Ancora su insegnanti, genitori, studenti

Insegnante_con_ragazzi

Fabio ha 31 anni ed è insegnante precario in un liceo pluricomprensivo (classico, scientifico, linguistico) di Biella. Lo conosco da quattro anni, da quando cioè cominciò a invitarmi a fare lezione, una volta all’anno, sulla rappresentazione del corpo, dei generi e delle relazioni fra i generi nella comunicazione di massa. Lo conosco quanto basta, insomma, per aver constatato di persona e in presa diretta che è un Insegnante con la I maiuscola, uno che non si limita a trasmettere sapere (non importa che materia insegna), ma è capace di costruire relazioni solide, profonde, durature con i suoi studenti, alimentandole minuto per minuto, fungendo per loro da punto di riferimento (nella vita come a scuola), riuscendo sempre a mantenere, nei loro confronti, la giusta distanza: vicino ma non troppo, partecipe ma senza stargli col fiato sul collo.

Alcuni giorni fa Fabio ha scritto sulla sua bacheca Facebook – frequentatissima dai suoi studenti, com’è normale che sia, si noti bene, per un insegnante che sappia davvero stare in relazione con loro, offline come online – un testo che esprime in modo efficace la sua idea – e pratica quotidiana – di insegnamento:

– Hai figli?
– Sì
– Quindi sei sposato?
– No
– Ah… E quanti figli avresti?
– 283
[Di solito, a questo punto, smettono di fare domande…]

Come hanno reagito i ragazzi? Con tanti like e quintalate di ironia affettuosa: alcuni gli hanno pure chiesto la paghetta…😀

13 risposte a “Ancora su insegnanti, genitori, studenti

  1. Forse lui può permettersi di fare il papà. Io non devo neanche provarci a fare l’insegnante. Come toccare l’alta tensione.

  2. Con mia figlia Lacomizietta, ovviamente.

  3. ..ma perchè se un insegnante o un’insegnante fanno il loro lavoro (mestiere) ben fatto traendone anche la meritata soddisfazione..devono essere indicati come Insegnanti con la I maiuscola? Boh,. mi ricorda tanto il pedone sulle strisce pedonali che si prodiga in ringraziamenti perchè l’auto si ferma (sarà capitato anche a voi), credo siano molti/e a svolgere correttamente e con passione il proprio mestiere non so quanto siano necessarie le maiuscole..(che ne fanno intendere un comportamento eccezionale).

  4. Pingback: Ancora su insegnanti, genitori, studenti | NUOVA RESISTENZA

  5. luci, forse perché ci sono moltissimi che (li rispetto) non fanno che “Trasmettere sapere” e basta. Questi hanno qualcosa in più. E forse, luci, soprattutto perché ci sono insegnanti che fanno schifo. E quindi non meritano questa maiuscola. Perché quelli eccezionali fanno eccezione. Perché di merda in giro per il paese ce n’è tanta, sia tra i genitori che tra gli insegnanti, che sono alunni di ieri, di insegnanti che hanno mollato, che li hanno fatti passare lo stesso, iniziando piano piano anche loro a contribuire allo sfacelo. Dimmi che non hai colleghi che si meritano la minuscola. Lo puoi davvero dire?

  6. Ah! Ah! Ah! Risposta efficace per chi non si fa gli affari suoi! Se gli capitasse mia madre, non so se smetterebbe di fare domande! Cosa si può rispondere invece a chi ti chiede perché non sei sposata e ti dice che se non vuoi avere figli non hai uno scopo nella vita?

  7. “Sì, perché vorrei poterti raccontare la bellezza di respirare la gioia di vivere dei miei studenti, ma non posso, come può un po’ d’inchiostro sulla carta esprimere un tale miracolo?
    […] È come nella scena della busta danzante in America Beauty. Quando sprofondo negli occhi dei mie ragazzi vedo anch’io vedo quell’incredibile forza benevola che ci vuole far sapere che non c’è motivo di avere paura. Sì, è proprio vero, c’è così tanta bellezza in quegli sguardi che è difficile da accettare. Questo è il mio mondo alla rovescia.
    Però questo miracolo non basta davanti per riuscire a vederlo.
    Sì, perché ti devo purtroppo anche raccontare del mondo alla dritta, ti devo anche raccontare di quando mi sii stringe il cuore.
    Quando osservo molti miei colleghi, schiacciati dal sistema e disillusi dalla vita, vedere nei ragazzi solo due occhi e non andare oltre. Abituati a sottolineare solo con una penna rossa gli errori, individuano solo ciò che va male, negli studenti, nei colleghi, nei genitori, nei presidi… In loro stessi…
    Quando leggo circolari, scritte da tristi e noiosi burocrati, che non hanno mai visto un ragazzo. Il riflesso di un sistema politico, legislativo e amministrativo che non ha capito cosa vuole fare da grande, che rincoglionito com’è non capisce che per salvarsi basta mettere i ragazzi, il nostro futuro, al centro e poi tutto funzionerebbe!
    Quando vedo i miei studenti demotivati da valutazioni inutili, intristiti dalla durezza della vita, disillusi per non aver trovate una spalla su cui piangere, un amico ad ascoltarli seduto sui gradini, magari con un po’ più di esperienza. Quando vero i loro sguardi spenti, allora lì muore un po’ anche di me.
    Quindi cosa posso fare io per loro se non restituire quel poco, ma così importante, che ho imparato per riuscire a vedere il mondo alla rovescia? Se riusciranno a vederlo anche loro sono certo, totalmente certo, che cambieremo il mondo, perché loro sono il futuro, anzi no, sono già il presente!”

    Questo è l’estratto di una lettera che ho mandato ad un “amico” che mi ha fatto scoprire il mondo alla rovescia.
    So che siete in moltissimi, insegnanti, studenti, genitori, presidi, educatori, ecc., che vorrebbero qualcosa di meglio, che sognano una scuola a misura d’uomo. Vi invinto allora a seguirci su noisiamoilfuturo.it.

  8. cavallogolooso, io credo che si dovrebbero avere solo insegnanti che “mordono” e “pungono” se non ci svegliano che cosa andiamo a scuola a fare allora? da qui il mio rifiuto a pensare che i bravi insegnanti siano delle eccezioni…(ma forse sto parlando del ” mondo alla rovescia” che in realtà è il mondo come dovrebbe essere e invece davanti a noi si apre il mondo così com’è)

  9. Mi sfugge un po`la ragione di stabilire relazioni solide e durature con gli studenti. L`insegnante (dopo la scuola primaria) non e`un modello comportamentale, ma un educatore. Certo, se insegna in un quartiere devastato, la cosa cambia.

  10. Confermo ciò che ho scritto commentando un altro tuo commento Enrico Marsili: ti sfugge molto di ciò che leggi in questo spazio, ormai. Sempre di più, fra l’altro.

  11. Enrico Marsili, se è per questo, insegna in un’Italia devastata..

  12. Sono un’alunna di Fabio e credo che la I maiuscola se la sia più che meritata e forse anche la N e la S…
    Noi ragazzi abbiamo bisogno di punti di riferimento durante tutta la nostra carriera scolastica e anche dopo, nella vita di tutti i giorni, nel lavoro. E posso affermare che Fabio è molto più di un Insegnante, in quanto non passa le sue ore dietro una cattedra a “rovesciarci” addosso tutto il suo sapere, fino a quando, stra colmi di informazioni, torniamo a casa e cerchiamo di chiuderci al mondo. No, anzi, lui è un vero educatore e impariamo molto dal suo esempio che dalle sue lezioni, che sono comunque un momento dove il cervello di ogni individuo della classe sembra risvegliarsi!
    In un paese dove la meritocrazia è un miraggio siamo noi a dover dare il giusto merito alle persone, anche solo con una maiuscola.

  13. Giovanna, probabilmente non capisco piu` un certo modo di relazionarsi con i ragazzi, che, a mio parere, produce persone piu` esposte e parecchio incasinate.

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