È davvero più facile, in Italia, trovare un lavoro “umile” che un lavoro per laureati?

Magazziniere

Il tormentone circola ormai da anni sui media e in politica: «Ragazzi, laurearsi non serve a trovare lavoro: meglio un diploma o addirittura la terza media». Ho già espresso le mie perplessità più volte, dati alla mano (leggi ad esempio Ha senso, in Italia, ripetere che laurearsi non serve a trovare lavoro?). Ora cominciano ad arrivarmi le testimonianze dirette, purtroppo. Mi scrive Marco (nome di fantasia):

Gentile Prof, mi ha consigliato di scriverle Daniela (nome di fantasia), la mia ragazza, che si è laureata con lei alcuni anni fa e ora lavora in un’agenzia di comunicazione, a proposito della storia che in Italia non c’è bisogno di laureati, ma al contrario c’è un grande bisogno di giovani che siano disposti a fare i lavori che tutti chiamano “più umili”, come magazziniere, cameriere, carrellista ecc. Io purtroppo non sono laureato, ma le dirò di più: per problemi di famiglia quand’ero piccolo, all’epoca non sono nemmeno riuscito a prendere il diploma. Ho solo la terza media insomma, anche se non credo proprio di essere un rozzo, perché leggo, mi informo, scrivo e so fare i conti molto meglio di molti laureati di mia conoscenza (grazie alla mia ragazza ne conosco tanti).

Ho 29 anni e lavoro da quando ne avevo 17, avendo fatto un po’ di tutto: panettiere, magazziniere, carrellista, commesso, addetto alle vendite, cameriere e altri lavori. Se uno legge il mio curriculum e non ha la puzza sotto il naso, capisce che sono affidabile, serio e che non mi tiro indietro neanche di fronte al lavoro più duro e agli orari più assurdi.

Da un anno a questa parte, però, stop. Non trovo niente di niente. Sto cercando come un pazzo, sto bussando a tutte le porte, e lo faccio a Bologna e provincia, dove tutti dicono che si sta meglio di altre parti d’Italia, dove la crisi ha fatto meno disastri che altrove, e invece niente, solo porte chiuse. “Le faremo sapere” e poi niente. Io insisto, sono ottimista e sono disposto a fare qualsiasi lavoro, pur di non stare con le mani in mano. Aprirei anche un’attività perché qualche buona idea ce l’ho, ma non ho soldi, non ho un euro, cara professoressa, perché mesi e mesi di disoccupazione mi stanno prosciugando i due risparmi che avevo. E non ho nessuno, in famiglia, che possa aiutarmi. Mi scusi lo sfogo, ma era solo per dirle: non si arrenda, insista a far studiare i ragazzi, che la balla che di lavori umili è piena l’Italia è… una balla, appunto. Se solo trovassi un lavoro, qualunque lavoro, mi iscriverei di corsa alle serali per prendere almeno un diploma, mi creda. Ultima cosa. Mando anche a lei il mio curriculum: so che non è il genere di lavori per cui la contattano, ma se le capitasse di sentire che qualcuno ha bisogno di un magazziniere, un addetto vendite, un commesso, io sono a disposizione. Sono sfacciato? Sarebbe forse meglio dire “disperato”, ma non sono il tipo che perde coraggio, dunque non mi va di dire che sono disperato. Un po’ giù in effetti lo sono, ma ce la farò. Grazie, prof. Un saluto anche da Daniela.

Prima cosa, concreta: se qualcuno, a Bologna e provincia, può aiutare Marco a trovare lavoro, mi contatti in privato, che mando il suo cv e garantisco per lui. Seconda cosa, più generale: come la mettiamo con il fatto che “di lavori umili è piena l’Italia”? È sfortunato solo Marco?

21 risposte a “È davvero più facile, in Italia, trovare un lavoro “umile” che un lavoro per laureati?

  1. Gioava’, stamo ancora a parla’ de ‘talia. Nunesìste! Litalia nunesìste più!

  2. Con qualche lieve differenza,rispetto al Marco della lettera (diploma,meno esperienza lavorativa,e qualche anno in più) anche io mi ritrovo nella stessa situazione del mio omonimo scrissi pure qualche anno fa su blitz quotidiano,che mi pubblicò la lettera.ecco il link http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/cuochi-camerieri-operai-cercasi-159mila-1322485/

  3. Mentre qualcuno di voi prova a finire il master in tempo, 5 anni di laurea, e prima dei 30 anni, abbiamo figli di immigrati nati in italia che conseguono nello stesso tempo due qualifiche IeFP (istruzione e formazione professionale): elettricista e meccanico, oppure tornitore e magazziniere, oppure: alberghiero ed estetista. Ma escono da scuola a 19 anni maxx.

    A me dispiace per il ragazzo che da un anno non trova più lavoro, ma probabilmente è stato sorpassato dai neo qualificati.

  4. Per i lavori cosiddetti “umili” (che umili non sono), sopratutto nell’operoso e industriale Nord, è molto meglio prendere qualcuno che accetti di lavorare in nero a orari improponibili e senza garanzia alcuna. E con una paga da vergogna. Non so in che situazione sia questo “Marco”, ma gli faccio gli auguri.

  5. aspettate un momento:
    -la sola 3a media è out:
    -molte lauree servono a poco

    -…ma il diploma è irrinunciabile,qualche laurea pure:insomma il discorso non è simmetrico

    molti diplomati se facessero subito(o se avessero fatto in altri tempi)n tosto corso di formazione in qualunque cosa di pratico (ma non necessariamente low level)dopo il diploma,lavorerebbero gia da mò

    -si ribadisce :il diploma cmq serve sempre piu della 3a media,non scherziamo

    -le lauree (umanistiche,non specializzatissime)servivano per lavorare in ufficio “generico”(ora mansione quantitativamente meno richiesta,vuoi perchè l’automazione è andata avanti,vuoi per crisi economica) ,molti datori di lavoro anni fa ci facevano un po caso,alla laura a volte:ma facevan sempre piu caso al diploma di ragioneria..

  6. dimenticavo:le uniche soluzioni per uscir da questa impasse sono la flexsecurity alla tedesca e contestualmente l’abolizione dell'(appetibile,ma solo per datori di lavoro) formazione-lavoro fino a 29 anni,sennò chi va oltre 30 sarà sempre knocked out:con la flexsecurity alla tedesca la formazione sarebbe per tutti e ciclica nel tempo,,ma si tornerebbe a render appetibili anche gli over 30 e addirittura gli over 50(se decidono di riformarsi in veri rails,ovvio,sennò niente sussidio)

    .nel mentre sta fissa su molti tipi d lauree,la trovo eccessiva(e mica solo io)

  7. L’ha ribloggato su nopenguinsincaliforniae ha commentato:
    condivido in parte , credo però che l’educazione tecnica e professionale vada incentivata a livello di scuola media superiore , essendo stata trascurata negli ultimi anni a favore dei licei , secondo me incomprensibilmente soprattutto in ambito suburbano, dove col liceo non è che trovi di meglio dei call center – a parte che pure con la laurea avresti lo stesso destino……. 🙄

  8. Trovo alquanto risibile questa contrapposizione fra laureati e non laureati in uno stato di totale precarietà che accomuna e omologa tutti.
    Sarebbe ora che anche i laureati cominciassero a ragionare in termini di formazione permanente -che sono incappato in cumuli d’ignoranza presuntuosa più fra alcuni laureaticentodieci che fra i pastori del Supramonte-.
    Comincio a pensare che sia altrettanto risibile la pretesa di “trovare lavoro” in un mondo in transizione, nel quale certezze e aspettative non hanno più fondamenta.
    Forse le trovano o le ricevono, tali certezze, da un sistema formativo che cerca di replicare sé stesso o, forse, nelle ambizioni dei padri…
    E se provassimo a guardare avanti -Renzi furby permettendo-, eventualmente dotandoci di strumenti d’analisi del presente per capire il futuro che sia meno “la posta del cuore”?

  9. non c’è bisogno di usare la solita retorica:

    le vie sono la flex securty alla tedesca o alla svedese/danese,gia meno incisivo il modello francese:mentre quello inglese di oggi(non quello anni 70,che era quasi socialista,colà..) e (..no comment)quello americano, di social security quando il lavoro è perso,sono no way

    gli strumenti di analisi ci son gia ci vogliono le scelte,mica altro…

    E certo tutto quanto sopra all erario,costa,tanto,tanto tanto,inizialmente

    frase del giorno:
    “la democrazia non è un assemblea permanente. Le decisoni,piaccia o meno a un certo punto,vengono prese.E a quel punto,vanno seguite.”massimo cacciari

  10. Mi stupisce l’ingenuità di “Marco”: a Bologna per trovare lavoro bisogna avere conoscenze nelle cooperative e nel PD, altrimenti ti attacchi
    http://bologna.repubblica.it/…/cantieri_stradali…/…
    La speranza di Marco è ceh qualceh potente (Merola o il fido Lepore ad esempio) legganoquesto post e ritengano una buona mossa di PR fare assumere Marco da qualceh COOP con mossa padronale. Previo comunque tesseramento al PD e lavaggio di piedi a sindaco e assessori con olii profumati, e pubbliche dichiarazioni di quando buono è il Comune.

  11. “Merola fa il keynesiano e dice che i cantieri creano lavoro. peccato che i lavori siano appaltati sempre e solo agli amici delle cooperative. Come al solito la sinistra emiliana confonde il cerare lavoro col clientelismo.”
    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/06/23/news/cantieri_stradali_merola_sono_un_disagio_ma_creano_lavoro-89799799/?ref=fbpl

  12. Creiamo l’hashtag #unlavoropermarco e facciamolo condividere dal Comune! Magari su Comune di Bologna Iperbole Rete Civica.
    E’ un po’ innovazione, un po’ crowdfunding, un po’ 2.0 e soprattutto giovane e dinamico (o qualsiasi termine da comunicato stampa della PA si preferisca). Potrebbe anche aprirsi una startup. Scommetto che seguendo i consigli del RENA e di Working Capital anche un poveraccio può creare la sua startup nell’innovazione (reality check: no, non può se non ha una famiglia ricca o è immanicato col PD)
    come piace al Comune di Bologna

  13. Purtroppo manca il lavoro tout-court qui in Italia. Almeno manca il lavoro per chi non appartiene alla ristretta cerchia che non occupa posti importanti. Sarebbe un dato interessante conoscere quanti figli di assessori siano a spasso.
    Studiare serve ancora per potersene andare via dall’Italia e trovare un lavoro commisurato alla preparazione.

  14. Seguo questo blog sia per i contenuti –almeno quelli pre twitter, che le diatribe aforistiche e zampettanti di ramo in frasca devono aver fatto qualche danno anche in menti eccelse–, sia per il nome: Disambiguando.
    Eppure, mi pare che le ambiguità restino tutte, qualcuna ogni tanto, nel testo iniziale del blog, tante nei commenti scritti in tram con lo smart.
    Per parlare di lavoro: ma c’è qualcuno di voi, scienziati delle merendine🙂 con -in teoria- davanti alcuni decenni di lavoro, e comunque tanti anni da vivere, che può pensare che fra vent’anni , se gli va di culo, sarà ancora chiamato a scrivere sciocchezzuole on-demand? (vedi qualche blog fa). Che inizia a fare un lavoro oggi e che quel lavoro sarà lo stesso a fine carriera? Forse, se avesse studiato da postino o da quadro statale, ma anche l’Era geologica del remogaspariano inferiore è finita da un pezzo.
    E i lavori umili? A Torino, da dove vi scrivo, capitale industriale del belpaese, “a fuma i toch”, facciamo i pezzi. Questo rispondeva chiunque fosse interrogato sul suo “umile” lavoro. Si facevano i pezzi, i componenti per l’auto e per tutto quanto girava intorno. Questo è scomparso –resta qualche marginalità insignificante– così come scompariranno una gran parte dei lavori codificati, anche quelli intellettuali, di oggi. (Qualcuno parla del 50% nei prossimi 15 anni).
    Allora, più che fondare speranze e prepararsi per un mondo in via d’estinzione, non varrebbe la pena studiare non tanto per vendere una presunta capacità ma per disambiguare e comprendere come venirne fuori tutti, e nel frattempo arrangiarsi e accontentarsi senza inveire contro la sorte avversa, dato che la realtà della crisi di sistema si manifesta sopratutto con l’emigrazione –finché dura–, con le porte in faccia, con lavoretti a due euro l’ora?
    Qualche giorno fa ero in alta montagna. Un cane, visto un bel laghetto invitante, vi si è tuffato, saltandone fuori all’istante, data la temperatura diaccia. Appena fuori ha continuato a scrollarsi per alcuni minuti. Mi ha fatto pensare a quanti cercano di scrollarsi di dosso la realtà, senza fare nulla per capire, senza affermare che avevano giudicato erroneamente, immaginando e rincorrendo (e formandosi per) una piacevole frescura dove c’è un freddo polare. Non so se mi sono capìto…

  15. Mi associo al commento di Ivan: chiaro, sintetico e molto realistico.

  16. nn mi associo al discorso di ivan ,anche se è vero che in italia c’è molta coptazione,troppa :cmq non tutto si muove solo per l’high level,un sacco di lavori sono pieni di normali persone senza frizzi ne lazzi che si son diploma te in ragioneria e han trovato lavoro…per non dire di chi ha fatto Itis e affini

    e’ chi ha voluto far una laurea umanistica che è rimasto ,spesso “fregato”,ma gia 15 anni fa si diceva che era un bel rischio

    In molti non ascoltarono,ed eccoci all oggi

  17. Cogli ultimi anni di crisi sono cambiate molte cose, fino a cinque/sei anni fa invece era verissimo che, almeno qui al nord, non si trovavano persone disposte a fare certi lavori manuali (anche regolarmente assunti a tempo indeterminato) che di conseguenza erano coperti quasi sempre da immigrati

  18. Faccio i miei complimenti a Marco per la sua bravura. Sicuramente non sta più trovando lavoro proprio perché la gente attorno a lui ha la puzza sotto il naso e assumono solo amici e parenti. Io gli consiglio di prendere il diploma e di controllare periodicamente la gazzetta ufficiale per fare concorsi. Probabilmente, se ha un reddito basso, non pagherebbe le tasse d’iscrizione per la scuola. I libri li potrebbe comprare usati o studiare assieme a qualcun altro. Potrebbe aiutarlo a studiare anche la sua ragazza, che è più “fresca” di studio.

  19. Io sono laureato (con 110 e lode), ho trent’anni e mi ritrovo nella stessa situazione di Marco. Svolgerei volentieri una di quelle mansioni “umili”, ma non mi prendono. Ho nascosto la mia laurea, ma (a parte il fatto che in qualche caso mi hanno scoperto attraverso la Rete… e non ci ho fatto una bella figura), mi hanno risposto che con il liceo classico non vado da nessuna parte.

  20. Caro Prof anch’io sono in cerca di un lavoro,sono esatamente5anni che sto disperatamente cercando un impiego, da quando e iniziata la crisi in Italia.Io sono di Grosseto ho provato di tutto a Grosseto per trovare un lavoro :portando addirittura il curriculum di persona nelle aziende ma senza risultato.
    Mi adaterei a qualsiasi lavoro pur di vivere non mi interessa tanto il guadagno ma mangiare.
    Il lavoro che saprei fare bene perche lo fatto per 10 anni e l’operaio agricolo tutto fare,l’o fatto e lo faccio tutto ora nella comunità di Nomadelfia vicino a Grosseto dove accoglie minori in affido esiste da 50 anni non e una comunità di tossicodipendenti ma una comunità di volontari cattolici clerici che cercano di vivete la fraternità a traverso il vangelo.
    Quando pero mi propongo alle aziende vedono dove ho lavorato non la considerano un esprinza lavorativa come un azienda fuori da Nomadelfia.
    Se per favore lei conosce qualcuno ho se sente qualcuno che cerca un ragazzo in campagna me lo faccia sapere sono veramente disperato non so più cosa fare grazie mille le do anche il mio Tel 3287894312 poi le mandero un mio curriculum per ora la ringrazio in anticipo.

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