Come saranno i tuoi ultimi dieci anni di vita? Dipende (anche) da te

Make Health Last

Trovo efficace lo spot con cui la Heart & Stroke Foundation – una fondazione canadese che si occupa di prevenzione delle malattie cardiocircolatorie – promuove l’iniziativa Make Health Last. Perché efficace? Perché racconta due storie con lo stesso protagonista, una a lieto fine e una no. E perché lo fa mettendo in evidenza le emozioni che ciascuna storia suscita sia nel protagonista sia nelle persone che gli vogliono bene: serenità e gioia in un caso, strazio nell’altro. La durezza con cui le due alternative di vita sono comparate mette lo spettatore e la spettatrice alle strette: se non vuoi vivere male i tuoi ultimi dieci anni, fa’ subito qualcosa, «cambia il tuo futuro» dice la voce off alla fine.

E fallo finché puoi, finché sei giovane. Come in concreto? Dall spot non si capisce del tutto (e forse è questo il suo limite), se non per le ripetute allusioni al movimento fisico e alla vita all’aria aperta. Unica chance: cliccare su Make Health Last per capire che fare. Ringrazio Daniele per avermi segnalato la campagna.

8 risposte a “Come saranno i tuoi ultimi dieci anni di vita? Dipende (anche) da te

  1. Aspetto con fiducia il giorno in cui i pubblicitari italiani comincino a prendere appunti da questi ottimi esempi stranieri di pubblicità progresso. Mille grazie a lei, intanto, per proporli sul suo blog🙂

  2. La comunicazione sanitaria è importante, ma in Italia ci sono purtroppo nella sanità alcune consuetudini non degne di un Paese civile.L’intramoenia, ovvero, il fatto che chi paga ha precedenza nelle strutture pubbliche, costituisce una palese violazione al diritto all’assistenza sanitaria.

  3. Mi limito a commentare l’intervento di Dario: trovandomi ancora una volta negli stati uniti, ed essendo venuto a conoscenza diretta di vari casi di come chi non ha dollari viene trattato(con ferocia) dalla “sanità” statunitense, penso che tutti i poveri italiani dovrebbero essere grati al caso di averli fatti nascere nel nostro paese, con un diritto all’assistenza sanitaria almeno in linea di principio, a cui riferirsi, come giustamente fa Dario

  4. Trovo questo spot molto efficace e comprensibile, anche per me che non parlo l’inglese. Mi fa un po’ sentire in colpa, anche se non sono cardiopatica. Se avessi fatto più attività fisica, a quest’ora sarei meno storpia!

  5. Le due storie parallele sono descritte con un’attenzione a particolari e parole che è da manuale

  6. @Dario L’intra-moenia è una sorta di privato a metà e vederlo come una perversione del pubblico (che continua ad esserci) è forse troppo severo. Conta che sono i medici ad affittare le strutture dell’ospedale come farebbero con quelle di una clinica privata e tutto questo non avviene nelle loro ore di servizio pubblico. Anche se sembra un’abominio ed è sicuramente maldestro, è stato studiato per controbilanciare l’attrazione dei medici pubblici verso il privato, che attualmente è sempre più vietata. Può essere persino interpretata come il contentino dato a dei liberi professionisti per poterli de facto vincolare al pubblico come dipendenti…anche fuori dall’orario contrattuale

  7. Ciao Giovanna, ho visto adesso questo post. Per completare l’informazione, visto che la campagna ha partecipato alla Rassegna Internazionale di campagne di comunicazione sociale che organizzo ed ha vinto, ti allego la case-study con un po’ di dati al riguardo.

  8. Per quanto riguarda invece il video a “comparazione”, che hanno ottimi risultati, vi segnalo anche questo , che forse avevate già visto, fatto qualche anno fa per la campagna contro la schiavitù appoggiata da MTV.

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