Con #RealDadMoments Dove Unilever punta sui padri

#RealDadMoments

Da un paio di settimane è online la campagna #RealDadMoments, che Dove Unilever ha lanciato in occasione della Festa del papà (che negli Stati Uniti cade la terza settimana di giugno) per pubblicizzare la linea di prodotti per uomo Dove Men+Care. È ufficiale insomma: il marketing internazionale di massa ora punta sui padri. E nel farlo, ha successo: in sole due settimane il video ha raggiunto oltre 11 milioni di views ed è entrato in molte classifiche internazionali di video virali. Queste sono le parole che accompagnano il video su YouTube:

Three quarters of dads say they are responsible for their child’s emotional well-being, while only 20% of dads see this role reflected in media. It’s time to acknowledge the caring moments of fatherhood that often go overlooked. This Father’s Day, share the “Calls For Dad” film to celebrate with a dad in your life.

3 risposte a “Con #RealDadMoments Dove Unilever punta sui padri

  1. Siamo alle solite: i papà che fanno giocare i bambini e si occupano del loro “benessere emotivo”, le mamme dietro le quinte a lavare i panni, cucinare, fare la spesa etc…

  2. bello. Una volta tanto che l’uomo non è rappresentato come un mostro stupratore, un padre assente, un marito violento.

  3. peccato che questo post sui padri sia passato inosservato, perché invece ce n’erano di spunti. Per esempio, il fatto che il primo commento femminile sia critico. Ma come, finalmente vediamo padri che si occupano dei bambini (nelle immagini non li fanno solo divertire, li vestono, gli danno da mangiare, fanno quello che c’è da fare mentre le madri potrebbero essere al lavoro, ma anche a giocare a tennis o dall’estetista, non possiamo saperlo. I parrucchieri e i centri estetici e le palestre esistono e sono molto frequentati dalle donne – le madri non sono solo schiave e forzate oppresse da mariti assenti o violenti, anche perché oggi la maternità è una scelta, non una condanna), ma non va bene neanche questo. Non basta.
    Viene da chiedersi quando e se sarà mai abbastanza. Io credo mai, perché la purificazione del linguaggio dagli stereotipi (solo certi stereotipi, non tutti) è diventato un lavoro per molti e molte. Cosa ottima per altro (nuovi posti di lavoro e figure professionali).

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