«A me certe cose di noi maschi fanno proprio schifo. Mi aiuta, prof?»

Ragazzo manga

Marco, 22 anni, ultimo anno di Scienze della comunicazione. Abbiamo appena concordato l’argomento della tesi, la metodologia, i libri da studiare e di solito finisce qua. Invece esita, sembra che non voglia andarsene. Ha la faccia imbarazzata, guarda per terra. Poi finalmente:
«Volevo ringraziarla, prof.»
«Per la tesi? Non ce n’è bisogno. Comincia a lavorare, mi ringrazierai alla fine.»
«No no, – sorride, – mica per la tesi. Per il blog. Per le cose che scrive sul blog.»
«Ne scrivo tante… quali?»
«Quelle sulle donne, – Marco arrossisce, – no, ma che dico: sulle donne e sugli uomini, sul fatto che i problemi delle donne sono anche nostri. È una cosa che mi ha colpito molto, la prima volta che l’ho sentita. Cioè no, in realtà non l’ho sentita, l’ho letta. Sul suo blog, appunto.»
«Ah. Ma perché dici questo?»
«Perché grazie a quello che scrive ho capito tante cose.»
Si appoggia sullo schienale e distende i lineamenti. Sembra che la tensione si stia allentando.
«Vede prof, a un certo punto ho cominciato a pensarci. E c’è stato un momento che ci pensavo giorno e notte, era diventato una specie di chiodo fisso. Poi finalmente ho capito.»
«Cos’hai capito, Marco?»
«Che i problemi non ce li hanno solo le donne, anche noi uomini ne abbiamo un casino. Anche se guadagniamo di più, lavoriamo di più, abbiamo l’immagine vincente e balle varie. Sì, quelle cose che lei scrive sul blog e che a molti danno fastidio. A dire il vero anche a me davano fastidio all’inizio. Molto. Mi facevano proprio incazzare, sa. Ma da quando ho capito, non più. Anzi…»
«Hai capito… cosa?»
«I nostri problemi, quelli dei maschi. Ci penso un casino, sa? A me certe cose di noi maschi cominciano a darmi molto fastidio. No, ma che dico: certe cose mi fanno proprio schifo, prof.»
«Quali cose?»
«Che dobbiamo fingere che siamo forti a tutti i costi, che non riusciamo a piangere, che trattiamo le ragazze in quel modo schifoso…»
«Cioè cosa fate?»
«Ma sì, prendi e molla. La fissa che sei più figo se ci vai a letto e il giorno dopo te ne freghi. L’idea che uno sia più ganzo se non si coinvolge, se non s’innamora. Balle, sono tutte balle. E il peggio è che certe cose me le ha insegnate mio padre, le ho imparate in casa, prof. Perché vede, la mia è una famiglia normalissima e in apparenza mia madre è indipendente, ha il suo lavoro, guadagna, ma sono tutte balle, perché in realtà le cose stanno diversamente, mio padre la tradisce da sempre, lei è infelice e io e mio fratello lo sappiamo da quando eravamo piccoli…»
Abbassa gli occhi, è di nuovo paonazzo.
«Marco, non dirmi niente, dai. Mi pare che questa cosa ti faccia star male…»
«No, prof. Certe cose a un certo punto bisogna buttarle fuori. Ci metto due minuti ma voglio dirle una cosa. Posso?»
«Certo.»
«Ricordo sempre una frase che mio padre mi disse la prima volta che ho scoperto che faceva le corna a mia madre. Avevo dieci anni e forse… be’ forse lo stavo guardando male, doveva esserci qualcosa di storto nella mia faccia, perché mi disse: “Vedi Marco, gli uomini sono fatti così. Un uomo non si giudica da come tratta le donne. Un uomo si giudica dal lavoro, dalle cose che costruisce, da come tratta i figli. Le donne sono un’altra cosa”.»
«E tu?»
«Ci pensai un casino, mi convinsi che aveva ragione lui e che anche per me e mio fratello le cose sarebbero andate in questo modo.»
«Ne sei ancora convinto?»
«Per niente, anzi. È proprio per questo che l’ho ringraziata. Perché grazie al suo blog ho capito che in realtà a me questa cosa di mio padre mi ha sempre fatto schifo. Io non voglio essere così. Gli uomini si giudicano anche da come trattano le donne. No, ma che dico: soprattutto, non anche. E mio padre mi avrà anche dato i soldi per mangiare, per studiare e per andare fuori con gli amici la sera. Ma mi fa schifo lo stesso, ecco l’ho detto: mi fa schifo. E io non voglio essere come lui. Voglio essere diverso. Mi aiuta, prof?»

NB. L’illustrazione con il volto del ragazzo è di Miss Chroma, che ringrazio per la gentile concessione.

50 risposte a “«A me certe cose di noi maschi fanno proprio schifo. Mi aiuta, prof?»

  1. Commovente :°°°
    Ovviamente mi fa molto pensare all’ormai famoso discorso all’ONU di Emma Watson

  2. Non è un po’ fuori dalla realtà come racconto? Sembra più una favola, con il personaggio così caratteristico.

  3. Questo articolo me lo stamperei e lo incornicerei! Quanti ragazzi ci sono che lo hanno capito? Li voglio conoscere! Anche a me fanno schifo gli uomini con quelle caratteristiche e li evito. I miei colleghi sono quasi tutti così. Ricordo un ragazzo che avrà avuto più o meno la sua età quando è successo il fatto: disse in faccia al padre che gli faceva schifo (tradiva la madre con tutte) e lui, in tutta risposta, gli mise le mani sul collo. La madre dovette cercare aiuto ma tuttora apprezza il fatto che l’abbia difesa.

  4. Dove sono questi diamanti di uomini che hanno aperto gli occhi? Bene, bravo, bis, con la speranza che aumentino sempre di più, con la voglia di aiutare noi donne a cambiare le carte su un più vasto piano culturale e sociale, tutti insieme🙂

  5. Finalmente si dicono le cose come stanno, senza mezzi termini.🙂

  6. Non capisco tutto questo astio verso gli uomini infedeli. A parte il fatto che perché il tradimento si consumi c’è matematicamente bisogno di una donna, spesso sposata a sua volta, ma sono faccende che attengono alla sfera privata. Mica stiamo parlando di violenze domestiche.

  7. bellissima presa di coscienza …. ci si arriva spesso con l’aiuto di un mentore..in questo caso il suo Blog!
    che ne pensa di fare qualche articolo che che stravolga le caratteristiche di genitore perfetto?
    sono all’ascolto
    Una mamma attenta.

  8. “Gli uomini si giudicano anche da come trattano le donne. No, ma che dico: soprattutto, non anche”.

    Curiosita’: le donne, invece, da cosa si giudicano?

  9. L’ha ribloggato su Flusso organizzato di pensierie ha commentato:
    Uomini – sì, uomini, non ragazzi – che pensano.
    Grazie, universo.

  10. OK, vero che il padre è fondante nel mascolinizzare e anche nel femminilizzare..ma questo ragazzo ha tenuto conto solo di quello dice il padre? e la madre? é muta? Le madri hanno un ruolo fondante nell’allevamento dei figli e figlie trasmettono l’ordine simbolico insegnano a parlare e quindi a pensare..dobbiamo saperlo e quindi agire di conseguenza..
    Per Marco..io credo che :”le donne non vadano trattate bene o male ..”credo che metà dell’umanità femminile abbia diritto a vivere come crede e liberamente nel rispetto reciproco (non mi piace che l’uomo venga giudicato anche in base a come tratta una donna..spesso si dice la sua donna o che un popolo venga giudicato da come tratta le sue donne..è folle , chi sarebbe il popolo? e chi l’uomo? e cosa la donna? (il “cosa ” è provocatorio)
    Ho scritto in fretta perchè faccio tardi al lavoro..mi scuso se sono stata un pò confusa nell’esprimere questo concetto

  11. IL RITUALE DEL BANALE.
    Dai cazzo, smettiamola con queste cagate, e non parlo solo dello “sfogo” del 22enne (davvero, hai dovuto leggerle su un blog certe cose? Da solo non ci arrivavi? E meno male che ti stai per laureare)
    ma SOPRATTUTTO dei commenti.
    “Dove sono questi diamanti di uomini che hanno aperto gli occhi? ”
    Lo vuoi proprio sapere?
    Sono a casa con l’uccello in mano perchè chissà come mai le ragazze preferiscono sempre quello stronzo.

    Da ragazzino l’avevo capito, e facevo lo stronzo a bell’apposta per rimorchiare il più possibile.
    Ora ho 24 anni e ho smesso da un pò, sono diventato buono, gentile e premuroso, e infatti sono a casa con l’uccello in mano.

    AHAHAHAH

  12. Aggiungo che Marco in qualche modo (il blog) è riuscito a prendere coscienza e credo non si fermerà più..gli si aprirà un altro mondo .

  13. Aims @ è perchè l’ordine simbolico patriarcale ha insegnato a te che devi essere stronzo e a me che devo essere (o fare) la scema , soffrire per amore, quindi farmi piacere lo stronzo.
    buon divertimento

  14. @luci a me invece hanno insegnato rispetto e gentilezza, quindi m non credo che sia un problema di genere ma di ambiente culturale. Se provenite da culture sessiste e le perpetrate prendetevela con voi stessi, con le vostre famiglie, con i componenti che siano di un genere o di un altro.

  15. Aims, le donne non hanno il dovere di soddisfare il tuo uccello, se vogliono frequentare quelli che tu giudichi “stronzi” (e non è vero che tutte le ragazze frequentano i cosiddetti “stronzi”) e nel loro pieno diritto farlo, così come tu hai il diritto di dire no ad una ragazza che non ti attrae pure se è tanto gentile e buona. Cerca di non attribuire all’altro sesso dei limiti che sono tuoi.
    Per il resto: davvero non dubito che esistano uomini come quelli stigmatizzati da Marco, ma guardate che specie oggi i ragazzi s’innamorano e non si innamorano, possono sentirsi coinvolti o non sentirsi coinvolti emotivamente (oltre che fisicamente) quanto una ragazza.
    sul fatto che “non riusciamo a piangere”..basta con sti luoghi comuni: certo che un uomo può piangere, non è un disonore, ma non è dalla frequenza dei pianti che si misura la sensibilità e la gentilezza di qualcuno e nello specifico di un uomo, nè si misura da questo la considerazione che ha delle donne.
    Per essere chiari: ci sono uomini che riescono benissimo a piangere, piangono come fontane e sono come e peggio del padre di Marco.
    Per conto mio preferisco persone (uomini e donne) che magari non hanno la lacrima facile (il che non vuol dire che non si commuovano o che siano privi di emotività) ma sanno amare e sanno assumersi la responsabilità dei loro atti

  16. La cosa più sconcertante è che si tratta di una storia attuale, ossia dell’anno 2014… E inoltre che si tratta di un 22enne ma che attraversa lo stadio di maturazione e consapevolezza di un 12enne – o almeno tale avrei supposto, e idem credo anche i miei compagni e compagne di liceo, 25-30 anni fa. Ma forse trent’anni hanno il loro peso, peccato che siano all’indietro.

  17. l’ordine simbolico (qualunque cosa si intenda) non impedisce ad un uomo di soffrire per amore , luci..sfortunatamente non gli impedisce nemmeno di essere (o fare lo) scemo

  18. Mi sento molto vicino a ciò che prova Marco. Sono circondato da ragazzi che fanno proprio ciò che dice e se ne vantano, ne hanno fatto quasi una filosofia di vita. Sono davvero contento che ragazzi come Marco hanno aperto gli occhi.

  19. a scanso di equivoci: essere scemi non c’entra nulla col soffrire per amore

  20. Che bello questo racconto. E che fatica deve avere fatto a tirare fuori quello che ha detto.

  21. A me non pare una rivelazione su come si comportano gli uomini, ma la semplice presa di coscienza di odiare il modo di comportarsi del padre, e di volere essere diverso da lui… tra l’altro un giudizio probabilmente anch’esso rivedibile, perché nessuna persona, maschio o femmina, è riducibile ai lati peggiori o migliori a scelta, e perché comunque le fasi di accettazione e di negazione di somiglianza ai genitori si alternano, scorrono lungo tutta la vita. Fosse stata la madre a tradire come sarebbe andata la riflessione di Marco?

  22. Ciao, molto carino il racconto,ho un debole per questo genere di ragazzi.
    Comunque volevo dirti che il disegno che hai usato é mio🙂.
    Sarebbe stato gentile chiedermelo,no?

  23. Vorrei solo poter dire “grazie” a Marco.
    Io sono madre di un ragazzino di 13 anni, e io invece faccio ancora fatica a farmi comprendere da lui.
    Devo stare attenta a non fare troppo spesso riferimenti al femminismo e a come son trattate le donne, perchè si infastidisce.
    Grazie Marco, perchè mi dai speranza che un giorno forse anche lui capirà.

  24. non importa se il dialogo del ragazzo con il professore è avvenuto realmente o è stato costruito a tavolino, di fatto la lettura del pezzo nelle scuole come spunto di discussione sarebbe utilissimo per risalire a principi fondamentali e sollecitare la riflessione dei/delle giovani

  25. Hai ragione misschroma. L’ho trovato, mi è piaciuto, mi pareva adatto a “Marco” e l’ho caricato senza darci troppo peso, in rete queste immagini girano anche un po’ così… Scusami. Ora comunque il volto di “Marco” sta girando moltissimo😉 Piacere di conoscerti e di poter apprezzare i tuoi disegni. Grazie di cuore! :-*

  26. Ecco il prodotto di essere cresciuti nel ventennio berlusconiano, in cui sono stati asfaltati tutti gli sforzi degli anni settanta di rifiutare questi orribili modelli di uomo e di donna e di ricostruirne altri migliori. E i commentatori sono certamente nati negli anni ottanta e novanta. Coraggio ragazzi, dovete ricominciare da zero, se volete essere voi stessi.

  27. Aims qua sopra è un mostro, ma mica detto solo stupidaggini,
    In effetti mi pare che sui suoi temi forse un contradditorio non ci starebbe mica male

  28. Stucchevole articolo e stucchevoli commenti. La maggior parte delle donne in età riproduttiva amano lo “stronzo”, ove tale definizione sintetizza il maschio dominante. Il maschio che più attrae lo sguardo è quello che ha almeno uno degli orpelli del “dominatore”: muscoli, potere economico (o altro tipo di potere: vedi pesino il patetico “capo-ufficio”), molte donne, etc. Nella top-ten di moltissime ricerche sulle fantasie sessuali femminili al primo posto c’è quasi sempre “essere presa con la forza”. ( http://sesso.letteradonna.it/31385/fantasie-sessuali-la-top-ten-delle-donne/ , ma ne trovate di più accademiche ). Il successo del letterariamente orripilante “50 sfumature….” su cosa credete si basi? Il “gioco seduttivo” su cosa vi sembri si basi se non sulla dinamica preda-predatore? Il maschio usato nell’iconografia della pubblicità, vi sembra un maschio buono, comprensivo, delicato, magari con un po’ di quieta pancetta? Rassegnatevi: la bontà non è sexy. E non mi venite a dire che l’amore è diverso dal seso o smielature simili. Lo ammetto: esiste una abbastanza esigua minoranza di donne diverse, che addirittura hanno reali pulsioni erotiche per uomini miti, da scoprire pian piano, etc. Ma non fanno massa. Neanche gli uomini a cui piacciono donne che vogliono un rapporto paritario, etc. Prima di rispondere: esamino di coscienza, grazie.

  29. @Giotto Giotto: è proprio vero che gli italiani sono analfabeti funzionali. Tralasciando l’attendibilità di una classifica stilata dal sito Lovepanky.com, nella descrizione della fantasia che citi tu è scritto “Lo scenario ideale è un gioco di ruoli in cui il compagno FINGE di molestare la partner, per poi, tipicamente, prenderla in piedi, con “violenza”.” Inoltre tra le fantasie c’è anche quella di dominare l’uomo e di mettersi nei suoi panni.

    Se alle ragazzine può piacere “lo stronzo” è perché la società ha inculcato loro che il vero uomo si comporta così, che se ti prende in giro o ti maltratta è perché gli piaci. Ma guarda caso da adulte tutte sognano l’uomo dolce e romantico, infatti nei film sentimentali vince sempre questo tipo di partner.

    Questi maschilisti le inventano proprio tutte per avvalorare le loro teorie sessiste!

  30. Giotto Giotto

    prima di tutto nel gioco seduttivo nessuno è mai davvero passivo
    quanto alle fantasie: ognuno ha le sue, io non giudico neanche quelle più estreme ma mi limito a dire che se c’è consenso (come nei giochi di ruolo)) non c’è violenza. E invito a distinguere tra una consensuale scopata “rustica” e uno stupro, il sesso non consensuale che credo non sia nelle fantasie di nessuna donna e di nessun uomo sano.
    quanto alla patetica e vittimista questione dello “stronzo che piace alle donne che snobbano noi poveri ragazzi buoni e gentili uèèèè! uèèè!”..le cose sono un po’ più complesse: esistono ragazzi che sembravano tanto “buoni e gentili” e non lo erano viceversa c’è chi ha le caratteristiche del “maschio aggressivo” e non torce un capello alla compagna. Insomma io anche come aspetto fisico sono molto lontano dal tipico “macho” quindi vado contro il mio interesse nel dirlo ma devo ammettere che il “maschio aggressivo, arrogante più o meno muscoloso” può essere stronzo o violento con la sua compagna ma può anche non esserlo e lo stesso vale per il “mite” o presunto tale con o senza pancetta.
    e noto che quando è un uomo a innamorarsi della donna sbagliata e a soffrire nessuno dice che è colpa sua perchè si è innamorato della stronza e ha snobbato le “brave ragazze”. In realtà ci si innamora di chi ci si innamora, e si è attratti sessualmente da chi si è attratti: ricco, povero, “stronzo” o non stronzo, e in questo non cè nulla di giusto o sbagliato.
    e smettiamola di giudicare le persone in base al compagno o alla compagna che hanno accanto a sè: piaccia o meno, clichè o non clichè, anche l’impiegata e il capo-ufficio possono innamorarsi davvero e così l’impiegato e la capa per quanto possa essere meno frequente.

  31. giusto Akiko! Un uomo mite e senza deformità fisiche vistose non ha nè più nè meno problemi degli altri ad avere una storia sentimentale. poi vabbè magari chi è attrente come Jude Law avrà forse un po’ più di fortuna rispetto a Danny De Vito ma pure quest’ultimo soggettivamente può piacere a qualcuno

    quello che caratterialmente non piace alle donne e neanche agli uomini sono i piagnoni: ora se passi il tempo a lamentarti che “nessuna ti vuole perchè TU sei tanto bravo, gentile e carino mentre invece le donne vanno solo con gli stronzi muscolosi ed è tutta colpa di ste troie che non vedono il tuo animo sensibbole”..no non sei un uomo sensibile, sei un vittimista piagnucoloso, sei infantile nel senso peggiore del termine e le persone così giustamente non piacciono a nessuno.

    e penso siano vittimiste anche le ragazze che si lamentano che i ragazzi vanno dietro solo alle “strafighe” però devo ammettere che almeno sul web i maschi piagnoni sono più numerosi delle femmine piagnone.

    Nessuno nè donna nè uomo ha diritto di avere una storia sentimentale e sessuale con un’altra persona: o troviamo chi vuole stare con noi dentro e fuori dal letto coì come noi lo vogliamo oppure no, ma se non riusciamo a trovare questa persona, sì è brutto, sì è triste ma nessuno ci sta negando un diritto.
    La costituzione americana parla giustamente del diritto a ricercare la felicità, ma trovarla non è un diritto: o succede o non succede

  32. Pingback: Voglio essere diverso | Pietroalviti's Weblog

  33. Sono un ottuagenario. Sono entrato qui di straforo. Conosco ed apprezzo la professoressa. Non si offenderà se le dico che quel Marco o non esiste o bara. Vissi i miei vent’anni tra Racalmuto ed Agrigento. I riti dell’amore siculo erano glabri. Vigeva la “taliata”. Lei dietro la persiana socchiusa. Tu la guardavi, lei ti guardavi? successo amoroso. Grande spreco insomma di coito oculare. Per la ragazza arrivare intacta virgo la notte terribile delle nozze era ossessione inibente. Se il panno rosso non si sventolava, lo si mostrava tra preoccupati parenti stretti. Venne poi l’albergo. Il viaggio di nozze. Oh, che liberazione!- Molte divennero maestre a Messina e i legittimi mariti spesso ebbero tragiche sorprese. Matrimoni flaccidi. Se la vicina coniugata si prestava, si doveva. I figli si impressionavano? Era giusto, equo e livellatore. I figli si adontavano? Non penso. O meglio, v’era molto complesso di Edipo. Il ragazzo sai quanto se ne fregava se il padre faceva il maschio. Era geloso della mamma. Crederla senza sesso era liberatorio. Se invece era la genitrice che sgarrava, scattava il complesso del cocu e bruciava. Di solito lo si perpetuava sposando la fanciulla che si sapeva iniziata dall’amico di infanzia. Strane poi certe coppie incrociate. Forse ci si scambiava i favori. Per le ragazze non so. Non ne praticai. Emigrai. A Modena questi meridionalismi suonavano medievali tabù. Certo che l’emigrante non colto aveva tanto successo nelle balere ove caschetto d’oro spingeva all’abbraccio lubrico. Ma quello scendeva poi al paese per farsi una moglie.
    Torno quaggiù dopo diecine di lustri e trovo tutto mutato. Dietro il mio cancello in campagna, rimasto chiuso per anni, trovo di tutto: Vi avevano parcheggiato le auto delle coppiette come a Roma o a Cento o a Rimini d’inverno. E per quel che vedo, anche le quattordicenni non hanno – o sembra che non abbiano – ritegno- Oggi a Roma se sali su un bus all’ora del ritorno da scuola, vedi che le parti si sono invertite: aggressive, sfacciate esperte se le guardi negli occhi le fanciulline anche di tenera età. Infrosciati, remissivi, distratti i giovincelli dalle mesce dorate, dall’orecchino equivoco e dalla mosceria impressionante. E in Sicilia? Non so! Leggendo quel che ho letto qui sopra mi disoriento: mi pare che nulla sia cambiato dai tempi miei. Il ragazzo che ha voglia di suicidarsi perché il padre talora cavalca la cavallina mi sembra improbabile. Ma confesso la mia ignoranza.

  34. Pochi discorsi: la topa è una commodity come il petrolio. Quello che conta sono i costi di estrazione (discoteche, ristoranti, pub), quelli di trasporto (tipo se sta in un paese straniero poi ti costa di aereo, ma almeno ha un minore impatto ambientale, visto che intorno a casa tua puoi sganzeggiare indisturbato), e la qualità. Il resto sono seghe mentali, e non solo.

  35. Forse, Marco, si diventa uomini quando si smette di chiedersi come deve essere un uomo.

  36. Credo che certi stereotipi non siano più attuali. Una volta forse…
    Al giorno d’oggi ci sono uomini molto molto sensibili, uomini che cambiano il pannolino ai propri figli e che li allattano. Si, li allattano! Uomini che cucinano e uomini che fanno la spesa, uomini che vanno alle riunioni della scuola dei figli e che li portano a destra e a sinistra.
    E poi ci sono le mogli, le mamme, splendide e solari come sono sempre state perché hanno ciò che gli uomini non potranno mai avere: danno la vita! Ma da qualche tempo queste donne hanno al loro fianco dei compagni che sono veramente compagni, che hanno capito che il lavoro non è la cosa principale, che il nido domestico, gli affetti, la complicità, il crescere e invecchiare assieme, allevare dei figli sani e onesti, questi sono il vero scopo della vita! Lasciare qualcosa dietro di se, una scia di amore, un’eredità di idee, di princìpi, di valori. Questo è ciò per cui vale la pena vivere.

  37. @ Uno fatto così|

  38. un saluto ad aims
    hai capito? la colpa è dell’ordine simbolico patriarcale se vai in bianco.
    Un momento: ma l’ordine simbolico patriarcale non doveva, in teoria, avvantaggiare ei patriarchi (=maschi)?
    Uhm, mi sono persa una puntata.

    Come insegna Mad Men: gli uomini cercherannno sempre occasioni migliori, e lo stesso faranno le donne – anche se le cose non sono le stesse.
    E’ un arrembaggio reciproco. Si salvi chi può.

  39. * volevo dire anche se le occasioni non saranno le stesse

  40. @ diait credo che l’ordine simbolico patriarcale ( nel quale viviamo immersi tutti /e da almeno cinquemila anni e non da sempre). lo spieghi molto bene Lupesio nel suo commento (venerdì 17 ottobre) .Se qualcuno /a ancora crede che il mercato sia solo un’ espressione dell’ordine simbolico maschile, si sbaglia..l’ordine simbolico patriarcale E’ IL MERCATO STESSO e mi pare che il mondo parli chiaramente: chi ha il potere economico? Chi quello religioso? Chi quello politico? ..Hai ragione diait, le occasioni non saranno le stesse.

  41. Visto che mi chiami in causa, il mio non è un commento patriarcale, ma da essere vivente a riproduzione sessuata, quindi si risale a prima di 5000; diciamo da quando abbiamo smesso di riprodurci per partenogenesi. Mica ho detto che l’uomo può fare così e la donna no (sarebbe impossibile, per copvlare bisogna essere in due), mi aspetto lo stesso ragionamento da una donna. Del resto, la parità dei sessi ha senso se è la donna a diventare più libera, non se l’uomo deve iniziare a sottostare agli stessi dogmi morali che prima valevano solo per la donna. Il fatto è che per colpa della mentalità patriarcale, la maggior parte delle donne di oggi vedono i rapporti con l’altro sesso come una serie di doveri e divieti più che finalizzati al piacere, e per ripicca vorrebbero che anche gli uomini la vedessero così; non sto a biasimare una donna che tradisce il marito (perché magari lui preferisce leggere il giornale o guardare le prove del gran premio, o perché fa sesso in modo palloso, o semplicemente perché le gira così), ma il ragazzino che piagnucola perché qualche uomo fa lo stesso mi sembra solamente patetico.

  42. non si cada nell’equivoco che la donna dovrebbe (per diventare più libera) ridursi a essere come gli uomini ! (Poco importa quale ragionamento ti aspetti ) il punto è ..com’è ridotto il mondo e non se ne esce con questi modelli di valore e di potere, è evidente che occorre potenziare le buone relazioni fra donne e uomini che siano autenticamente interessati a fare il lavoro necessario (entrambi) per andare verso qualcosa d’altro che ancora non c’è!

  43. non esiste un copione fisso per “diventare più liberi”..e poi chi sarebbe la donna “che si riduce come un uomo”? La fedifraga seriale? La mangiauomini? La donna matura con amanti più giovani? Ma per favore..a me sembrano modi di vivere e comportarsi che possono appartenere a entrambi i sessi

  44. È quello che dico anch’io. Il sugo del discorso è che ognuno dovrebbe fare il cazzaccio che gli pare. Altro che maschilismo e femminismo.

  45. ognuno faccia il cazzaccio che vuole nel rispetto dell’altro, ovviamente

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