Antirenzismo e antiberlusconismo: somiglianze e differenze

Qualche giorno fa Luca Sofri ha twittato:

Prendo spunto da questo tweet per riflettere su somiglianze (una sola, ma cruciale) e differenze non tanto fra Renzi e Berlusconi – il paragone funziona solo se sei Crozza e vuoi far ridere, punto – quanto fra antirenzismo e antiberlusconismo. Va detto però che è ancora presto per fare un confronto serio, per cui prendilo come l’inizio di un gioco.

Somiglianza (una sola, fondamentale):

In politica limitarsi a essere contro qualcuno, senza costruire un frame autonomo di proposte, idee e valori propri, è il modo migliore per lanciarsi un boomerang in fronte, mettendo al centro dell’attenzione l’avversario e con ciò rinforzandolo. L’ha fatto per anni il centrosinistra con Berlusconi, e si sono visti i risultati: Berlusconi spesso vincente, la sinistra perdente. È ciò che rischia di fare, oggi, l’antirenzista che sta dentro al Pd (e ci resta), senza avere la forza politica (e mediatica) di formulare e far passare proposte diverse. Èd è ciò che rischia di fare l’antirenzista di Sel.

La maglietta dell'antiberlusconiano

Differenze:

  1. Gli antiberlusconiani stavano (e stanno?) tutti e solo nel centrosinistra. Detto in altri termini: se uno/a era di centrosinistra, allora era per forza antiberlusconiano; se uno/a era antiberlusconiano/a, allora era di centrosinistra. La regola era (è?) talmente stringente che, quando Gianfranco Fini, pur essendo di centrodestra, si fece antiberlusconiano, sparì dalla scena (accadrà anche ad Alfano? Non è detto, perché non si professa così radicalmente antiberlusconiano). Gli antirenziani, invece, sono sparsi un po’ in giro: se ne trova una manciata nel Pd, sono la maggioranza degli  appartenenti a Sel (forse là dentro c’è qualche agnostico) e coincidono con la totalità degli appartenenti al M5S. Non si registrano, al momento, antirenziani oltranzisti nel centrodestra, eccezion fatta per le sparate di qualche “falco” e “falchessa” di Forza Italia e del quotidiano Libero che li rappresenta.
  2. Gli antirenziani che stanno nel M5S hanno costruito un frame di contenuti, idee e valori autonomi prima che Renzi salisse sul palcoscenico nazionale. Dunque non corrono il rischio, almeno per ora, di rinforzare il frame di Renzi (corrono altri rischi, questo no). Anzi, fanno esattamente il contrario: continuano a evidenziare quanto sia stato Renzi a cavalcare, con il frame della rottamazione, il sentimento “anticasta” del M5S.
  3. L’antiberlusconismo insomma era un monolite duro e compatto (ho detto “era”, perché è stato lo stesso Renzi a incrinarlo, avvicinandosi a Berlusconi: uno di centrosinistra che non è antiberlusconiano!). L’antirenzismo sembra invece un arcipelago di isole che hanno forme e dimensioni diverse, e che sono per giunta mutevoli nel tempo: oggi sei renziano, domani chissà, oggi ce l’hai con Renzi, domani non è detto.
  4. Continua tu…🙂

16 risposte a “Antirenzismo e antiberlusconismo: somiglianze e differenze

  1. Io, no, gneafò.🙂

    La mancanza di frame lascia vuoti e questi vengono riempiti. Se vengono riempiti da Renzi (o da qualsiasi altro), però, non deve stupire. In altre parole: prima di essere anti, bisognerebbe essere pro.

  2. “Gli antiberlusconiani stavano (e stanno?) tutti e solo nel centrosinistra. Detto in altri termini: se uno/a era di centrosinistra, allora era per forza antiberlusconiano”
    Scusa Giovanna, ma qui c’è un errore logico. La prima cosa non comporta la seconda.

  3. @Ben ha ragione sull’errore logico; far discendere la seconda affermazione dalla prima è – per dirla alla vecchia maniera – un caso di fallacia dell’affermazione del conseguente, il cugino sbagliato del modus tollens (quasi mi cmmuove rispolverare questi studi lontanissimi nel tempo:-)

  4. Ben, è un banale “se e solo se”. Valgono i due “se allora”, non solo il primo che tu selezioni. Forse mi sono espressa male?

  5. Giovanna, nel primo enunciato si dice che tutti gli antiberlusconiani stanno nel centrosinistra ma non si esclude che esistano persone di centro sinistra non antiberlusconiane; in altre parole gli antiberlusconiani sotto un sottoinsieme dell’insieme centrosinistra. L’enunciato equivalente al “se e solo se”. sarebbe stato “tutti gli antiberlusconiani e solo gli antiberlusconiani stanno nel centro sinistra” ovvero. i due insiemi sono equivalenti (il SSE appunto). Però non diventiamoci matti con questa sciocchezza, a me è piaciuto buttarmici perché – come dicevo – mi ha fatto tornare giovane per un attimo:-)
    Buonanotte

  6. sven ho scritto “tutti e solo”. Intendevo esprimere in modo sintetico esattamente ciò che hai scritto tu, ma evitando la circonlocuzione tipica del manuale di logica. Mah, sinceramente mi e vi chiedo: capisco che rimbeccare la prof su un banale concettuzzo da esame di logica del primo anno di università vi (a te e a Ben) piaccia tanto, ma non potete applicare un altrettanto banale principio di carità, supponendo che io ‘sta robetta la sappia? E che diamine. Magari cercate di beccarmi in fallo su un esame del secondo o terzo anno, magari.🙂

  7. Il fatto è che le cose da esame del secondo e terzo anno non me le ricordo più!!

  8. L’ha ribloggato su dr. costamagna.

  9. “…vi (a te e a Ben) piaccia tanto”
    Nel mio mondo correggere un errore altrui, fra compagni di strada, è un obbligo civile, come soccorrere uno che cade, quasi un riflesso automatico. Forse non viviamo nello stesso mondo, o non siamo compagni di strada. Niente di male. Viva la varietà.🙂

  10. 4… l’antirenzismo sarà molto più efficace dell’antiberlusconismo, perchè nessuno è più bravo dei vecchi volponi sinistrorsi quando si tratta di criticare un “amico”.

  11. Ma va! Renzi come berlusconi? B. non è mai andato nelle scuole a far cantare gli inni ai bambini (lo ha sempre fatto solo con gli adulti consenzienti). Quello era Ceausescu. Meno male che Mattèo c’eeeeeè. Detto questo sono dalla parte di Renzi, ma in modo critico e ne apprezzo -per ora- più la sostanza che le forme (o, caro Luca, ciò non è lecito?). Ad esempio condivido la priorità del lavoro per i giovani e per tutti e il piano conseguente, ma perché chiamarlo job? Mica che Obama, per fare il fighetto, parla di “piano del lavoro” in italiano. E il fatto che Renzi utilizzi certe forme e strumenti di comunicazione e non altri, questo sì, lo trovo pregiudizievole: in molti siamo cretini, io per primo, ma mica tutti tutti, che diamine. Matteo, vieni al sodo, smettila di fare spettacolo. In quanto a Sofri Luca, con la moglie che si ritrova…
    E poi, tutto questo antigiovannismo… questo blog divaga sempre più.

  12. gli antiberlusconiani muovevano/muovono dai reati e dalle condanne (prescritte e/o passate in giudicato), dai conflitti di interessi, dall’anteporre sistematicamente gli interessi privati a quelli pubblici e da un dissoluto modo di vivere la sua “vita extraprofessionale” . Agli antirenziani e all’opinione pubblica in genere manca (almeno per ora) la gran parte (non l’assoluta totalità) di questi decisivi elementi. Per quanto concerne “le pulci logico-linguistiche fatte a Giovanna”, è …giusto così. Lei è una docente e professionista della comunicazione. Sono certo che questo “laboratorio” le sarà d’aiuto, rendendola sempre più attenta, anche ai dettagli .

  13. A me sembra che l’antiberlusconismo avesse e abbia tantissime buone ragioni. Quello che l’ha reso non sufficiente per vincere non è stata la mancanza di un frame di idee che andassero oltre, c’era anche quel frame, eccome se c’era!. Ma ha prevalso la forza spropositata, per mezzi comunicativi e per denaro speso allo scopo, del frame berlusconiano “mi attaccano perché sono bravo, mi demonizzano perché non sanno far altro”. In altre parole l’antiberlusconismo è stato sempre debole e talvolta debolissimo: perfino gli antiberlusconiani erano convinti che fosse sbagliato essere antiberlusconiani!
    Adesso è la volta di Renzi che arriva al potere con la bugia (mai senza il voto), l’ingannno (le primarie per la segreteria e non per la premiership) e il tradimento ( #staiserenoenrico). E quelli tra parentesi sono solo piccoli esempi, la lista potrebbe continuare a lungo. Arriva al potere per realizzare il sogno di Berlusconi di cambiare la costituzione più o meno nei modi già bocciati dal referendum del 2006. Arriva per sostituire la legge elettorale proporzionale in vigore (non c’è più il porcellum, questo pare non lo sappia nessuno) con una legge maggioritaria truffa con premi e soglie da far invidia alla legge Acerbo di mussoliniana memoria. Chi era antiberlusconiano, proprio per questo, è oggi antirenziano.
    Sono d’accordo, il rischio di un debole antirenzismo è un aiuto al consolidarsi del renzismo. Ma anche in questo caso non perché mancano le ragioni o manchi il frame delle proposte alternative. Solo perché l’antirenzismo, a cominciare da quello sciocco all’interno del PD che mugola e approva nella sostanza tutto quel che gli vien chiesto e finendo con quello ancor più sciocco del M5S che aveva ed ha i numeri per determinare tutt’altra politica e non li ha usati e non li vuole usare, l’antirenzismo è troppo debole.

  14. Eh, Giovanna, ci metto i miei due cents.
    Io rimango convinto che l’antiberlusconismo sia una modalità comunicativa di Berlusconi e vedo che sia Renzi che Grillo, ma soprattutto Renzi, stanno usando gli stessi parametri.
    Mi spiego meglio.
    Berlusconi si poneva come unico baluardo contro il “comunismo”, cioè contro qualcosa che non so manco se in Italia è mai esistito, impostando lui per primo il rapporto comunicativo o con me o contro di me.
    Qualsiasi richiamo alla razionalità, per 20 anni, è stato ribaltato con assiomi a dir poco fantasiosi (tipo che se uno lo votano è innocente) e, questo anche per colpa dei suoi avversari ovviamente, che però non hanno impostato loro il rapporto, lo hanno subìto, non sono stati capaci di invertire la tendenza.
    Renzi sta facendo la stessa cosa, e lo dimostra il tuo post.
    Se qualcuno critica lo sgambetto a Letta, è antirenziano, perchè l’ha fatto “per i nostri figli”.
    Se qualcuno critica la scelta dei sottosegretari è antirenziano, perchè esiste il principio di innocenza e lui si attiene a quello (la logica vorrebbe che il principio di non colpevolezza, che è altra cosa, si applicasse a chi viene scelto quando è senza macchie e si macchia cammin facendo, allora si che va tutelato, mentre così si nega l’errore iniziale).
    Se qualcuno critica la legge elettorale, come la stanno facendo ora, è antirenziano, anche se è un parlamentare ed ha il diritto-dovere di discutere le leggi in parlamento.
    Ora, io non vedo alternativa se non quella di rimanere nel merito, e non criticare Renzi per quello che è ma per quello che, di volta in volta fa.
    Eppure, se anche tu ritieni che chi è dentro al PD o in SEL, sia antirenziano anche quando fa critiche nel merito e proposte alternative, allora temo che la battaglia sia persa in partenza, perchè Renzi, e non chi lo critica, ha imposto, ancora una volta il frame.
    Saluti.
    Giampaolo

  15. Quello che rilevo è che nella sinistra si è quasi sempre contro. Non sono felice di questa constatazione, ma pare ci sia una profonda incapacità di darsi un referente unico, di accettarlo e di sostenerlo in modo compatto. C’è un che di positivo in una forza politica capace di mettersi in discussione, ma qui siamo un po’ oltre rispetto a questo. Prossimamente scopriremo se è strategicamente più efficace l’essere contro in modo compatto (l’antiberlusconismo, che come sappiamo di risultati non ne ha dati molti) oppure l’accerchiare il “nemico” da più parti (l’antirenzismo).

  16. Potremmo dire che l’antiberlusconismo era polarizzante e identitario, funzionale al un sistema imperniato sul bipolarismo muscolare e faceva gioco allo storytelling della “vittima”. Era funzionale a uno scontro culturale e antropologico raccontato come “noi vs loro”.
    Nel caso di Renzi potremmo descriverla come una frattura di un fronte (a varia intensità) antiberlusconiano, divisa tra vecchia narrazione e nuovi framing, tra blocco sociale di riferimento e new labour. Forse l’antirenzismo vero e proprio è quello dei 5 stelle, all’interno della sinistra si potrebbe per ora parlare di metteoscetticismo e matteofobia.

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