-circuito che noi non vediamo.
    La laicità è quel campo neutro che consente a tutte le religioni di convivere senza scannarsi; che non ti vieta di educare i tuoi figli come ritieni meglio, anche facendo a meno del servizio di base offerto (scuola statale, SSN, eccetera). “Ama la libertà del prossimo tuo e fa’ ciò che vuoi” per parafrasare un motto a te caro (al di là di quel rispetto agiscono i Codici).

  33. intendevo dire che bling ring non è, secondo me, un film “a tesi”, c’è una componente di denuncia (non predicatoria) ma non lo appiattirei su quella. E’ solo la mia opinione. Chiedo scusa per l’ot

  34. Vado lievemente ot… spero non totalmente.
    Ho letto in più commenti un concetto che sintetizzo nella frase “la violenza (il sesso) fa vendere e quindi i media lo usano sempre più spesso nelle loro narrazioni”.
    Non sono d’accordo. Sono cambiate le narrazioni. Sono più strutturate e meno lineari (consiglio a proposito “Tutto quello che fa male ti fa bene” di johnson steven).
    Non sono cambiati i contenuti ma i contenitori.
    Pornografia e violenza non sono una novità e incidono sulla morale condivisa in maniera generalmente poco incisiva (lo stesso dibattito ci fu quando uscì “Natural born killer” ma anche quando uscì “Cane di Paglia”).
    C’è un problema di etica a mio avviso che non si risolve con una stretta morale ma facendo sì che istituzioni “censorie” condivse come la fu chiesa cattolica siano sostituite da altre istituzioni. La morale cattolica non funziona più. Bisognerebbe trovare un’istituzione (la famiglia? lo stato? la politica? le reti sociali? ma che ne so…mica faccio il sociologo) che si sostituisca come creatore di un’etica condivisa (che porta a sua volta una morale condivisa).

  35. ps. alcuni anni fa (fine anni ’90) i movimenti femministi più estremisti arrivarono ad aprire dibattiti parecchio interessanti sulla pornografia e sulla sua produzione. Il modello attuale è basato su clique di inarrivabile stupidità. Se penso che siano sani? No. Lo penso per questioni morali? No, lo penso perchè non sono affatto rappresentativi della realtà. Si può fare un discorso costruttivo a riguardo? Ma quando mai… Anche qui se ci fosse una morale condivisa (sorretta da un’istituzione che reputo possa essere la scuola) su cosa è la sessualità e su come si vive una sana sessualità molti clique cadrebbero e avremmo adolescenti un tantino più consapevoli.

  36. a parte il fatto che tutte le regole (nel sesso e non solo) contengono già la loro trasgressione, non capisco cosa (a parte la consensualità, ovviamente) debba caratterizzare la sessualità “sana” in un eventuale corso scolastico di educazione alla stessa
    Per quanto riguarda la pornografia essa ha un significato ben preciso, noto che spesso vengono etichettate (e condannate) come porno immagini che per quanto possano essere “esplicite” non sono porno.
    Sulla complessità delle narrazioni attuali concordo. Per me è un pregio

  37. Marco, sulla questione “età del consenso” (premesso sia chiaro il significato dell’espressione…) stai facendo una certa confusione. Ti prego di informarti. In sintesi possiamo asserire che in Italia non è reato avere rapporti sessuali con un/a minorenne di 14/17anni, come invece in diverse occasioni si lascia intendere… non ultima quella delle vicende berlusconiane, dove il reato è prostituzione minorile… in altre parole il reato è fare sesso con una 17enne pagandola per la prestazione.

  38. Come spesso capita tra blog, altrove si discute (oddio, ci provano, ma cade subito il silenzio) di età del consenso e reati sessuali con minori
    http://www.ilcorpodelledonne.net/2013/12/dalla-parte-della-bambina/
    Il caso citato da Zanardo ha dell’incredibile e se non è una bufala giornalistica non so cosa pensare… La Cassazione che tradisce ampiamente la normativa italiana sull’età del consenso? Intendiamoci, nel caso specifico anche a 15anni sarebbe stato reato avere rapporti sessuali tra un “tutore”, o figura analoga, e la ragazza. Qui parliamo di undici anni 11!! – siamo addirittura sotto la soglia dei 13 dove per la legge italiana è fissato il consenso solo tra coetanei e con minima tolleranza di differenza d’età tra i due; sicuramente sarebbe altra questione se il rapporto avvenisse tra una 11enne e un 13enne, si entrerebbe cioè in quei casi limite in cui la Cassazione avrebbe giustamente da valutare le implicazioni culturali dell’ambiente dove i soggetti sono cresciuti, l’identità psicologica e lo sviluppo sessuale dei due minori. Ma è chiaro che l’abuso del più grande sul più piccolo è sempre in agguato. Per tanto quei 60 vs 11 fanno semplicemente orrore, oltre che gettare nel ridicolo Stato e Cassazione (un po’ come la vecchia storia dei jeans antistupro…). Vogliamo i nomi e i cognomi di coloro che hanno sentenziato. E anche l’interdizione dai pubblici uffici.

    Diversamente la questione va considerata dai 14anni in poi, dove per la legge italiana, salvo casi particolari, l’età del consenso è effettiva. In altre parole a 14 ci è riconosciuta la determinazione a scegliere se fare o sperimentare attività sessuali con coetanei e/o adulti. E questo in funzione di uno sviluppo sessuale dei giovani che andrebbe garantito da una società NON-sessuofobica. Dunque è propaganda reazionaria e puritana sostenere che sia reato fare sesso con un minore di 18 anni. Se vogliamo stare dalla parte delle bambine e delle ragazzine cominciamo col non inventarci reati inesistenti. Magari accentando lo sviluppo sessuale di una 11/14 enne che va preservato, certo non incoraggiato, ma preservato e non intralciato nel suo corso (semmai supportato con strumenti culturali adeguati). Difficile? Possiamo sempre scegliere di non fare i genitori. Facciamocene una ragione, a 14 anni Lei può decidere se fare l’amore, sperimentare, fare giochi sessuali, coprarsi un vibratore e masturbarsi quanto, con chi e come le pare.

    ________________________
    ————————————–
    oltre alla voce WIKIPEDIA
    http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_consenso
    CITO DAL WEB (Dott.ssa Federica Federico)

    Proviamo a chiarire la disciplina giuridica della materia.
    Il codice penale, all’articolo 609quater, prende in esame gli atti sessuali con minorenne. Per comprendere questa norma è indispensabile conoscerne il principio ispiratore, ovvero l’incipit da cui il legislatore è partito.
    Diciamo subito che la legge è sempre chiamata a rispondere al suo naturale compito di tutela.
    In linea di principio, nulla c’è da preservare nell’intimo ambito della lecita sessualità adulta e consapevole, dove, infatti, la legge non entra affatto.

    Diversamente, la legge deve predisporre idonei strumenti di tutela quando gli atti sessuali, ampiamente considerati, coinvolgano dei minori. Ciò perché il minore, diversamente dall’adulto, non è completamente capace di autodeterminarsi e, in relazione all’età, è più o meno vulnerabile, influenzabile e manipolabile, specie quando vengono messi in gioco i suoi più intimi e delicati sentimenti.
    Il legislatore, disciplinando gli atti sessuali con minorenne, ha perseguito lo scopo di garantire un sereno, sano e graduale sviluppo sessuale dei giovani, anche preservandoli da traumatiche violazioni della loro sfera più intima.

    Per esplicita disposizione di legge, non sono punibili i minorenni che coscientemente e liberamente compiano tra loro atti sessuali, purché abbiano raggiunto i 13 anni e la differenza d’età all’interno della coppia non superi i 3 anni. In pratica la legge riconosce agli ultratredicenni il diritto a vivere liberamente i legami affettivi tra coetanei. Ammettendo, altresì, che una relazione amorosa possa avere risvolti sessuali già a questa età.

    Fuori dai casi di atti sessuali tra coetanei, la legge considera sempre reato compiere atti sessuali con soggetti minori degli anni 14, anche se consenzienti.
    Esemplificando la lettera della legge, possiamo dire che è riconosciuto al minore ultraquattordicenne il diritto alla libertà sessuale. Ovvero, il minore che abbia compiuto i 14 anni è libero di partecipare scientemente ad atti sessuali, purché liberi, non coartati e non violenti.
    Al contrario, sotto la soglia dei 14 anni, la sfera sessuale è per legge intangibile e, quindi, gli atti sessuali con soggetti minori dei 14 anni costituiscono sempre, per presunzione di legge, reato.
    Chi li commette non può addurre a sua discolpa il consenso del minore. Infatti, la legge, istituendo una presunzione di reato, è come se affermasse la assoluta incapacità del minore degli anni 14 di gestire la propria sfera sessuale, quindi la sua naturale inettitudine a prestarsi ad atti sessuali.

    A maggior tutela del minore la legge individua dei casi specifici in cui è reato compiere atti sessuali con soggetti minori degli anni 16.
    In pratica inquadra delle particolari circostanze di fatto per le quali è necessaria una più stringente tutela, che, appunto, appresta innalzando la soglia d’età della “vittima”.
    Ai sensi del secondo comma dell’articolo 609quater, è reato compiere atti sessuali con soggetti minori degli anni 16 quando il colpevole sia il nonno, il genitore anche adottivo, il tutore o qualunque altra persona a cui il minore sia stato affidato per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza o custodia oppure che abbia col minore una relazione di convivenza.

    Nei casi di specie, la legge deve massimizzare la tutela perché le dinamiche dei rapporti tra i soggetti coinvolti sono tali da condizionare in modo determinante la volontà di un minore. In questo senso il rafforzamento della tutela non può che risolversi in uno spostamento in avanti della indicazione dell’età, per cui si avrà reato non più sino ai 14 anni del minore, ma sino agli anni 16.

    È opportuno precisare che la definizione di atto sessuale accolta dalla legge è aperta ed estesa. È palese che un minore possa, in linea teorica, subire traumaticamente diversi comportamenti sessualmente rilevanti; in altre parole la lesione della sfera dell’intimità sessuale di un minore non è necessariamente legata al solo atto sessuale completo, possono essere traumatici anche più “blandi” comportamenti libidinosi. Nella fattiva valutazione del compimento d’atti sessuali con minori, ogni imputazione va esaminata tenendo conto dei modi ed dei tempi in cui si sono realizzati gli accadimenti, nonché considerando i soggetti protagonisti.

    Come si difende un minore dalla lesione della propria sfera sessuale? E come possono intervenire legittimamente i genitori?

    I reati in esame sono perseguibili a querela.
    Di norma, il diritto di proporre querela spetta esclusivamente alla persona offesa da un reato. Per i minori di 14 anni il diritto di querela è esercitato dal genitore o dal tutore.
    I minori che hanno compiuto 14 anni possono autonomamente esercitare il diritto di querela, ma, in loro vece, possono agire anche i genitori o il tutore.
    Il legislatore ha compiuto la scelta del ricorso alla querela per garantire massimamente la riservatezza della persona lesa.
    In questo modo, infatti, il minore e la sua famiglia avranno sempre la possibilità di decidere in piena autonomia se denunciare o meno.
    La querela, una volta prestata, è irrevocabile. La previsione della irremissibilità della querela dipende dalla necessità di evitare che le denunce vengano ritirate, in corso di procedimento, a seguito di pressioni e minacce esercitate sulle parti offese, ovvero sui querelanti con l’intento preciso di determinarli al ritiro della denuncia

    Dott.ssa Federica Federico

  39. @Luzy Quello che so è dovuto ad una semplice lettura del codice. Forse ci sono norme integrative o interpretazioni che fanno giurisprudenza che non conosco. Comunque il problema si pone soprattutto quando il maggiorenne è un tutore o una figura dotata d’autorità, su questo siamo d’accordo. Cerca anche tu nella lettera degli articoli: ero certo che fra i quattordici e i sedici i due partner non potessero avere una differenza d’età maggiore rispetto ad una soglia fissata.

  40. In effetti avevo un po’ di confusione: la soglia non è sedici e diciotto in casi particolari ma quattordici e sedici in casi particolari e fra minorenni la soglia rimane, ma è, come dici tu, di tre anni (io ricordavo cinque). Rimane critico il caso limite (età rispettivamente 15 e 18).

  41. tu hai difficoltà a leggere imho🙂 spero col sesso vada meglio😛

  42. Ok. Battute a parte (Marco) copioincollo anche il passo dal codice penale, Art. 609-quater. ossia Atti sessuali con minorenne. Va da sé che la mia impressione critica sul chiacchiericcio di stampo neo-femminista (vedi ad esempio Elisa qui sopra, o alcuni commenti sul blog di Zanardo) rimanga la stessa: si tende (sessuofobicamente) ad autoconvincersi che “minore età” significhi “sotto i 18” mentre quando si parla di atti sessuali liberamente scelti (età del consenso) si deve intendere la soglia dei 14. Marco stesso non riesce a darsi pace a quanto pare.
    ________________________
    Art. 609-quater.
    Atti sessuali con minorenne.

    Soggiace alla pena stabilita dall’articolo 609-bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che, al momento del fatto:
    1) non ha compiuto gli anni quattordici;
    2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza. (1)
    Fuori dei casi previsti dall’articolo 609-bis, l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato, o che abbia con quest’ultimo una relazione di convivenza, che, con l’abuso dei poteri connessi alla sua posizione, compie atti sessuali con persona minore che ha compiuto gli anni sedici, è punito con la reclusione da tre a sei anni. (2)
    Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 609-bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni.
    Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi. (3)
    Si applica la pena di cui all’articolo 609-ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci.
    http://www.altalex.com/index.php?idnot=36774
    ________________________________________

  43. è banale invocare la censura, ma è più banale pensare che mettere un freno a determinate immagini – parole – parolame in modo che queste non siano accessibili ad un determinato pubblico – sia sempre e comunque il male. il banale, fatuo, voyeuristico e martellante “dibattito” televisivo su determinate questioni non solo è inutile, ma oltremodo dannoso e anche per noi adulti, portati a pensare che sia sempre e comunque opportuno esprimere “opinioni” e corredarle di immagini appropriate. esiste internet, esistono i giornali, esiste una suddivisione razionalizzata (o che aspira ad esserlo) delle fasce orarie per i programmi televisivi. è vero che a fare “violenza” sono i brutti film (e molti dei film più brutti nascono proprio, ahimè, con intenti “pedagogici” o per meglio dire d’indottrinamento) ma per alcuni anni sono stata abbastanza dentro la questione “cinema e media” per riconoscere quanto, in molto cinema “arty”, siano sfruttati alcuni meccanismi biecamente commerciali con la scusa della “libertà espressiva”. Alcuni anni fa, parlando invece di televisione, mi arrabbiai molto alle parole di un deputato della Lega che invocava la censura per alcuni programmi osceni, indicando tra questi “six feet under”, di cui aveva visto solo alcune scene. ecco, per me “six feet under” è un piccolo-grande capolavoro televisivo, trasmesso malamente e a singhiozzi dalle reti mediaset in orari sempre diversi ed estremi (terza, quarta serata). mi “indignai” per il tono censorio e soprattutto perchè, dall’altra parte, si attribuiva una finta innocuità a programmi televisivi pomeridiani e quindi visibili davvero da tutti, stupidi, ideati per vendere prodotti, autenticamente violenti (vedi grande fratello,. barbara d’urso show, pomeriggio con caterina balivo, ecc.). però ecco, io l’ho visto a 25 anni. avrei potuto apprezzarlo con la stessa intensità forse a 19 (se l’avessi seguito in contemporanea con la sua messa in onda USA), forse persino a 14, ma non “capendolo”totalmente. certo, non a 11 o 10. ci sono alcune esperienze di visione o di lettura che possono essere arricchenti a quell’età pur non essendo dedicate ad essa, ma ci sono nella maggior parte dei casi visioni anestetiche e acritiche, le cui conseguenze non devono essere necessariamente quantificate in quanti omicidi chi vi si sottopone commetterà negli anni a venire.. è ingenuo pensare che l’abilità con un touchscreen o, addirittura, la maturazione sessuale e fisica (che comincia, è vero, anche a 9 anni per le femmine e non molto dopo per i maschi) rendano bambini e preadolescenti improvvisamente maturi. l’elaborazione mentale, psichica ed emotiva non si acquisisce necessariamente con le visioni e le esperienze in dosi massicce e precoci, come alcuni genitori e non solo sono portati a pensare.

  44. ripeto: esistono i limiti di orario per tutelare i più piccoli, siano fatti rispettare, non c’è bisogno di altro. E se posso concordare sui programmi pomeridiani, ritengo che le discussioni su cinema “d’autore” e cinema “popolare” lascino il tempo che trovino (come lo lascia questa distinzione che per me non ha molto senso, come non ha senso puntare il dito sui presunti cedimenti del cinema “arty”: se per il film si ritiene di dover mostrare certe immagini lo si deve poter fare e la libertà espressiva non è una “scusa” ed è riduttivo definire “media” il cinema, io la penso così)..

  45. Ragazzi scusate forse uscirò in parte dal tema della discussione, io non voglio entrare nel merito se la censura sia giusta o meno, e se abbia efficacia o no, indipendentemente da ciò io credo che certi video musicali non solo siano da censurare, siano proprio fuori da ogni logica e non debbano essere accettati da nessuno a qualunque età!
    Lady Gaga – Applause
    Miley Cyrus – We can’t stop
    Miley Cyrus – Wrecking ball
    Miley Cyrus Can’t be tamed

    Non solo per la volgarità delle scene, ma per il messaggio velato che trasmettono! E se non riuscite a vedere davvero cosa trasmettono realmente questi video siete diventati anche voi degli schiavi di questa società basata sul materialismo, dove la donna viene volutamente fatta esporre come oggetto, affamata di fame e successo, soldi e completamente disinibita sessualmente, spregiudicata e arrogante verso tutti!
    Le ragazzine non sono sbagliate, i giovani non sono (siamo, ho 20 anni..) sbagliati, sono i modelli che sono sbagliati!!!!
    E purtroppo i modelli di oggi si chiamano Lady Gaga, Miley Cyrus, Rihanna ecc… dove trainano milioni di fan in tutto il mondo! Guardatevi i video di Lady Gaga (applause, marry the night, judas ecc..) e ditemi voi cosa si può rimproverare agli adolescenti, se gli adulti che hanno successo si comportano in questo modo!! Il messaggio sarà: comportatevi come faccio io, spogliatevi e prostituitevi, siate arroganti, e conquisterete i soldi e il successo, che sono la cosa più importante (addirittura nel video we can’t stop di m. cyrus c’è un ragazzo che mangia i soldi, come se si volesse trasmettere che il potere, il bene più rappresentativo siano i soldi che addirittura sostituiscono il cibo, stessa cosa la troviamo nel video di rihanna pour it up, strana coincidenza…)..
    Mi spiace ma io la vedo così, non riesco a capire come venga fatto passare tutto questo tra l’indifferenza, non stiamo parlando di pornografia, ma di molto di più a mio avviso…
    Saluti.

  46. a giudicare da quest’ultimo commento e anche da oreficemichele grondanti paranoia reazionaria, questo post deve essere finito sulla bacheca di qualche ciellino o simili
    spero non ci sia un’invasione di cavallette fondamentaliste cattoliche

  47. @ Paolo
    Mi spiace, ma non sono cattolico😉
    Dimmi dove sbaglio nell’interpretazione allora, guardati i video che ho citato e dimmi quale sia il senso, che dev’essermi sfuggito…

  48. Senti, il video di Lady Gaga è visionario e molto bello.
    Tu non sarai cattolico però qualcosa in comune ce l’hai dato che il tuo commento potrebbe averlo scritto il mio prof di religione del liceo.
    Del resto specie in Italia, nessuno, neanche un non credente, può dirsi estraneo a quella cultura: vedi tutti quelli “di sinistra” innamorati di Papa Francesco e dei “preti buoni” (o presunti tali) o quelli che dopo una vita da laicisti, comunisti, anarcoidi mangiapreti e libertini-libertari..a un certo punto invecchiano, e “scoprono Gesù” e diventano più papisti del Papa..sempre se non si convertono a qualche altra religione, corrente spirituale o setta

  49. Magari ci fosse la censura! Con la possibilità per tutti gli adulti di vedere tutto il materiale pornografico che vogliono, ma senza fare in modo che la pornografia penetri massivamente nella società, come succede adesso.

  50. Probabile che OreficeMichele sia arrivato qui seguendo me (è possibile? Dovrei ripassarmi il funzionamento di blog e IP…). Di solito frequento anche il suo blog (come molti altri) dove dissento spesso, essendo il tema principale proprio la religione. Posso capire il forte disaccordo di Paolo…ma che gusto ci sarebbe se partissimo tutti dagli stessi valori di fondo. Preferisco che uno sia tradizionalista, lo dica e se lo lasci dire piuttosto che passi oltre, magari rimanendo comunque della sua idea e non lasciando commenti perché sicuro d’essere fischiato

  51. PS Cristiano, la censura non funziona: su questo potrei trovare sponda persino fra i turbocapitalisti del positivo-a-tutti-i-costi, nel senso che non li approvo per niente ma concordo quando dicono che un pensiero “in negativo” è meno immediato per la mente e finisce per evocare il suo contrario. Infatti a me è venuta voglia di guardarmi “Applause” mentre prima di leggerti avrei optato per Giorgia…

  52. @ Paolo
    Affermare che il video della Gaga sia molto bello mi lascia senza parole! Ma vabbè… Mi sembra chiaro che ormai tutto va bene, tutto è concesso, tutto è accettato, il momento storico dice questo e lo accetto (a malincuore), almeno lasciami ancora la libertà di rimanere esterrefatto e stupirmi (in negativo) di quello che vedo…

    @Marco
    Ripeto, io non voglio esprimermi se la censura sia giusta o meno in linea generale, però credo anche che esistano dei limiti (morali, sociali, etici, chiamali come vuoi…), indipendentemente dal fatto di essere credenti o meno (rif. @Paolo) e dal mio punto di vista questi limiti sono stati oltrepassati nettamente a causa principalmente dell’avvento dei mass media e internet.
    I genitori possono far poco ragazzi, non hanno il potere di controllare 24h/24 i figli piccoli: ormai a 9/10 hanno tutti lo smartphone (mio cugino è in 5°elementare e lo ha già da un anno, come lui praticamente tutti i compagni), possono accedere a youtube liberamente senza vincoli o ovunque per la rete e saranno bombardati da cose con cui non dovrebbero avere a che fare a quella età…

  53. Caro Cristiano, sono pronto a stupirti ancora di più in negativo dicendoti che considero Lady Gaga artisticamente notevole sempre nell’ambito di una certa musica pop come considero notevole la fonte d’ispirazione di Gaga che è Madonna..e non avrei nulla in contrario personalmente se un/una dodicenne guardasse il videoclip di Applause o Alejandro.
    Comunque: una volta appurato che per “colpa” dei mass media i nostri poveri pargoli innocenti accedono ai diabolici videoclip di Lady Gaga o peggio Miley Cyrus, invece di farsi prendere dalla paranoia tipo i genitori di South Park..non potrebbero i genitori semplicemente parlare con i pargoli, discutere di queste cose videoclip di Gaga compresi possibilmente senza inorridire o demonizzare? conosco le obiezioni: i genitori non hanno tempo, non hanno “gli strumenti”, non sono in grado..e ovviamente queste obiezioni potrebbero valere anche per insegnanti ed educatori..bene io rispondo che ci devono provare lo stesso, dal momento che i figli li hanno fatti, dal momento che hanno deciso di fare gli insegnanti e comunque di stare a contatto con bambini e ragazzini ci devono provare e riprovare ancora e se non vogliono o non ci riescono forse non sono granchè come genitori o insegnanti

  54. Gli strumenti i genitori è il minimo che li debbano avere. Ma non per fare il Grande Fratello in miniatura bensì per smontare certe spacconate pop-moderne e dunque per dare questi strumenti direttamente ai figli

  55. @Paolo
    So che ormai al giorno d’oggi fa scandalo e viene visto male chi si scandalizza e non il contrario, me ne farò una ragione. Tuttavia che la soglia morale delle persone si sia gradualmente abbassata è un dato di fatto, incontestabile… I genitori cosa dovrebbero/potrebbero spiegare,vedendo una celebrità che si mette a 90 (m cyrus con robin twicke http://www.youtube.com/watch?v=g4GmEUiHAJM) durante un concerto davanti a milioni di fan tra presenti e telespettatori al MTV awards…Dovrebbero forse dirgli, che ora siete piccoli e innocenti, ma quando crescerete sappiate che le ragazze di oggi per soldi e successo sono pronte a rinunciare alla loro dignità, tanto chissenefrega ormai va bene tutto…

  56. Se un genitore va nel panico per Miley Cyrus dovrebbe farsi qualche domanda.
    you tube è piena di video che fanno la parodia tanto della Cyrus quanto di Thicke..per cominciare potrebbero divertirsi coi figli guardando quelli anche per dare alla cosa il valore che ha. Comunque cercherei di capire perchè guardano quel video, che cosa gli incuriosisce e cosa ne pensano, e cercherei di rispondere alle loro domande meglio che posso
    E dopo proporrei ai miei figli una pop star migliore e con un po’ più di talento: la stessa Gaga, Katy Perry, Lorde (per fare tre nomi molto diversi).
    Per quanto mi riguarda il problema della Cyrus non è che si mette a 90 gradi, è che fa musica mediocre senza neanche la potenza visionaria e il gusto surreale dei videoclip di lady gaga. La mediocrità e la mancanza di talento sono davvero un pessimo esempio per i bambini

  57. Avrei una proposta per Viola atta a impedire “che la pornografia penetri massivamente nella società, come succede adesso.”
    – – – –
    Farsi penetrare massivamente, maschi e femmine, in privato se credete, durante le prossime vacanze di fine anno. E auguri😛

  58. Ecco il troll di natale…

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