Quant’è brutta e cretina la mail del social media coso

Social media manager

Negli ultimi anni si è consolidato un genere mail tanto ridicolo quanto fastidioso: quello del sedicente “social media manager” o “strategist” (sic) o “online Pr specialist” (sic) – che non è altro che un tizio un po’ imbranato ma comunque incaricato di curare i social cosi dell’azienda di turno – il quale scrive al/la blogger in modo fintamente personalizzato, chiedendo di dare notizia di qualche imprescindibile e indimenticabile evento/premio/convegno. Tipicamente la mail è scritta così male da (a) prendere subito la via del cestino, (b) mettere in cattiva luce l’evento/premio/convegno che invece dovrebbe illuminare d’immenso. Questo è lo stile medio:

Buongiorno Gentile Giovanna [Buongiorno Gentile? non bastava uno dei due?], o
Ciao Giovanna [ciao? ci conosciamo? no, gli hanno spiegato che in rete si dà del ciao a tutti/e], o
Gentile Giornalista [mai stata giornalista…],
sono Mario Rossi, online Pr specialist [o social media strategist o online marketing manager o online communication manager o altra definizione che mescoli a caso queste etichette] per conto di XY, innovativa Start Up [tutto maiuscolo, tutto innovativo quando si parla di startup] di recente costituzione [tutto “di recente costituzione”], e ti contatto [gli hanno spiegato che in rete si dà del tu a tutti/e] per condividere con te [yeah, give me five!] la notizia del lancio de Il Grande Portale del Business Online – primo grande Portale a censire e presentare tutto il Business Online Italiano – disponibile all’indirizzo http://www.vattelapesca.it.

Intervistato per l’occasione, il giornalista ed esperto in mass media MZ [metti il nome di una celebrità televisiva a caso] si è espresso sul futuro del business online italiano parlando della sempre maggiore importanza della rete: «Assisteremo a uno sviluppo sempre maggiore delle imprese che in Italia fanno business online» [o altra banalità].

Contando che il materiale fornito in allegato [tipicamente un attach pesantissimo, almeno 4 o 5 Mb di roba] costituisca un’utile risorsa [???] per i tuoi lettori, chiedo di inviarmi conferma di avvenuta pubblicazione [la dà per scontata, eh] così da poter inserire il tuo articolo in rassegna stampa [rassegna stampa? ah già, è la lista con cui lui si fa bello nell’azienda che lo paga] e assicurarti l’invio [noooo, non mi inviare più nulla!] di ulteriori notizie interessanti [capirai l’interesse] per i tuoi lettori.

Grazie e a presto [a presto? nooo]. Mario Rossi, social media consultant ecc.

NB: D’ora in poi, a chiunque mi scriverà con questo stile manderò il link a questo post. Se ti va, fa’ altrettanto.😉

PS: poiché già ho ricevuto (in privato e fra i commenti, vedi sotto) qualche lamentela da parte di chi prende la parte per il tutto, preciso quanto segue. Non ce l’ho – com’è evidente – con la professione serissima e difficilissima del social media manager. Insegno io stessa a tanti ragazzi e ragazze a fare questo lavoro e ne mando tantissimi/e bravissimi/e a lavorare presso aziende serissime. Ce l’ho invece con tutti coloro (non pochi, a quanto vedo dalle mail che mi arrivano) che non sanno fare il mestiere, serissimo e difficile, del social media manager e così stracciano un’intera caegoria di professionisti. Esattamente come a volte me la prendo con chi non sa fare pubblicità e straccia l’intera categoria delle professioni del mondo pubblicitario, qui me la prendo con chi non sa fare il mestiere del social media manager.

20 risposte a “Quant’è brutta e cretina la mail del social media coso

  1. La cosa divertente è che i “social media coso” sono figure ambitissime nel mondo del lavoro odierno. Ah, comunque, http://www.vattelapesca.it esiste veramente.

  2. Molto interessante e utile: per me sarà una lista di faux pas!

    Adesso però ci vorrebbe il post gemello “come fare bene una mail in qualità di social media coso” =D

  3. La mai modesta opinione è che dire che questo articolo è molto riduttivo per definire un “social media coso”…. è altrettanto riduttivo. Ah e forse anche un po’ deviante.

  4. Francesco, io ce l’ho con tutti coloro (tanti, a quanto vedo dalle mail che mi arrivano) che non sanno fare il mestiere, peraltro serissimo e difficile, del social media manager e così stracciano un’intera caegoria di professionisti. Non “riduco” proprio un bel nulla, visto che insegno io stessa ai ragazzi e alle ragazze a fare questo lavoro e io stessa ne mando tantissimi/e bravissimi/e a lavorare presso aziende serissime.

  5. mi accontento del [yeah, give me five!] – (24 kg di risate)😉

  6. Trovo quanto hai scritto altrettanto fastidioso ed anche un po’ presuntuoso. Forse un po’ di rispetto per il lavoro altrui non guasterebbe. E guarda che ricevo anche io per lavoro molte mail scritte male o poco chiare.

  7. Allora visto che ti occupi di comunicazione impara a non fare di tutta un erba un fascio, in primo luogo. in secondo luogo, sai benissimo visto che sei una esperta di semeiotica, che ridicolizzare, deformare, distorcere, sbagliare volontariamente il nome di una persona o di un categoria di persone, come in questo caso è una tecnica collaudata per denigrare e sbeffeggiare e sottointende la scarsa considerazione che si ha della persona/categoria in questione. Il tema sulla qualità di questo tipo di informazione ci sta tutto, tu hai sbagliato l’approccio. PS io queste mail non le faccio, non sono un “web coso”, ma un giornalista di mestiere che le riceve tutti i giorni. E rispetto il lavoro dei colleghi che comunicano le aziende. Anche se talvolta mi mandano comunicati improbabili. Tutto qui.

  8. Francotanel58, accidenti quanta rabbia! Senti, se nessuno dice mai niente, quelle mail continuano a girare scritte a quel modo. È un andazzo che davvero credo vada interrotto. A volte le persone si incastrano da sole in automatismi che loro stesse, se ci pensassero meglio, eviterebbero. Magari altrove scrivono benissimo ma, dovendo mandare quel genere di mail, d’improvviso assumono quello stile. Sono mail quasi tutte uguali, fastidiose, e sono un boomerang per l’iniziativa che vorrebbero promuovere. Vogliamo aiutarli a cambiare? Tutto qui.

  9. Da social media manager, io me la prenderei piuttosto con quei sedicenti capi che prendono sto ragazzetto e gli dicono “fai un po’ di seeding a un po’ di blogger a caso” invece di “individuiamo 5 persone interessanti epr noi e costruiamo una relazione” . La colpa sta tutta li.

  10. “sperando di fare cosa gradita”

  11. Caro “giornalista di mestiere”… ma l’apostrofo rosa tra le parole “un’erba”, le virgole, le maiuscole e la “semeiotica”? Mi spiace doverlo sottolineare, ma sono errori inaccettabili per un professionista con il tuo piglio.

  12. @Francotanel58, visto che parli di rispetto delle professioni in relazione all’appropriatezza lessicale: forse volevi dire “esperta di semiotica”.
    La “semeiotica” è la disciplina che studia i sintomi clinici.

  13. Mi ritrovo perfettamente nel post. Oltre alla mail, anche il contatto tramite Facebook et similia spesso rasenta il ridicolo, oltre che una buona dose di cattiva educazione.

  14. Sarebbe interessante vedere la reazione dei vari giornalisti, influencer e sedicenti guru ad una strategia che, partendo da quest’articolo, preveda un contatto che rispecchi esattamente la mail tipo che ha utilizzato ironicamente!

  15. Pingback: Quant’è brutta e cretina la mail del social media coso | NUOVA RESISTENZA

  16. Vero che di incompetenza in giro se ne vede tanta. Vero che molti si improvvisano senza possedere nè gli strumenti, nè il buon senso che probabilmente rappresenta la base necessaria per una gestione efficiente delle relazioni on line (e off line). Vero anche che quello del pr in generale è un mestiere difficile, valutato su campioni non sempre rappresentativi e, talvolta, un po’ troppo duramente criticato. Ben vengano le opinioni, ben venga il dialogo tra gli interlocutori per migliorare i flussi e i metodi. Bene le critiche costruttive, meno bene quelle distruttive di “categoria”. Faccio ufficio stampa da 9 anni, molti mi hanno dato del tu senza chiedermi il permesso nè conoscermi. Auspico nella costruzione di un equilibrio tra le parti, dove si parli tra colleghi sullo stesso piano e non con una logica top-down. E questo bisogna conquistarselo. Al corso da sommelier mi insegnano a non dire mai : “questo vino fa schifo” ma “questo vino non è equilibrato”. Perché dietro c’è sempre il lavoro di qualcuno. Per questo mi piace più pensare che una mail sia “inefficace” e “inadeguata” , piuttosto che “cretina”.

  17. Diana, lei ha ragione: ho usato l’aggettivo “cretina”, che è abbastanza forte. Fra l’altro non è nemmeno nelle mie abitudini farlo, di solito sono più cauta. Ma sa perché l’ho fatto? Perché il tono medio di questo genere di mail è supponente, a volte persino arrogante. Inoltre, spesso questi signori insistono anche se li prego di cancellarmi dalla mailing list. Dopo un po’ tornano come zombie, con tanto di firma e titolo: social media consultant eccetera. E allora mi sono stancata e mi sono detta: se lo meritano.

  18. Pesantissimo con 4-5 mega danno l’idea di quanto statico sia il Suo approccio all’ICT. Probabilmente un allegato di quelle dimensioni poteva essere considerato “pesante” 4 anni fa e “pesantissimo” 6. E in ogni professione c’è gente che procede a tentoni, con una esposizione di gran lunga inferiore però di chi si “affaccia” su una comunità di centinaia di migliaia di spettatori. Ah, per inciso non sono e non sarò mai un social media coso, quindi non sto rispondendo perché chiamato in causa.

  19. Sono completamente d’accordo sull’analisi critica di stile e contenuto dell’e-mail. Tuttavia, come già sottollineato da Valentina, credo anch’io che la responsabilità molto spesso non sia del social coso, ma piuttosto di chi gli ordina: “Manda questa e-mail a queste 1000 persone”. Non sempre il social coso – poveretto – è nella posizione di poter modificare, riscrivere, ritoccare l’ignobile e-mail che porta impresso il suo nome. Non necessariamente, quindi, è il social coso a “non saper fare il proprio mestiere”.

  20. Commento fuori dal coro e dal campo: come appassionata fan di tante serie televisive, mi ritrovo a seguire altrettanti accounts su Twitter, Tumblr, Facebook e varie ed eventuali – e moltissimi sembrano gestiti da persone ben poco competenti, sia dal punto di vista tecnico, sia e soprattutto dal punto di vista delle capacità comunicative. Nel senso che molti sono maleducati, pomposi e non sanno nemmeno scrivere tanto bene.
    Ovviamente, ci sono anche tantissimi professionisti, bravi nel loro lavoro e nel parlare con le persone.
    Ignoro come vengano scelte certe figure professionali, ma mi chiedo se certe aziende/enti/canali abbiamo non abbiano ancora capito del tutto come si tengono le relazioni con il pubblico.

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