Moda o pornografia? Una campagna virale furbetta

Fashion or Porn?

È online il gioco «Fashion or Porn? Can you distinguish fashion from pornography?» realizzato dall’agenzia di comunicazione milanese NssFactory. L’operazione è interessante, perché ti permette di sperimentare in concreto quanto sia stretto il nesso fra l’immaginario pornografico e quello rappresentato ogni giorno dalle campagne pubblicitarie dei fashion brands: giocando e spesso sbagliando, scopri quanto sia difficile distinguere, all’atto pratico, fra immagini che vengono dalla moda e immagini tratte da YouPorn.

Ma la campagna è anche furba, perché solletica il voyerismo dei navigatori online, oltre che la loro voglia di ridacchiare sulle competenze pornografiche (e pubblicitarie) proprie e altrui, condividendo il giochetto con amici e conoscenti. Detto in altri termini: nel mostrare la somiglianza fra pubblicità di moda e pornografia, l’iniziativa la sfrutta, nel senso che attrae clic esattamente come ne attraggono tutte le immagini in rete di nudi femminili. Qualcuno potrebbe osservare che anch’io, con questo articolo, contribuisco ad aumentare quei clic. Lo so, ma i clic e le condivisioni che arriveranno alla campagna da questo blog saranno clic… più consapevoli, nel senso che potrebbero trasformarsi in denuncia del fenomeno, superandone lo sfruttamento. Almeno in parte. Il che non è poco.

Ringrazio Alice per avermi segnalato la campagna.

19 risposte a “Moda o pornografia? Una campagna virale furbetta

  1. mi sembra una di quelle iniziative volte a dimostrare che il porno (e quindi il “male” secondo molti) si annida ovunque e perciò sono perplesso.

  2. Ma basta, dai. Consiglio un bel film di Andrew Blake: Justine.

  3. Non trovo molte similitudini fra porno e moda. E’ vero che in entrambi i casi sono centrali i concetti di “vendita” e di “corpo” quindi l’apparentamento ideologico (ed eventuale unificazione a scopo polemico) ci può stare. Ma il modo è tutto diverso: esangue, elitaria, astrale e basata sull’insieme l’una, grottesco, volutamente popolaresco,più che terra-terra e incline ad amplificare il dettaglio l’altro.
    Se poi vogliamo parlare di porno provocatorio d’autore, di immagini porno patinate-chic o di erotismo vero e proprio allora le somiglianze possono aumentare ma ci siamo già spostati su qualcosa di più concettuale e artistico: si parla di moda e porno nelle loro accezioni più classiche e divulgate

  4. Mi sono tornati subito in mente i suoi articoli sulle campagne contro la violenza contro le donne passate, che proponevano proprio immagini di violenza. Sbaglio, o qualcosa di affine si può riscontrare anche in questa iniziativa? Ma è mai possibile che non si possa denunciare un fenomeno senza aprire una diffusione virale dello stesso fenomeno?

  5. Sembra si sia detto: “Se poi vogliamo parlare di porno provocatorio d’autore, di immagini porno patinate-chic o di erotismo vero e proprio allora […]”
    ——————-
    Attenzione prego: una figa è una figa.

  6. Luzy, però il contesto fa la differenza, non essere banale.

  7. Cioè, fateci capire. Una figa ben inquadrata da un valente regista è videoarte, mentre invece se la immortala il nostro vicino di casa è pornografia? E i diritti della figa dove li mettiamo? E’ un approccio classista, il vostro.

    Quanto ai tizi di cui al topic, cavalcano semplicemente l’onda di puritanesimo di questi anni. Non s’è mai vista una figa in primo piano per vendere un profumo. Questo è il dato di fatto. Per il resto sezionare il corpo umano cercando di identificare ideologicamente e paranoicamente un’espressione sensuale del viso piuttosto che un’altra è un’operazione di una violenza assoluta, prevaricante, sessuofobica, fascista. Ma quello che stupisce di più è sempre Cosenza, la cui preoccupazione è che si faccia propaganda al porno. Dunque avevo visto giusto anni fa quando contestando Giovanna Cosenza le dicevo che era una neo-femminista reazionaria. Ora che ve ne siete accorti anche voi potrò dormire sonni tranquilli.

  8. Sì, vabbè, ma se mi fanno vedere un mignolo di una donna e mi chiedono di indovinare “fashion or porn” che piffero di gioco è? E poi: al primo errore si ferma tutto e dovrebbero essere 40 domande. E’ proprio istigazione al voyerismo gratuito e becero. YP, al confronto, è per educande: non è così morboso.

  9. Dormire sonni tranquilli, caro luzy? perché, fin qui eri sveglio?

  10. Difficile discernere il confine fra pornografico ed erotico: come la differenza fra un’immagine scollacciata, volgare, al limite dell’indecenza ed un’immagine eroticamente artistica !! Ben l’aveva sviscerata P.Pasolini nella sua filmografia d’oriente. Ognuno ha le sue perversioni. Il voyeurismo informatico, non è altrettanto la coazione a voler comunicare con chi non si conosce affatto??

  11. Beh, anche tu a modo tuo gli hai fatto pubblicità: intento raggiunto. Avessi dato spazio a qualcosa di più interessante, costruttivo, creativo non avresti fatto il loro gioco, ma lo hai fatto, perché è molto più facile criticare e condannare che creare. Pensiamoci tutti. Ciao.

  12. Non capisco una cosa: è un male avere un immaginario pornografico? No, ora, dopo aver dato una scorsa altri post del blog, ho capito meglio: è un male avere un immaginario pornografico “primitivo” e femminofobo (non so se questo neologismo vi piace, ma tant’è, quelli che leggo in giro non sono certo migliori). Ok. Mi piace la crociata di questo blog: attacchiamo chiunque faccia un uso peccaminoso del sesso per le sue campagne pubblicitarie. E rieduchiamo tutti i pervertiti che ci sono in giro. Continuiamo quella battaglia che neanche quei mollaccioni della chiesa cattolica sono più in grado di portare avanti.

  13. Caro Chilgore Trota, no, mi dispiace: credo che lei continui a non capire nulla. D’altra parte, che dire? Uno che usa come pseudonimo “Trota” qualche bel limite ce l’ha.🙂

  14. Molti, moltissimi limiti. Continuerò a studiare,chissà che un giorno non riesca ad escogitare un dispositivo per narcotizzare il voyeurismo impazzito dei navigatori. Potrei diventare ricco, quanti governi occidentali vorrebbero investire in un’invenzione del genere. Con simpatia, suo Trout.

  15. x paolo: riguardo al tuo primo commento volevo chiedere se poi hai fatto il gioco. Perchè mi sembra chiaro che questa campagna non è affatto “il porno si ANNIDA ovunque” bensì “abbello guarda qua”. Il gioco non è un gioco (io ho fatto 2 su 40, chiamiamolo punteggio) ma un espediente per sdoganare qualche foto esplicita aggratis. Inoltre viene segnalato dove si possa ampliare la propria cultura in merito (youporn).
    Quindi ha ragione giovanna: non è una campagna contro il porno o per far riflettere su fantomatiche questioni o differenze etiche. Semmai è un modo per abbassare i toni buttandola sul pecoreccio e avendo una scusa “colta” per guardare foto “tratte da youporn (?)” insieme ad amici (o no).
    Il rischio inoltre, come segnalato dal post, è che da un momento all’altro sia più che lecita la foto esplicita per pubblicizzare ogni cosa. Tanto “una figa è una figa”, no?

  16. Una figa è una figa. Appunto. E mai se ne sono viste per pubblicizzare un profumo. La morbosità che trapela dall’operazione ci rassicura sul fatto che sia un’operazione moralistica e puritana oltre che reazionaria.

    Cosenza dal canto suo (hai voglia, Giovanna, a dirmi che “nonsonsveglio”) la definisce addirittura “interessante” perché (scrive): “ti permette di sperimentare in concreto quanto sia stretto il nesso fra l’immaginario pornografico e quello rappresentato ogni giorno dalle campagne pubblicitarie dei fashion brands”.

    Va da sé che al di là della morbosità non rimanga nulla, se non appunto altrettanto piacere morboso nel stigmatizzare l’immaginario sessuale, erotico, pornografico, nelle sue varie espressioni e rappresentazioni. Un sorriso è un sorriso. Guardate il sorriso di Linda Lovelace dopo la fantomatica fellatio di GolaProfonda, è il sorriso di una bambina felice col suo cono gelato. Vien voglia di dire, provateci. Col cono intendo. O se preferite, andatemi in giro per gelaterie a fustigare le dodicenni scostumate.

  17. non ci vedo nessun moralismo. e’ un divertissment. come il cono gelato😛

  18. Non mi piace che mostrino brevi riquadri, dettagli: è molto più pornografico che modaiolo mostrare dettagli e il motivo per cui non si riconosce il porno dalla moda nel gioco proposto non è che essi sono simili (non solo almeno) ma che viene negato il contesto, cioè l’immagine intera

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...