Le contraddizioni di Renzi: un genere audiovisivo che Grillo importa dagli USA

Ecco perché Renzi non è credibile

In questi giorni Grillo ha diffuso un video che mette in evidenza le incoerenze e le contraddizioni di Matteo Renzi, ovvero i motivi per cui, secondo Grillo e i suoi, Renzi non sarebbe credibile. La tecnica è semplice: il montaggio mette in rapida sequenza una frase in cui il leader dice una cosa e un’altra in cui dice il contrario; una promessa e la sua smentita nei fatti; un annuncio e la sua mancata realizzazione. Ecco il video:

La tecnica è semplice, dicevo, ma il lavoro di ricerca e controllo sulle affermazioni del leader e sui fatti che ne sono seguiti, per essere efficace, implica attenzione, cura, sistematicità, precisione. L’isolamento delle frasi dal contesto in cui sono state pronunciate, inoltre, deve essere pertinente e non deve stravolgere il senso dei pronunciamenti originali, altrimenti il video perde a sua volta credibilità. Un lavoro che, se ben fatto, è parente stretto del fact checking giornalistico più serio e professionale. Va detto comunque che, anche quando il montaggio è forzato, pretestuoso o addirittura ingannevole, ha una sua efficacia su tutti coloro che già sono contrari al politico in questione o non hanno la capacità, il tempo, la voglia di verificare quanto il montaggio sia corretto.

Ricordo che negli Stati Uniti questo genere di audiovisivi è frequente da anni: l’ha fatto Obama contro Romney nel 2012 e contro McCain nel 2008, l’hanno fatto Romney contro Obama nel 2012 e McCain contro Obama nel 2008. Lo fanno le varie televisioni, per cogliere in castagna il leader politico per cui non simpatizzano. Lo fanno cittadini qualunque, che caricano su YouTube video che mostrano le contraddizioni del leader politico che li ha delusi o che non hanno in simpatia. Riporto solo un paio di esempi, ma se fai su YouTube ricerche con “Obama contradictions”, “Romney contradictions” o “Romney/Obama contadicts himself” ti rendi conto della portata del fenomeno. Nel 2008 mi chiedevo quanto ci avremmo messo, in Italia, ad arrivare a questo genere di produzioni. Ci siamo arrivati con Grillo. Quanto ci metteranno, Renzi e altri, a fare altrettanto?

Obama contradicts himself (su un canale di sostenitori di Romney), October 2012:

Le contraddizioni di McCain sul canale BarackObamadotcom, October 2008:

Questo articolo è uscito oggi anche sul Fatto Quotidiano.

10 risposte a “Le contraddizioni di Renzi: un genere audiovisivo che Grillo importa dagli USA

  1. L’ha ribloggato su andreaspinopico.

  2. E’ il caso tipico del bue Casaleggio/Grillo che dà del cornuto all’asino, secondo loro Renzi.
    Che siano credibili i due rispetto a Renzie è opinabilissimo, nel momento in cui i due hanno rifiutato di governare e non lo faranno mai se non con il 51% e Renzi ha fatto invece di tutto per governare, direi che la differenza tra venditori di aria fritta sia sostanzialmente questa, Renzi ci sta provando, nei modi più assurdi e magari poco credibili , ma ci sta provando , i due marpioni guru settari non fanno altro che cercare di destabilizzare il paese , oltretutto cimentandosi in continue purghe e con metodi da Waco.
    La tecnica comunicativa di Casaleggio come al solito nasconde aria fritta e i progetti predizioni utopiche tristemente geniali come Gaia e aperture di scatolette di tonno sono i contenuti primari del duo di venditori di aria fritta Casalgrillo , almeno Renzie cerca di vendere pentole, sempre meglio dell’aria fritta dei guru.
    Sì, i messaggi contraddittori copiati dalla cultura americana son roba per militanti gonzi grullini.
    Speriamo che Renzi non li imiti, ma temo che lo farà.

  3. Negli USA la communication mix del soggetto politico è dettata da due fattori strategici fondamentali:
    Dare alla base degli elettori ciò che vuole sentirsi dire.
    Dare il materiale ai media per dire ai probabili elettori ciò che vogliono sentirsi dire.
    In Italia non mi pare di poter analizzare la presenza di una strategia di comunicazione studiata per gli obiettivi complessivi e declinata per le varie occasioni in nessuno dei partiti o persone dell’arco costituzionale, Grillo compreso.
    Ricordiamo il significato di communication mix: l’utilizzo dei vari veicoli con linguaggi idonei ad ognuno di essi, e diffusione di contenuti differenti, ma che nel contesto globale portano al raggiungimento dell’obiettivo finale. Nel caso di un prodotto difficilmente chi adotta strategie efficaci si contraddice, ma può comunque incorrere in errori che danno vita a percezioni che possono contraddire concetti ritenuti coerenti. Il fact checking é, o dovrebbe essere neutrale ed è solitamente eseguito da terzi, come società di ricerca o redazioni giornalistiche. Gli spot o video sia in TV che in rete redatti dal competitore per screditare il concorrente sono solo uno dei tanti veicoli utilizzati, non possono quindi che essere considerati come una delle tante forme veicolanti la comunicazione, come la pagina di un quotidiano all’interno di una campagna che prevede: TV, radio, stampa periodica e quotidiana, punto vendita, promozioni ecc.. Quanto incida sul raggiungimento dell’obiettivo il messaggio costruito con le contraddizioni dell’avversario sull’efficacia della communication mix è difficile da valutare. E’ certo una pratica tutta americana che insieme alla ricerca del discredito morale (quando aveva 15 anni l’hanno visto masturbarsi sotto un albero o baciare una suora in maniera equivoca) fino al “pompino” di Clinton della Lewinsky sotto la scrivania della stanza ovale che comunque non ha dato grandi risultati negativi, Clinton è stato rieletto. Mi pare invece che l’inchiesta politica paghi vedi Watergate Nixon. Francamente spero che queste “tecniche” di propaganda politica non arrivino nel nostro paese, perché sono ininfluenti per l’informazione del cittadino e inutili per la competizione politica. Spero invece che si riesca a imporre la chiarezza con un giornalismo d’inchiesta, forte, libero e non condizionato dalla mancanza di una legislazione sensata sui media e sull’antitrust, un giornalismo che non si limiti a mettere in evidenza che un prete ha dato l’eucarestia a Berlusconi quando, da divorziato, si dichiarava felicemente attivo sessualmente. Il montaggio di Grillo è percepito come pretestuoso da chi sta con Renzi e esalta la massa dei grillini. Non credo che possa conquistare se non uno sparuto numero di indecisi.

  4. In fondo, Giovanna, è l’uovo di Colombo, cercare le contraddizioni nelle dichiarazioni dei politici, andando indietro nel tempo e smascherando le “bugie”.
    Non lo facciamo sempre anche noi, quando vogliamo smascherare il nostro “caro” (amico, marito, moglie, figlio, ecc…) che ci vuole prendere in giro?
    Credo che i politici, invece, abbiano una ragione precisa che gli “sconsiglia” vivamente di farlo (a parte Grillo, finora).
    E la ragione è che in quella trappola finirebbero per cadere tutti, assolutamente tutti.
    In fondo, io non vedo differenze sostanziali fra un prestidigitatore ed un politico: usano tutti e due ingannare il pubblico “con artifizi e raggiri”.
    Ma nessun prestidigitatore – come pure nessun politico – svela i trucchi del concorrente.
    Diverso, direi per i giornalisti: perchè neanche loro praticano questo… sport (il tiro al bugiardo)?
    Forse…
    Lasciamo perdere, è la tristezza d’Italia.

    Grillo: già, perchè adesso lui si è messo a fare il cacciatore?
    Secondo me perchè sa che così prende molte prede.
    E poichè lui si ritiene fuori dalle specie per le quali è aperta la caccia… si dà da fare così.
    Ma anche con lui si potrebbe fare lo stesso, il “tiro al Grillo(ne)”.
    Valga un solo esempio.
    Non diceva, lui, che nel suo movimento vigeva la legge “una testa, un voto”?
    E’ forse sulla base di quella legge che ha defenestrato 14 dei suoi 54 senatori?

    Un saluto, Giovanna & c,
    Pierperrone

  5. Io sono completamente stufo della comunicazione di Grillo, di Renzi e di Berlusconi e di tutto ciò che ne scaturisce. Dobbiamo assolutamente abbandonare questo stato di cose per rimettere l’uomo e la politica al centro delle nostre vite.

  6. @ …..per rimettere (o mettere) l’uomo, la donna e la politica al centro della nostra vita , concordo pienamente e se possibile usando parole performative.

  7. Pingback: Poli@rchia

  8. maestria di una saggia ovvietà: tu dici io verifico se ciò che dici si traduce in fatti. Ma possono i fatti uscire dall’orizzonte linguistico ? a volte si a volte no o solo per poco e poi vengono ricacciati dentro e allora si rinnova la lotta della parola contro la parola.

  9. Dai commenti FQ, uno dei migliori per me:
    Non sono d’accordo su un punto di questo articolo: sulla presunta difficoltà nella raccolta del materiale per costruire questi video.
    Sarà forse complesso è lungo per Obama, ma nel caso di Renzi c’è l’imbarazzo della scelta, in quanto siamo sulla media delle 3 contraddizioni al giorno!

  10. Pingback: Fact checking? No, solo un frullato fatto in casa per frequentatori abituali del M5s | È la politica, bellezza

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