Se la banca ti spilla soldi per estinguere il mutuo

Barclays logo

Nel 2004 accesi un mutuo con Barclays per comprare casa: all’epoca era la banca più agile e più all’avanguardia sul mercato, o in ogni caso era l’unica a offrirmi ciò di cui avevo bisogno. Per anni, non ho avuto mai nessun problema: sono tuttora convinta di aver fatto, allora, la scelta migliore, anche se negli ultimi anni Barclays, come altri gruppi bancari, è stata travolta dalla crisi e dagli scandali. Sfortunatamente, però, nel gennaio del 2014 decido di estinguere il mutuo in anticipo: le condizioni contrattuali lo prevedono, senza costi aggiuntivi oltre alle rate residue. Facile, credevo. Macché, hanno fatto di tutto per spillarmi soldi. Senti che roba.

Prima assurdità. Dopo aver pagato per dieci anni via Internet, scopro che oggi mi è impossibile estinguere il mutuo online, e nemmeno posso farlo al telefono, ma devo scrivere una lettera cartacea (sic! “La sottoscritta… nata a… residente a… desidera estinguere in anticipo il mutuo n°… In fede…) e inviarla a un indirizzo milanese (e solo a quello) per posta tradizionale, con raccomandata e ricevuta di ritorno. Scrivo, stampo, firmo a mano, faccio la coda in tangenziale, impreco, faccio la coda all’ufficio postale, impreco, pago €4,30, e finalmente vado a lavorare. Tempo complessivo: un’ora e un quarto. Altre imprecazioni.

Seconda assurdità. Ai primi di febbraio ricevo una lettera (cartacea!) datata 27/01/ 2014, in cui Barclays mi informa di aver ricevuto la mia «richiesta di estinzione totale del mutuo in oggetto» e, secondo «quanto previsto dal contratto», «daranno corso all’estinzione in data 14/02/2014». Fantastico. Peccato aggiungano: «Indicativamente dieci giorni prima di tale data, provvederemo a comunicarle – a mezzo posta prioritaria – l’esatto importo da corrisponderci e le modalità di pagamento. Per ogni ulteriore informazione o chiarimento il nostro Servizio Clienti è a Sua disposizione al Numero Verde eccetera, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 18:00». Uhm. Mi scrivono (su carta) che mi scriveranno (su carta) cosa e come devo fare: ma non facevano prima a mettere tutto in una sola lettera? Uhm. E già mancano meno di dieci giorni alla scadenza: quando arriverà la seconda lettera? Uhm. I dubbi sono tanti, ma non penso di chiamare il numero verde: non ho voglia di perdere tempo e attendo fiduciosa. Nelle poste e in Barclays.

Terza assurdità. Passa il tempo e non arriva nulla. Ogni tanto mi viene in mente che potrei chiamare, ma anche no: ho fatto quel che dovevo, penso, e se la lettera arriva in ritardo estinguo il mutuo in marzo, poco cambia. A metà marzo arriva una lettera datata 08/03/2o14:

«Facciamo seguto alla Vostra richiesta di estinzione totale anticipata del mutuo in oggetto, fissata per il giorno 14/02/2014. [bene!] Poiché ad oggi, nonostante il tempo trascorso, non abbiamo ricevuto quanto indicato nei conteggi di estinzione [quali conteggi? Non ho ricevuto nulla], riteniamo decaduta tale richiesta. Vi comunichiamo pertanto che dovranno esserci corrisposte le rate nel frattempo scadute [rate scadute? non ho chiesto di interrompere le rate, volevo estinguere il mutuo!], così come previsto dall’originario piano di ammortamento, maggiorate degli interessi di mora eventualmente dovuti [interessi di moraaa?]. Nel caso fosse comunque Vostra intenzione estinguere [ovvio che ho intenzione, l’ho scritto e firmato], dovrete rinnovare la richiesta a mezzo lettera raccomandata [ancora?], firmata da tutti gli intestatari del mutuo. Il preavviso contrattuale decorrerà dalla ricezione della nuova richiesta. A disposizione per ulteriori chiarimenti, cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.»

Quarta assurdità. Mi attacco al numero verde, furibonda. Seleziono almeno quattro cifre (digitare 1… digitare 4… digitare 3… digitare 2) per chiedere di parlare con un essere umano, e ovviamente attendere, furibonda, oltre dieci minuti in linea, mentre faccio altro con la cornetta fra l’orecchio e la spalla: «gli operatori sono tutti occupati, si prega di non riagganciare per non perdere la priorità acquisita». Finalmente risponde un operatore dall’Albania, dopo che una voce registrata mi ha informata che potrei anche chiedere un operatore italiano, se non mi piace l’idea di parlare con l’Albania. Ma per carità: non ho nulla contro l’Albania e non vorrei dover aspettare altri minuti col torcicollo. Il gentile albanese («in cosa posso esserle utile?») finisce per spiegarmi, in italiano quasi perfetto (manca solo qualche articolo e qualche congiuntivo), che ho sbagliato tutto: avrei dovuto chiamare subito (subito!) il numero verde perché «capita spesso che seconda lettera non arriva». Spesso? «Certo signora, poste italiane non funzionano». Faccio presente che da anni le poste qui funzionano benissimo (o almeno così credo, visto che non ricevo ormai quasi nulla per posta) e che la lettera non diceva di chiamare il numero verde: diceva di aspettare una seconda lettera, punto. Inoltre non ho tempo da perdere io, al telefono, con gli operatori Barclays.

«Capisco signora, ma doveva chiamare.»
«Dovevo?»
«Sissignora.»
«Vabbe’, ma ora?»
«Ora lei manda seconda raccomandata. Con ricevuta di ritorno.»
«Un’altra? Ma non può inserire la mia richiesta di estinzione ora, mentre stiamo parlando al telefono?»
«Nossignora, non posso.»
«Chiedo scusa, giusto per curiosità [quasi non credo sia possibile]: mi è stata già addebitata una mora, per caso?»
«Sissignora: 158 euro.»
«Eeeh?»
«Lei ha chiesto estinzione ma non ha estinto.»
«Eeeh? Ma se io non ho estinto è perché voi non avete mandato la lettera!»
Silenzio.
«Mi sente?»
«Sissignora.»
«Ma non è che lo fate per fregarmi 158 euro?»
Silenzio.
«158 a me, 158 a un altro fesso, e così via?»
Silenzio.
«Signora: scrive raccomandata, aspetta lettera, e quando arriva lei telefona subito. Subito, capito? Chiama subito numero verde, signora. Capito?»
Capito. Riattacco. Furibonda.

Quinta assurdità. A fine marzo trovo il tempo per rifare tutto daccapo: scrivo, stampo, firmo a mano, faccio la coda in tangenziale, impreco, faccio la coda all’ufficio postale, impreco, pago €4,30, e finalmente vado a lavorare. Tempo complessivo: un’altra ora e mezza della mia vita. Altre imprecazioni. A fine aprile arriva una lettera datata 08/04/2014, identica a quella del 27/01/2014: anche stavolta mi informano che arriverà una seconda lettera «a mezzo posta prioritaria», in cui mi spiegheranno «l’esatto importo da corrisponderci e le modalità di pagamento», «indicativamente dieci giorni prima» del 14/05/2014, che è la nuova data in cui è fissato il decorso per l’estinzione del mutuo. Il giorno dopo mi attacco al numero verde. Subito. Come mi ha detto il tizio albanese.

Sesta assurdità. Seleziono quattro cifre (digitare 1… digitare 4… digitare 3… digitare 2), attendo dieci minuti in linea mentre faccio altro («gli operatori sono tutti occupati, si prega di non riagganciare per non perdere la priorità acquisita») e finalmente risponde un’operatrice dall’Albania, dopo che la voce registrata mi ha spiegato che potrei sempre parlare con qualcuno in Italia, se voglio. La tizia mi spiega che ho chiamato «troppo presto»: è solo il 29 aprile e lei non può fare nulla prima di dieci giorni dal 14/05/2014.

«Cheeee? [non ci posso credere, mi sento presa in giro] Ma sulla lettera c’è scritto ‘indicativamente’. In-di-ca-ti-va-mèn-te. Capito?»
«È presto, signora. Dieci giorni precisi. Pre-cì-si.»
Grrrrr.

Il 5/05/2014 richiamo il numero verde e finalmente l’ennesimo operatore albanese mi dà conforto, dicendo che mi manderà via mail (wow!) la famosa lettera che spiega quanto e come devo pagare per estinguere il mutuo. Aspetto trepidante due giorni, pronta a richiamarli furibonda, ma finalmente la lettera arriva davvero, finalmente pago online quel che devo, finalmente – forse – riesco a estinguere il mutuo. Forse. Nessuno infatti mi ha spiegato se devo aspettarmi una ulteriore lettera di conferma finale (happy end?) da Barclays. Sospetto che sia così, anche se non sta scritto da nessuna parte. Perciò richiamerò il numero verde. Eccome. Perché Barclays, nel frattempo, prima ha detto che se ne vuole andare dall’Italia, poi ha smentito. La crisi, si sa. Ma nel frattempo prende 158 euro a me, 158 euro a un altro, 158 a un altro ancora. È così che i manager si guadagnano i premi di fine anno.

15 risposte a “Se la banca ti spilla soldi per estinguere il mutuo

  1. Sì, ci provano sempre confidando in un mix di mancate conoscenze giuridiche (1206 c.c., mora del creditore), impazienza e timore di qualche sanzione nella controparte.

  2. Qui ci starebbe bene una risposta di un “signor Barclays” che spiega, si scusa, lima. O nella riduzione di costi ci sta anche il taglio del “social media manager”?

  3. Pingback: Se la banca ti spilla soldi per estinguere il mutuo | NUOVA RESISTENZA

  4. Queste ingiustizie mi fanno rabbia. Sono degli incapaci ma vogliono farci credere che lo siamo noi! A me era successo con la Wind (o con la Vodafone, non ricordo) e da lì ho capito che è meglio inviare tutto via fax: arriva subito e non hanno scuse. E’ sempre meglio conservare la ricevuta di pagamento e inviarla via fax come prova. Io gli avrei mandato anche il contratto,giusto per rinfrescargli la memoria. Non bisogna mai assecondarli, sennò se ne approfittano ancora di più.

  5. È una guerra psicologica. Siccome la chiusura di un mutuo è una perdita di guadagno, le procedure di chiusura devono essere le più fumose e improbabili possibili. Lo fanno tante aziende che erogano servizi, non solo Barclays.

    Io chiusi il mutuo della Barclays. nel 2011. Fui fortunato e tutto andò bene al primo colpo, ma stavo cambiando casa e praticamente ho passato giorni a studiare tutti i possibili inghippi che potevano esserci. Comunque, dopo 2 anni, si accorsero che avevano sbagliato i conti e mi restituirono 18 euro. Su 66.000 che gli avevo dato!

    Sappi anche due cose:
    1) Il giorno del pagamento che ti indicano deve essere la valuta del LORO accredito, non del TUO addebito. Alcune banche fanno passare 1 giorno fra l’addebito e l’accredito. Per esempio: tu paghi il 28 maggio. Alla B. arrivano i soldi il 29. Se la B. ti ha detto che devi pagare il 28, hai sforato di un giorno. (E non voglio sapere che si inventano per annullare la chiusura o farti pagare altre more!)
    2) Puoi richiedere la restituzione della quota assicurativa obbligatoria non goduta. (L’assicurazione che la banca fa contro incendi e altre disgrazie.)

  6. Massima solidarietá per quanto le è successo, io ho vissuto un’esperienza simile con Barclays.
    Ma che cosa c’entra questo post con i contenuti usuali del blog, e il taglio professionale di ogni pagina?
    Leggendolo, e pur provando simpatia – letterale – per lei, mi sono sentito un po’ usato come audience per uno sfogo personale, quasi per una ripicca. Il grosso randello della persona influente (nel senso social) che la fa pagare alla multinazionale: “avete toccato me”, sembra dire, e adesso vi sputt[…].
    Non mi è piaciuto.

  7. Non mi stupirei se, a fronte di questa pubblicità, arrivasse la inevitabile italianissima querela. Non hai idea del ginepraio, con tanto di smilace strappabraghe e intera macchia mediterranea, nel quale ti sei cacciata🙂 . E in questo caso intendi pagare. Figurati cosa accade quando non hai possibilità di pagare e la banca o equitalia o qualunque altro ente ti intima di farlo.
    Interessante, oltre la modalità, è il linguaggio.
    Ho scritto a una compagnia elettrica per segnalare un evidente errore di lettura del contatore da parte di un loro incaricato. Lettura a me favorevole, ma tanto poi i nodi vengono al pettine, tanto vale avvertire. La risposta, composta da parole casuali e inconcludenti non appartenenti a una delle lingue di questo pianeta iniziava con: Risposta al suo reclamo. Ora, un dizionario non è neppure necessario acquistarlo, si trova on-line gratis e, se sai consultarlo capisci che reclamare è sollecitare ad alta voce, magari urlando, il riconoscimento di un tuo diritto. Io non ho mai reclamato in vita mia, figuriamoci nel caso in cui intendo pagare di più perché loro hanno sbagliato e mi hanno fatturato meno. Domanda: ma tutti i giovani laureati in scienze della comunicazione che fine fanno?

  8. Sandro, mi dispiace che lei non trovi il nesso con i temi che abitualmente tratto in questo spazio, ma ci pensi: è questo un evidente caso di cattiva gestione del cliente, dunque di cattiva comunicazione, accidenti se lo è. Quanti cittadini e cittadine si lamentano di un pessimo rapporto con la banca/compagnia assicurativa/azienda telefonica ecc. per motivi analoghi a quelli che ho raccontato? Tantissimi/e, sempre di più.

    Ho riportato parte del testo di quelle lettere, proprio per mostrare qualche dettaglio dello stile di scrittura della banca, come peraltro ha notato guydebord. Nessuno sfogo personale, nessun “avete toccato me”. In molti casi ho riportato storie e testi inviatimi da altri/e, in questo caso, semplicemente, ho riportato una storia capitata a me. Niente più di questo.

  9. Eh, sì, sono dei ladri di galline. Io i problemi maggiori li ho avuti con Vodafone e il Credito Emiliano.

    Nel primo caso, dopo aver sottoscritto un contratto di quelli “molto vantaggiosi”, mi vedo recapitare le prime quattro bollette con prezzi esorbitanti, talvolta il doppio di quanto pagavo prima con Telecom: indagando, scopro che dopo sei mesi ancora stavo navigando e telefonando tramite la “internet key”, che ha un costo a parte rispetto alla “station”; chiedo perché e mi sento rispondere che non era stata attivata la “station” dato che IO non avevo contattato il servizio clienti. Ovviamente non c’era scritto da nessuna parte, di farlo. Rescindo il contratto e metto la cosa in mano a un avvocato per farmi almeno restituire il denaro speso inutilmente. Loro mi offrono meno della metà per chiuderla subito, io non accetto e alla fine perdo pure la causa, rimanendo cornuto e mazziato. Bisogna star loro addosso e anche così non è detto che lavori bene come millantano.

    Col Credito Emiliano sono stati invece anni di disservizi di vario genere, da assegni non pagati (quindi ho dovuto ritirare io il denaro e portarlo a mano al destinatario) a cambi continui di codici e malfunzionamenti delle carte, fino alla chiusura del conto che, come è ovvio, mi hanno fatto pagare per spese di servizio.

    In ogni caso, complimenti per come è scritto questo articolo, nella sua drammaticità è persino divertente!

  10. @ilcomizietto E’ come tentare di cancellare il profilo Facebook?😀

  11. Giovanna, è molto semplice: le banche non sono mai state un servizio, ma un’associazione per delinquere legale. Stop.

    Che individualmente vi lavorino anche persone normali, che fanno il loro dovere, è ovvio. Il problema vero non sono i dipendenti cialtroni, incapaci, pigri, disinformati, maleducati (che, come percentuale, sono paragonabili a quelle di qualsiasi altro settore), ma i boss pensanti e i loro sgherri dell’I.T., che decidono le cose come l’hai subita tu. Per parlare dell’Italia, è ormai ufficiale che i vari Bazoli, Berneschi, Cimbri, Fazio, Geronzi, Mussari, Palenzona, Passera, Ponzellini, Profumo, e i loro sgherri che inventano questi giochetti, sono dei criminali, tutti indagati… e quasi tutti condannati. Sì, lo dico forte: criminali.

    Non dimentichiamo che nel sistemone, prima che l’ex fascista ed ex comunista, ex amico di Andreotti e Ceausescu, Giorgio Napolitano, lo nominasse senatore a vita, il peggiore di tutti, Mario Monti, è stato per lunghi anni international advisor della Goldman Sachs, presidente europeo della Commissione Trilaterale, membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg, membro del comitato esecutivo dell’Aspen Institute Italia, membro del “Senior European Advisory Council” di Moody’s. Che, nel suo insieme, è ancora più criminale che fottere i soldi ai correntisti, alla Stato.. e alla stessa banca.

    La nostra idea di “banchiere” è ancora ferma a personaggi come Raffaele Mattioli – ormai completamente disgiunta dalla realtà. Anche se non ne parla mai nessuno, per esempio, lo HFT (High Frequency Trading) rappresenta ormai il 60 x 100 delle transazioni puramente speculative. Se vai a vedere cosa significa questo diabolico sistema per ingannare i cittadini, ti spaventi.

    Non so quanti di voi hanno visto il film “Margin Call” con un Kevin Spacey, una Demi Moore e un Jeremy Irons semplicemente strepitosi. A vederlo, ti viene l’angoscia. Racconta una sola notte, di una sola sola banca (d’affari)… e tutto questo lettame umano bisogna poi moltiplicarlo per almeno mille volte.

    Nessuno sa (o fa finta di non saperlo), che uno dei primi colpevoli di questa fogna si chiama Bill Clinton. Era lui che aveva spinto affinché non ci fosse più la netta separazione tra banche di credito e banche d’affari!

    Prima di apporre la firma sotto qualsiasi coriandolo di una banca, bisogna rendersi conto che si tratta, sempre e solo, di pura delinquenza – legale, of course.

    Il fattaccio è, che senza banche, semplicemente non puoi campare. Niente bonifici, niente pensioni, niente mutui, niente credit card, niente un cazzo.

    Per capire tutto questo gigantesco ricatto perverso, non occorre chiamarsi Carlo Marx, Bakunin o Beppe Grillo, basta non guardare dall’altra parte – in direzione di Disneyland, del nuovo Stadio Juventus, dei cuochi televisivi, del frate pugliese con le mani bucate.

  12. @Marco
    Uno dei buoni motivi per non avere FB.🙂
    @Tilneuburg
    Nell’IT ci sono persone oneste che fanno il loro lavoro come ovunque. Ti posso garantire che cambiare alcune logiche (perverse) aziendali è difficile per chiunque, anche quando non riguardano i clienti, ma solo l’organizzazione interna. Molto spesso è proprio un problema di comunicazione. Nessuno si prende la briga di spiegare le proprie ragioni al vicino di banco e pochi si assumono la responsabilità dei disservizi.
    ilcomizietto.che.lavoro.nell’IT.delle.banche

  13. Dettaglio importante per “ilcomizietto”. La tua testimonianza diretta, conferma un dato fondamentale (che vale anche per il comparto in cui lavoro io, la pubblicità): la migliore buona fede, la competenza tecnica, a volte persino l’ispirazione e la creatività, sono completamente disperdenti e perdenti se ai piani alti non c’è un minimo di onestà. Ai piani alti della pubblicità (che oggi sono al massimo dei piani rialzati di mezzo metro), più che di malafede, parlerei di presunzione e di assoluta stupidità: lassù sui mezzanini dell’advertising italiota, oggi non c’è un solo managerazzo che abbia intuito anzitempo la potenza di internet, dei snw, del virale; tutti a giocare a nascondino, a ciapa no, al golf. Invece i piani alti delle banche sono occupati da gente di intelligenza e malafede fuori dal comune – esattamente come succede nella ndrangheta e nella Chiesa. Sono persone sveglie, lucide, fantasiose, a volte persino colte – un mix assolutamente spaventoso se valuti i risultati del loro fare e disfare. Così succede che gli “operatori” di medio o medio-altino livello come tu e io, investiamo il nostro tempo, talento ed entusiasmo per fini stupidi o inconcludenti (come nel caso mio) o autenticamente dannosi e antisociali (come, ahimé, nel caso tuo). Siamo, eticamente parlando, due oneste personcine che lubrificano giorno dopo giorno un sistemone parassitario, antisociale, sempre più spesso anche criminale. Tu accenni con un evidente velo di scoramento e di tristezza, ad “alcune perverse logiche aziendali che riguardano solo l’organizzazione interna”. Ti confermo che nei condomini dell’advertising succede esattamente la stessa cosa: i ricreativi della réclame, da anni e anni si masturbiamo addosso con proclami, premi, concorsi, annual… mentre i nostri addetti e interdetti ai rapporti con i committenti (leggi: account, manager e somministratori delegati) se la spassano indisturbati con gli ultimi spiccioli che la politica, il marchetting e la corruzione lasciano distrattamente cadere nelle loro manine sempre più tremolanti, anoressiche e vuote. Come individuo, ho la sfacciata fortuna di essermi da tempo sfilato da quel Barnum della tristezza e della carità.

    Tutto questo non significa che io mi sia allontanato dalla comunicazione progressive tra aziende, istituzioni e cittadini. Anzi. Ogni giorno apprezzo di più i cambiamenti, la freschezza, il contagio culturale che emana la pubblicità – con una sola, piccola precisazione: 98 volte su 100, questi “cambiamenti, freschezze e contagi”, arrivano da contesti, aree e culture dove la lingua italiana è un idioma sconosciuto. Nella creatività pubblicitaria mondiale, sempre di più il nostro balbettio è distillato in un’ampolla di fantasia padana, per giunta quasi sempre inquinata dai germi del buonismo, del sesso e della volgarità.

  14. @Tilneuburg
    Sulla comunicazione aziendale potrei scrivere enciclopedie. Magari dopo le vacanze ci scrivo un comizio.🙂

    Per chi si volesse divertire:
    http://ilcomizietto.wordpress.com/2008/09/15/burocrazia/

  15. A me è successo un fatto molto simile (ma a rovescio) quando ho dovuto pagare le tasse universitarie per Ca’ Foscari: aspettavo l’arrivo della solita lettera cartacea per pagare le tasse e invece appena quindici giorni prima avevano mandato comunicazione, previa e-mail universitaria (che non usa nessuno, dato che le comunicazioni d’esame arrivano anche sulla e-mail privata dello studente), che non sarebbero mai più state spedite in forma cartacea. Risultato: io ed il 50% degli altri iscritti abbiamo dovuto pagare 50 Euro di mora. La cosa divertente è che continua ad arrivarmi a casa il bollettino informativo (questo ancora cartaceo) dell’università, con tutte le sue iniziative inutili. E poi non si venga a dire che questi non sono trucchetti burocratici fatti apposta per spillar soldi…

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