Il cyberbullismo a scuola

Il cyberbullismo è un insieme di comportamenti intenzionalmente aggressivi messi in atto da un individuo o da un gruppo attraverso mezzi di comunicazione digitali e rivolti a una vittima che non riesce a difendersi. Per la ricerca “Stili di vita online e offline degli adolescenti in Emilia-Romagna”, condotta dal Corecom Emilia-Romagna e dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria, sono state rivolte alcune domande sul cyberbullismo a un campione di 3000 preadolescenti e adolescenti emiliano-romagnoli. Ecco una tabella riassuntiva con le domande e relative risposte:

Il cyberbullismo in Emilia-Romagna

La ricerca è stata svolta nel primo semestre del 2013 e ha coinvolto un campione rappresentativo di ragazzi e ragazze di tutte le province del territorio emiliano-romagnolo (Bologna, Forlì-Cesena, Ferrara, Modena, Piacenza, Parma, Ravenna, Reggio-Emilia, Rimini), che hanno risposto in modo anonimo a un questionario distribuito online durante le ore di lezione. Il campione era composto da:

  • 1000 adolescenti delle classi seconde delle secondarie di primo grado (una volta si chiamava “seconda media”);
  • 2000 adolescenti delle classi seconde delle secondarie di secondo grado (la “seconda superiore” di licei, istituti tecnici, istituti professionali).

Può essere utile il promemoria stilato dalla Polizia Postale delle Comunicazioni per l’Emilia-Romagna sui reati che gli atti di cyberbullismo possono comportare:

Reati di cyberbullismo

Trovi una sintesi dei risultati della ricerca sul sito del Corecom Emilia-Romagna.

5 risposte a “Il cyberbullismo a scuola

  1. ci sono dei punti che non capisco:
    Dalla legenda sembra abbiano diviso i bulli da quelli che subiscono. Ma non è forse possibile che molti abbiano il doppio ruolo?
    E poi: Per Internet si intende Web, giusto? (Perché anche l’e-mail viaggia su Internet.)
    Ultima cosa: sarebbe interessante sapere quanto di quei comportamenti aggressivi rimangono in Rete e quanti siano concretizzati anche “fuori”.

    Anche questo studio mi conferma un’idea che ho da anni: i cosiddetti nativi digitali usano tanto la Rete e i dispositivi digitali, ma non hanno nessuna idea di cosa ci sia dietro, soprattutto dal punto di vista tecnologico. È come andare in auto e non sapere nemmeno che ha le ruote. (L’ingresso illecito in un account dice tutto.)

  2. Da madre modenese di una bambina in età scolare, il sondaggio mi interessa molto. Certo, lei è ancora piccola, ma sarà un attimo e la troverò sui social media

  3. La mancanza di una prospettiva temporale comporta vivere in un eterno presente. Ciò che conta è oggi, è ora. È adesso che condivido, reagisco, insulto, sono deriso, faccio finta, mi camuffo, sostituisco, mostro, duplico, replico, inoltro. È bullismo, questo? O non è semplicemente esistere ora, in un presente assoluto, senza recente passato e senza futuro, e esistere ciberneticamente, wienerianamente asserviti all’apparato e alla rete di apparati? Non solo si tratta di “andare in auto e non sapere nemmeno che ha le ruote” ma anche di avere al polso l’orologio senza avere alcuna idea di tempo. E senza tempo non c’è neppure domani, non c’è neppure conseguenza di quanto faccio oggi.
    Se dalla frase: “è un insieme di comportamenti intenzionalmente aggressivi messi in atto da un individuo o da un gruppo attraverso mezzi di comunicazione digitali e rivolti a una vittima che non riesce a difendersi” togliamo “attraverso mezzi di comunicazione digitali” scopriamo che non è soltanto il bullismo adolescenziale –sempre esistito– da indagare ma la complessità e la dannosità di un mezzo complesso, potentissimo e pervasivo quanto i danni che può produrre, fatto apposta per obnubilare povere menti prive di barriere di difesa.

  4. Purtroppo molto spesso capita che molti dei comportamenti elencati, ritenuti reati, sono invece considerati scherzi in primo luogo proprio dalla scuola (docenti e alunni), ma anche dai genitori dei bulli e qualche volta delle vittime. E se qualche vittima adolescente coraggiosa decide di denunciare, diventa immancabilmente carnefice per aver provocato, suo malgrado, quei bulli che diventano improvvisamente vittime!

  5. Molto interessante. Mi richiama alla mente un lavoro che fecero i miei alunni della 2a media di 2 anni fa. Questo il loro questionario (concepito da 12enni, specifichiamolo): http://itec4sestu2ae.blogspot.it/2013/04/questionario-cyberbullismo.html

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