La semplicità di Emma Watson per la parità di genere nel mondo

Emma Watson all'ONU

L’attrice inglese Emma Watson, nota per aver interpretato per anni Hermione Granger nella saga di Harry Potter, nel luglio 2014 è diventata Goodwill Ambassador della sezione delle Nazioni Unite che si occupa di parità di genere. Il 20 settembre ha tenuto alle Nazioni Unite un discorso per lanciare il movimento HeForShe, che punta a coinvolgere gli uomini – come da sempre penso che andrebbe fatto – nella lotta per la parità di genere nel mondo. Molto più efficace e potente, nella sua semplicità, di mille distinzioni e discussioni fra femminismi, veterofemminismi, postfemminismi. Questa è la parte che apprezzo di più:

Uomini, vorrei sfruttare questa opportunità per farvi un invito formale. La parità di genere è anche un vostro problema. Perché a oggi, ho visto il ruolo di genitore di mio padre essere svalutato in società, nonostante io avessi bisogno della sua presenza tanto quanto di quella di mia madre. Ho visto giovani uomini soffrire di malattie mentali, incapaci di chiedere aiuto per paura che la cosa li facesse sembrare meno virili — in Inghilterra il suicidio è la più grande causa di mortalità per gli uomini tra i 20 e i 49 anni, e supera gli incidenti stradali, il cancro e l’infarto. Ho visto uomini resi fragili e insicuri da un’idea distorta di quello che significa successo per un maschio. Nemmeno gli uomini hanno la parità di genere.

Non parliamo spesso di uomini imprigionati dagli stereotipi di genere, ma io vedo che lo sono, e vedo che, quando ne sono liberi, le cose cambiano di conseguenza anche per le donne. Se gli uomini non devono essere aggressivi per essere accettati, le donne non si sentiranno spinte a essere arrendevoli. Se gli uomini non devono avere il controllo, le donne non saranno controllate. Sia gli uomini sia le donne dovrebbero sentirsi liberi di essere sensibili. Sia gli uomini sia le donne dovrebbero sentirsi liberi di essere forti… è ora che iniziamo a pensare al genere come un ventaglio di possibilità, non come due insiemi opposti di ideali. Se smettiamo di definirci l’un l’altro per quello che non siamo, possiamo iniziare a definirci per quello che siamo — possiamo tutti essere più liberi, ed è a questo che è dedicata la campagna HeForShe. Alla libertà.

Trovi QUI il testo originale inglese. QUI la traduzione italiana completa.

10 risposte a “La semplicità di Emma Watson per la parità di genere nel mondo

  1. Quindi il problema non è il genere, ma lo stereotipo e il ruolo *fisso*, problema che affligge *tutti*. Il secondo step sarà quello di dare dignità ai ruoli, “sottomessi” o “aggressivi” che siano. Che, se ci sono, serviranno a qualcosa, no?

    In altre parole, dopo la libertà, che spesso già abbiamo, dovremo far pace con noi stessi.

  2. far pace con noi stessi è fondamentale.
    detto questo, credo che gli uomini (e non solo) i sentimenti li esprimano, nelle maniere più svariate
    l’aggressività come la mitezza è una delle caratteristiche presenti in misura variabile nell’umano (di uomini e donne) e non sempre è negativa
    comunque un bel discorso quello di emma watson

  3. L’ha ribloggato su Parti di luie ha commentato:
    Grande Emma!

  4. Meravigliosa Emma Watson, e meravigliose parole, nella loro disarmante semplicità. Gli stereotipi di genere sono un problema collettivo, danneggiano tutte le persone indistintamente dal genere nel quale si identificano. Dire che sono solo “problemi da femmine” (una frase che ho sentito io stessa anni fa) è, a mio modestissimo parere, uno dei motivi per cui il sessismo e qualsiasi altro genere di pregiudizi sono ancora tristemente diffusi.

    Brava Emma! Questa ragazza mi rende sempre più orgogliosa di essere una sua fan🙂

  5. Sinceramente a me pare che sia la stessa musica che, qui, da noi, Zanardo lanciava in pasto ai lettori de ilFattoQ (o di altre platee, anche televisive) quando parlava di “questione maschile” (e tutto il popolo di insoddisfatte e paranoiche ci andava dietro, e gli uomini che avevano avuto problemi con i padri facevano pure di peggio nel disperato tentativo di difendere retroattivamente le proprie madri massacrate davanti ai loro occhi di bambini). In breve. Questa nuova orchestrazione della stessa solfa tradisce, inevitabilmente, l’origine moralistica, paternalista, a conti fatti, appunto, reazionaria, di un pensiero ideologico e politico superficialissimo e che non arriva là dove il nocciolo rivelerebbe l’arcano: la struttura psichica dell’essere umano e la sua evoluzione/devastazione in seno alla famiglia e alla società. Così qui abbiamo l’uomo adulto da curare, l’uomo aggressivo, l’uomo che violenta, l’uomo che deve nascondere la propria omosessualità altrimenti subisce denigrazione ed emarginazione. L’uomo insensibile e rozzo. Magari pure sporco e disordinato. Ma un uomo tutto sommato adorabile e buono (scusate ma ci vuole un lol).

    Con Zanardo e le femministe reazionarie avevamo la colpevolizzazione del genere maschile. Qui una versione “maternalista” (dal paternalismo al maternalismo senza passare dal via) che se fosse ribaltata concettualmente (ribaltamento di genere) farebbe appunto imbestialire qualsiasi donna, libera o meno libera che sia, sentendosi essa stessa ridotta a bambina da aiutare e ri-educare.

    Scopare. Come dice Kubrick nell’ultima battuta del suo ultimo film.

  6. Quindi Luzy stiamo fermi a guardare?
    Come uscire da questo stallo?

  7. Caro Luzy, lei è sempre più ossessivo e noioso. Non ne posso/possiamo più. Qui l’unico insoddisfatto e paranoico è lei.

  8. Va bene, va bene. Sentirete la mia mancanza😛

  9. “Di cui” la semplicità di Monica Maggioni e della sua redazione.
    RAI News 24 ieri sera ci ha deliziato con: “I terroristi islamici dell’ISIS hanno assassinato, decapitandoli, quattro miliziani curdi di cui tre donne”.
    Se leggerlo m’infastidisce, sentirlo mi irrita. Non so voi…
    Titolo analogo del Messaggero. il Gazzettino, l’Arena…

  10. boh, ho solo letto la parte riportata, e mi è sembrata ragionevole e di buon senso

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...