La moltiplicazione di lolite nel mondo della moda

Thylane Blondeau su Jalouse

I fashion brands propongono da sempre volti e corpi di bambine in atteggiamenti ipersessualizzati, provocanti, conturbanti. Niente di nuovo sotto il sole. Va notato però che negli ultimi dieci anni la tendenza si è fatta sempre più forte. Festeggerà 13 anni fra tre giorni, tanto per fare un esempio, la modella francese Thylane Blondeau, definita «la nuova Kate Moss» dalla rivista Jalouse. Tre anni fa, quando Thylane aveva solo 10 anni, Vogue Francia scandalizzò il mondo con un servizio fotografico in cui la bambina appariva con tacchi a spillo, trucco pesante e pose provocanti, da donna non solo adulta ma abile seduttrice.

Oggi il sito web ufficiale di Thylane Blondeau invita tutti a mandarle messaggi di auguri per il compleanno. E dopo aver lanciato il sasso, ritira la mano: «Please make sure your message is suitable for a 13 year old». Come se tutto ciò che circonda Thylane fosse «adatto a una ragazzina di 13 anni». Come se fosse normale la vita sotto i riflettori cui la madre Véronika Loubry, una starlette televisiva, e il padre Patrick Blondeau, un ex giocatore di calcio, hanno costretto la bimba fin dalla più tenera età (a 4 anni la facevano posare per Jean Paul Gaultier). D’altra parte l’eccezionale bellezza e fotogenia di Thylane è stata la fortuna dei suoi genitori, e gli scandali hanno aumentato le sue quotazioni sul mercato. Chi può fermarli? Nessuno. Infatti, come dicevo, di casi del genere è pieno il mondo: prendi Elle Fanning, che posava a 13 anni per Marc Jocobs, prendi Hailee Steinfeld, modella a 14 anni per Miu Miu. Prendine mille altre. C’è un nesso fra l’adultizzazione e sessualizzazione precoce di queste piccole star della moda e l’adultizzazione e sessualizzazione precoce che molte bambine vivono nella realtà? Secondo me c’è. Chi può fermare tutto questo? Al momento, nessuno. Duro metterla in questi termini, ma temo non ci sia niente da fare, finché gli interessi economici di grandi multinazionali spingeranno in questa direzione.

Questo articolo è uscito oggi anche sul Fatto Quotidiano.

28 risposte a “La moltiplicazione di lolite nel mondo della moda

  1. Cara Giovanna, che dire? Mi piacerebbe conoscere i suoi genitori. Gli interessi economici delle imprese multinazionali o nostrane andrebbero verificati sul piano del profitto. Io non credo affatto che se la modella avesse 18 anni i risultati economici sarebbe inferiori. Quello che mi preoccupa sono i manager che fanno queste scelte. Non credo nemmeno che il denaro sia l’unica motivazione dei genitori, probabilmente lo stravolgimento culturale subito della generazione dei trenta quarantenni di oggi li ha portati a pensare a quanto sarebbe bello vedere la bimba in copertina (oltre allo chec). Sul fatto che nessuno possa fermarli dipende dal limite delle leggi sulla patria potestà. Si può togliere un bambino a genitori per malnutrizione del corpo, ma non lo si può fare per malnutrizione della mente.

  2. Vediamo lolite ritratte nelle vetrine dei negozi, nelle affisioni pubblicitarie di luoghi molto frequentati. Le vediamo nei giornali e in televisione. Fanno anche concorsi estivi per partecipare a famose trasmissioni TV. Sono alla portata di tutti. La cosa triste è che non fa nemmeno più scandalo come anni fa: è una provocazione ormai talmente abusata che non desta più scalpore. Colpisce soltanto l’attenzione di chi, affacciandosi all’adolescenza, coglie i messaggi intorno a lui per la prima volta in modo differente e magari li coglie d’esempio.
    Se questo è ciò che la nostra società riserva alle sue creature più giovani, che altro possiamo aspettarci dal resto?

  3. Lancio una piccola provocazione:avete visto le cerimonie della prima comunione? Non vi sembra che quei bambini (sul cui consenso è lecito avere dei dubbi) siano vestiti in maniera inusuale per la loro età non meno dei baby modelli e modelle?
    E se nella moda si rischia l’ipersessualizzazione dell’infanzia, il catechismo non potrebbe portare obnubilamento?
    C’è qualcuno che auspica sia tolta la patria potestà ai genitori che mandano i figli a catechismo?
    Detto questo, anch’io sono molto perplesso davanti a dei bambini che fanno sfilate di moda

  4. L’ha ribloggato su Depresso Gioiosoe ha commentato:
    Lo ribloggo qui perché mi interessa. Dato che non mi cambia assolutamente niente ritrarre vecchie babbione, signore di classe, modelle snelle o ragazzine, io la prova la farò: se troverò lolite e genitori consenzienti io le ritrarrò in modo sensuale. Vedremo chi vende di più. Con le “natural body women” sono già in corsa. Vedremo: davvero, io non ho problemi: se vende un tronco di cono, io fotografo il tronco di cono.

  5. D’accordo con Paolo: sulle sfilate siamo d’accordo, ma sul plagio precoce del catechismo, dove si perpetua la mentalità normo-maschilista e si avviano gli individui alla fede (=rinuncia al dubbio e alla facoltà critica), ecco, su quello non si fa domande nessuno? E il catechismo riguarda non poche singole sfortunate bambine, ma decine di migliaia di sfortunati bambini!!

  6. Una interessante coincidenza, dal manifesto delle sopravvissute.
    “La condizione delle donne prostituite è aggravata da leggi e politiche che ci trattano come criminali, come la feccia della società, mentre i clienti, i ruffiani, i manager e gli imprenditori del sesso non sono considerati responsabili. La nostra condizione è aggravata dalla legittimazione di chi investe nel business della prostituzione e dalla tutela giuridica per protettori, clienti e tutta l’industria del sesso.
    La maggior parte delle donne è attirata nella prostituzione in giovane età. Nel mondo, l’età media di ingresso nella prostituzione è 13 anni.”
    Non ho nessun problema a ritenere tanta della pubblicità della moda parte del marketing di quel business. Diciamo che si danno una bella mano.
    Per dire che sono più che d’accordo con il tuo post. Non siamo molto migliori di chi in India fa crescere le ragazzine con l’ormone della crescita. Anzi, per niente.

  7. La mostruosità di quelle foto a dieci anni (primo link con effetto “freak” assicurato) non ci fa passare inosservata la solita propaganda puritana il cui scopo propagandistico è veicolare un bisogno sessuofobo di «desessualizzazione» delle adolescenti. Fai vedere l’orrore per suscitare il timor di dio. In questo senso cade a fagiuolo il discorso sul catechismo (Paolo).

    Sintomatico che Cosenza getti la spugna sostenendo che non c’è più nulla da fare. Beh, se volete fare qualcosa di utile, forse andrebbero ricalibrate le teorizzazioni critico-ideologiche di stampo femminista-reazionario che in questi anni hanno prodotto solo tanta voglia di repressione, alimentata dalla paranoia crescente in tema sex, e puntualmente intercettata dai governi di centro destra, l’attuale compreso.

  8. Caro luzy, ma non l’hai ancora capito che qui dentro l’unico vero sessuofobo sei tu?

  9. Spiegami cos’avrebbe a che fare la libertà sessuale delle donne con il business della prostituzione minorile e con il marketing circolare di due mercati che si sostengono vicendevolmente, lucrando sulla pelle di milioni di donne che intanto non hanno le stesse possibilità di scelta degli uomini, in tutto il mondo. Direi che è piuttosto un certo libertarismo fasullo che viene a coincidere stranamente con la “libertà” di scegliere di non scegliere, esemplificata molto bene dal paradosso al centro della proposta “libertaria” (o meglio liberista) di una Spilabotte, che richiede il certificato di autodeterminazione per far eterodeterminare che una donna sta scegliendo liberamente ed è psicologicamente idonea al lavoro usurante della vendita di prestazioni sessuali. D’altronde, per molti versi è una confessione abbastanza candida della realtà delle cose.
    La sessuofobia, a mio avviso, si trova piuttosto in uomini che non sanno misurarsi con donne libere e vanno in giro spacciando per una forma di libertà la disponibilità a rinunciare a quella libertà dietro pagamento di un compenso. Come se a tredici anni, per tornare al post, la vendita del proprio corpo, a dei cinquantenni o sessantenni romani, come alle copertine di riviste e a tutti quelli che le guardano, fosse una scelta libera.
    Io con i preti e il loro richiamo a resuscitare il senso di colpa per non lasciar andare in giro le ragazzine con il tanga non ho proprio nulla da spartire. Tirare fuori le solite sparate e la solita litania “paranoia, sussuofobia, moralismo, sex, reazionario” è ormai la spia che appena si parla di certi temi emerge la fobia di chi non tollera che le ragazze si sessualizzino come e quando pare a loro. Il rischio è che siano meno disponibili, nel senso di fare sesso come e quando pare a loro. Se per te una donna autodeterminata è una donna repressa, ti dirò, la cosa non mi stupisce, anzi, sei in buona compagnia.
    Infine, i servizi che tu chiami a effetto freak stanno sulla linea di un continuum che ha al punto estremo, ma purtroppo frequente, i servizi fotografici di bambine stuprate, magari consegnate al fotografo dai genitori, e ripetutamente, Cose diverse, certo, ma per me collegate. Se vuoi chiamarlo moralismo, fa pure, non è che perché la litania si ripete per questo diventi vera. Qui comunque c’è un articolo molto moralista di Nicholas Kristof, con dei bei dati su un mercato parallelo e fiorente. Si legge: “Around the time I was 11, my value started going down because I was beginning to look more like an adult.” Un po’ come nel mondo della moda, parrebbe.
    http://www.nytimes.com/2014/03/23/opinion/sunday/kristof-he-was-supposed-to-take-a-photo.html?_r=0

  10. Scusate non sono l’avvocato di luzy che ovviamente sa difendersi da solo ma accusarlo di essere a favore della prostituzione minorile è assurdo (e per inciso: penso che nè lui nè la cosenza siano sessuofobi, per quanto ne so)

  11. No, non accusavo Luzy. Non ho idea di come la pensi in proposito. Poi che gli stessi suoi argomenti vengano usati da chi sostiene che si possa parlare anche di underage sex workers, questo è vero. Si parlava di idee, continuum, conseguenze, ma anche del fatto che obiettivi apparentemente simili (quelli che vengono attribuiti a femminismo e cattolicesimo) sono in realtà molto diversi, negli esiti e nei mezzi. Mentre chi è convinto di avere obiettivi diversi da quelli della Chiesa finisce in realtà per trovarsi a remare nella stessa direzione, e con obiettivi quasi identici. per questo si attribuiva a Luzy un atteggiamento sessuofobo, almeno da parte mia. Direi che è necessario non fermarsi alla superficie delle cose, perché può confondere. Quella della Chiesa è l’ipocrisia del nascondere sotto il tappeto, per mantenere gli equilibri di gener come stanno, le femministe – sarà per la lunga tradizione femminile del lavoro di cura da sempre attribuito alle donne – il tappeto lo vogliono scuotere e ribaltare.

  12. @Paolo
    Mi ricordo che i dubbi su come vestire i propri pargoli alla cerminonia della comunione e della cresima venivano già negli anni ’70. Ognuno li risolveva a modo suo.

  13. Le parallele e spesso connesse “patologia delle attenzioni” e “patologia del fine” pare investano, con diverse intensità, parecchie persone (me compreso). Certo che se poi decliniamo le argomentazioni in senso di genere ci mostriamo veramente limitati (o , ma non è meno grave, volutamente limitati ?) .

  14. Ho usato l’espressione “effetto freak” perché l’estetica/bellezza (sensualmente stereotipata) di quelle immagini è l’unico aspetto che mi turba; per contro non mi turba affatto che una decenne sia addobbata come una sexystar perché questo accade nella realtà quotidiana, quella del gioco, credo fin dai 5/6 anni.

    Nella fattispecie l’aberrazione che produce il mio turbamento nasce nella costrizione del genitore che costringe appunto una bambina/ragazzina ad atteggiarsi pubblicamente come sexystar, ed è palese che nel gioco fattosi perversione (e qui si ravvisa un probabile abuso, sfruttamento, nei confronti del minore) intervenga l’occhio del truccatore perverso, del fotografo perverso, del fotoshoppatore perverso, etc… Il prodotto è appunto mostruoso, aberrante, disturbante (in una parola freak), ma il post di Cosenza va a parare (cioè conclude) trattando dei 13/14anni della ragazze che lavorano nel campo della moda. Da qui il mio intervento.

    Ripeto. E’ una tecnica di propaganda puritana e reazionaria quella di far vedere l’orrore per ottenere la repressione a tutto campo. Vedi le campagne pro-life contro l’aborto che ti fanno vedere i feti abortiti per ottenere il senso di colpa nelle madri e nei padri.

    Tornando alla moda e al caso specifico, c’è una disarmonia nel corpo di questa bambina/ragazzina di 10/11 anni pubblicata da Vogue che, dai piedi calzanti scarpe tacco dodici (peraltro grossolane), alla capigliatura (altrettanto grossolana), distrugge l’indiscutibile bellezza del suo viso; ci sono infatti foto di Thylane Blondeau, diciamo al naturale (per quanto una foto ricercata possa definirsi tale), in cui la sua bellezza abbacinante ci fa intendere quanto sia difficile per chi ha un talento (e la bellezza naturale è un talento) vivere in un mondo popolato da paranoici, sessuofobi, puritani, reazionari o anche solo conservatori e tradizionalisti.

    Non credo di sbagliare ponendomi psicologicamente dalla parte della bambina, oggi adolescente 13enne. Per la legge italiana a 13 anni puoi fare sesso con il tuo compagno di scuola e la cosa andrebbe discussa a scuola appunto (la famosa educazione sessuale?). Dai 14 in poi sei una ragazza e quando sento usare il termine “bambina” mi viene l’orticaria.

    Insistete. Vedrete che a breve qualche ministra in rosa chiederà di alzare l’età del consenso. Profezia luzyferina del 3/4/14.

  15. Poi non lamentiamoci se bavosi cinquantenni vanno in cerca di pseudo vergini smaliziate minorenni in vendita un tanto al chilo ai Parioli con la complicità magari delle loro famiglie.
    La bambinitudine in vendita costa cara e fa guadagnare tutti , qualcosa di sicuro anche alle bimbe coinvolte , più o meno volontariamente, però pare un fenomeno del tutto internazionale indipendente da religioni ed etiche varie , c’è solo da chiedersi perché il pianeta delle donne si aggiri ancora intorno alla soddisfazione dei bavosi , piuttosto che alla propria ; credo che l’ingiustizia di genere sia alla radice della sperequazione di reddito tra maschi e femmine e che questa differenza di ricchezza alimenti questi fenomeni di svendita del corpo delle bambine.

  16. Ragazzi, proviamo a riportare la cosa sul piano della comunicazione e del marketing? Domande:
    1) i redattori di riviste di moda con quel successo sono dei pervertiti o vogliono vendere più copie?
    2) i manager dei prodotti che vengono pubblicizzati con delle ragazzine (bimbe) lo fanno perché vogliono vendere di meno?
    Business is business. Un imprenditore di solito cavalca l’onda di ciò che il suo pubblico (consumatore) attende o desidera. Se ci sono anche (non solo) delle ragazzine vuol dire che a qualcuno piace che vi siano. Vendiamo quello che ci chiedono o quello che va, questa è la regola. Non credo affatto che pedofili o pervertiti vari utilizzino quelle riviste o certe immagini pubblicitarie per eccitarsi o … Il materiale del genere è talmente diffuso e molto più esplicito da “coprire” interamente la domanda di porno-baby. La cosa che stupisce è che le lettrici delle riviste che ci ha mostrato Giovanna sono ..trici donne. Lettrici che guardano la rivista per motivi semplici: abbigliamento, cosmesi, gossip, ecc.. Perché allora alcune modelle hanno 10 o 13 anni? Vuoi vedere che alla signora di 40 anni con figlie adolescenti piace vedere i vestiti indossati dalle figlie invece che da donne mature come loro? E’ una questione di gusti? Oppure si tratta del desiderio di restare sempre giovani al punto d’immaginare che con quel trucco o vestito si potrà sperare d’assomigliare alle adolescenti? La seconda che hai detto! Non si tratta però di un desiderio razionale, ma di un sentire interiore spinto dall’assurdo rifiuto della vecchiaia di questa società, prova ne è che se dovete pubblicizzare un collante per una dentiera (età media dell’utente 75 anni) la modella ne dimostrerà 40. Perché? Perché non c’è un solo dentierato che voglia riconoscersi in uno “sfigato” di 80 anni. Vi sarà capitato di vedere delle signore di 30-40 anni vestite come adolescenti con pants a vita bassa e il rotolo trasbordante con bambine di 5 o 6 anni vestite come loro. Perché? Le adolescenti parioline che si prostituiscono sono povere ragazze sfruttate? Anche, ma soprattutto sono delle poverette alle quali è stato infilato nella testa che un iPhone è importante e che darla via ogni tanto non lo è. Sono le stesse che hanno visto su internet i film porno di alcune rock star, ed hanno quindi pensato che la via al successo sia il sesso più che il talento. Hanno torto? A guardarsi in giro, compreso il nostro parlamento non sembrerebbe. Tutto è marketing e il marketing va nella direzione del denaro. Se non fosse così non ci sarebbero le baby modelle e le baby porno star. Qualcuno ricorda David Hamilton il fotografo delle adolescenti? Il suo primo libro Dreams of a Young Girl 1971 è diventato un cult, ma allora ebbe un successo pazzesco non per le magnifiche foto, ma perché si poteva comprare in libreria e il guardone poteva portarlo a casa con il consenso della moglie. Non c’era internet e le foto spinte sui giornali erano censurate con strisce nere, il materiale porno era considerato roba da delinquenti porci. Oggi se hai 13 anni e non hai ancora visto un porno i tuoi amici ti considerano uno sfigato/a. Qui siamo. Punto. Ed è appena l’inizio.

  17. Le millantate “bambine” dei Parioli e/o «pseudovergini» (Alice) sono 14/15enni che hanno tutto il diritto di scopare quanto, dove e come pare a loro. Certo, se si fanno pagare per prestazione scatta il reato di prostituzione minorile. Questo è il punto. Mentre la scopata in sé e per sé, a quell’età, è assolutamente lecita (imho pure consigliabile). L’educazione sessuale dovrebbe appunto servire per indirizzare al meglio le scopate delle adolescenti.

    PDF non mi sbarellare anche tu facendo la solita confusione tra pedofilia e attrazione per le adolescenti e/o pederastia. Un porno a tredici anni? Dipende, se ti costringono a vederlo può darti fastidio anche a venti. Se invece te lo vai a cercare perché sei curioso/a male non ti fa di certo. Se poi qualcuno ti spiega bene come stanno le cose nella vita reale, cioè cos’è la sessualità e cos’è la pornografia, ancora meglio.

  18. Io non ho affatto confuso la pedofilia con l’attrazione. Da ciò che si riesce a comprendere dall’analisi dei media e dalla cronaca (indagini serie sull’argomento non ci sono) l’attenzione sessuale si rivolge sempre più all’adolescenza in particolare femminile, come dice tu l’attrazione per le adolescenti non è prerogativa del pedofilo. I tabù sul sesso sono ormai superati e fanno parte dell’immaginario collettivo perché rappresentati dai media che ne sono e il megafono. Chiedersi se sia “giusto” se un’adolescente si ritenga in età sessualmente adatta o se è suo diritto prostituirsi mi pare inutile. Ci sono le leggi che lo determinano e se non ti vanno bene vai a vivere in un paese con leggi differenti. Poi c’é la morale di ciascuno e la chiesa. Nel mio primo post dicevo che mi piacerebbe conoscere i genitori delle modelle, intendevo dire che mi piacerebbe sapere se sono spinti a lasciar “libera” ed esaudire i desideri della loro figlia oppure dal denaro che ne ricavano, perché fino a 18 anni la grana l’intasca il genitore in tutto il mondo. Ma credo che anche in questo caso il confine sia molto sottile. Il fatto è che la sessualità rappresentata o eseguita c’é, è lì sotto gli occhi di tutti il porno è visto dai ragazzini sia che faccia schifo sia che sia fico e trasgressivo vederlo. Nei licei degli states viene spesso usato come strumento didattico, le ragazzine li guardano e imparano con la convinzione che saper fare un buon blow job sia utile nella relazione con il maschio. E’ indubbiamente vero, dicono i maschi. Realtà, solo realtà che ci piaccia o meno.

  19. Francamente non userei filmati porno per fare educazione sessuale ma un buon blow job come un buon cunnilingus possono tranquillamente far parte di una relazione consensuale. In questo no vedo il problema

  20. Nemmeno io li userei, in particolare per istruire degli adolescenti, ma è una realtà. Accade. Gli accadimenti alimentano le persone e i media; l’immaginario collettivo si forma e si espande se ciò che viene immaginato è atteso, o latente.

  21. Mentre la scopata in sé e per sé, a quell’età, è assolutamente lecita (imho pure consigliabile). L’educazione sessuale dovrebbe appunto servire per indirizzare al meglio le scopate delle adolescenti.

    Evidentemente appartengo ad una generazione diversa dalla tua, da insegnante fino al 2006 ho spesso parlato con le mie ragazzine del liceo anche di questi argomenti, scoprendo un’incredibile ingenuità di fondo e anche un’incoscienza sui problemi relazionali , sesso compreso, che spesso nascondeva il bisogno di aiuto su come gestire i propri ormoni e le proprie emozioni.
    Che sia consigliabile “scopare” a 14 o 15 anni francamente mi pare un’esagerazione che potrebbe anche indicare repressione o emulazione dell’amica sveglia e supposta disinibita di turno.
    Rispettare il proprio corpo a me pare il minimo e scegliere con chi condividerlo implica emozioni e anche sentimenti, l’idea di usarsi come macchine da sesso a 14 o 15 anni a me fa senso perché vivere in una società cattolica o pseudo tale implica anche repressione e bigottismo che non si superano certo col sesso sfrenato da adolescenti disperati e incoscienti in cerca anche di affetto e passione condivisa.
    I maschi ovviamente ragionano in modo molto diverso dalle femmine, sulla punta del loro pisello, tanto non è che rischino molto, loro !
    .
    Nel mucchio, i maschi rivelavano una particolare ignoranza su cosa facesse piacere alle ragazze , quindi andare a farsi infilzare come un pollo da un maschietto inesperto e sbrigativo senza trarne almeno piacere mi pare una scelta che potrebbe decidere di una vita sessuale appagante e vissuta in prima persona e non dipendendo dagli orgasmi altrui , regalandosi per niente !
    Una buona promessa per una vita sessuale frustrante per il resto della vita.
    Ma io sono vecchia. Bada però che essendo femmina una qualche idea sui turbamenti delle ragazze e ragazzine magari ce l’ho ancora !

  22. Sono vecchio pure io, cara Alice.

    «Evidentemente appartengo ad una generazione diversa dalla tua, da insegnante fino al 2006 ho spesso parlato con le mie ragazzine del liceo anche di questi argomenti, scoprendo un’incredibile ingenuità di fondo e anche un’incoscienza sui problemi relazionali , sesso compreso, che spesso nascondeva il bisogno di aiuto su come gestire i propri ormoni e le proprie emozioni.»

    Beh, dunque (come tutti peraltro) confermi la necessità di una qualche forma di EdSex. Non sarà buona cosa consigliare alle 15enni di scopare? Mah, di certo (masturbazione compresa) meglio che arrivare ingenue e incoscienti alla soglia dei 18 (per tacere delle ultraventenni). Quanto ai futuri uomini, rischiano pure loro, se sono ingenui e incoscienti, tanto quanto le ragazze. Smettetela di voler fare battaglie femministe che si rivelano sempre condite da razzismo nei confronti, dico, perfino degli adolescenti maschi.

  23. PDF wrote: «Io non ho affatto confuso la pedofilia con l’attrazione.»

    Scusami, ma già la prima frase di replica è priva di senso.

  24. giovannacosenza | giovedì, 3 aprile 2014 alle 10:47 am |
    Caro luzy, ma non l’hai ancora capito che qui dentro l’unico vero sessuofobo sei tu?

    —————————-

    Forse volevi scrivere “sessuomane”?

  25. Giuste riflessioni.
    Devo ammettere che a me colpisce forse ancor di più l’anoressia diffusissima tra le modelle, tredicenni o ventenni che siano; non comprando quasi mai riviste e limitandomi a guardare qualche sfilata ogni tanto in tv, è quello che noto sempre.
    E se non sbaglio non ne parla mai nessuno.

  26. Smettetela di voler fare battaglie femministe che si rivelano sempre condite da razzismo nei confronti, dico, perfino degli adolescenti maschi.

    Maddai, appena una donna anche anziana parla di maschi sbrigativi , si spera solo adolescenti :mrgreen: , c’è sempre qualche maschietto che le definisce femministe e addirittura ( razziste ? de che ? ) :mrgreen:

  27. Cara Alice, una volta una nota sessuologa mi raccontò che quando aveva per bene guarito i maschietti dal sesso rapido, in studio arrivavano le mogli stressate dalle lunghe performance dei mariti. Dietro alla “sbrigatività” di un maschio si cela sempre la “frigidità” di una femmina, entrambe evidenti forme d’impotenza psichica generate dalla cultura sessuofobica, dallo stress, dalla noia. Non certo dalla pornografia o dalla masturbazione, come invece ancora oggi ci capita di leggere.

  28. Perché non vedere tutto questo nella dialettica con l’altra degenerazione, l’infantilizzazione del consumatore?

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