Paura, tensione, sorpresa. E infine sofferenza. O vera gioia?

Stun gun di Patrick Hall

Trovo assai utile per la comprensione e per l’analisi delle emozioni e delle loro espressioni facciali – oltre che interessante dal punto di vista artistico – il video che il fotografo americano Patrick Hall di Fstoppers ha realizzato e pubblicato su YouTube il 25 agosto scorso. L’impatto emotivo dell’opera è tanto forte quanto contagioso: non a caso ha raggiunto in poche settimane oltre 4 milioni e 600 mila views. Trovo interessante soprattutto l’ambivalenza di molte espressioni facciali, che lo slow motion enfatizza al massimo e che contribuisce, assieme al commento musicale, a creare la tensione e la curiosità che ci incollano allo schermo.

Cosa esprimono quelle facce? Cosa può mai aver scatenato la tempesta emotiva che le attraversa? È lo stesso Patrick Hall, alla fine, a spiegarcelo. Grande idea. Da rivedere più volte, sia l’originale sia i video di accompagnamento.

L’originale:

Il video esteso:

Behind the scenes:

12 risposte a “Paura, tensione, sorpresa. E infine sofferenza. O vera gioia?

  1. La musica è pessima, trionfalistico-arcaico-reazionaria, in stile Carmina Burana (Orff). Gli ultimi fotogrammi (da 1:34) sembrano peraltro appartenere a qualche altra sollecitazione fisica, ben più piacevole… Ricordano infatti il video sugli orgasmi procurati tramite vibratore e/o penetrazione.

  2. Io lo trovo geniale e spurio da qualsiasi altro significato “trionfalistico”.
    Mi sono soffermata sulla mia reazione alla visione e lo trovo davvero empatico.
    Anzi, mi ha riportato a un film famossissimo: Crash. Contatto fisico.
    La scena della sparatoria, il primo piano, quando la bambina salta in braccio e il greco spara. Ecco il link:

  3. A proposito di emozioni: a me fa ansia e mi mette molto a disagio, questo video. E poi mi fa dire “ho altro di meglio da fare” e “prendete tutti una zappa e andate a lavorare i campi”.

    Ricapitoliamo: degli individui accettano di prendersi una scarica di taser per essere filmati da un fotografo. Ricordiamo che una scarica di taser non deve essere molto piacevole da ricevere.

    A questo punto uno si chiede: perché? Perché devo vedere della gente che si fa del male? Perché al posto del taser non c’è una colonscopia, o una martellata sul pollice, o una piccola ustione? Perché proprio il taser? E perché farsi riprendere?

    Ultima domanda fondamentale: cosa c’è di contagioso nel vedere gente che si fa male?

    ilcomizietto.perplesso

  4. Aho, magari è un falso… Cioè fanno finta, intendo con una scarichina minima, tanto per far sentire un brividino. Ma, ripeto, agli ultimi tre candidati devono aver fatto qualcos’altro…

  5. Dice che l’ha fatto fare (la scarica) da amici dei candidati in modo tale da instaurare un rapporto confidenziale da entrambe le parti – roba tipo scherzetto o dolcetto mo’ ti bendo e non sai cosa t’aspetta – però secondo me è assolutamente fazioso quando specifica che le reazioni sono state dal dolore estremo fino al piacere – imho è un furbacchione, dato che nessuno mi convincerà che la ragazza al minuto 1.34 stia subendo qualcosa di doloroso, anzi direi che ha appena vissuto/mimato una splendida penetrazione anale🙂

    Poi, se vogliamo, possiamo fare un discorso sulla sofferenza orgasmica… o sulla paura orgasmica che, forse, di questi tempi, calza meglio.

    La musica cmq fa cagare, sembra di vedere Conan il barbaro che cavalca verso la gloria con la spada insanguinata nella mano sinistra e la testa mozzata del cattivone nella mano destra. Amen.

  6. ..ma come si fa a dire che è “forte e contagioso?” alla faccia dei milioni di views, a questa ordinaria porcheria rimedio con una pratica quotidiana del dissenso, ho nostalgia di quando ci si riuniva ragazze e ragazzi per parlare di autenticità.Mah! Sto invecchiando..

  7. Francamente (luci+ilcomiz) io non ho capito perché non si sia aperta una discussione sulla questione “dolore/piacere” o, come scrive GC, “sofferenza/gioia”. Forse la cosa mette a disagio… O forse il blog non è più vivace come un tempo… Forse tutte e due le cose.

  8. luzy, non ho raccolto l’invito a fare un”discorso sulla sofferenza orgasmica o sulla paura orgasmica” anche se molto interessante, perchè ritengo occorra un pensiero riflessivo e lento ..occorre tempo. Penso che le emozioni tutte vengano modellate dalla cultura oltre che dalla capacità espressiva di ogni singola persona.. qualche donna ha indagato a fondo il nodo ( per esempio), fra amore e violenza.Qualche uomo (per esempio) sta indagando la povertà sessuale nella sua espressione soprattutto maschile.

  9. Non sono d’accordo: “la povertà sessuale nella sua espressione soprattutto maschile” è uno stereotipo da corpodelledonne – altri stanno indagando su questo bisogno di criminalizzazione insito nelle pseudorivoluzioni di questi anni . Quanto al tempo, ne abbiamo poco, nel senso che “stringe”, cioè ci morderà la coda a breve…

    Faremo come i gatti, che la alzano fulminei quando qualcuno tenta di serrargliela nella porta.

  10. Per fortuna è una rivoluzione autentica, carina quella dei gatti che “alzano fulminei la coda …., appunto!

  11. “qualche donna ha indagato a fondo il nodo ( per esempio), fra amore e violenza”

    per me il nodo è relativamente semplice: se una persona ti ama davvero non ti opprime

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