Findus e il coming out

Findus fermo immagine

In questi giorni sono molti, nel mondo LGBT e oltre, a salutare con sollievo e approvazione lo spot con cui Findus mette in scena il coming out che un giovane gay fa alla madre, mentre estrae Quattro Salti in Padella dal microonde. «Tesoro mio, l’avevo capito…» taglia corto mammà, poggiando una mano su quella del figlio. Che dire? In un paese come l’Italia, in cui solo qualche mese fa Guido Barilla se ne usciva con «Niente famiglie gay negli spot», ben venga il coming out targato Findus. Però diciamoci la verità: di strada da fare ce n’è ancora molta, perché nello spot non si vede un volto, nessuno è riconoscibile, sembra quasi che a parlar di omosessualità ci si debba nascondere.

E non vale obiettare che le immagini sono tagliate allo stesso modo nell’intera campagna (vedi ad esempio quest’altro spot): viene il dubbio che sia stata concepita tutta così anche (proprio?) per permettere una variante gay friendly accettabile nel contesto italiota. Chiamali scemi. Né vale dire eh, ma allora non sei mai contenta. Un po’ contenta lo sono, diciamo… contentina? Infatti lo spot è un contentino, calibrato al punto giusto per catturare l’attenzione, per differenziarsi rispetto a Barilla e sollevare, vedi mai, qualche piccola (senza esagerare) discussione (nel bene o nel male purché se ne parli). Chiamali scemi. Insomma, piuttosto che niente è meglio piuttosto. D’altra parte, che pretendevi: siamo in Italia, raga.

32 risposte a “Findus e il coming out

  1. Stessa cosa che ho pensato appena l’ho vista. Sa comunque di paraculata, e soprattutto cavalca spudoratamente lo scivolone Barilla, in modo secondo me maldestro.

  2. la penso uguale, considerando anche che senza l’espediente coming out il grosso degli italiani sarebbe semplicemente inorridito davanti a questa piramide di plastica da mettere nel microonde con dentro la pasta:/

  3. … Poi il moroso di lui è anche un ottimo cuoco, sa addirittura tagliare il sacchetto e metterlo nel microonde!

  4. tanto per non andarci giù per il sottile… è una CAGATA!😉 finto dall’inizio alla fine, recitato malissimo e la scelta registica di non inquadrare i protagonisti se non dalle spalle in giu è solo mancanza di coraggio, di capacità di rappresentare i gay, di volontà di suscitare immedesimazione…
    insomma, il “coming out” è solo una trovata, stupida, per far parlare dello spot e del prodotto, altrimenti alquanto squallidi.

  5. Io sono “scontentina” per 5 motivi. Ogni volta che nello spot esce il discorso “novità” la mamma:
    1. fa finta di non capire
    2. tenta di arginare il discorso
    3. elenca tutte le novità Findus possibili e immaginabili
    4. avendole finite si “arrende” all’evidenza
    5. e comunque mi chiedo… avrà capito?! (sembra un po’ svampita, non vorrei avesse frainteso anche l’ultima novità…)🙂

  6. io invece mi chiedo…….ma un eterossessuale ha bisogno di fare coming out??è proprio una gran cretinata!

  7. Che non abbiano mostrato i volti delle persone è per me inaccettabile. Sembra uno spot a metà, un ehm… vorrei ma non posso , scusate se oso >/em>, tento di non turbarvi troppo . Una mezza ipocrisia all’italiana.

  8. La scelta di non mostrare i volti dei personaggi ma solo le loro voci è fastidiosa😀 Insomma, come fotografare una persona per intero escludendo la testa. E questo, al di là della scelta stilitista o meno, è indice del fatto che ci si debba ancora, e forse ancora per molto, nascordersi dietro a certe tematiche. Come se Findus avesso voluto dire: ok, stavolta ci esponiamo, abbattiamo gli stereotipi. Ma lo fa timidamente, senza slancio creativo, senza farsi ricordare. Il tentativo c’è, ma il piatto non l’hanno saputo servire.

  9. Findus ha introdotto un coming out in uno spot solo per far parlare di sé? Beh, non poteva essere altrimenti, la pubblicità serve a questo e unicamente a questo. Da questo punto di vista, la scelta di far soffermare le riprese solo sul prodotto è del tutto coerente: l’azienda vuole che il consumatore sia attratto dalla storia, ma che la sua attenzione sia dirottata sul prodotto. E’ una scelta intelligente per lo scopo dello spot (che magari poteva essere recitato in modo meno orrendo…), non ci vedo nessuna scelta ideologica.

  10. Cara Giovanna,
    il fatto che lo spot sia fatto di close-up e dettagli, non nasce dalla volontà di escludere i volti dei due ragazzi gay. E’ quello che si chiama format: tutti i soggetti della campagna 4 Salti sono girati così: è un espediente narrativo per dare realismo. Il problema è che di realismo ce n’è poco, perchè qui il politically correct va a braccetto con la stucchevole finzione pubblicitaria. La spia è nel dialogo: la mamma occhio di lince ha capito subito la relazione tra i due ma non solo. Ha capito che il suo compagno è anche un’ottimo cuoco: chi altro sarebbe in grado di fare 2 piatti pronti al microonde? Ma noi come facciamo a credere a tutta questa messinscena? A credere che anche solo un po’ uno spot così aiuti la causa e la tolleranza? Probabilmente la terribile donnetta trillando “E’ anche un ottimo cuoco”, non stava solo dicendo un’idiozia in pubblicitese stretto, lanciava una perfida ironia al suo futuro genero: due piatti al microoonde è tutto quello che puoi aspettarti dal tuo amichetto gay, ma perchè non ti metti con una brava ragazza?

  11. Ciao Giovanna. Un contributo di minima alla discussione.
    In questi ultimi tempi dalla pubblicità (stampa e tv) stanno sparendo i modelli anche per un motivo banalissimo: in termini di diritti di utilizzo, costano. E, se non si vedono facce, le aziende risparmiano, e mica poco, specie sulle campagne multisoggetto.
    Ovviamente, le aziende risparmiano anche su molte altre cose: per esempio la creatività. I costi di produzione dei messaggi. E, ahimé, anche il servizio al cliente.

  12. Sì, è assolutamente pretestuoso considerando la censura. Non vorrei inoltre esagerare ma dove sta scritto che gay (e single in genere) non sanno cucinare da soli? In qualche indagine di mercato, magari.
    Ancor più pretestuoso, a mio avviso.
    Proprio un contentino.

  13. D’accordo Annama, lo so. L’ho imparato (anche) da te. Però il mio ragionamento è più ampio. Un’azienda e la sua agenzia devono risparmiare sui modelli? E allora lascino perdere il coming out gay. L’effetto è quello che ho descritto (non sono l’unica ad averlo rilevato), le polemichette che ne sono uscite sono quel che sono, l’attenzione che ne deriva pure. Dice: non c’è malizia, ma solo riduzione dei costi? Mah. Ho contribuito anch’io, con questo post, alle polemichette? Sono consapevole anche di questo, ma ho scritto il pezzo solo perché i più giovani mi hanno chiesto a ripetizione, nei due giorni scorsi, un parere che li aiutasse a orientarsi. Questa discussione può aiutarli e ciò mi basta. Grazie Annama.

  14. Il vittimismo gay non servirà a smuovere le coscienze chiuse dell’essere umano. I commenti che leggo e, l’articolo, sono veramente penosi. Spot che finalmente “apre” ad una certa realtà fino ad ora negata dalle ideologie bigotte e dalle paure, e che OVVIAMENTE punta prima sul prodotto. E’ uno spot sulla Findus, non sull’Arcigay. Che tutti prendano coscienza di sè stessi e non si dividano in stupidi ghetti.

  15. Anche a me dà molto fastidio vedere corpi senza faccia, come capita spesso per es. su instagram: ragazze che fotografano come sono vestite ma lasciano fuori la testa. Sempre per restare in tema di instagram e dato che vedere corpi senza volti mi sembra sempre “pornografico”, questo spot mi ha fatto venire in mente quel tipico hashtag di ig: foodporn. Insomma no, non mi piace anche se apprezzo l’intento anti-omofobico.

  16. E daje con ‘ste mamme. Sì, prima o poi si passa da loro quasi per tutto, in particolare con lui/lei, ma la pubblicità italiana del cibo soffre di mammìte. La mamma sa, la mamma ti lascia fare tanto già prevede, la mamma e la sua approvazione non è un sollievo o un coinvolgimento dei propri cari ma rappresenta forse il coronamento di un rapporto di coppia?!

  17. OT Provocazione: perché non facciamo la celeberrima prova di commutazione? Primo step – coppia etero: Una ragazza invita a pranzo la futura suocera e le rovescia nel piatto un surgelato. Sarebbe stato realistico il commento della madre? Perché invece qui è più accettabile? Tipica accondiscendenza verso l’uomo che comunque in cucina (quella quotidiana, mica quella straordinaria da chef)

  18. OT Provocazione: perché non facciamo la celeberrima prova di commutazione?

    Primo step – coppia etero: Una ragazza invita a pranzo la futura suocera e le rovescia nel piatto un surgelato. Sarebbe stato realistico il commento della madre? Perché invece qui è più accettabile? Tipica accondiscendenza verso l’uomo che comunque in cucina (quella quotidiana, mica quella straordinaria da chef) proprio non ce la può fare?

    Secondo step – coppia di donne: questo mi pare ancora più tabù. Come la nuova di Schweppes: in realtà è tutta nella nostra immaginazione, e pure un’immaginazione con tendenze un po’ pornografiche. Eh, ma dopotutto…what did you expect?

  19. (scusate il doppione, colpa del cell e del caldo…)

  20. @ annagiulia gramigna: è uno spot su un (pessimo) prodotto alimentare non uno spot pro omossessualità.
    @ romina: l’attenzione la deve attirare il prodotto non i suoi testimonial. non mi risulta che un omosessuale abbia una faccia particolare. e poi, diciamocela tutta, se avessero scelto due testimonial efebici non sarebbero andati bene perché avrebbero fatto apparire due uomini come due femminucce, se avessero scelto uno un po’ checca e un macho barbuto apriti cielo, e così via… bene hanno fatto a non far vedere i volti proprio per non tipicizzare i personaggi.
    detto questo, gli italiani sono un popolo di rompicoglioni che avrebbero da ridire anche se vincessero dieci milioni alla lotteria.
    aloha.

  21. La aspettavo, prof🙂
    Anche se la mamma fosse stata ciellina probabilmente il coming out sarebbe passato in secondo piano di fronte a quell’orrore della cena in busta tirata fuori dal microonde. E invece sembrano tutti sedati, tra doppiaggio e piatti pronti l’effetto cellophane è assicurato.
    Il tratto saliente mi sembra l’assenza dei volti (no faccia=no identità), mooolto prevedibile. Vedo che in questi giorni tanti commentatori, cascati dalle nuvole, fanno appello al format. Volete dirmi che quando hanno preparato la campagna non hanno pensato all’episodio gay e, guarda un po’, a quel formato che casca proprio a pennello?
    Visto che non è un caso, rinfreschiamo la memoria con qualche precedente: http://www.repubblica.it/politica/2011/04/23/news/giovanardi_contro_l_ikea_per_la_pubblicit_gay_friendly-15309874/

    Di annunci così ne vedremo sempre di più. Temo che ci aspettino anni e anni di contentini, infarciti di stereotipi “progressisti”. Così consumati da essere diventati rassicuranti, tanto da prestarsi alla comunicazione pubblicitaria che, com’è noto, rimane uno dei veicoli più conservatori che ci siano.

  22. Pingback: Findus e il coming out | NUOVA RESISTENZA

  23. Andrea Anzani@
    A me non piace mai l’assenza dei volti dalle pubblicità. Non mi piacciono i corpi ripresi senza testa. Non so che farci.

    bene hanno fatto a non far vedere i volti proprio per non tipicizzare i personaggi.

    Ma anche no, visto che i gay sono uomini come tutti. Pertanto sarebbe bastato mostrare due ragazzi comuni, senza caratteristiche particolari, ossia due ragazzi come se ne vedono tanti. Il mondo maschile, infatti, non si divide nettamente in maschietti effeminatissimi e languidi e super-machi villosissimi e dalla voce cavernosa.

  24. @ romina: forse non mi sono spiegato bene. qualunque volto non sarebbe andato bene proprio per quella pruderie che caratterizza gli italiani. semplifico e banalizzo per cercare di essere il più chiaro possibile: il banale taglio di capelli dei due ragazzi sarebbe subito stato identificato come “sospetto” e il figlio dei vicini di casa con lo stesso taglio di capelli avrebbe fatto alzare più di un sopracciglio… gli italiani sono così, non gli va mai bene nulla e la prova è l’ultimo paragrafo del post di davide puca: “Di annunci così ne vedremo sempre di più. Temo che ci aspettino anni e anni di contentini, infarciti di stereotipi “progressisti”. Così consumati da essere diventati rassicuranti, tanto da prestarsi alla comunicazione pubblicitaria che, com’è noto, rimane uno dei veicoli più conservatori che ci siano.”
    se non se ne parla si discrimina, se se ne parla è perché ci sono secondi, terzi, quarti fini…
    gli italiani non progrediranno mai…😦

  25. Dire “ed è anche un ottimo cuoco” inficia del tutto la seppur stucchevole soddisfazione della mamma per la relazione del figlio. E’ come dire che Brunetta è un bravo politico ed è anche molto alto. Sei sarcastico o pazzo, tertium non datur.
    Lo spot toppa quindi dal punto di vista dei diritti gay, ma anche da quelli meramente pubblicitari… sarcastica o pazza, quella donna non è una persona da cui prendere consigli in fatto di cibo.
    Nell’altro spot che ho visto, quello lui/lei, lei prendeva in giro “il cuoco”, sottolineando come la seppur “buonissima” cena, non fosse fatta in casa.
    Qui no, qui o ci sono o ci fanno. Eì come se la Findus avesse detto: facciamo uno spot gay friendly (perché così facciamo la parte di quelli di larghe vedute), però facciamo il peggio che possiamo. Ci sono riusciti.

  26. Una curiosità: qualcuno sa dirmi come cavolo si traduce coming out nella nostra- forse- lingua? O le checche -ho mica scritto culattoni- nel nostro paesello non esistono se non sotto forma di perbenistici falsi e idioti anglicismi? Non è che il giudizio e la nominazione insultante è nello sguardo di chi osserva? Ho scoperto di essere stato esposto allo spot in questione più volte, senza averlo minimamente notato.
    Se alcune persone sono omossesuali o eterosessuali o appartenenti alla confraternita di formigoni o a quella delle olgettine avranno parità di diritti? Due gay se màngnano lo stoccafisso al cospetto di mammà. E allora, saranno bastoncini loro? Se c’è una categoria di baccalà stagionati e conservatori congelati sono proprio gli strepitosi pubblicitari e i loro anfitrioni markettari finti, ma tanto finti, progressisti. E magari qualcuno è anche gay ma incapace di fare quella cosa lì: coming out .

  27. finch’è le persone omosessuali sentono la necessità di fare coming out ,c’è qualcosa di profondo che non va..

  28. Il coming out di cui si parla qui è parte di un coming out che riguarda tutte le coppie, etero o omo, e che consiste nel presentare il proprio partner ai propri genitori e a tutti gli altri.
    Per me è stato impegnativo da figlio e mi rendo conto di quanto sia stato impegnativo anche per i miei figli.

    Come tutti i genitori, sono interessato a scoprire se il partner di mio figlio è un uomo e una donna, perché ovviamente fa qualche differenza.
    Ma ancora di più sono interessato a capire se quella persona può fare mio figlio felice o infelice. Anche se giustamente noi genitori non diremo mai niente, né della prima cosa né della seconda.

    Però fra madre e padre ne parliamo, e tutti i figli lo sanno. Dell’assortimento delle due persone, non meno che dell’assortimento di genere.
    Per molti, me e mia moglie inclusi, la seconda cosa è assai meno importante della prima, e anche questo i nostri figli lo sanno.

    Insomma, nella realtà concreta di molte famiglie di oggi, il coming out di una coppia eterosessuale non è tanto meno drammatico del coming out di una coppia omosessuale

  29. “un uomo e una donna” –> leggi “un uomo o una donna”🙂

  30. preferisco la garbata (poco furba per i più) sincerità di Barilla (la frase migliore: non si può piacere a tutti) a queste – appunto – paraculate, totalmente (o quasi) false e ipocrite.
    Barilla (naturalmente omofobo, perchè un “omofobo!” non si nega a nessuno, così come ad esempio ogni presunto errore medico ormai viene definito “malasanità”) che poi purtroppo si è fatto condizionare, ci ha ripensato, ha incontrato e si è fatto sculacciare dalla Boldrini e ora rompe l’anima ai suoi dipendenti con ridicoli esperti esterni (soldi ben spesi, non c’è che dire) che insegnano l’uguaglianza, la parità tra i sessi, il multiculturalismo, ecc.
    Che pena, che ipocrisia!


  31. Prof, credo questo sia lo stesso principio della pubblicità Findus. In questo caso il Pd ha tentato, azzardato e cercato di fare dell’ironia e strappare un sorriso. Non c’è il volto di quel giovane che tanto ricorda (guarda caso!!)Fonzie. Della serie tentiamo ma non osiamo troppo. Potremmo passare sul tentativo maldestro di voler sembrare un “partito giovane”, ma mi viene una tristezza infinita per un altro motivo:#happydays. Fuori luogo e inappropriato. Che tristezza questi manifesti all’italiana.

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