Di animali, cambiamenti e senso della vita. Conversazione fra studenti

Cane manga

Bologna, via Zamboni. Pomeriggio di metà settembre, ore 17 e qualcosa.
In attesa di una collega in ritardo, passo il tempo rispondendo alle mail sullo smartphone. Sulla panchina a fianco, due studenti parlano fra loro. Ad alta voce. Inevitabile, per me, cogliere uno stralcio della loro conversazione.

«Erano anni che non era più lo stesso…»
«Sì, lo dicevi…»
«Mi faceva troppo male vederlo così.»
«Cazzo, se hai ragione, si sta malissimo in questi casi.»
«Sai com’è, no? Lo guardi, lo riguardi e non lo riconosci più. E nemmeno ti ci riconosci, capito?»
«Sissì, è capitato anche a me.»
«Uno strazio, un magone continuo.»
«Già.»
«E poi mi ricordava quel periodo… miii che periodo di mmmerda. Quanto stavo male all’epoca…»
«Sì, lo dicevi…»
«Con quel musetto triste, gli occhi spenti. Era vecchio, capisci? Non era più lo stesso, irriconoscibile.»
«In questi casi non c’è altra soluzione.»
«Già.»
«Già.»
«Ci vuole un bel coraggio però. Molto.»
«Ovvio. Ma a un certo punto non ha più senso continuare. Dovevi farlo.»
«Infatti.»
«Dovevi.»
«Già. Ne sono convinto anch’io. Un animale sta con te in un certo momento della tua vita, te lo coccoli, ti fa compagnia. Ma a un certo punto, zac, tutto cambia. Cambia lui, cambi tu, cambia il senso della tua vita…»
«Infatti.»
«Con quello nuovo ora va molto meglio. Mi sento proprio diverso.»
«Si vede anche dall’esterno…»
«Questo è più forte, vivace.»
«E poi ha tutt’altro carattere…»
«Già. Molto più simile a come sono io ora.»
«Ha la tua stessa grinta…»
«Sì. Tutt’altra storia.»
«Infatti.»
«Però ogni tanto ci ripenso, sai?»
«E ti credo, hai passato con lui tutti quegli anni…»
«Già.»
«Senti… mi dai il numero del dottore che ti ha cancellato il tatuaggio? Voglio liberarmi di questo, lo vedi che schifo? E già che ci sei, mi dai anche il tatuatore? È ficherrimo, il drago che ti ha fatto. Proprio fico.»

12 risposte a “Di animali, cambiamenti e senso della vita. Conversazione fra studenti

  1. l’occidente “ricco” con una conversazione del genere non ci fa una bella figura,o no?o è piu un problema italiano,ergo,quanto siam frivoli e leziosi in questo paese?

  2. A me sembra solo un bel racconto. E se è una conversazione riportata fedelmente, quei due avevano un grande senso del ritmo ed un’eccezionale capacità di condurre al mindfuck, alla faccia di chi dice che i giovani non sono capaci di fare niente (oh, ognuno nei testi scritti ci legge quello che vuole, o no? ;-))

  3. semi ot :corrad augias e nanni moretti e michele serra credo storcerebbero il naso di fronte a troppi vocaboli stranieri,in commenti scritti in italiano

  4. Torniamo con piacere a leggervi, un saluto e uno scambio di “gagliardetti”😉

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2014/09/22/il-pacifismo-una-strana-malattia/

    A presto, by Vongole & Merluzzi

  5. E’ lo slang di giovani appartenenti ad una specie di sociogruppo, tipo da strada, pankabestia o simile; oppure più evoluto economicamente. Che c’è da stupirsi ? A vent’anni, o appartieni ad un gruppo o chi sei dal punto di vista dell’identità. A vent’anni si è tutti così. Ricordo io a vent’anni e Tu? Mi viene da pensare ai personaggi di Verdone in “un sacco bello”. Poi si cresce dal punto di visto della personalità e della proprietà di linguaggio e consapevolezza, affrancandosi da gruppi. Per quando riguarda i cani, forse bisogna imparare dagli animali: basta osservare come gli animali, che entrano nell’ambito domestico, superano l’istinto predatorio.

  6. Uah! Uah! Uah! Ci hanno fregato! Ma sai che ti dico? Meglio sentire parlare in questo modo di un tatuaggio che di un animale vero.

  7. @davide: ti riferisci a me? Mi dispiace ma non credo ci sia un equivalente, in italiano, di mindfucking🙂.

  8. gabericci ciao,

    io in realtà credo l’equivalente ci sia🙂

  9. @davide e @gabericci, essendo io ventenne, social and fangirl, non so quale sia l’equivalente italiano di mindfuck/mindfucking, ma penso che questo dialogo illustri il concetto molto bene, in qualsiasi lingua😀 il mio lato di storyteller (ah, le parole straniere, che invasori!) invidia profondamente questi due ragazzi per i loro dialoghi da teatro dell’assurdo🙂

    Abbiamo tutti pensato agli animali? Tutti tutti? Perché io, a metà, pensavo che quella frase sugli animali fosse un esempio, e che in realtà stessero parlando di i-phone!

    Credo che questo sia dovuto al fatto che io stessa, lo scorso inverno, ho sentito in autobus una conversazione simile, fra due ragazze. Parlavano di cosa regalare ad un’amica comune, ed erano tutte intente a valutare se l’opzione 1 sembrasse “troppo tamarra” o fosse meglio dell’opzione 2 che faceva “troppo ragazza in tiro”. Ci misi un po’ a capire che si stavano riferendo a diverse cover per smartphone …

  10. L’ha ribloggato su genitoriogenie ha commentato:
    Che ridere…:-)

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