Se un papà legge “Stasera mi butto” alla sua bambina

Stasera mi butto

Il Comizietto mi ha fatto tre bellissimi regali. Il primo è che ha letto Stasera mi butto. Il secondo è che lo ha recensito sul suo blog. Il terzo è che ha letto ad alta voce alcuni stralci del libro alla sua bambina per farla addormentare. Ne è nato un dialogo tenero ed esilarante. Eccolo:

Una di queste sere Lacomizietta non riusciva a dormire. La storia serale era stata raccontata, ma il sonno tardava ad arrivare. Io ero al suo fianco, e stavo leggendo Stasera mi butto, ero proprio all’inizio.

Papi: Ti leggo il libro che sto leggendo?
Figlia: Mhmmm… dài, prova.

Leggo, leggo il flusso di coscienza di Maikol, se non ricordo male. Ricordo invece i numerosi cazzo nel testo. Lacomizietta mi ferma.

Figlia: Ma ci sono tutte quelle parolacce nel testo?
Papi: Ehmmm, sì.
Figlia: Allora quelle saltale.

(Forse abbiamo esagerato nel trattenerci dal turpiloquio, durante la crescita…)
Poi finalmente si addormenta.

Qualche giorno dopo, terminato il libro, le accenno le cose straordinarie che vi ho letto. La informo che il romanzo è stato scritto da una professoressa universitaria, sa già che ci sono le parolacce, e la informo anche che si parla di sesso. Sgrana gli occhi.

Figlia: E i suoi alunni? Cosa pensano della loro professoressa che scrive quelle cose?
Papi: Non so. Bisognerebbe chiederglielo.
Figlia: E glielo chiedi?
Papi: Boh… sì, posso chiedere…
Figlia: Sai che anche la Maestra una volta l’ho sentita dire una parolaccia?
Papi: Fammi indovinare: cazzo.
Figlia: Essì, proprio quella. Lei pensava che io non ascoltassi, ma io faccio finta di non ascoltare e invece sento tutto.

Questa mattina:

Figlia: E il titolo? Perché Stasera mi butto?
Papi: Perché fra i personaggi c’è uno che fa BASE e poi perché i personaggi sono pieni di paure e pregiudizi che alla fine vengono in qualche modo superati. Alla fine si buttano anche loro nella vita. [Vi ho già detto anche troppo… siamo al limite dello spoiler.]
Figlia: Io pensavo perché uno si buttava nella lettura. Cioè uno arriva alla sera e si butta nella lettura.
Papi: È vero. Forse anche per quello.

E adesso rispondo a Lacomizietta: cosa pensano i miei studenti della prof che ha scritto un libro con le parolacce? Non si stupiscono neanche un po’ e nemmeno ci restano male, cara Lacomizietta, perché a lezione spiego sempre che la volgarità non sta necessariamente nelle parolacce. Dipende da come le dici, dal motivo per cui le dici, dipende dalla persona a cui le dici e dalla situazione. E poi nel libro non sono mai io a dire le parolacce, sono i personaggi. Alcuni personaggi di Stasera mi butto dicono diverse parolacce, altri invece non le dicono mai. Dipende dal loro carattere e dalle loro abitudini, un po’ come accade alle persone in carne e ossa. Ma anche quelli che nel libro dicono le parolacce lo fanno solo perché dentro di loro stanno male, perché sentono dolore e allora le parolacce li aiutano a soffrire meno. Le dicono per sfogarsi, insomma, per sentirsi più leggeri. E poi le dicono fra sé e sé, mica le lanciano agli altri come sassi, dunque non fanno male a nessuno. Per questo i personaggi di Stasera mi butto non sono volgari nemmeno quando dicono le parolacce, proprio come spiego a lezione. E i miei studenti vivono tranquilli. Ciao!🙂

Leggi infine, se ti va, la bella recensione che Comizietto padre ha dedicato al libro.

7 risposte a “Se un papà legge “Stasera mi butto” alla sua bambina

  1. Una bella recensione proprio meritata!
    Con infinita stima🙂

  2. A me capita di dirne qualcuna considerata non grave ma per me non dovrebbero esistere. Ditemi pure che sono all’antica ma per me è giusto così.

  3. Recensione molto bella di un libro molto bello.

  4. Cof cof… anticipo a nome de Lacomizietta: grazie Giovanna per la risposta! La leggeremo insieme domani mattina e conto di far sapere le Sue reazioni in serata.

    Per quanto riguarda le parolacce: so di situazioni in cui la persona usa la bestemmia come intercalare (al posto di “allora” o “cioè”) e quando dice una parolaccia come tale chiede scusa per la volgarità. Il contesto e le intenzioni contano.🙂

  5. La forza del libro è la sua debolezza. Quando l’ho letto mi son detto questo non è un romanzo transmediale è una enciclopedia di emozioni, un vocabolario del vissuto, un florilegio di sedute di psicoterapia.

    Stasera mi butto è un libro difficile, non per la scrittura o per la trama ma per la profondità che racchiude. È un romanzo artesiano, un viatico di speleologia delle emozioni.
    Per entrarci dentro bisogna avere la meraviglia di un bambino o la competenza di un intellettuale di vera avanguardia (non di quelli contemporanei che recuperano il passato trasformandolo in futuro).
    Il futuro è il presente.
    Stasera mi butto è un esperienza di lettura, un tuffo nell’intimità del non detto, è un nascondiglio di paure e di emozioni celate.

    Stasera mi butto andrebbe letto la sera a tutti i bambini prima di andare a letto, andrebbe letto a scuola a voce alta, andrebbe letto in chiesa durante l’omelia della domenica. Sapete perché?
    Perché è un libro coraggioso e noi abbiamo perso il coraggio.
    È coraggioso perché azzarda: sulla scrittura, sulle emozioni, sul plot, sulla lingua, sui personaggi.
    È coraggioso perché è vero.
    È coraggioso perché è profondo e difficile (ma di una difficoltà diversa, una difficoltà delle emozioni).
    È coraggioso perché non è go to market.
    È coraggioso perché non è quello che sembra.

  6. Lacomizietta ha letto la risposta, è soddisfatta, ringrazia e per ora non ha dichiarazioni da fare.🙂
    ilcomizietto.portavoce

  7. Pingback: [libro] Stasera mi butto /2 (spigolature) | Ilcomizietto

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