Vittoria di Renzi: cinque parole chiave per capirla

Renzi vince

Alcune considerazioni, a caldo, dopo il voto. Per comodità parto da cinque parole chiave: moderati, sondaggi, comunicazione, turpiloquio, emozioni.

Moderati. L’Italia è un paese di moderati, da sempre. Ed è un paese che invecchia, demograficamente e culturalmente, da tanti anni. In questo quadro, e in assenza di un’offerta credibile a destra, Renzi è riuscito, da un lato, ad aggregare tutti i moderati sia di centrosinistra sia centrodestra, dall’altro a riprendersi i transfughi del Pd che l’anno scorso votarono M5S ma poi non hanno digerito il mancato accordo con Bersani. Come ha fatto Renzi? Ha promesso un cambiamento (#cambiaverso), ma lo ha fatto con toni e contenuti moderati, appunto. Qualcosa di graduale, cauto, morbido, qualcosa che non spaventi le famiglie, le mamme, gli anziani, e tutti quelli (molti, nonostante la crisi) che hanno ancora un orticello da difendere. Bravo Renzi.

Sondaggi. Bisogna che gli istituti di ricerca, e le testate giornalistiche che li seguono quotidianamente prima di ogni elezione, se ne facciano una ragione: i sondaggi di opinione non riescono più ad anticipare i risultati elettorali come una volta. L’anno scorso non avevano previsto il risultato straordinario di M5S, quest’anno non hanno previsto quello ancor più straordinario di Renzi. È ora di fare il punto sulle metodologie, cari statistici, perché l’elettorato italiano è sempre più volatile: passa da un partito all’altro, decide di farlo all’ultimo minuto e per giunta dice le bugie nelle dichiarazioni di voto. L’avevo scritto ne L’insostenibile leggerezza dei sondaggi in tv, lo ripeto oggi con ancor più convinzione.

Comunicazione. Non ho mai considerato Renzi un grande comunicatore (vedi ad esempio Le slide e lo split screen di Renzi: pregi e difetti), perché – fra l’altro – ostenta troppo gli strumenti che usa. È come un venditore che ce l’ha scritto in fronte: “sono un venditore”, mentre un bravo venditore vero non dovrebbe affatto sembrarlo, dovrebbe vendere senza che nemmeno ci accorgiamo che l’ha fatto. Però va detto: Renzi al momento è il miglior comunicatore che abbiamo in Italia. E poiché la comunicazione funziona sempre e solo in relazione al contesto e ai concorrenti, ecco che, mentre gli altri sbagliano tecniche di vendita (M5S) o smettono di vendere (Berlusconi), lui stravende. E stravince. Bravo Renzi.

Turpiloquio. Dove ha sbagliato Grillo? Da quasi un anno ripeto che, dopo aver messo oltre 150 persone in Parlamento doveva cambiare toni, doveva moderarsi, doveva trovare un nuovo equilibrio linguistico-comunicativo, anche nei comizi (vedi ad esempio Il golpe di Grillo, fra satira, media e piazze e Grillo era un ottimo comunicatore, ma ora non fa che sbagliare). Perché continuando così avrebbe danneggiato ciò che lui stesso ha costruito. È vero che il turpiloquio di Grillo viene dalla satira, ma è pure vero che Grillo è passato alla politica, traslocando le tecniche della satira nel discorso politico. In politica, allora, le parolacce e le invettive abbassano il livello del discorso, lo stracciano, ma soprattutto distolgono l’attenzione dai contenuti per concentrarla sul modo in cui sono detti. In altri termini: se uno parla di problemi importanti e seri (spesso Grillo lo fa) con gestacci, turpiloquio, battute e imitazioni, finisce che molti dimenticano di cosa parla e pensano solo ai gestacci, alle battute eccetera. Detto più semplicemente, come ho già scritto: se Grillo indica la luna, ma i media (e i cittadini) guardano il dito, la colpa è anche del dito. In diverse occasioni Grillo sembrava aver capito che doveva cambiare i toni: lo disse ad esempio il 21 aprile 2013, nella conferenza stampa dopo la rielezione di Napolitano, ricordi? «Avete visto? – disse ai giornalisti (cito a memoria) – stavolta non ho detto neanche una parolaccia. Mi dicono che devo calmarmi e io mi calmo, prometto che mi calmo». Ma poi non l’ha fatto, non si è mai calmato. E mal gliene ha incolto.

Emozioni. Negli ultimi giorni della campagna elettorale Renzi ha definito il conflitto fra Pd e M5S come un “derby” fra speranza e rabbia. La proposta mi sembrava per lui rischiosa, guardando al ruolo che le emozioni svolgono nelle competizioni elettorali (e nella vita): a un’emozione potente e universale come la rabbia, che Renzi attribuiva al M5S e ai suoi elettori, Renzi contrapponeva uno stato emotivo-cognitivo più complesso, ma soprattutto più debole e ambiguo come la speranza (vedi: Il derby speranza vs. rabbia: una contrapposizione rischiosa). Era come ammettere, dal mio punto di vista, sono più forti loro, perché la rabbia è un’emozione molto più forte e netta della speranza (chi di speranza vive disperato muore, dice il proverbio). Mi sbagliavo: il vero derby non era fra rabbia e speranza, ma fra rabbia e paura. Grillo con le sue invettive, i suoi insulti, il suo definirsi “oltre Hitler”, il suo appello ai “processi” online ha fatto paura ai moderati italiani, ecco cos’ha fatto. Che si sono rifugiati nel #cambiaverso rassicurante di Renzi. Perché la paura – questa sì, non la speranza – è un’emozione tanto potente e tanto basilare quanto la rabbia.

Questo articolo è uscito oggi anche sul Fatto Quotidiano.

42 risposte a “Vittoria di Renzi: cinque parole chiave per capirla

  1. In tempi non sospetti, di fronte alle esternazioni di mr.G., ho sostenuto che la vera strategia di Grillo consisteva nel RIDURRE la propria forza elettorale, così da poter continuare a non fare nulla se non inveire. Anche perchè, se avesse avuto la maggioranza, non avrebbe saputo che fare di fronte ai problemi che si sarebbero aperti.
    Per il resto, perfettamente d’accordo con le notazioni espresse nel post.

  2. ma mica è solo una questione de vaffanculi, cazzi e mazzi.. Il moderato non si spaventa solo del turpiloquio, ma proprio di un ammicco al colpo di stato ai linguaggi della dittatura che è luna mica dito. Sei te che interpreti come dito le allusioni antisemite e l’apostrofare alle forze di polizia, e le espulsioni teatrali dei dissenzienti.
    sta roba per me meriterebbe il punto sei.

  3. Pingback: Vittoria di Renzi: cinque parole chiave per capirla | D I S . A M B . I G U A N D O | NUOVA RESISTENZA

  4. Non credo che la comunicazione abbia avuto l’importanza che le attribuisce Giovanna. La comunicazione può vendere illusioni (cose che non ci sono) solo quando i desideri delle persone sono maggiormente soddisfatti, la comunicazione non può vendere un prodotto che non c’é, in particolare quando gran parte dell’elettorato non riesce a soddisfare i bisogni primari. Fin dall’inizio di FI Berlusconi è stato votato anche dai lavoratori a basso reddito perché prometteva che sarebbero diventati tutti più ricchi, è andata al contrario, sono diventati tutti più poveri e 3 milioni senza lavoro. Oggi può raccontare quello che vuole, ma gli credono solo alcuni “interessati” e alcune vecchiette dalla pensione abbondante innamorate dell’istrione. Grillo vendeva vendetta, rivoluzione non armata, ma le rivoluzioni o sono armate (violente) o non esistono; la sua rivoluzione si è sgonfiata perché non poteva farla, non è stato capace di cambiare il prodotto quindi la comunicazione di conseguenza. Avete sentito Casaleggio dalla Annunziata, parole a caso, risposte senza senso, ha fatto la figura di un sessantenne pugile suonato con i capelli tinti biondiccio; se avesse avuto un buon prodotto da vendere sarebbe stato facile per chiunque venderlo, con o senza rete. Renzi ha vinto perché ha sconfitto la vecchia nomenclatura, non perché essa fosse veterocomunista, ma perché vecchia e spesso corrotta o legata a interessi molto precisi. Quando alcuni commentatori o avversari dicono che non ha fatto ciò che promette non si pensa al significato di “fatto” rispetto alla percezione comune. Aveva promesso la rottamazione e l’ha compiuta, ha buttato giù D’Alema, Bersani, Veltroni e compagnia bella, poi il governo Letta. Ha fatto un nuovo governo mettendoci la faccia di brutto, ha messo ministri giovani e la metà donne, ha fatto un accordo con Berlusconi (il quale non ha capito che gli stava dando una mela avvelenata) e ha conquistato l’elettore che pur moderato non sopportava più l’ipocrita libertino e la sua corte tiranna. La mossa vincente sono stati gli 80 €, Grillo ha fatto di tutto per smontarlo e anche alcuni giornalisti come Scanzi, fino alla esternazione imbecille di Piero Pelù. Un Berlusconi stanco ha continuato a ripetere: sinistra uguale più tasse, ma l’elettore non ha creduto a lui: aveva promesso l’abolizione dell’ICI, la gente gli ha creduto, ma poi si è accorta che è rientrata dalla finestra. Gli 80 € sono veri e se avete dei dipendenti potete verificare la loro soddisfazione. Rientreranno dalla finestra? Può darsi, ma adesso ci sono, sono un prodotto. E’ indubbiamente vero che il nostro è un paese di moderati, però consapevoli del declino, Renzi non ha parlato di cosa farà ha parlato di fare invece che disfare e l’ha dimostrato con i minus decreti che ha fatto. Meglio di niente. La comunicazione e le capacità di comunicare con l’elettorato hanno contato poco, hanno invece contato i fatti: Berlusconi ha fallito, Grillo è incapace di governare, Renzi ha conquistato il potere, fatto fuori i vecchi, cazziato le banche e aumentato del 6% il prelievo fiscale sulle rendite finanziarie, ma ha portato al 10% i contratti d’affitto (rendite immobiliari) concordati facendo la felicità di oltre un milione di piccoli proprietari, ha messo in 10 milioni di buste paga 80 € al mese. Solo questi fanno 11 milioni di persone. Renzi ha fatto le mosse giuste, poi le ha comunicate in modo semplice dicendo agli italiani moderati che lui aveva speranza e voleva continuare a lavorare, contro l’urlatore sfascia tutto e al vecchio imbonitore sgonfiato con il cagnolino e la fidanzata simbolo della decadenza borbonica. Una strategia simile non poteva che vincere perché il prodotto, per quanto poco, è visibile, tangibile e al moderato italico è andato più che bene. Oggi poi ha risvegliato in molti l’orgoglio nazionale, il più numeroso partito del parlamento europea è il PD e questo, con il prossimo semestre dietro l’angolo, è stato percepito come: gli italiani contano. Per dirla con Vito: fatti non pugnette.

  5. Renzi riteneva di avere già il mandato plebiscitario dopo le primarie. Ora che ha davvero stravinto -dato che da sempre le Europee sono per noi un test totalmente intranazionale- con la consegna fatta della scarpa sinistra, si assume una responsabilità notevole e i cittadini avranno ragione di chiedere anche e subito la scarpa destra.
    I renziani, più che Renzi, nel corso della campagna hanno fatto riferimento ai predecessori. Può essere che il confronto sia a lui favorevole, ma io preferirei giudicare per quello che promette e mantiene, non per paragone. (Se, al posto di uno scemo, mi ritrovo un mezzo scemo, certo ottengo un miglioramento, ma sempre di mezzo scemo si tratta. Scusate la similitudine non proprio azzeccata, ma illustra il concetto). Con il 40% di consensi ora mi aspetto anch’io gli 80 euro promessi alla mia categoria (e per sempre, come ha affermato spudoratamente la Serracchiani dalla Gruber), il lavoro per i giovani e tutte le altre scarpe sinistre mostrate nelle slides. Io la vedo in salita, molto in salita. Ho idea che cammineremo zoppicando con un solo tacco ancora per un bel po’.

  6. rispondo all’analisi con un esempio, semplice, non esaustivo, che non intende essere una generalizzazione indebita, ma solo un contributo.
    signora ultranovantenne, liberale per educazione, che ha spesso votato forza italia per il potenziale conservatore. ieri mi dice: “ho votato il PARTITO DEMOCRATICO DI RENZI (il maiuscolo è mio, per sottolineare l’enfasi con cui l’ha detto), mica quell’urlone di Grillo…”. credo che, come lei, con le stesse sue motivazioni, abbiano votato tanti elettori.
    quanto a Renzi come “venditore che stravende”, credo sia stato proprio il suo approccio diretto e senza infingimenti a convincere molti.

  7. Renzi si è presentato come l’uomo del fare. Estroverso, in apparenza velocissimo e concreto. Ha fatto tante promesse, le ha fatte a raffica ed è piaciuto. In più è legato al mondo cattolico. Pertanto appare come un soggetto che innova ma che, nel contempo, è legato a valori “tradizionali”: giovane, dinamico, ottimista e anche, però, rassicurante. Un tipo che cambia qualcosa, sì, ma non troppo.

    Adesso si apre per lui il problema di mantenere gli impegni, e qui il discorso si fa ben più complesso.

  8. aggiungerei al successo di renzi anche l’ideona degli spot pro europa,ben fatti anche visivamente e che coglievano certi gangli essenziali,andati in onda sulla rai per almeno due mesi quasi uno ogni tre ore!

  9. guy debord,non c’è nulla in alita:adesso un bel po è in discesa,ok disfattismo ma col 40% dei consensi,anche reagan la ebbe facile..

    m5s ci metterà almeno 6 mesi per riorganizzarsi,sinistra dura quasi estinta,berlusconi poco margine di manovra,etc etc

  10. Credo che tutti siano stati sorpresi dall’esito di queste elezioni che si preannunciava come completamente diverso, tranne forse la preannunciata débacle di Forza Italia. Alle analisi dei commentatori che mi hanno preceduto mi verrebbe da aggiungere che l’Italia è da tempo considerata un laboratorio di tendenze a livello europeo, quindi come il vento dell’antieuropeismo sta ricalcando il pienone del M5S di qualche mese fa, così potrebbe sgonfiarsi davanti alla mancanza di risposte che offre, al di là della contestazione rabbiosa. Ovviamente dipenderà molto da come i partiti europeisti risponderanno, se sapranno finalmente mettere la Merkel in minoranza.
    Personalmente non nascondo il mio sollievo per la conferma di un uomo “normale”, che viene dal mondo cattolico ma non ha ricevuto il placet del Vaticano grazie al nuovo corso inaugurato da Bergoglio. Sì ero molto spaventata dal personaggio Grillo e dal fanatismo dei suoi collaboratori più stretti, Di Battista e Nuti (che oggi dichiarano di avere vinto a prescindere dai voti, anche questo è indicativo). Berlusconi è un corrotto e un corruttore ma non gli interessa eliminare i suoi avversari. Grillo e i suoi invece hanno la personalità di un Robespierre, e se potessero metterebbero una ghigliottina in ogni piazza.

  11. non credo che grillo & co vorrebbero la ghigliottina,che è cosa fuori dalla legge e in italia sarebbe impraticabile:qualora (ma orma la cosa è lontana)fossero mai arrivati al 30% di un ipotetico voto nazionale avrebbero avuto altre gatte da pelare,piu importante,di cui una enorme.governare questo paese

    peraltro se continua così e non fa autocritica,al m5s toccherà un curioso destino:diventare coem la rifondazione comunista degli anni 90, a lungo celebre ma mai famosa,che un certo numero di voti prendeva,ma non andò mai al governo nonostante fosse ad essa stato proposto,che era sempre cpntro,,e alla fine,per inedia,scomparve

    e infatti grillo e bertinotti su certe cose si assmigliano

  12. @davide calzolari, non è che se critico Renzi sono automaticamente un grillino. Il M5s non è mai entrato nella mia area del possibile. Semplicemente non mi sento rappresentato da nessuno, non vedo nulla di buono o mediocre all’orizzonte e non intendo accontentarmi del meno peggio, l’ho già fatto per troppo tempo. Intendo giudicare Renzi non in confronto ai suoi avversari o ai suoi predecessori dello stesso -si fa per dire- partito, cosa che non ha alcun valore come ho cercato di dire nel precedente intervento, ma, piuttosto, intendo verificare le enunciazioni di Renzi in relazione ai fatti concreti, tutti in attesa di. Sulla capacità di Renzi non solo a voler fare ma a saper fare, a saper far fare, a poter fare ho molti dubbi.
    È più probabile, ad esempio, che Grillo costruisca le turbine🙂 con le sue idiote e fantomatiche stampanti 3d che Renzi crei posti di lavoro.

  13. guydebord,non ho detto che x y votano m5s,vedere

    però ecco,di disfattismo in giro ce nè parecchio,eh..

    “”ma, piuttosto, intendo verificare le enunciazioni di Renzi in relazione ai fatti concreti, tutti in attesa di. Sulla capacità di Renzi non solo a voler fare ma a saper fare, a saper far fare, a poter fare ho molti dubbi.””

    fatti concreti ce ne son gia stai,forse che forlani e andreotti o addirittura prodi in due mesi nel passato facevano di piu?incontestabilmente,NO
    è un fatto,non un opinione,i dubbi cadono quando ci son FATTI

    sta storia dei dubbi ,del aver sempre dubbi ,a parte che è una leziosità para intellellettuale,ma non solo: fa venire in mente quella storiella del tipo che geloso degli sguardi degli altri se avesse avuto una moglie bella,ne scelse poi una così brutta che nessuno alla fine,davvero.. la guardò piu-(ma brutta rimase cmq,ndr)-non so se l’apologo si capisce….

  14. @guydebord le stampanti 3d sono una cosa serissima, buongiorno

  15. @ Guydebord
    a differenza di Berlusconi, Renzi non ha mai promesso x posti di lavoro quindi non mancherà a una promessa. Quello che spero davvero – per il bene dell’Italia e non per Renzi ovviamente – è che proprio per la crisi profonda che stanno attraversando tutti i partiti filoeuropeisti il PD abbia molto credito in Europa, e riesca finalmente a convincere tutti che è ora di cambiare strategia. Il fiscal compact ha fatto gli interessi della Germania e qualche satellite, ma sta distruggendo tutto il resto. Quindi certo non sarà lui direttamente a creare posti di lavoro, ma c’è la possibilità che si dia un po’ di fiato a un’imprenditoria in affanno -non dimentichiamo che Berlusconi è riuscito a ottenere una sfilata di protesta degli industriali (!!!). Ovviamente molto dipenderà anche dalla voglia di rischiare delle grandi imprese, sono anni che agli incontri dei confindustriali sento ripetere che “la divisione internazionale del lavoro non è in discussione”, cioè che continuiamo a fabbricare sedie e divani perché il Made in Italy tira, e la ricerca costa. In questo modo abbiamo – noi – preparato il sorpasso della Cina, mentre Germania, Francia, e altri hanno investito sulla ricerca di base e applicata, vendendo brevetti ecc.

  16. Aggiungo che date le posizioni antiscientifiche, nazianimaliste e complottiste del M5s, il pensiero che vadano al governo mi fa venire i capelli dritti.

  17. ma il m5s non avrebbe mai potuto,non può,andar al governo:senza alleanze al 42%,il m5s non può governare:e il popolo,l’ha capito

  18. Buone considerazioni. Anche se a mio parere la speranza può coesistere con la paura, quindi al più son state entrambe a portare a questo risultato. Non per forza solo l’una o solo l’altra.

    Ad ogni modo: “a me o moderato me piace”, quindi temerò sempre e comunque i modus operandi di concorrenti estremisti.

  19. @Close The Door / lorenzo grandi, l’elettorato che ha determinato la grande vittoria di Renzi è prevalentemente composto da quella parte di cittadini ancora in gran parte garantita da un reddito certo. Pubblico impiego -dai ministeri alle partecipate-, pensionati, cassintegrati (cioè quelli che hanno un contratto a tempo indeterminato), studenti universitari mantenuti dai genitori e dai nonni, tutti non direttamente o pienamente coinvolti dalla crisi, che non hanno alcuna idea circa il futuro e che hanno paura -ha ragione Giovanna- e che vedono Renzi come ultima spiaggia. Proprio questo elettorato, più immobile (com ei bugia nen della che conservatore, si opporrà, ad esempio, alla riforma del pubblico impiego e in generale alla trasformazione funzionale della macchina dello stato. Se vorrà conservare il consenso Renzi dovrà limitarsi ad operazioni di facciata, non sostanziali.
    L’altro aspetto è che il nostro uomo è un ignorantello, con una cultura approssimativa sostanzialmente novecentesca e fuori tempo. (Mi ha stupito che, al rifiuto di Baricco, non si sia rivolto a Fabio Volo per il ministero della cultura.. ah, già, aveva quel grande intellettuale di Franceschini). Renzi le stampanti 3D le ignora, per lui sono ancora di là da venire, Renzi è uno dei maggiori rappresentanti del regresso culturale e antiscentifico che ci attanaglia.
    In quanto alle stampanti 3d (che ce ne faremo di tante turbine🙂 ?), oltre a tutti i problemi intrinseci alla tecnologia, come l’isotropia e la carenza tensostruttulare degli artefatti così prodotti, risolvibili in parte con una costosa progettazione adeguata, il costo energetico e l’impatto ambientale le rendono totalmente incompatibili con un reale progresso qualitativo ed ecologico. Dal punto di vista ambientale le stampanti 3D sono una follia alla pari delle piste da sci a Dubai: le stampanti 3D non sono fatte d’aria. Proprio l’area della transizione dal consumo smodato alla consapevolezza del limite potrebbe costituire la base di un nuovo progresso, ma non saranno certo né i ciarlatani delle turbine, né, tanto meno i difensori dello status quo che si nascondono dietro la rottamazione fine a sé stessa a gettarne le basi. Con questi imbonitori il declino, e il conseguente incremento delle disparità, è una certezza.

  20. scusate, è saltata una parte della frase: Proprio questo elettorato, più immobile (come i “bugia nen” della marcia dei 40.000 che si era opposta alla testardaggine del sindacato e a favore dell’immobilità che ha portato nel tempo alla scomparsa della Fiat) che conservatore…

  21. cit da sora

    “”” Renzi le stampanti 3D le ignora, per lui sono ancora di là da venire, Renzi è uno dei maggiori rappresentanti del regresso culturale e antiscentifico che ci attanaglia.”””

    assolutamente nulla fa sussistere l’ipotes che renzi ignori le stampanti 3d,questi son luoghi comuni da culturame che non sa che pesci pigliare🙂

    per non dire di quest altra “perla”:
    “L’altro aspetto è che il nostro uomo è un ignorantello, con una cultura approssimativa sostanzialmente novecentesca e fuori tempo. (Mi ha stupito che, al rifiuto di Baricco, non si sia rivolto a Fabio Volo per il ministero della cultura.. ah, già, aveva quel grande intellettuale di Franceschini).”

    “cultura novecentesca”😀 ma per favore,come dovrebbe averla, “cultura degli anni 0/primi del millennio” :D? cahiers du cinema?ci dican siam curiosi in molti !😀
    il discorso su baricco è non sense,baricco ha rifiutato perchè non ama la burocrazia ministeriale,ma nulla lo accomuna a fabio volo:bisogna esser veramente originali per non capire che tra fabio volo e baricco c’è la differenza che c’era tra una fiat duna..e una pur onesta fiat Uno..

    ciao ciao guydebord,renzi ha preso oltre il 40 %..alohaaaaa!

  22. Ci si è spostati da una logica di marketing tradizionale a quella di marketing emozionale, per quanto riguarda Renzi. L’obiettivo è sempre vendere, e lui l’ha fatto al passo dei suoi tempi.

    La perdita dei 5 stelle è stata evidente poiché all’interno del suo elettorato (almeno in buona parte) il senso di responsabilità civile viene meno rispetto alle dosi di rabbia, insoddisfazione e qualunquismo. Funzionava ai tempi di Berlusconi perché era necessario agire così. Grillo ha sottovalutato, secondo me, la potenza della comunicazione, adagiandosi. Non mi aspettavo una mossa così sbagliata da uno che nasce e cresce nei media e nelle nuove tecnologie, non bastano solo gli strumenti senza un corpus vivo di persone convince e lucide, proiettate alla “ricostruzione”.

    Sono convinta che la vera prova per Renzi sarà l’Europa. Quanto questo tipo di comunicazione può essere efficace in un contesto di quel tipo?

    La ringrazio professoressa, poiché lei, assieme all’editoriale di Angelo Panebianco del Corriere della Sera, avete reso questa mattina più facile da comprendere.

  23. Da elettore M5S (basta con questo “grillini” e anche penstastellato fa molto brigata rossa….) devo dire che sono d’accordissimo su tutti i punti da Lei evidenziati; mi permetto di aggiungere alcune osservazioni personali, in ordine sparso, su modi comunicativi che mi hanno irritato nonostante provenissero da Grillo (notasi sono 7 punti…):

    1) Basta dare nomi e nomignoli agli avversari: fa molto comico, poco politico e poi gli avversari si battono sul piano delle idee (ed ebetino (che non lo è) è anche pesante e per niente simpatico).

    2) Grillo si è sovraesposto mediaticamente come “comico” senza le physique du role del politico; da Vespa ha parlato in ordine sparso, parlava agli spettatori in sala e doveva invece parlare ai telespettatori, sovente non organizzando un discorso in maniera conclusa; all’approssimarsi della scadenza elettorale avrei mandato a parlare dei veri politici M5S e non lui.

    (lettura per Grillo: Annibale di Rumiz, in merito all’efficacia della strategia in guerra….)

    3) Il punto 7) Referendum euro andava eliminato. D’accordo o no in italia (rigorosamente piccolo) non siamo pronti per un dibattito sulla sovranità monetaria (dibattito facilmente preda di chi su questa sovranità ci sguazza…) se anche ci fosse stato il referendum, o non si sarebbe raggiunto il quorum o vinceva l’adesione alla moneta unica (con buona pace del prof. Giacinto Auriti o di Barnard).

    4) L’incontro “forzoso” con Renzi è stata una occasione CLAMOROSA buttata al vento liquidata con motivazioni non dimostrabili circa quanto detto a Grillo da Renzi a telecamere spente. Grillo è stato arrogante e borioso, avrebbe fatto bene a ribattere punto su punto a quello che proponeva Renzi ma ho paura che non sia Grillo il comunicatore “politico” di cui abbiamo bisogno.

    5) La sparata sui Ministri possibili Lui e Casaleggio boutade (forse) ma autogol clamoroso. Meglio stare zitti ( Beppe: Wikipedia> rasoio di Occam) .

    6) antagonismo ai giornali e TV, processi ai giornalisti (e poi ci si lamenta che ospitano Renzi in ogni dove):
    senza entrare nel merito delle ragioni con una premessa del genere , loro difendono “biologicamente” il posto di lavoro, cosa si aspettava Grillo? Strategia sbagliata, cambiata in corso d’opera ma mai digerita. Sarà meglio che fai ancora i conti con la TV Grillo che nel paese degli ottuagenari durerà almeno 20 anni….

    7) Con Bersani (all’epoca non si comunicava con i Media classici) l’impressione generale (l’idea filtrata nella testa della GGente) è stata che M5S non volesse minimamente collaborare con il PD (a giusta ragione)
    risultando ancora una volta arrogante quando arrogante era l'”offerta fatta dal PD”.

    Passo e chiudo
    Grazie a chi è arrivato fino a qui.

    e anche qui: grazzisssime!

  24. cit “bricolage”

    “”Sono convinta che la vera prova per Renzi sarà l’Europa.”””

    tutto il contrario, a renzi a sto giro,dopo un incasso del 40% del voto italico,interessa l’italia,piu di prima,!

    peraltro in europa renzi ha gia detto che non va “solo a protestare”,.. dialogo non vuol dire far muro contro muro (peraltro con la merkel i margini di manovra son quel che sono..pochi..)

  25. ancora:

    “”Grillo ha sottovalutato, secondo me, la potenza della comunicazione, adagiandosi””

    al contrario,secondo me(lo dico da mò..)ha sopravvalutato la mitica “comunicazione”,pensando che a criticare si guadagnasse automaticamente voti come all’ inizio(errorrissimo)quando si,all inizio,la comunicazione ne fece quasi un eroe popolare:ma sn passati mesi,anni..

    e infatti,riesumando un vecchio slogan ..”piazze piene..urne vuote”🙂
    come gia capitava al pci negli anni 70..

    che poi cosa sarebbe la comunicazione ?

    “veicolare -pacchetti-di dati-e di-idee”:peccato che se le idee non ci sono,la comunicazione,almeno nel caso di parte del 5s,e ancor piu di Grillo,si riduce solo a un mucchio di dati di come NON va l’italia,senza proposte,sopratutto in campo socioeconomico

  26. “beppe esci da questo blog!”(dal suo di lui,ndr) gridato da renzi due mesi e qualcosa fa,è davvero una frase indovinata😀

  27. Se in Europa, fino ad ora, le decisioni si sono prese considerando in ogni caso l’interesse della Germania, compresa la politica dell’austerità, oggi le cose sono cambiate. L’Italia è il primo cliente della Germania, un cliente che però ha diminuito gli acquisti del 20% in 8 anni, grazie anche alle politiche di austerità europee che hanno fiaccato la domanda interna, oltre che al dissennato modo di fare politica economica. La Germania ha raggiunto i propri scopi finanziari, industriali e di occupazione, adesso li deve mantenere e per farlo dovrà vendere di più. Renzi avrà la vita molto più facile di quanto non abbia avuto Monti o Letta. Oltre a ciò Renzi è meno “in mani cato” (per il momento) adesso non ha bisogno di consolidare i rapporti con le banche o la grande industria, adesso deve portare il paese oltre la soglia di pericolo, e consolidare alle politiche prossime venture il 40%. Se riuscirà in questo intento non avrà più nessun ostacolo e la barca andrà, quasi da sola. Se aumenta il PIL dell’Italia aumentano le vendite della Germania e la Merkel, o chi per lei, sarà felice di agevolare un cliente. Qualcuno dirà perché non ha agevolato la ripresa dell’Italia quando c’era Berlusconi, in FI (la Polverini anche ieri sera) ritengono fosse antipatico o sgradito alla Merkel (che peraltro è vero) ma non per questo la Merkel avrebbe perso un buon cliente. Il punto è che il cliente nel 2011 stava per fallire e in questo caso si è preferito vendere meno e salvare l’Euro piuttosto che veder fallire il cliente migliore. Prova ne è che con la Grecia non si sono comportati così. Se falliva l’Italia falliva tutta l’europa, non dimentichiamolo.

  28. @Pier Danio Forni scrive: ” Oltre a ciò Renzi […] adesso deve portare il paese oltre la soglia di pericolo, e consolidare alle politiche prossime venture il 40%. Se riuscirà in questo intento non avrà più nessun ostacolo e la barca andrà, quasi da sola”

    Consolidare il 40%? Ma hai voglia di scherzare? Ma vi siete tutti bevuti il cervello? Ma vi rendete conto che queste erano e restano elezioni Europee e continuare a commentarle come fossero elezioni nazionali è assurdo? Capisco che tutti i giornalisti e i semiologi abbiano scelto questa professione perché in aritmetica facevano cagare ma tant’è.
    Il guadagno elettorale di Renzi in termini di numeri assoluto è pressoché nullo: ha semplicemente (ri)portato al voto lo zoccolo duro del PD primigenio (Ds+Margherita) che con Veltroni aveva fatto gli stessi numeri. Tutti gli interessati agli 80 euro hanno pensato che votare Renzi a queste elezioni europee fosse la condizione di garanzia per ottenerli davvero a lungo termine in un parlamento in cui Renzi è arrivato per un colpo di mano e vi è al Governo sotto ricatto permanente di un partito col 4 virgola % e di sicura riannessione al Berlusconi party.
    Piedi per terra e vediamo di accendere quei due neuroni che a qualcuno restano ancora: è l’affluenza al 57% a consegnare al Pd una percentuale del 40%. Per tutto il resto dell’elettorato non Pd (lo ricordiamo: fa il pieno tra i dipendenti pubblici e non della serie eightyeuro) queste elezioni europee non portavano nulla in tasca di concreto; è da lì che viene l’astesione altissima. Non una vittoria di Renzi, ma una latitanza degli altri – e poi spieghiamo il perché che è parecchio razionale.
    Ma tutti coloro che leggono le percenutali e non i numeri assoluti, e che oggi salutano come un evento l’incremento record percentuale, numericamente irrilevante, del Pd, non penseranno mica che il 18-23% del rimanente elettorato che si è recato alle urne per le nazionali rispettivamente nel 2013 e nel 2008 resti a casa quando ci saranno elezioni in cui il proprio voto-portafoglio conta davvero?
    Non ho letto nessuno, dico nessun opinionista, che conceda agli elettori italiani almeno un QI degno di una scimmia. Con tale intelligenza infatti si dovrebbe essdre in grado di aver pensato almeno un paio di cose:
    1) Il votante razionale, e non fanatico, del M5S sapeva benissimo che il voto dato a Grillo sarebbe stato nullo in Europa in quanto il M5S ha dichiarato di non allearsi con nessuna delle forze alternative al PSE e al PPE e venti deputati, uno o nessuno avrebbe avuto egual esito.
    2) Il votante di centro destra (fosse Berlusconi o Alfano) non aveva ragione di andare a votare partiti iscritti al PPE di quella Merkel, leader di quella Germania, che in questa campagna elettorale, e da anni, viene descritta
    come la colpevole di una linea politica avversa all’Italia. Se sei contro la politica tedesca e il tuo partito contribuisce indirettamente a una linea Merkeliana il minimo che puoi fare è andare al mare lontano dalle urne.
    Ergo, cazzo di analisi fanno tutti? Non si rendono conto che alle prossime nazionali il PD tornerà alle solite percentuali di sempre nel momento in cui l’affluenza dell’elettorato oggi latitante tornerà a votare, e logicamente non a (pseudo) sinistra? Per *consolidare* il 40% (mi viene da ridere) con un’affluenza classica media del 78%, il Renzi dovrebbe guadagnare oltre 4.500.000 di nuovi voti. Il che, ironicamente, vuol dire che dovrebbe guadagnare il 40% dei votanti rispetto a quelli di domenica.
    Certo certo.
    Che tristezza non capire niente.

  29. ps
    Pier Danio Forni scrive: “l’Italia è il primo cliente della Germania”

    Oh, ma dove le trovate queste fandonie? Chi ve le dice? Come arrivate a credervi? Sono curioso perché tutto il tuo ragionamento parte da un dato che è falso in modo singolare.
    Per la Germania l’Italia è il settimo partner in assoluto e considerando la sola EU è il quinto (!). Se poi vai a vedere il trading commerciale con i partner dall’ottavo in giù e come in generale avvenga la distribuzione degli importi tra tutti i partner dell’export tedesco ti rendi conto che la Germania può benissimo fare a meno dell’Italia, il cui valore trascurabile. E così l’Europa.

    https://www.destatis.de/EN/FactsFigures/NationalEconomyEnvironment/ForeignTrade/TradingPartners/Current.html

  30. ps2
    Ascolto ora l’argomento giustificatorio della perdita dei voti del M5S dato da loro stessi. Delirio. Il M5S perde oltre due milioni di voti assoluti e queste volpi sostengono che poiché l’astensione generale è stata alta la perdita sarebbe quindi minore. Delirio vero: diventerebbe più importante la percentuale rispetto al valore assoluto a cui è associata. Perciò se l’astensione (che ha colpito te ma non il tuo avversario PD) è stata del 21% oltre i votanti effettivi del 2013 allora alla tua perdita di voti va fatta la stessa tara percentuale. Razionale come la biowashball, le scie chimiche, le turbine aeree realizzate con la stampante 3d, etc.
    Solo degli sprovveduti potevano pensare di mobilitare la totalità di un elettorato che ti ha votato per protesta contro i partiti italiani e che quindi non si vede con quali motivazioni dovrebbe darti il voto per l’europa dove tutti gli altri partiti di seconda fascia proponevano comunque un no alla linea attuale europea, di fatto copiandosi e copiandoti. Vendere comunicativamente un’elezione europea come fosse un derby in cui godere del solo obiettivo dello sconfiggere l’inviso nemico interno è davvero da psicologi politici sottosviluppati. Renzi, come Berlusconi con l’ICI, ha promesso il soldo in tasca al proprio elettorato di sempre e ha vinto con quell’elettorato, e con quello speranzaso dei pensionati che credono all’innalzamento delle loro pensioni sulla scia degli 80 euro. Il portafoglio è quello che decide il voto, da sempre e ovunque. Per questo le rivoluzioni sono possibili solo dove non vicnono i conservatori e quindi odve non c’è una maggioranza di beni privati da conservare, per le condizioni più disparate.
    Il M5S avrebbe dovuto immaginare fin da subito che il proprio elettorato era composito e non sarebbe mai potuto essere motivato a dargli un voto europeo. Invece ha impostato la campagna comunicativa alla stregua di uno scontro interno, diuna prova di forza, da cui poi non sarebbe arrivata nessuna pressione al Governo, anche se il M5s avesse fatto l’impossibile pieno. E questo la dice lunga sulla maturità politica del M5S.

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  32. Forse l’errore di Pier Danio nasce dal credere che, siccome la Germania è il maggiore partner commerciale dell’Italia (vero), valga il viceversa.
    La seconda cosa però non è vera e inficia il suo argomento, come mostrato da Ugo.

  33. Tanto per non veder maltrattati i numeri, proviamo a dare quelli giusti: ho naturalmente preso come base le cifre dei votanti alle ultime elezioni politiche nazionali, quelle dello scorso anno. Fare una media delle ultime tornate ci allontana da una tendenza che abbiamo verificato non più tardi di un anno fa. Quindi, base 2013 e si parte.

    Se Renzi avesse preso i voti che ha preso a queste Europee nelle Politiche dello scorso anno, sarebbe arrivato al 31,6%, risultato che gli avrebbe consentito di vincere a mani basse anche quella tornata. Serve a poco dirlo ma lo ricordo a quelli delle scorse primarie del Pd.

    In termini assoluti questo Pd 2014 prende oltre 2 milioni e mezzo di voti in più rispetto al Pd di Bersani con un guadagno del 29,25% che non è poco.

    Si può consolidare il 40,8? Ma, soprattutto, si vuole consolidare?
    Se qualcuno avesse preso il 40,8% nelle elezioni del 2013 (35.348.709 di votanti) avrebbe dovuto raccogliere poco meno di 14 milioni e mezzo di voti (14.422.273 to be right) che rapportati agli 11.172.861 presi da Renzi a questo giro fanno una differenza di 3.249.412 voti, che non sono pochi ma neanche troppi e rappresentano un incremento del 29%: molto dura ma non impossibile visto che su Bersani ne ha già guadagnati, in termini assoluti, 2.528.674. Comunque secondo me non ce la fa a consolidare. Ma questo è un parere personale che lascia il tempo che trova: se piove, piove.

    Ma Renzi, che non è stupido, sta ipotizzando una legge elettorale che con il 36% dei voti darebbe, a chi li prende, la maggioranza assoluta nell’unica camera rimasta dopo l’abolizione del Senato. E per fare ciò gli basta incamerare un milione e mezzo di voti in più rispetto a questa volta (1.552.674 tanto per essere precisi), cioè il 24% di quelli che non sono andati a votare (6.444.135 di votanti in meno rispetto al 2013), poco meno di uno su quattro. Se pò fa’.

    Il ragazzo non è per niente scemo e sospetto fortemente che andremo alle elezioni non appena si sarà fatto approvare la nuova legge elettorale.

    Come sempre i numeri, quelli buoni, raccontano un sacco di cose che solitamente sfuggono.

    P.s. Un abbraccio fraterno al mio amico Pier Danio che, Germania a parte, vedo sempre in gran forma.

  34. “”l ragazzo non è per niente scemo e sospetto fortemente che andremo alle elezioni non appena si sarà fatto approvare la nuova legge elettorale.

    Come sempre i numeri, quelli buoni, raccontano un sacco di cose che solitamente sfuggono.””

    ben detto pm

  35. a Pier Danio
    Ho criticato l’argomento su Renzi e Germania, ma ho trovato illuminante, ci tengo a dirlo, la tua analisi precedente (“fatti non pugnette”).

  36. @PM
    E quali sarebbero i numeri cattivi, scusa? Io il conto l’ho fatto con il dato del 78% ovvero con una media tra affluenza del 2013 con quella del 2008.
    Se credi che la tendenza al ribasso dell’affluenza prosegua puoi sempre pensare che resti quella di domenica.
    In ogni caso la “sinistra” del PD di Veltroni prese 14099747 voti, e senza naturalmente la “sinistra radicale” dei Bertinotti dell’altro iieri, Vendola di ieri, Trsipras di oggi.
    Veltroni fu crocefisso per il risultato ottenuto in quanto fondere margherita e Pd aveva restituito una somma inferiore ai precedenti valori delle singole parti. Al contrario il risultato di Renzi viene salutato come impresa unica e accostato al solo termine di paragone del risultato di Bersani, il che è francamente miope.
    Poi fate vobis.

  37. Vedo con meraviglia🙂 che qualcuno che era salito sul carro, speranzoso e in tempi non sospetti, ora che ha iniziato il viaggio trionfale stracarico come un gommone al largo di Lampedusa, comincia a pensare che è meglio procedere a nuoto piuttosto che seguire quella rotta(mazione) in cotanta bella compagnia…

  38. antonio cicchella

    La troppa moderatezza e’ proprio cio’ che ingessa il paese. Pochi rischi, poco sviluppo.

  39. antonio cicchella

    Ricordo ai commentatori politologi che ieri a Napoli hanno ucciso 3 persone.

  40. renzi è moderato solo come incasellamento,guardando a vecchie definizioni da 2a republica:in realtà è antropologicamente molto “veloce” nelle decisioni,nulla a che fare con Moro, Prodi Andreatta etc etc

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