San Valentino: se il distributore di libri propone rigidi stereotipi di genere

Abbiamo visto ieri gli sforzi di Schwarzkopf per superare alcuni cliché di San Valentino. Vediamo oggi invece come il marketing dei libri possa ancora inchiodare uomini e donne ai più rigidi stereotipi sui loro gusti letterari. Ecco le «idee regalo» che BookRepublic propone per San Valentino (ringrazio Marco per la segnalazione):

Per lei: (clic per ingrandire):

Per lei 1

Per lei 2

Per lui (clic per ingrandire):

Per lui 1

Per lui 2

12 risposte a “San Valentino: se il distributore di libri propone rigidi stereotipi di genere

  1. infatti, come dicevo l’altro giorno..

  2. Saranno anche stereotipi e su questo non discuto…..però l’offerta di un prodotto viene pur sempre fatta perché c’è domanda o perché si sa di riuscire ad attirare una buona fetta di consumatori…è una triste verità ma, se li propongono, sarà perché c’è chi li compra e rientra in questi luoghi comuni, o sbaglio?

  3. Io ho letto Due di due e mi è piaciuto, senza sapere che era un libro “Per lei”.mi devo preoccupare?🙂
    Comunque questo marketing “di genere” sui libri mi pare sommamente idiota ma inutile: se una donna o un uomo vuole leggere Bridget Jones o L’esecutore o entrambi se li legge tranquillamente..

  4. Le stesse identiche offerte sono anche su Amazon. Sono gli editori a proporle, non il distributore. Per favore, già non li compra nessuno i libri, sparare così sulla Croce Rossa è veramente triste.

  5. L’ha ribloggato su Zibaldone Dugongoe ha commentato:
    Un’agghiacciante verità

  6. Un po’ di musica?

  7. Decisamente d’accordo… è la fiera dell’ovvio. Per lei titoli romantici e per lui thriller e sport. Non fa una piega!

  8. sono d’accordo
    ma
    mi viene in mente un esempio non so quanto pertinente riguardante l’editoria giapponese. In Giappone l’editoria è rigidamente divisa per genere e fasce d’età. Questo soprattutto perché anche i libri vengono pubblicati a puntate sulle riviste e successivamente pubblicati in volume. Per concludere: in giappone si hanno tante autrici quanti autori (e tante lettrici quanti i lettori), cosa che non posso dire dell’italia.
    Detto questo la scelta di book republic è piuttosto triste.

  9. Da lettrice onnivora e appassionata, ogni qualsivoglia classificazione di libri secondo genere, età, o pubblico, mi fa accapponare la pelle.

  10. Banalotto, anche se non ho mai capito se banali e suddivisi siano i gusti del pubblico o i libri stessi proposti. E’ nato prima l’uovo o la gallina?

  11. Mah, io non direi che “il marketing dei libri possa ancora inchiodare uomini e donne ai più rigidi stereotipi sui loro gusti letterari”, se io fossi il responsabile marketing avrei fatto la stessa scelta perché tenterei di rivolgermi al più ampio pubblico possibile, non per condizionarne i gusti, ma per assecondarli, poiché è vero che talvolta è più facile trovare un uomo appassionato di thriller che di romanzi rosa, magari soprattutto tra coloro che cercano ispirazione per un regalo su BookRepublic.

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