La piramide invertita del governo Renzi

Giorni complessi mi tengono, in questo periodo, più lontana dal blog, dalla rete e dai media. Non abbastanza per non aver notato, ieri, il sondaggio Demos pubblicato da Repubblica, secondo il quale, da un lato, il consenso nei confronti del governo Renzi sta calando (nel giugno 2014 il 69% degli intervistati gli dava un voto uguale o superiore a 6, oggi solo il 54%), dall’altro, le riforme che gli italiani vorrebbero vedere rapidamente attuate non sono proprio quelle cui il governo sta mettendo mano. O meglio: l’ordine con cui Renzi sta dando priorità alle varie riforme è esattamente l’inverso di quello che gli italiani intervistati per il sondaggio vorrebbero. Piramide invertita insomma: prima il senato, poi la legge elettorale eccetera, secondo Renzi; prima le riforme del lavoro per gli intervistati (vedi tabella sotto).

Ora, più che a prevedere flussi elettorali ormai talmente volatili da essere imprevedibili, i sondaggi dovrebbero servire alla politica a… sondare, appunto, le opinioni, gli umori, i bisogni dei cittadini e delle cittadine. Ovviamente, poi, bisogna prendere i risultati dei sondaggi con tutte le riserve del caso, come più volte ho sottolineato in questo spazio. Ma fare esattamente il contrario di ciò che emerge da un sondaggio professionale non mi pare, comunque, un’idea furba per risollevare un consenso calante. Uomo avvisato… (clic per ingrandire).

Piramide delle riforma

Giudizi positivi sul governo Renzi

7 risposte a “La piramide invertita del governo Renzi

  1. Che farà Renzi? Molto dipende dal suo grado di autoreferenzialità e narcisismo. In genere, gli individui del PD sono campioni di autoreferenzialità.

  2. renzi col pd ha poco a che fare,discorsi come “Molto dipende dal suo grado di autoreferenzialità e narcisismo. ” mi sembrano davvero un pò lunari

    la realtà è che a renzi alternativa non c’è🙂 quello non è un vantaggio da poco:peraltro il consenso di cui cmq gode è dovuto ANCHE alle riforme del senato e della legge elettorale,come se fosse propedeutico per guadagnar consenso a cose più impegnative (riforma mercato del lavoro),insomma un meccanismo preparatorio che molti non han messo in risalto🙂

  3. Quanto sto per scrivere c’entra e non c’entra. Sono iscritta ad un paio di siti dove partecipando a sondaggi (sull’uso e consumo di alimentari, prodotti per la casa, per l’igiene, tecnologici etc) si accumulano punti e si ottengono buoni sconto. Sono ormai 5 anni che vi sono iscritta e sondaggi come quello di due giorni fa non mi erano mai capitati.
    La prima domanda di due riguardava la mia “opinione” circa le capacità di Renzi nel prossimo futuro di realizzare “le riforme” (quali, in che ordine, entro quando non erano concetti specificati), e le uniche tre risposte possibili erano: ce la farà, non ce la farà, non so. La seconda, quella più preoccupante del binarismo assoluto della prima a mio avviso, riguardava il mio pensiero su dove il governo avrebbe dovuto fare i prossimi tagli: istruzione, sanità, pensioni, impiego pubblico, non so. Non uno spazio per “altro”, non uno spazio per esprimere la propria opinione in merito all’assoluta idiozia di queste domande.
    Non so chi fosse il committente di questo sondaggio, ma mi ha dato da pensare, e molto.

  4. Pingback: La piramide invertita del governo Renzi | NUOVA RESISTENZA

  5. Non credo che Renzi se ne freghi dei sondaggi, ma solo che stia facendo le riforme che gli ha chiesto Berlusconi, e come le ha chieste. Un semplice esempio: la rinuncia alle preferenze.

  6. Renzi è indubbiamente intrappolato dalla necessità di servire i suoi veri padroni, che non sono gli italiani, i quali non lo hanno mai eletto presidente del consiglio e neanche parlamentare; i suoi veri apdroni, quelli ai quali deve rendere conto, sono quelli che lo hanno messo lì; Berlusconi, le banche, la Confindustria, il mondo della finanza bianca nera o rossa nazionale o internazionale che sia. Lui sperava che la loro agenda potesse anche andare bene agli italiani, e che se così non fosse stato, un po’ di frottole e discorsi nazional-populistici sarebbero bastati a blandirli. Così evidentemente non è, perchè Renzi semplicemente NON STA GOVERNANDO, e quindi il consenso cala. Il punto è che gli italiani non hanno ancora capito bene il significato profondo dell’operazione Renzi, che è quello di esautorare la Costituzione, di sottrarre loro qualsiasi spazio democratico per trasformare l’Italia in una dittatura dei poteri forti, che nomineranno, tramite presidenti del consiglio fantoccio, come peraltro lo stesso Renzi dimostra di essere ogni giorno di più, tutti i vertici delle istituzioni italiane. Ma si sa, col senno di poi, son piene le fosse…

  7. L’ha ribloggato su nopenguinsincaliforniae ha commentato:
    Renzi è un po’ troppo Pinocchio ?

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