Che cos’è l’ISIS, spiegato in meno di tre minuti

ISIS Accasfilm

ISIS, ISIL, IS sono le sigle che identificano l’organizzazione terroristica autoproclamatasi stato nel gennaio del 2014. In un video che dura meno di tre minuti Accasfilm racconta chi sono e cosa vogliono. Utilissimo.

11 risposte a “Che cos’è l’ISIS, spiegato in meno di tre minuti

  1. Grazie dell’informazione.

  2. L’ha ribloggato su Ufficio di Coccolamentoe ha commentato:
    Per lavoro e per passione seguo da un bel po’ di tempo questa donna, che ammiro moltissimo. I suoi interventi sono sempre intelligenti, ironici, competenti. Ieri qui si parlava di immagine della donna (e lo so che non ne sono certo all’altezza, ma è proprio per capire e discuterne che lo si fa) ma, se vi interessa l’argomento, da lei si trovano interventi sul tema molto efficaci.
    Oggi però ho sentito l’urgenza di ripubblicarvi questo post, perché noi scherziamo, ci divertiamo, facciamo i scemi e qualche volta pensiamo. E oggi pensiamo, così, perché questo è un Ufficio di Coccolamento, non di Rincoglionimento, sia chiaro.
    Buonissima giornata, tesorini.

  3. Farei notare che l’uso delle colonne sonore, in casi del genere, risulta spesso ampiamente sensazionalistico, di volta in volta si cerca cioè di creare pathos, vitalità, frenesia, tensione aggressiva, il che in altre parole è un’esaltazione morbosa di ciò che si va a narrare, nello specifico a “informare”.

  4. Utilissimo a non capire niente.
    In tre minuti ti spiego il Medio Oriente, a partire dall’accordo Sykes-Picot.
    Non merita neanche che sia commentato.
    Adesso facciamo un video di tre minuti e descriviamo la situazione dell’Africa. Perché no?

  5. tre minuti di preparazione a domande da telequiz

  6. L’accordo Sykes-Picot del 1916 “che a seguito” della prima guerra mondiale ridisegnava etc. Anche in una sintesi si possono evitare gli sfondoni.

  7. L’intento del video non è quello di essere esaustivo sull’argomento, ci sono svariati articoli ed approfondimenti di eminenti giornalisti per quello. Abbiamo voluto spiegare la sigle dell’organizzazione e a grandi linee i loro intenti e riteniamo di aver fatto un buon lavoro. Grazie!

  8. È un video allo stesso tempo utile e pericoloso: utile perché scuote il nostro torpore intriso di slogan, ignoranza e tiggì, pericoloso perché implode nel tempo ristretto di un videoclip una genesi storica, economica e religiosa insolitamente ampia, lunga e complessa.

    È concepito, montato e sonorizzato come un trailer. Ma questo “prossimamente” è di fatto un “attualmente” di tremenda globalità che non riguarda solo un pezzo di terra lontano (tipo Falkland, Tibet, Cecenia, Timor Est, Lago Aral, Isola di Pasqua, Sri Lanka). Riguarda, indistintamente e sempre più da vicino, anche noi. “Noi” intesi come atei, cattolici, protestanti, ortodossi ed ebrei, come forsennati consumatori di petrolio e gas, come produttori ed esportatori di armi, come dominatori di tecnologie, media globali e know how, come colonialisti sia ubiqui che d’importazione, come turisti culturali, commerciali, sessuali e new age, come arbitri, centrocampisti e goleador di un torneo infinito per il quale fino a poco tempo fa, i vari negri, musi gialli e nomadi con turbante, non avevano accesso nemmeno alle gradinate dei nostri popolari.

    Per il nostro mondo moderno saldamente improntato alla Bibbia, alla partita doppia e all’efficienza, la culla geografica della stanzialità umana, dell’agricoltura, della ruota, della scrittura, della medicina, della matematica e dell’astronomia s’era solidamente ridotta a uno storytelling more or less esotico, eccitante, avventuroso, (da Marco Polo, Rudyard Kipling, Salgari, Lawrence d’Arabia, Hermann Hesse, fino a Hemingway e Bruce Chatwin).

    Se tentassimo di spiegare i mille fattori che hanno portato a questa tragedia, non basterebbero cento letture, dibattiti e congressi. Non ce ne siamo mai interessati – anche se tutte le nazioni euroamericane, Italia compresa, vi erano da sempre attivamente coinvolte. Il fatto è che fino a metà del secolo scorso, gli squilibri ed equilibri (quasi sempre imposti e forzati, solo di rado negoziati), erano inevitabilmente e di default riconducibili alle cancellerie, alle borse, alle università, alle scuole di pensiero e di spensieratezza domiciliate a Downing Street, Heidelberg, Hollywood, Maastricht, Zurigo, Arlington, Berlino, Oxford, al Vaticano, Fort Knox.

    Ma da quando nel 1947 nacque lo stato d’Israele e nel 1956 il leader egiziano Nasser aveva nazionalizzato il Canale di Suez, il cosiddetto Medio Oriente e tutti i popoli di fede musulmana, non erano più disposti ad accettare passivamente il diktat del capitalismo euroamericano. Chi voleva capire, capiva benissimo già allora. Figuriamoci oggi.

    Dichiararsi sorpresi, indignati e sconvolti perché oggi degli ultrà dell’Islam usano i testi sacri del Corano per incitare i loro più manipolabili seguaci per purificare il mondo degli infedeli, è pura ipocrisia. Nemmeno un secolo fa, un gruppo di fanatici c’era già riuscito benissimo… non tra le pipeline e i dromedari, ma nella patria di Beethoven, di Einstein e di Thomas Mann – con risultati numericamente e culturalmente infinitamente più drastici e conclusivi. Era il periodo durante il quale 95 su 100 dei nostri nonni, applaudivano entusiasticamente i complici di vertice italiani di quei criminali.

    Provo paura, nausea e repulsione quando in questi giorni leggo e vedo cosa combinano nei confronti di innocenti umani, “quelli là”. E sono ancora più indignato quando ricordo le lapidazioni pubbliche di musulmane accusate di adulterio compiute non nelle aeree controllate dall’Isis, ma nello stato arabo più colluso con gli interessi degli USA: l’Arabia Saudita.

    Non c’è bisogno di agitare le banderuole di Oriana Fallaci e le camicie verdi dei leghisti, per capire che nei nostri media – e nei nostri cervelli – si trastullano mille virus di ignoranza, di opportunismo, di dimenticanze e di ipocrisia. Per riassumere brevemente questa NOSTRA tragedia, ecco un esempio. (Come diceva allora la nota campagna pubblicitaria per gli elettrodomestici Rex: “Fatti, non parole”):

    Nel 1978 l’ex partigiano, ex dirigente Olivetti ed ex Democristiano, il socialista Nerio Nesi, è eletto presidente della Banca Nazionale del Lavoro, carica che ricopre fino al 1989. Nel 1995 Nesi entrerà in Rifondazione Comunista e l’anno seguente viene eletto deputato del partito guidato da Fausto Bertinotti.

    Verso la fine del suo mandato alla BNL, attraverso la sede americana di Atlanta, la banca italiana presta illegalmente all’Iraq di Saddam Hussein 4 miliardi di dollari – per acquistare armi dagli stessi USA, in modo particolare armi chimiche e biologiche e il sistema missilistico Condor II.

    Allora la BNL è ancora una banca pubblica cioè posseduta di fatto dal popolo italiano. All’epoca il Governatore della Banca d’Italia era il futuro presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Qualsiasi rilevante movimento internazionale di denaro sia privato che pubblico è per statuto monitorato dalla Banca d’Italia.

    Ben 3 di quei 4 miliardi di soldi pubblici, non saranno mai recuperati. Come risultava poi dagli atti di un processo intentato dal Congresso americano, in quel giro illegale erano coinvolti sia il governo americano, che la CIA e la sede centrale di Roma della BNL. Guarda caso, nell’advisory board della banca italiana sedeva anche il Premio Nobel per la pace (sic) Henry Kissinger. Inoltre, lo stesso governo Reagan aveva autorizzato la Giordania, l’Arabia Saudita, l’Egitto e il Kuwait a fornire armi americane all’Iraq – armi che in gran parte sarebbero poi servite a Saddam per invadere lo stesso fornitore Kuwait.

    Solo due anni dopo, l’unico condannato di quel processo, il direttore BNL della sede di Atlanta, Christopher Drougoul, morì a soli 50 anni di una forma di cancro fulminante. Amen.

    Altro plot allegramente italico, che però va “in onda” in questi giorni:

    Esattamente come era successo per lunghi anni agli ebrei, il popolo curdo è tuttora privo di una nazione. Si tratta di una “minoranza” di ben quaranta milioni di cittadini che abitano principalmente nell’Iran, nell’Iraq, nella Siria e nella Turchia. In tutte queste nazioni (ma anche in Libano, in Giordania, in Georgia, nell’Afghanistan e nel Pakistan), i curdi vengono sistematicamente oppressi, perseguitati, torturati, uccisi. È una tragedia ben nota non solo a tutti i governi del mondo, ma anche a noi comuni cittadini.

    Nei parlamenti e nei media nel mondo, si è più ampiamente parlato della foca monaca, della marijuana, del muflone sardo e del doping nel ciclismo.

    Ora, di colpo, i curdi sono importanti. Vanno “aiutati”. Prima di tutto con armi – ça va sans dire. Per lavarsene le mani da una sceneggiata politica ultranazionale concordata, anche l’Italia deve recitare la sua particina. Infatti, come dice il nostro ministro della difesa, Roberta Pinotti, queste armi sono già arrivate a destinazione cioè a Baghdad. Si tratta di 500 mitragliatrici MG 42/59, 100 mitragliatrici 12.7, tipologie di armi (materiale nazionale), 1.000 razzi rpg 7, 1.000 razzi rpg 9 di fabbricazione sovietica. Il fatto è che di quei fucili russi i curdi non sanno che farsene perché ne hanno già tantissimi – tanto più che le munizioni inviate dal nostro governo, sono appena sufficienti per sparare una raffica di soli quattro minuti. Fine.

    Quando il giornalista Antonio Monteleone della trasmissione “Piazza pulita” chiedeva al ministro democratico dei chiarimenti, anziché ottenere delle risposte, i cinque gorilla della ministra ex-comunista, in perfetta tenuta mascelluta/berlusconiana hanno strattonato, insultato e buttato a terra il cronista. Chi sa se anche questo episodio, tra qualche anno sarà cancellato dai nostri hard disc. Pare che i back up biologici della politica italiana siano puntualmente combinati con un diabolico meccanismo di obsolescenza programmata.

    Ovvio: la merce notizia, se non è fresca, rimane lì.

  9. Breve, certo, e meno che un’introduzione all’argomento, ma comunque più informativo dei servizi che ricorrono in televisione. Il che, come al solito, è assai deprimente.

  10. @tillneuburg ciao, molto interessante e intelligente il tuo post. Potresti consigliarmi dei canali o libri per avere un’informazione super partes sull’argomento isis, questione curda e/o anche sul medioriente in generale? Grazie

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