Bambini piangenti, madri impotenti, padri assenti. Poi, l’eccezione

Honey Maid

Volo Delta Air Lines New York-Malpensa, ore 3:45 del mattino. Luce fioca dentro, cielo nero fuori. La bambina tre file più avanti, in fondo a destra, si dimena in braccio alla madre. Scalcia, strattona, strilla (in italiano); si cheta due minuti, ma poi di nuovo scalcia, strattona, strilla. Sta torturando i passeggeri dell’Economy da più di due ore. Avrà tre anni, tre anni e qualcosa. Il padre si è barricato con mascherina per occhi e tappi per le orecchie, e dorme, beato lui. O finge, chi lo sa. La donna combina espressioni di stanchezza, no peggio, di rassegnazione, con gesti rabbiosi, quasi volesse sbarazzarsi della figlia. Il peggio, per una bambina di tre anni. Un’allegra famigliola italiana di ritorno da un soggiorno negli Stati Uniti, immagino.

Mi volto indietro. Il pupattolo due file più in giù, a sinistra, sta piangendo a più non posso da circa mezz’ora. Avrà otto o nove mesi e capisci che è un maschio dal camioncino di pezza che la madre gli agita attorno. Squassato dai singhiozzi, è rosso in faccia, disperato: sembra sul punto di esplodere, non capisci come faccia a respirare. La madre le prova tutte: solletica, scuote, azzarda coccole. Niente da fare. Per forza: invece di stringerlo, lo tiene in punta di ginocchia; invece di guardarlo, ammicca al pubblico inorridito, scusandosi vergognosa (con accento italiano). E parlotta col marito (fidanzato? compagno?) come per giustificarsi, mentre lui le lancia sguardi di disprezzo. Una scena simile si svolge in coda all’aeromobile. Da qui li sento meno, ma li ho visti mentre andavo alla toilette: un altro bambino disperato, un’altra madre impotente, un altro padre inutile. Italiani anche loro, e che te lo dico a fare.

Per fortuna, sui sedili a fianco, mi consola l’eccezione. Francesco ha quarantadue anni e da dieci vive e lavora a New York, mi ha raccontato, dove ha incontrato – e sposato – l’amore della sua vita. È alto, magro, dinoccolato, per cui tiene le ginocchia schiacciate contro il sedile anteriore e abbraccia il figlio con trepidazione, come si fidasse poco delle sue braccia lunghe. Il piccolo Giulio si chiama così, ha detto, in onore del nonno, ha fatto quattro mesi ieri ed è la loro felicità. In questo momento Giulio sta ciucciando dal biberon, in pace col mondo: ogni tanto cede al sonno e si ferma, poi riprende, si ferma, riprende. Il latte è quasi terminato. L’uomo, tutto curvo su di lui, gli sussurra una nenia americana, mentre con le dita lunghe gli accarezza il faccino tondo. Lo guarda, gli parla lentamente, sorride. E non è solo. Accanto a lui, accanto a loro, c’è Paul, il suo compagno, l’amore della sua vita. Hanno desiderato un figlio con tutte le forze, ne hanno passate di tutti i colori per averlo, e finalmente Giulio è con loro. Si guardano con dolcezza, parlano al bambino, lo toccano con tenerezza. Si amano. Per tutta la lunga notte da New York a Malpensa, Giulio non piange mai. Neanche una volta.

Lo spot Honey Maid, di cui abbiamo parlato QUI:

78 risposte a “Bambini piangenti, madri impotenti, padri assenti. Poi, l’eccezione

  1. Proprio così, grazie per quello che hai scritto. Direi che è un bel passo avanti dopo la querelle sull’allattamento al seno. L’amore per i figli passa anche attraverso un’infinita pazienza, piccole e grandi fatiche da condividere senza recriminazioni. Molte delle coppie etero che ho conosciuto in questi anni si rispecchiano nel tuo ritratto, impietoso nel delineare madri anaffettive e padri incuranti. Più che del latte fresco materno, è della cura paziente e generosa che i bambini hanno bisogno.

  2. Premessa : noi abbiamo 5 figli. Ogn’uno di loro ha attraversato i primi anni in maniera totalmente diversa. Chi si svegliava 3 volte di notte, chi andava a dormire come un orologio alle 8 dopo aver preso il seno dalla mamma. Questo articolo è una cozza glia di non senso, è veramente senza senso! E sapete una cosa: il babbo, come lo di chiama da noi, c’era sempre. Anche alle due di notte, anche quando la tetta della mamma non aveva più latte e bisognava fare il latte in polvere. Qual’e il senso di scrivere un articolo del genere? Dovevate rispondere al libro ‘voglio la mamma’ dove si cita il caso di Elton John e di suo figlio, che invece non ha mai smesso di piangere? Perché non citate anche quello di caso?

  3. Mi sa che non hai capito il senso dell’articolo, orefice michele. No, non e’ una “cozza glia” (accozzaglia?) di nonsenso (come non le sopporto le italianizzazioni di termini inglesi!), ma solo un altro esempio che una famiglia e’ una famiglia, a prescindere dal fatto che sia composta da una mamma e un papa’, o due mamme o due papa’. Quante volte devo riscrivere la traduzione di (parte del) discorso di Zach Wahls che, allevato da due mamme, quando aveva 19 anni terminato il suo discorso al congresso dell’Iowa in favore della legalizzazione del matrimonio per le coppie omosessuali così: “Nei miei 19 anni, non sono mai stato confrontato nemmeno una volta da un individuo che abbia realizzato indipendentemente che sono stato cresciuto da una coppia gay. Sapete perche’? Perche’ l’orientamento sessuale dei miei genitori non ha avuto nessun effetto sul contenuto del mio carattere”.
    Comunque Giovanna lo sapeva che con un articolo così avrebbe attratto omofobi e bigotti, vero?😉

  4. Te lo spiego io il senso del post caro Michele. Si parla sempre più di educazione genitoriale sostenenendo che l’unica possibile è quella delle coppie etero. Si dice anche che gli omosessuali non devono avere la possibilità di crescere figli, quando è ormai ampiamente dimostrato che non importa se i genitori siano dello stesso sesso, l’unica cosa che importa è come ci si prende cura dei bambini. Ed ecco il punto: come si prendono cura le coppie etero dei loro figli? Basta guardarsi intorno e riflettere.

  5. Caspita, grazie drll’omofobo e del bigotto quindi! A parte questi argomenti, che senso ha confrontare bambini che piangono in aereo? Mi spiegate il senso?

  6. Il sig. Orefice coglie un bel punto invece. È puro espediente narrativo e assai banale paragonare l’attitudine al sonno in neonati e bambini in un ambiente estraneo. Ci sono tantissime variabili e la correlazione che la dott.ssa Cosenza estrapola è casuale. Si potrebbe scrivere lo stesso articolo sull’abitudine al volo o sullo stare davanti o dietro come posti o sul colore dei capelli del vicino di posto. Se si vuole parlare di questi argomenti lo si faccia sul piano sacrosanto dei diritti civili non con escamotage tristi e vuoti.

  7. Primo articolo in cui una delle mie blogger preferite scivola su una buccia di banana. Raccontare l’egoismo di Francesco, donna in un corpo maschile, che “gioca” a fare la mamma e riesce ad incantarti è sicuramente interessante per chi è biologicamente minoranza. Davvero credi che bisogna sempre andare contro natura per soddisfare i propri istinti?
    Non sono contrario alle unioni gay più di quanto non sia contrario a praticare paracadutismo, ognuno con la propria vita sperimenta e vive quello che vuole ma il limite è la regola aurea.
    Possibile che quel minore così amorevolmente coccolato un domani non abbia bisogno di un riferimento femminile con meno barba e che soprattutto permetta alla nostra razza la non-estinzione? Tu non hai scelto i tuoi genitori ma hai avuto due
    E per inciso, quei bambini rumorosi non sono meno amati dai genitori solo perché non riescono a contenerli. E’ la vita, la vera vita che fiorisce e che ci permette di non vivere in un mondo freddo e razionale.
    Scusa Giovanna, sdoganare l’adozione omosessuale che vantaggi ti crea?
    Mica sei come quelli del marketing che vogliono prendere fette di mercato di nuovi consumatori corteggiandoli spudoratamente come in questo spot…
    Con stima.
    Marco

    P.S.: per approfondimenti ho trovato questo articolo interessante

    http://www.uominibeta.org/articoli/perche-sono-contrario-alladozione-dei-figli-da-parte-delle-coppie-gay/

    Comunque state pur tranquilli, fra non molto sarà normalissimo per una coppia gay (e anche etero, ovviamente) recarsi ad un laboratorio dove c’è un bell’utero artificiale, pagare la retta (sottolineo pagare, perché tutto cià, sia chiaro, è declinato secondo i binari della ragione capitalistica dominante…), ordinare un bel marmocchio, magari (e senza il magari) scegliendo il sesso e il colore della pelle. “Del resto, pago, vorrei vedere che non mi scelgo il figlio come lo voglio io…”.

    Tutto ciò viene chiamato progresso. Che bellezza! Ma il dubbio che si tratti invece di un gigantesco processo di manipolazione antropologica oltre che sociale (le due cose marciano ormai assieme) non ci viene in mente?” .

  8. Il fatto che susciti tante piccate reazioni dimostra invece l’efficacia della narrazione. Brava, prof.ssa Cosenza!

  9. Non ho figli ma dev’essere brutto per un bambino fare la vita da adulto prendendo l’aereo ad orari improbabili e cambiando il fuso orario. E’ pesante per noi, figuriamoci per loro! Hanno bisogno di molte attenzioni, cure e affetto.

  10. Scusate ma non continuo a capire. Voi vi guardate intorno e vedte una faccia di una mamma stanca e da questo deducete che non si prende cura del bambino , che non e´una brava mamma? perche il bambino piange? perche ha la faccia stanca? affermate che gli omossesuali allevano bene i bambini perche per un viaggio di qualche ora avete visto un bambino non piangeva? e adirittura citate un ragazzo di 19 anni che e´ben felice di esser stato allevato da genitori gay, un esempio da seguire, sopratutto perche viene dagli USA. Vero? Sono davvero confuso e non felice. Iniziando dalla fine : prendere ad esempio gli USA sta bene ma bisogna fare dei distinguo. Li copiamo anche dando un´arma a chiunque abbia si soldi per comprarla? li prendiamo ad esempio anche quando giustiziano i prigionieri? Oppure per il loro grande assetto scolastico che sforna ignotranti specializzati? Proseguenod poi… sarebbe bello capire dove e´dimostrato che una coppia gay alleva i figli come una coppia etero. Ricerche ce ne sono e una dice contro alla precedente.

    Scusate ma sono bigotto e omofobo.

  11. Sig. Perilli invece i commenti non sono affatto positivi. Perché, e lo dico da attivista per i diritti omosessuali, si attirano solo i flame non portando nulla di propositivo al dibattito.

  12. questo post mi convince e non mi convince. vero che nelle famiglie italiane spesso e volentieri i papà sono assenti, le madri fin troppo presenti ma esaurite e per questo “deboli”, spesso si sentono il dito puntato addosso e sono costantemente sotto il giudizio di tutti. ecco perchè quella madre probabilmente “ammicca al pubblico inorridito, scusandosi vergognosa” invece che preoccuparsi di rassicurare il figlio. sinceramente non ne posso più di giudizi sul comportamento dei genitori, sui bambini molesti sul treno o sull’aereo perchè i genitori non li hanno educati bene (invece gli adulti sono tutti educati? non danno mai fastidio? non parlano ad alta voce, non mettono suonerie altissime sul cellulare, rispettano sempre la tranquillità di chi gli è seduto vicino?). se volete dimostrare che una coppia di genitori gay può essere ugualmente valida e amorevole di una coppia etero con me sfondate una porta aperta. ma non mi lancerei nel confronto di famiglie, per di più con bambini di età diversa. al di là delle normali differenze individuali, un bambino di 4 mesi in genere vuole mangiare, dormire, stare in braccio o poco più. un bambino di 8 mesi inizia a voler esplorare il mondo, stare in braccio non gli basta, probabilmente voleva gattonare, giocare, fare cose che in quel momento non poteva. un bambino di 2-3 anni è nel pieno della fase chiamata “terrible two”, o “prima adolescenza” una fase in cui tutto è no, in cui vuole testare la sua indipendenza e in cui vuole mettere alla prova i propri genitori. prima di giudicare dall’esterno un genitore che non si conosce, dopo poche ore di osservazione, bisognerebbe aver fatto qualche giorno di tirocinio con un duenne, solo allora forse si capirebbe che i bambini non sono piccoli robot programmabili, e che possono metterti davvero a dura prova. credo che tanti ridimensionerebbero i loro giudizi.

  13. Basta non prendere l’aereo ed evitare voli a medio-lungo raggio. Sacrifici, così si chiamano!

  14. @ oreficemichele
    Premessa: io di figli non ne ho. E non mi stupisce per niente, che alcuni bambini dormano, e altri no. E nemmeno mi stupisce che Lei ci fosse sempre, presente e disponibile. Ma solo perché questo accadeva a Lei, non si capisce perché dovrebbe essere così anche per gli altri e perché a Lei suoni così strano che un uomo (ah, già, è un gay, con un bambino, che orrore!) riesca a tenere tranquillo un bambino di pochi mesi mentre, poco più in là ci sono madri affannate, bambini piangenti e padri dormienti. Il suo commento odora di presunzione, in quella forma così sottilmente antipatica che si meraviglia che il mondo non sia fatto a sua immagine e somiglianza.
    E forse, ma dico forse, c’è anche un leggerissimo, quasi impercettibile “profumo” di omofobia…

  15. @Alessandro. Io non stavo vantando di esserci ma solo dicevo che contro 3 esempi che la signora qui ha tirato fuori, ne conosco uno , in prima persona, che e´diverso. E´questo che non capisco : da 3 bambini che piangono si traggono conclusioni. Il totale impianto dellárticolo e´assurdo. Faceva prima scrivere due righe del tipo : viva i matrimoni gay che sono piu felici… risparmiandoci la descrizione. Come citato piu sopra i bambini sono vita, io preferisco un bambino che piange a uno che dorme troppo ad esempio. Noi abbiamo una famigia numerosa e qui dove vivo (non in Italia) ne abbiamo conosciute altre. I nostri hanno radici italiane: in una casa nuova hanno 20 minuti di timidezza e poi si agrapperebbero alle tende. I figli invece dei nostri colleghi sembrano imbalsamati e solo dopo un sacco di tempo insieme ai nostri si sbizzariscon un po. Siamo tutti diversi con reazioni diverse. Ripeto , non voglio entrare nella diatriba gay si , gay no, ma e´l árticolo che trovo assurdo e senza senso.

  16. Dal punto di vista personale di uno che come me professa il culto di Erode, devo dire che provo un’infinita pena per quegli omosessuali (statisticamente pochi per fotuna) che vogliono bambini. E dire che la condizione migliore sarebbe la loro che, naturaliter, permette l’amore senza la scocciatura petulante della procreazione ma tant’è, la stupidità non ha chiaramente genere e questo lo sapevamo già. Notare che nel momento in cui si decide che una coppia omesessuale può adottare bambini la logica impone anche ai single di desiderare e avere altrettanto. In ogni caso, qualunque posizione ideologica si abbia sul tema, il male maggiore finisce per toccare quelli che come me che vengono infastiditi nei luoghi più inopportuni da coppie etero e omosessuali incapaci di gestire il rumore dei loro pargoli. Consiglio per i non patosensibili: se proprio non li si può lasciare a casa esiste il bromuro.

    Per quanto concerne il raccontino ideologico di Cosenza è chiaramente un insulto alle intelligenze dei lettori.

  17. io penso che abbia una assoluta logica la domanda di oreficemichele e credo che prima di agitarsi come al solito nell’ansia di affibbiare le peggiori (e conformistiche orami) etichette, sarebbe meglio semplicemente riflettere e rispondere secondo la propria opinione.
    In ogni caso trovo anch’io stranamente fazioso questo articolo.
    Ad ogni buon conto, secondo me è pacifico che non ci sono schemi e che coppie etero, gay, uomini, donne, ecc, possono essere ottimi oppure pessimi nell’accudimento di un bambino con tutto quel che comporta.
    Piuttosto l’articolo dice solo sbrigativamente che “Hanno desiderato un figlio con tutte le forze, ne hanno passate di tutti i colori per averlo, e finalmente Giulio è con loro” . Vorrei quindi sapere se possibile come hanno avuto questo figlio.

  18. ecco, io sono favorevole al diritto delle coppie gay di sposarsi e di accedere alle adozioni in quanto sono convinto che una coppia gay possa crescere un bambino nè meglio nè peggio di una etro, ma per l’appunto “nè meglio nè peggio”.
    devo dire mi riconosco nei commenti di elenafanelli e cosmic

  19. Che cavolo centrano i gay statunitensi in aereo, basta prendere il bus 27 a Bologna che attraversa la bolognina per accorgersi che i bambini cinesi e/o musulmani che fanno le “gnole” si contano con il pollice.

    Sono giunto ad una conclusione: le madri “impotenti” invece sono vittime della propria autoreferenzialità. I padri assenti, beh poveracci, anche se chi perde è comunque “il marmocchio”.

    Rivalutiamo il calcio nel sedere e lo scappellotto!

  20. NB
    l’eccezione alla REGOLA del maschio/marito inutile e assente è un maschio gay. Donne etero, datevi una regolata.

  21. Quindi la marcia in più dei genitori gay rispetto agli altri sta nel loro essere omosessuali… Se quelle stesse due persone fossero state etero, avessero sposato due donne, amori della loro vita, avessero avuto finalmente i bimbi tanto desiderati, allora non sarebbero stati altrettanto amorevoli e pazienti coi loro figli? Dovremmo parlare di persone, solo di persone con le loro peculiarità caratteriali e dare a tutti il beneficio del dubbio.

  22. Da genitore posso dire che la casistica presentata nel post è davvero riduttiva e fuorviante. Fa venire un poco il nervoso. Quante volte siamo stati esasperati dal comportamento del nostro piccolo e ci siamo sentiti soli e smarriti di fronte al suo pianto? Capisco l’intento comunicativo, ma è un autogol. Non mostra e non dimostra nulla, come sa chiunque abbia figli.

    Lo dico da persona che è favorevole ai matrimoni gay e anche poligami, con relativa possibilità di adozione.

    Lo dico come papà che si è fatto notti insonni ad ascoltare samba alle 3 di notte nella speranza di addormentare Lacomizietta.

    I diritti sono la misura della libertà e della volontà che vogliamo mettere nella società in cui viviamo e della nostra percezione come individui, non di quanto sorride nostro figlio di 3 mesi.

    Francesco e Paul li aspetto alle prime coliche gassose di Giulio con relativa insonnia per alcuni giorni. Poi vediamo se sono ancora così amorevoli. Spero per loro di non essere su un volo Milano – New York.

  23. NB
    la donna è IMPOTENTE, il maschio INUTILE E ASSENTE
    il sottotesto:
    la donna è vittima di una situazione in cui è lasciata sola (e impotente)
    l’uomo è il vero responsabile

  24. Ma…se gli uomini/padri, come descritto bellamente in questo post, non si filano i figli e le povere madri devono fare tutto sempre DA SOLE, come può essere che due padri insieme (NON uno) riescano invece a fare così bene??? Addirittura si parla di “eccezione che consola”!
    La mia è una provocazione, sia chiaro. Come è una provocazione questo post che, se da una parte racconta una storia bellissima e che ovviamente condivido (si è genitori anche se dello stesso sesso perché ciò che vale è l’amore, non sempre le coppie etero sono il massimo), dall’altra non accetto questo stereotipo comune che dipinge gli uomini completamente assenti e le madri frustrate e quasi pentite di avere messo al mondo un figlio.
    Una bella strategia di comunicazione, nient’altro;-)
    Poi…lasciamo perdere il fatto che siamo italiani…e che ve lo dico a fare???😉

  25. Di tutti gli argomenti che si possono usare a favore delle unioni omosessuali, questo mi sembra di gran lunga il più tirato per i capelli, dato che il viaggio in aereo è notoriamente una delle situazioni più stressanti per tutti. Se il metro del buon genitore è che il figlio debba dormire tranquillo tutto il tempo, non mancheranno i genitori che daranno sedativi e narcotici. A questo punto mi trovo d’accordo con quelli che chiedono uno scompartimento a parte per i childfree. O un ghetto per i genitori, che poi diventa più o meno lo stesso.

  26. Ma forse anche questo è un esperimento della prof.
    Compito: Leggi e trova gli stereotipi.

  27. è il primo articolo che leggo in questo blog e lo trovo allucinante, specie se penso che lo ha scritto una prof che ha conseguito molti titoli e riconoscimenti. Chi lo ha scritto sembra non avere la minima idea di che cosa sono i figli, o i bambini in generale nè che cosa significa essere genitori. Forse il troppo studiare la ha scollegata dalla realtà al punto da dimenticare che in natura i cuccioli nascono da una mamma e richiedono due genitori di sesso diverso. Nè d’altra parte è possibile trarre argomentazioni a favore della genitorialità omosessuale ( ammesso che si possa parlare veramente di “genitori”) partendo dall’esperienza limitata, superficiale e limite vissuta dalla prof. in aereo. Peccato che menti tanto colte possono scrivere cose del genere banalizzando così la vita e la famiglia naturale. proprio un peccato. Io ho studiato molto ma ho anche voluto una famiglia numerosa e quindi so bene di cosa parlo

  28. Svolgimento:
    il testo sviluppa lo stereotipo della madre italiana inadeguata e troppo attenta al giudizio altrui invece che al benessere del figlio, e del padre italiano che fondamentalmente se ne frega di quello che fa la moglie, salvo giudicarla male per la sua manifesta incapacità; si sviluppa inoltre lo stereotipo del buon padre gay in quanto estraneo alle dinamiche della famiglia tradizionale suddetta.
    Si legge inoltre il cliché dell’egoismo dei genitori italiani che pretendono di prendere l’aereo senza ascoltare il malessere dei figli piccoli, sicuramente per andare in vacanza, invece di sacrificarsi in nome della famiglia, prendendo il treno, l’auto o una nave. Infine, lo stereotipo che il figlio di un bravo genitore non piange mai, e soprattutto il bravo genitore sa sempre come calmare il figlio in qualunque circostanza, che si tratti di fame, sonno, coliche addominali, mal di denti o capricci, a 3 mesi come a 3 anni, soprattutto quando il genitore in questione è messo in imbarazzo dagli sguardi infastiditi di chi gli sta di fronte.

  29. @ Sara
    A me questo post più che di attacco alla famiglia tradizionale in nome della genitorialità gay, sa molto di “odiatore di bambini” a prescindere.
    E’ l’idea stessa che il figlio del buon genitore non piange, a farmelo pensare.

  30. Io ne ho trovati altri due.
    Il pupattolo maschio gioca con un camioncino: allarme stereotipo. Non è escluso che pianga perché costretto da un costrutto.
    Gli italiani si fanno sempre riconoscere: sono i peggio.

  31. non sono d’accordo con CtD. Non c’è odio per i bambini.
    Se mai per gli adulti etero italiani.
    Soprattutto maschi (inutili e assenti è peggio di impotenti)

  32. Per “odiatore di bambini” intendo la persona che ha delle pretese assurde verso i bambini specialmente piccoli, che per natura sono irrequieti e hanno mille esigenze non sempre facilmente interpretabili, ma soprattutto sentono molto la tensione intorno a loro. Uno sguardo di riprovazione verso i genitori di un neonato che piange o un duenne che fa i capricci fa salire la tensione e farebbe perdere la calma a tutti in qualunque circostanza, figurarsi in aereo. Chi ha avuto l’esperienza di bambini piccoli impara presto a mandare se non verbalmente, almeno mentalmente a quel paese chi si permette di tranciare giudizi sulla sua adeguatezza di genitore sulla base di quanto piange suo figlio in situazione di stress. Perfino su un padre che magari ha guidato tutta la notte per portare la famiglia in aeroporto e poi è collassato dalla stanchezza. Rispetto a tanti altri post in cui si evoca la complessità, qui si è veramente ceduto alla narrazione più banale, categorizzante e colpevolizzante.

  33. @Close The Door et al.
    Quello che nel racconto NON c’è:
    1) Perché i figli piangono o si lamentano. (Stanno male? Sono annoiati? Sono rapiti da alieni vestiti da umani?)
    2) Non sappiamo perché i padri dormono o sembrano fregarsene. (Sono reduci dal loro turno di accudimento filiare? Devono presenziare una conferenza di lavoro che cambierà le loro sorti? Non sono capaci di calmare i figli? A proposito, magari NON sono loro i padri.)
    3) Non sappiamo perché le madri sono esasperate e non sanno che pesci pigliare. (È sempre così? È così solo oggi? Hanno la giornata no? Sono loro che hanno il colloquio importante e sono nervose?)
    4) Non sappiamo perché Giulio è tranquillo. (È sempre così? Ha un bel carattere?)
    5) Non sappiamo perché questa gente viaggia. (Per lavoro? Per vacanza? Per esigenze familiari?)

  34. Ho usato come esempio gli USA perché ci vivo e, almeno in questo, siamo un bel po’ più avanti dell’Italia. Orefice Michele ha poi parlato delle bombe americane, scadendo nel banale, perché allora io vi tiro fuori, quando parlate di “valori tradizionali” e “moralità”, quello per cui gli italiani sono più famosi qui negli States… dopo il cappuccino, c’e Berlusconi, chiaro esempio di valori tradizionali e moralità… ma scado anche io nel banale…

    Ho usato come esempio Zach Wahls perché il video del suo discorso era diventato virale 4 anni fa ed e’ uno dei tanti esempi, uno dei più famosi, che prova che crescere in una famiglia omogenitoriale non ha nessuna conseguenza diretta su come un figlio cresca. E’ uno di tanti esempi, almeno qui negli US. Ho citato il bigottismo e l’omofobia perché la frase “voglio la mamma” e’ legata ovviamente ad un libro dallo stesso titolo ed e’ la “scusa” dietro cui si nasconde un gruppo di persone bigotte e omofobiche, che tra le altre “chicche”, etichettano una famiglia con 2 genitori gay “abuso di minori”. Altro che “leggerissimo quasi impercettibile profumo di omofobia”… parliamo di fetore, dai!
    Tra parentesi, ho 4 figli e di viaggi in aereo ne ho fatti parecchi… il racconto di Giovanna e’ giustamente limitato e provocativo… i figli piangono perché hanno le orecchie toppate? Oppure il mal di pancia? La madre e’ impaziente perché non ha dormito? Alla fine, chissenefrega. Nessun genitore e’ perfetto. La morale della storia e’ che non esiste una coppia di genitori migliore di un’altra. Si entra in questo viaggio insieme e si cerca di sopravvivere come si può.
    Per chi ancora pensa che davvero ci vuole la mamma in una famiglia, consiglio la lettura di questa intervista ad una delle persone più simpatiche, intelligenti, e fantastiche io abbia mai conosciuto
    http://vivalamamma.tgcom24.it/wpmu/2014/03/lintervista-a-the-queen-father-un-papa-a-360-gradi/

    E magari leggetevi pure uno “squarcio di vita” di un papa’ gay in questo suo post http://www.thequeenfather.com/2014/02/in-verita-vi-dico.html
    Perche a parte pochi dettagli come accorciarsi la barba, a me sembra tanto simile alle mie giornate.

  35. leggevo il post del queenfather…
    Ma… ma… ci sono i ruoli! Lui prepara la cenetta al maritone che torna stanco e si mette a guardare la tv, e magari non pensa che anche lui ha faticato tanto, e la mattina è sempre lui, cioè lei, cioè no, che si alza prima e prepara per tutti.
    C’entra il patriarcato?

  36. @Moky due sole spiegazione ulteriori necessarie.
    1) Per te cosa vuol dire essere bigotti?
    2) Perchè in America si è molto più avanti su questo punto?

    Grazie
    Marco

  37. @Digireale:
    1) Per me il termine bigotto ha preso il significato del termine “bigot” in inglese, e cioè di una persona che e’ “intollerantemente devota alle sue opinioni e pregiudizi” e che li usa per bloccare i diritti di altre minoranze (razziali, etniche o sociali) http://www.merriam-webster.com/dictionary/bigot

    2) L’America e’ più avanti perché il governo federale consente le adozioni fatte da coppie omosessuali, e nella maggior parte degli stati, eccetto 2 (Utah, stato fortemente conservatore e di fatto in mano ai mormoni, e Mississippi) persone gay possono adottare, in particolare in 16 stati e’ legale per coppie omosessuali, in altri vengono considerate adozioni co-genitoriali http://www.lifelongadoptions.com/lgbt-adoption/lgbt-adoption-statistics
    Dal punto di vista delle unioni gay, 19 stati consentono alle coppie omosessuali di sposarsi, e in altri ci sono già state delle ordinanze fatte da diversi tribunali che consentono tali unioni.
    Per quanto riguarda la “surrogacy”, che ha un valore anche dal punto di vista etimologico molto meno negativo di “utero in affitto”, e’ una pratica legale in 3 stati, ed e’ consentita in altri. Così’ come altri metodi di fertilizzazione artificiale, che mi sembra siano diventati legali in Italia solo recentemente.

  38. @ Moky
    scusa, ma onestamente se c’è una cosa che NON colgo in questo articolo è che i genitori sono tutti sulla stessa barca e che l’importante è sopravvivere. E diversi commentatori sopra mi danno indirettamente ragione, parlando di ”odio” per il genitore etero (?!).
    Il fatto è che quando fra genitori scatta il confronto sugli stili di accudimento, se non ci sono grosse questioni di fondo, come comportamenti che si assimilano a un maltrattamento del bambino, a un certo punto le persone generalmente solidarizzano con la fatica che tutti conoscono, e con le variabili imponderabili del temperamento e dei bioritmi.
    Faccio un esempio: mia figlia da 0 a 6 mesi aveva preso un ritmo abbastanza raro per i neonati, cioè dormiva bene da mezzanotte alle sei, le davo la poppata del mattino e poi dormiva ancora un’ora. Quindi io riuscivo a fare 7 ore di sonno praticamente filate. Non mi attribuisco nessun merito, era fatta così. Ancora oggi lo dico a bassa voce per rispetto verso quei genitori che hanno passato i primi sei mesi con la “sveglia” puntata ogni mezz’ora (che ho avuto modo di sperimentare dopo, btw).
    Se io avessi preso un aereo da NYC a Malpensa che partiva alle 23 e arrivava circa alle 8 del mattino, i miei compagni di viaggio avrebbero pensato che io fossi una madre straordinaria. Se invece avessi preso lo stesso aereo con partenza alle 8 e arrivo alle 18, mi avrebbero sacramentato dietro perché non riuscivo a calmare una neonata che piangeva ogni quaranta minuti – come fanno TUTTI i neonati, per chi avesse la ventura di conoscerne uno. Ma saremmo state sempre la stessa mamma e la stessa figlia.

    Ho appena scritto una banalità – per un genitore.

    Ovviamente, come dicevo sopra, non è che fra genitori non ci si confronti e non si giudichi sugli stili di accudimento ed educazione degli altri, ma questo avviene in contesti tipo il parco o la spiaggia in cui i bambini hanno una certa libertà di movimento. E’ l’esempio del viaggio aereo che rende il racconto assurdo, per chi ha dei figli.
    A meno che il secondo step del racconto non sia invertire i ruoli e mostrare la stessa coppia omosessuale, che non riesce a calmare il neonato impazzito perché gli orari del volo e i vuoti d’aria lo disturbano. Allora sì, si coglierebbe la normalità di essere genitore e omosessuale.

  39. @Close the Door: e’ vero, nel racconto ci sono lacune narrative e forse il luogo scelto, il viaggio aereo, denota più un’ambientazione da pubblicità che reale, ma se avesse scelto un supermercato invece del volo transoceanico non sarebbe sta o possibile fare il paragone tra le varie famiglie, perché trovare genitori gay in Italia non e’ facile quanto trovarli in altri paesi, come ad esempio gli US. Non credo che Giovanna intendesse raccontare la favoletta secondo cui nella famiglia omogenitoriale i figli si comportano sempre perfettamente… quindi immaginiamoceli pure una volta arrivati in Italia, con il loro angioletto che comincia anche lui a strillare per via del fuso. Per me sono dettagli di poca importanza perché io ho estrapolato, magari erroneamente e sicuramente influenzata dal fatto che conosco diverse famiglie omogenitoriali non molto differenti dalla mia (se non nell’iter che i genitori hanno dovuto seguire per crearla), la morale cui mi sono riferita nel mio commento precedente. Secondo me, quello che e’ necessario perché una persona possa essere considerata un genitore normale e’ che ami i propri figli e metta il loro benessere di fronte a quello personale. Chi ha figli può confermare che li si ama più della nostra vita e saremmo tutti pronti a morire per loro, come estremo, e nel quotidiano si tratta di proteggerli mentre si cerca di crescerli, così che diventino adulti responsabili, etc. etc.
    E’ uscito da poco uno studio australiano secondo cui i figli di coppie gay hanno salute e benessere sociale migliore di figli di coppie eterosessuali. E’ uno studio limitato a circa 500 bambini australiani, quindi lo si prende con le pinze, ma non possiamo ignorarlo , soprattutto quando l’Accademia Pediatrica Americana (sempre l’America, ma vivo qui, la mia famiglia e’ americana e seguo principalmente le notizie che influiscono sulla mia vita e quella della mia famiglia direttamente) pubblica una relazione secondo cui “il benessere dei bambini e’ influenzato molto di più dalla loro relazione con i loro genitori, dal senso di competenza e di sicurezza dei loro genitori e dalla presenza di un supporto sociale ed economico per la famiglia che dal genere sessuale o dall’orientamento sessuale dei loro genitori”.
    http://www.washingtonpost.com/news/morning-mix/wp/2014/07/07/children-of-same-sex-couples-are-happier-and-healthier-than-peers-research-shows/

    Nessuno odia i genitori etero, ma anche con post come questo, si cerca di normalizzare un tipo di famiglia che fino a pochi anni fa non poteva esistere, per tanti motivi tra cui certamente gli insegnamenti religiosi di una chiesa che e’ così arretrata da considerare ad esempio ogni forma valida di contraccezione come un peccato, ed ogni forma di fertilizzazione che non sia causata dalla penetrazione sessuale tra un uomo e una donna, immorale.
    Le famiglie omogenitoriali ci sono, i loro figli sono normali. Mi sembra che sia ora di riconoscere il diritto alla loro esistenza, alle loro gioie e sofferenze, così come tutte le famiglie eterosessuali.

  40. Quante cavolate in un solo articolo! Certo ci sono genitori incapaci, ma ci sono anche bimbi irrequieti, che strillano e urlano, sopratutto in un ambiente come l’aereo possono reagire male. Spesso c’è ben poco da fare.Non occorre dare contro a coppie etero per lodare coppie gay.

  41. Leggendo il bel dibattito successivo (e notando quanto siamo arretrati qui in Italia, nonché gonfi di pre-giudizi), confermo che, eventuali “lacune narrative” a parte, il post della prof.ssa Cosenza sia stato tecnicamente impeccabile nella sua “performatività”.
    Nel merito, invece, mi permetto di notare quanto sia facile per molti emettere giudizi a priori (anche pesanti e definitivi) sulle coppie omogenitoriali, salvo sentirsi offesi da giudizi dati a posteriori su coppie etero o sui singoli componenti di coppie etero. Senza scomodare la psicologia, credo che Moky abbia chiuso definitivamente il dibattito: “Le famiglie omogenitoriali ci sono, i loro figli sono normali. Mi sembra che sia ora di riconoscere il diritto alla loro esistenza, alle loro gioie e sofferenze, così come tutte le famiglie eterosessuali”. Il resto sono solo insulti, pregiudizi e contorsioni mentali per giustificarli e giustificarsi.

  42. Francamente, di un post che cerca di stabilire ulteriori gerarchie fra genitori migliori e peggiori non si sentiva nessun bisogno.
    I genitori, e specialmente le mamme, sono già bravissimi da soli a fustigarsi perché si sentono inadeguati per mille problemi senza che intervenga il coro greco a far loro il processo – per non menzionare gli sgambetti e il mobbing sul lavoro perché chi ha un figlio è trattato da traditore dell’azienda.
    Se questo post, come leggo su FB, è una ricerca strumentale per sondare le reazioni dell’uditorio, oltre che esprimere il mio personale fastidio per essere usata come cavia mi permetto di suggerire un’idea alternativa per una pubblicità che possa creare terreno fertile nell’opinione pubblica sulla genitorialità omosessuale, troverei più intelligente qualcosa che crei solidarietà sulle comuni difficoltà. Qualcosa tipo mamma o papà, etero, lesbica o gay, che se ne inventano di tutti i colori per far mangiare un bambino sul seggiolone e poi festeggiano manco avessero vinto il mondiale.

  43. I bambini non andrebbero portati negli aerei, infatti, le orecchie dei bimbi vanno a pezzi per la pressione, ecco perché spesso sono irrequieti.

  44. Ah non avevo fatto caso che la coppia perfetta fosse quella gay, certo i gay sono geneticamente superiori che possiamo farci…o forse il problema sono le mamme…magari senza mamme il bimbo cresce mai…o forse è meglio guardare a noi stessi, ai nostri figli piuttosto che guardare ai difetti delle famiglie altrui. Concordo però sul fatto che la famiglia è in crisi: gli etero non vogliono più sposarsi e i gay vogliono il matrimonio. W la modernità, ma non possiamo esaltare la modernità per poi dire, magari in un altro post, che le famiglie mussulmane sono migliori di quelle occidentali.

  45. Allora concludo con una provocazione anche io, tornando al concetto dell”’odiatore di bambini” espresso sopra: questo stesso post/spot può avere due esiti diversi: la famiglia atterra negli USA, dove è pieno di coppie gay felici con bambini di gesso (cit. Sergio Endrigo) e tutti i passeggeri con le orecchie martoriate respirano. Oppure la famiglia atterra in Italia, dove i matrimoni gay non sono previsti, i genitori etero sono notoriamente più chiassosi e maleducati degli altri, e i poveri passeggeri children-free firmano petizioni per le zone con cartello “No-Kid” in aerei, treni e ristoranti. Magari chiedendo invece di far entrare i cani.

  46. l’ipotesi cavie da esperimento prende sempre più corpo. Non è escluso che esca presto un libro della prof. sulle dinamiche di genere nelle conversazioni virtuali.

    simpatizzo con molti degli argomenti portati da CdD.
    Conosco gli studi sull’omogenitorialità citati da Moky, a cui corrispondono altrettanti controstudi, però. L’argomento del documento dell’Associazione Pediatrica Americana mi sembra molto valido (conoscevo anche quello): è la qualità delle relazioni in famiglia (almeno nel primo mondo) che fa la differenza, e quella non ha genere ma è fragilissima, è un terno al lotto e dipende da mille variabili e accidenti. Non sottoscrivo, invece, l’affermazione che tutti i genitori amano i loro figli e sarebbero pronti a morire per loro. Ecco un’altra generalizzazione (stereotipo) che non aiuta.

    L’argomento migliore a favore del diritto delle coppie gay ad adottare è la diffusione planetaria degli abusi infantili nelle famiglie di coppie eterosessuali: drogati, alcolisti, rapinatori, assassini, psicopatici, deficienti, irresponsabili, narcisisti (ad lib.) hanno tutti il diritto di fare figli e crescerli. Per citare un caso recente di cronaca: la donna arrestata per sfruttamento della prostituzione minorile e detenuta a Sollicciano, ha potuto tenere con sé (in carcere) il figlio e crescerlo (in carcere) fino a sei anni. E quando uscirà ne farà certamente un altro. O la Franzoni, che appena ucciso il figlio, ne ha fatto un altro, con cui ora probabilmente vivrà felice e contenta. D’accordo, liberty first. Però per tutti, allora: papà e mamme gay comprese.
    Per quanto riguarda fecondazione assistita, madri surrogate (o uteri in affitto) e via dicendo, ho molte più perplessità – benché atea e libertaria. Un atteggiamento di prudenza mi sembra il minimo sindacale.

    Le coppie di genitori gay sono anche un ottimo campione per osservare come oggi le dinamiche di coppia e i ruoli sono molto più legati alla necessaria e inevitabile divisione del lavoro che non a un presunto regime patriarcale o alla biologia. Aspetto poi le statistiche sulla violenza domestica (tra i due coniugi, e dei genitori sui figli) nelle coppie gay. C’è più violenza tra due uomini o tra due donne? Sono più violenti i padri o le madri, con i propri figli? Ecc.
    Altri pregiudizi e stereotipi che cadranno, e senza bisogno di programmi di educazione emotiva nelle scuole o di leggi speciali. Bene.

  47. mi correggo: CdD era CtD – Close the door.

  48. @Cosenza
    @closethedoor scrive: “Se questo post, come leggo su FB, è una ricerca strumentale per sondare le reazioni dell’uditorio, oltre che esprimere il mio personale fastidio per essere usata come cavia[…]”

    Che classe, Cosenza. Prima scrivi un post osceno da decerebrata ideologizzata. Un post che contiente una quantità di valutazioni statistiche pregiudiziali da paura. Poi, come sempre più spesso ti accade, hai una reazione critica dei tuoi lettori che ti fa fare la figura della peracottara. Il problema è che la tua vanità intellettuale non ti permette certo di replicare nel merito e di prendere atto dei tuoi evidenti limiti e allora cosa fai? Ti rifugi nella spiegazione dell’esperimento e lo fai per giunta su facebook, non hai nemmeno la decenza di replicare qui. In questo vertiginoso gioco di gaffes – a ciò che hai scritto nel tuo articolo ci credi eccome, ti conosciamo da anni, per quanto mi riguarda la vera cavia sei tu – non ti accorgi nemmeno che la tua spiegazione ex post è offensiva nei confronti dei tuoi lettori.
    Quanto si dice: pèso el tacòn del buso.

  49. RE: esperimento di comunicazione

    noto che i titoli dei post contengono parole chiave che sono potenti inneschi.
    Basta saperlo. Stiamo partecipando a un esperimento sociologico. Chissà se avremo diritto a royalties. Esperamos.

  50. Ugo: nel post sul calcio addirittura rideva di noi commentatori.
    Ma non ci vedo niente di male, se decido di farmi sbeffeggiare e continuo a commentare, come si dice: chi è causa del suo mal pianga se stesso. E’ un motto libertario.
    Non sono su FB, ma chi c’è riferisca cosa si scrive di questo esperimento.

  51. Facciamo un controesperimento:
    scriviamo commenti in cui disseminiamo generalizzazioni, stereotipi, frame e parole chiave a casaccio. E osserviamo, noi, le reazioni del semiologo, da una capannetta di paglia. Una specie di birdwatching.

  52. Su Facebook posso solo segnalare il gruppo “Children should be shipped as cargo”, le cui posizioni sono del tutto analoghe a quelle di questo post.
    Per questa ragione, anche se non mi piace il tono, devo convenire con Ugo che ho avuto esattamente la stessa impressione della parata in corner, adducendo ex post delle ragioni scientifiche a un testo probabilmente nato come sfogo. Il fatto è che se una persona scrive che si sente esaurita dopo 10 ore di pianto di neonato, solidarizzo alla grande. Se invece scrive, più o meno, che aveva di fronte dei genitori incapaci di calmare il figlio e che tanto vale far adottare i bambini ai gay, mi sorge qualche perplessità, ma non per il concetto in sé – lo penso anche io che ci sono dei genitori etero che fanno solo del male ai figli – quanto per l’esempio scelto per dimostrarlo, da children hater appunto. E se poi aggiunge che era un esperimento sociale, l’idea di essere manipolata mi suscita reazioni ancora più negative.

    @ Luca Perilli: una persona convinta del fatto che un omosessuale farà necessariamente del male al figlio al di là delle sue buone intenzioni, non cambierà mai idea con nessun argomento.

  53. @diait scrive: “Ma non ci vedo niente di male, se decido di farmi sbeffeggiare e continuo a commentare, come si dice: chi è causa del suo mal pianga se stesso.”

    Close the door, ad esempio, non sembra averla presa bene come te. D’altro canto è pure evidente che sia Cosenza a essere sbeffeggiata.
    Ma accettiamo pure la giustificazione in corner dell’esperimento sociologico. Che esperimento sarebbe? Una professoressa che desidera essere presa sul serio scrive una serie di ottusità ideologiche che contengono fallacie logiche imbarazzanti. I lettori le notano. Lei se la ride su facebook:
    “Marinella Pizzino: Mi sbaglierò,ma questo articolo a me sembra una provocazione per cogliere dai commenti un’opinione,quasi una ricerca strumentale,ne hai avuto la risposta.Le tue figure di riferimento sono tuo padre e tua madre e non erano un’eccezione.
    8 ore fa · Mi piace
    Giovanna Cosenza: Non ti sbagli Marinella😉 non è da tutti capirlo
    2 ore fa · Mi piace”

    Ebbene, cosa avrebbe ottenuto? Se io scrivo un post dicendo che le professoresse di semiotica sono tutte delle cretine e qualcuno mi fa notare che la generalizzazione è ingiusta e illogica verso chi non opera, ad esempio, a Bologna, che utilità avrebbe questo “esperimento”? È ovvio che qualcuno legga e noti un errore e replichi. Quale ricerca si giova di simile metodo marrano? Diciamo inece che Cosenza scrie delle cazzate e quando glielo si fa notare fa la finta (si fa per dire) tonta.
    Se invece di scrivere una marea di superficialità spalmata su un’altra marea di media diversi si dedicasse a uno solo, magari rispondendo nel merito delle sparate che fa, forse potrebbe addiittura imparare qualcosa dai suoi lettori. Nel caso attuale invece l’unica cosa sensata che dovrebbe fare è chiudere buona parte dei suoi spazi aperti coi lettori, chiaramente diventati puro broadcasting e comunque ontologicamente inutili.

  54. Ugo: ognuno fa quello che vuole del suo blog, e che i blog siano puro marketing di se stessi è un pezzo che si sapeva. Self-pumping autopromozionale molto utile. Nessuno è costretto a seguirli, per fortuna, chi lo fa si becca frescacce, insulti e/o qualsiasi altra cosa a suo rischio e pericolo. Io colleziono ban, per esempio. Prosit.
    mi interessa il commento su FB sui suoi riferimenti/genitori. In che senso? qualcuno può darmi specifiche?

  55. condivido e sottoscrivo quanto dice Lou, che è l’essenziale, e cioè che si deve parlare SOLO di persone e a tutte concedere il beneficio del dubbio.
    E vorrei chiedere a Luca Perilli, che dà tanto la fastidiosa impressione (è un’impressione, sottolineo) di parlare da inarrivabili sfere di una superiorità intellettuale (e forse anche morale …) distante anni luce da noi, questa cosa: che si intende per mentalità arretrate ovvero progressiste? Ad esempio, io che sono contrarissima alle materinità surrogate, sono arretrata? se sì, perchè?
    E … non è che per caso c’è il solito conformistico decalogo che riguarda anche il bravo e perfetto progressista??

  56. Tornando ai viaggi, a me sembra che creare uno spazio child-free sarebbe opportuno, a bordo degli aerei. Chi non vuole rotture di scatole, paga un extra. Chi non ha soldi per evitare le rotture di scatole, si dota di cuffie anti-martello pneumatico. Ricordiamoci che il pianto di un bambino può indurre all’omicidio/suicidio.

  57. io ci starei pure a fare da cavia umana per esperimenti sociali..però mi piacerebbe essere pagato, così a gratis mi sa un po’ di sfruttamento:
    Per il resto: tendo a diffidare sia degli studi come quello australiano sia di quelli contrari. famiglia etero o gay, i figli possono crescere bene o meno bene in entrambe perciò anche le coppie gay hanno diritto di adottare

  58. io ci starei pure a fare da cavia umana per esperimenti sociali..però mi piacerebbe essere pagato, così a gratis mi sa un po’ di sfruttamento:
    Per il resto: tendo a diffidare sia degli studi come quello australiano sia di quelli contrari. famiglia etero o gay, i figli possono crescere bene o meno bene in entrambe perciò anche le coppie gay hanno diritto di adottare

  59. se una donna condannata per sfruttamento della prostituzione minorile può conservare la “matria protestà” e decidere di fare vivere suo figlio in carcere fino ai 6 anni anziché in una famiglia affidataria, be’, devo capire su quale base sia possibile negare l’adozione a una coppia gay.
    Magari ci sono argomenti stringenti, ma non li conosco.

  60. Diait, ma infatti il tuo è un argomento inattaccabile. Io mi limito ad aggiungere una banalità: che non è dall’orientamento sessuale che dipende il bravo o pessimo genitore

  61. senz’altro.

  62. se l’argomento è “il bene dei bambini”, l’unica soluzione efficace sarebbe regolamentare il diritto riproduttivo – ma per tutte le categorie di aspiranti genitori. Test di ammissione, patentino, campagne di sterilizzazione di massa, castrazione chimica, eccetera. Mi sembra impraticabile.
    Tutto sommato, meglio dare fiducia e incrociare le dita. Il codice penale esiste, chi sbaglia (sperabilmente) paga, e aiutiamo, ognuno come può, i bambini che nascono in famiglie di adulti irresponsabili.

  63. @Paolo scrive: “Diait, ma infatti il tuo è un argomento inattaccabile”

    Veramente è un argomento inconsistente, altro che inattaccabile: il fatto che non si possa impedire a una donna di procreare può generare un genitore mostro e ledere al suo bambino. Ma non vedo per quale motivo il fatto di avre genitori etero indegni possa avere nesso logico col preteso diritto di una coppia omosessuale di adottare. Nessun nesso logico, ma proprio nessuno.

    @Diait scirve: “se l’argomento è “il bene dei bambini”, l’unica soluzione efficace sarebbe regolamentare il diritto riproduttivo – ma per tutte le categorie di aspiranti genitori. Test di ammissione, patentino, campagne di sterilizzazione di massa, castrazione chimica, eccetera. Mi sembra impraticabile.”

    Questo è un argomento ottimo invece. L’equivoco generale nasce nel momento in cui l’adozione è possibile. Poiché l’adozione è un rimedio a una coppia genitoriale fallita (o deceduta) non è che sia automatico da parte di chiunque averne diritto solo perché a giro ci sono bambini senza famiglia. Tra l’altro le statistiche mostrano che i figli adottivi vanno incontro a una consistente serie di conflitti di relazionalità coi i nuovi genitori, e non sono tutte rose e fiori. L’argomento per cui sarebbe meglio una coppia gay che un blefotrofio, o che poiché la coppia eterosessuale sbaglia allora si parifica alla coppia omosessuale, è debolissimo. Il bene del bambino non corrisponde al bene dei genitori. Personalmente il mio personale test di maturità (indirizzato a coppie etero e omo) è quello di proporre come quesito agli aspiranti genitori se desiderano avere un figlio in affido. Se la risposta di almeno uno dei due è negativa, ebbene, quella psicologia è inadatta ad adottare un figlio ed è bene che non gli sia permesso in quanto il desiderio di un figlio è puro egoismo. Ora, a me la retorica della falsa transitività che sostiene che un figlio è un atto d’amore, due individui che si amano ne hanno diritto, l’amore non ha sesso, QUINDI una coppia vale l’altra nei confronti del possesso di un figlio, fa ridere. Personalmente non mi piace giocare a fare il progressista a costo zero e resto ancora scettico sulle adozioni gay, non tanto per le coppie lesbo (che il figlio possono comuqnue farselo facilmente da sé) quanto per le coppia formate da due uomini. Le ragioni sono molteplici.

    “Tutto sommato, meglio dare fiducia e incrociare le dita. Il codice penale esiste, chi sbaglia (sperabilmente) paga, e aiutiamo, ognuno come può, i bambini che nascono in famiglie di adulti irresponsabili.”

    Il codice penale? Chi sbaglia paga? Veramente dare fiducia è sbagliato al amssimo grado e il princioio di tutela di un bambino è: nel dubbio, scetticismo e affido, altro che adozione. Anche perché a pagare sarebbe solo e comunque il bambino adottato; del desiderio frustrato della genitorialità omosessuale (ed etero) me ne sbatto altamente. Non si può avere tutto e ci sono moltissimi modi di amare i e servire ai bambini senza la necessità del possesso.

  64. ps
    Dimenticavo: a parte genitori deceduti o patentemente squilibrati, un bambino da adottare è figlio di culture prive di due fondamentali civici della modernità: contraccezione e aborto. Più i Paesi si sviluppano, minore sarà il numero delle adozioni possibili. Ragionando al limite, più aumenterà la ricchezza materiale e civica del mondo e più coppie omo e eteroinfertili dovranno fare i conti con una maggior penuria di oggetti d’amore sapiens sapiens.

  65. Ugo,
    mi piace molto la logica ferrea e anche l’ironia del tuo ragionare, anche quando non concordo completamente.
    Concordo sulla conclusione del tuo commento, sul desiderio frustrato di genitorialità: desiderio legittimo, che però non è un diritto.

  66. Ok, facciamo un esempio: famiglia etero con bimbo che dorme placidamente, e 3 famiglie omo con altrettanti bimbi irrequieti. Stando alla logica dell’articolo, la famiglia etero sarebbe assolutamente preferibile alle 3 omo

  67. Grazie prof per questo bell’esempio… È vero, le gnole dei nanetti non hanno a che fare con mamme super-attente, allattamento al seno, etc… Ma posso testimoniare che oltre alla serenità dei genitori, al loro equilibrio e al loro buon senso, una buona parte del gioco dipende da temperamento personale del piccolo. Mio figlio appena nato piangeva per ore tutte le sere perché non voleva dormire. Non c’è stato nulla da fare finché, intorno all’anno, non ha capito che non era la fine del mondo abbandonarsi nelle braccia di Morfeo… Evviva comunque gli infiniti modi di essere genitori!

  68. L’alternativa al dare fiducia (e punire chi sbaglia) è limitare le libertà individuali: lo stato, i burocrati, i magistrati, gli educatori e gli assistenti sociali, le psicologhe, o Ugo, che decidono cosa è meglio per tuo figlio.
    Nel frattempo aiutare come possiamo i bambini in difficoltà che incontriamo sulla nostra strada.
    La deriva della filosofia delle tutele è spesso una fregatura più grossa di quella che volevi evitare.

  69. il commento precedente rispondeva – un po’ – a Ugo.

  70. @Diait
    Certo. Continuo a ritenere razionale limitare le libertà individuali (aspiranti genitori) per non creare vincoli e problemi ad altri individui (bambini).
    Io non asopico che altri decidano per mio figlio ma non vedo perché debba passare l’idea che avere un figlio sia un diritto ecumenico, addirittura svincolato dall’eterosessualità di una coppia che se lo fa da sé. Ami i bambini? Quante migliaia di modalità ti sono permesse di soddisfare questa vocazione in modo non egoistico? Siamo onesti: la maggior parte dei genitori fa danni nell’educazione coi figli, e infatti la maggior parte dei rapporti familiari è conflittuale. Le coppie più equilibrate sono quelle che decidono di non avere figli per coscienza dei propri limiti. Ora, non potendo normare la riproduzione per i motivi ovvi che hai elencato, occorre rimediare a posteriori e in modo quasi sempre inefficace. Ma non comprendo ancora come sia passata nel tempo la logica marrana che sostiene che poiché due persone di sesso diverso possono ovviamente riprodursi come e quando vogliono, sebbene siano ignoranti, brutali, egoisti, spiantati, in altre parole altamente inadatti e dannosi per il nascituro, allora tutti abbiano progressivamente diritto alla stessa cosa, sulla base che se siccome gli etero sessuali possono farlo scazzando allora tutti hanno lo stesso diritto di scazzo: comune denominatore al ribasso. Eh no. Poiché almeno nell’adozione si possono seguire criteri di verifica e feedback lunghi e noiosi ma approfonditi e potenzialmente affidabili nei confronti degli aspiranti genitori, è chiaro, logico, giusto che i criteri nel dare in adozione un bambino siano draconiani, esigentissimi e centellinati. Ed è inutile lamentarsene sulla base che l’ultima coppia etero di sciagurati può fare un bambino in nove mesi dopo averci pensato il tempo di un amplesso.

  71. Ugo:
    essenzialmente, mettevo in discussione l’ipocrisia di chi dice di fare qualsiasi cosa per “il bene dei bambini”, quando quasi sempre ha tutt’altra agenda, o semplicemente agisce problematiche personali.

    per il resto sono d’accordo con te su alcune cose e addirittura estenderei a molti altri campi il discorso sulla follia del diritto di tutti a tutto.

    Non sono d’accordo però che le uniche coppie responsabili siano quelle che decidono di non avere figli perché coscienti dei loro limiti. Sono responsabili e le apprezzo moltissime, sottoscrivo. Ma ce ne sono anche che scelgono di avere figli consapevoli dei propri limiti, e li crescono alla grande impegnandosi, qualcuno anche divertendosi e parecchio.

  72. il mio contributo all’esperimento sociologico si chiude qui. Aspetto modulo liberatoria.

  73. Mi spiace che persino Ugo sia caduto in questa specie di trappola. Mi rifiuto di discutere dell’oggetto del post –tacchi, dadi e datteri, gay, bambini, mamme incapaci ecc. che è come disquisire sul sesso degli angeli o su quella invenzione tragicomica che sono gli angeli stessi– dato che appare, e forse é, ma non frequento facebook, un esperimento, evidentemente non galileiano.
    Un blog non è dimostrare guardacomesonobrava oppure adesso senza che ve ne accorgiate vi prendo tutti per il culo -Ugo compreso-, è un fatto collaborativo nel quale chi propone il tema e chi commenta mira allo stesso comune obiettivo di saperne un po’ di più, meglio se trovando gradevole l’intelligenza ironica o il sarcasmo o la superfetazione di quanti stanno al gioco, gradevole. A maggior ragione se il blog si propone di dis.amb.iguare. Forse, non essendoci abbastanza ambiguità disponibili in giro, ecco che si procede a inventarsene. Se è così non ho capito per quale recondito scopo. Comincio a non divertirmi più, a cogliere nei commenti sempre meno intelligenza critica e sempre più cinguettii twitter-renziani, ma io sono un ingenuo che ha persino creduto alle partenze intelligenti, figurarsi i voli e i viaggi! A proposito: perché non provare a fare un viaggetto via mare, per verificare se i bambini rompicoglioni che piangono sulle carrette della speranza, le coppie etero li buttano ai pesci durante il viaggio o li affidano ai gay mussulmani?

  74. ha ragione anche guy.
    alla fine comunque ognuno (leggi: io) se la canta e se la sona.
    Dàmose.

  75. Ho pubblicato sulla mia pagina fb questo post
    “E’ davvero disturbante. Viviamo in un’epoca in cui chi fa l’intellettuale di mestiere e sbaglia il tiro di una sua analisi (e penso possa succedere) invece di chiedere scusa e accettare l’intelligenza di chi lo segue adduce fantomatici esperimenti percettivi. Voi poveri cretini che commentate siete dei mentecatti nelle sue mani. E’ profondamente inaccettabile, vigliacco e privo di onestà. Oppure, peggio ancora, se premeditato, è un’offesa al lettore bella e buona. In ogni caso bisogna allontanarsi da questi acaparratori di attenzione e lasciarli a parlare da soli. Nel mio caso io ho deciso che non leggerò, pubblicherò né riposterò niente che la sig.ra Cosenza pubblicherà in futuro.”
    taggando la signora
    Sto scrivendo qui perché la signora mi ha bannato dal suo facebook.
    Le comunico signora Cosenza che facebook comunica i bann a entrambi gli interessati. E’ una mossa davvero poco intelligente.
    Per i 10 minuti in cui questo post rimarrà qui e non verrà cancellato avrò la fortuna di aver dato un’idea a chi la legge di chi lei sia.
    Le auguro ogni fortuna perché credo che dopo questo scivolone mediatico ne avrà bisogno.
    Chi pulisce le cloache degli altri poi non può assolutamente fare la cacca per strada (McGannon)

  76. Pingback: Bambini piangenti, madri impotenti, padri assenti. Poi, l’eccezione | D I S . A M B . I G U A N D O | NUOVA RESISTENZA

  77. Scrive Moky, che ringrazio per la pacatezza, ricchezza e intelligenza dei suoi contributi: “Il racconto di Giovanna e’ giustamente limitato e provocativo… i figli piangono perché hanno le orecchie toppate? Oppure il mal di pancia? La madre e’ impaziente perché non ha dormito? Alla fine, chissenefrega. Nessun genitore e’ perfetto. La morale della storia e’ che non esiste una coppia di genitori migliore di un’altra. Si entra in questo viaggio insieme e si cerca di sopravvivere come si può.”
    È così. È esattamente questo il punto. Grazie per averlo espresso in manera così centrata.

    A tutti coloro che “si sentono usati” da me in qualche modo, vorrei rassicurarvi: scrivo e leggo per capire, studiare, riflettere sul modo in cui funzinano le parole, i testi e, da ultimo, la narrativa. È il mio mestiere. Fra l’altro, una precisazione: questo non è un “articolo”, è un racconto. A volte provoco, a volte uso stereotipi, lo so bene, lo faccio consapevolmente. Nella narrativa gli stereotipi sono imprescindibili. Anche nella comunicazione lo sono. Inolte gli psicologi cognitivi parlano del “nucleo di verità” degli stereotipi (attenzione a distinguere gli stereotipi, a dosi ridotte, dai pregiudizi, spesso discriminanti e stigmatizzanti).

    Perché provoco e uso stereotipi? Negli ultimi anni sto studiando il modo in cui le emozioni incidono (negativamente o positivamente non importa: incidono) sulla comprensione razionale, sull’intelligenza che si presume astratta, sulla persuasione. Non esiste intelligenza astratta, logica, razionale, che sia davvero separata dalle componenti emotive e affettive. Lo dimostra come perdono le staffe, qui dentro e fuori, commentatori e commentatrici che altre volte sono ben più controllati. Lo dimostra come possano essere deboli, pretestuosi, inutilmente aggressivi i commenti di certi troll che si illudono di “essere lucidi”, “oggettivi”, “razionali”. Ma quando mai?🙂

    E con questo chiudo una discussione che ormai lascia il tempo che trova. Chi non gradisce ciò che sta scritto su questo blog è invitato/a a fare semplicemente una cosa: andarsene. La rete è grande. La vita è altrove. Grazie a tutti e tutte, anche ai troll e alle troll. Vi voglio bene lo stesso.😉