«Che tristezza, una vecchia tutta rifatta.»

Donna anziana truccata

Bologna, via Irnerio, ore 8:30 del mattino. In un bar frequentato da studenti e colleghi universitari, faccio colazione leggendo il giornale. Di fianco a me, due ragazze chiacchierano animatamente, in attesa di andare a lezione. Incuriosita dal timbro squillante e dal volume alto delle loro voci, guardo meglio: stanno sfogliando e commentando una rivista di gossip.

«Guarda questa: chiaro che è rifatta.»
«Ma quanti anni avrà?»
«Boh, che ne so. Quando interviene il chirurgo estetico sono tutte uguali: pare ne abbiano trenta ma magari ne hanno sessanta.»
«Daiii, sessanta? Ma che dici? Leggi sotto, di sicuro c’è scritto. La scrivono sempre l’età.»
«Ah ecco. Che ti dicevo? Cinquantanove.»
«Diomio! Cinquantanooove? Avrei detto quaranta al massimo!»
«Te l’ho detto che con la chirurgia sono tutte uguali. Il problema è quando non accettano di invecchiare e non si rifanno solo la faccia, le tette e il resto, ma si vestono pure come le loro figlie…»
«O nipoti.»
«Certo, macché figlie – ride – in certi casi sono talmente vecchie che dobbiamo parlare di nipoti.»
Sghignazzano entrambe.
«Il problema è che non lo fanno solo le attrici e le star della tivvù. C’è una vecchia, nel condominio dei miei, su a Brescia, che dovresti vederla, con le labbra a canotto e gli occhi tirati. Dice mia madre che ha più di settant’anni.»
«Noooo… che tristezza.»
«Infatti, una gran tristezza. E dovresti vederla: tutta truccata, con gli orecchini lunghi che sembrano lampadari e il rossetto rosso fuoco sempre sbavato, sai quando alle vecchie gli sale nelle rughette verticali sulle labbra…»
«Uuuhhh sì, che schifo.»
«Ha la faccia color bronzo per le tante lampade che si fa, e il collo grinzosissimo, ma lo stesso lei se ne va sempre in giro tutta scollata, tanto che le vedi la pelle in mezzo alle tette che sembra la terra del deserto bruciata dal sole, hai presente con le spaccature a zig zag?» Ride.
«Bastaaaa, che schifooo» la interrompe l’amica, ma intanto ride pure lei.
«E poi gira sempre con i tacchi alti, al punto che una volta le ho suonato alla porta per darle una raccomandata che il postino aveva lasciato per lei, e ho scoperto che porta i tacchi anche a casa…»
«Naaa, e basta con questi racconti, che mi mandi la colazione di traverso.»
Ridono, ridono, ridono. Poi si placano per un istante e tornano a sfogliare la rivista.
«Uuuhhh, guarda qui, questa poi ha settant’anni. Settantuno, per essere precisi.»
«Però lei è simpatica, dai. Una gran personaggia. È pure un’icona gay.»
«La Carrà?
«Dicevi lei, no?»
«Sissì.»
«Be’, la Carrà non sembra rifatta. Non tanto almeno.»
«Ma certo che lo è. Guarda bene.»
«Uhm, hai ragione. Vabbè, che tristezza. Ma allora ci cascano proprio tutte?»
«Ma certo! Nel mondo dello spettacolo, poi, non esci neanche di casa se non ti sei fatta tirare qualcosina…»

Ridono ancora più forte di prima. Lancio loro un’occhiataccia, se ne accorgono (è una prof, ci guarda male) e allora abbassano il volume. In realtà non mi dava fastidio il rumore, ma chissà cos’hanno capito. C’è una durezza nei loro commenti, una crudeltà che trovo inquietante. Non fanno solo gossip insomma, ma ci mettono una rabbia che mi disturba. Mancanza di pietas giovanile? Misoginia latente? Conflitto generazionale? Ma soprattutto: diventeranno meno crudeli nel tempo? Chissà.

Proseguono imperterrite, ma la voce ora è più bassa e non riesco più a distinguere cosa dicono. Vado alla cassa per pagare e, mentre aspetto, le osservo a distanza. L’università è piena di ragazze acqua e sapone, ma loro non lo sono: fondotinta compatto e trucco leggero (adatto all’orario mattutino), sopracciglia ben ridisegnate con la matita, unghie curatissime con la french manicure, sembrano uscite da uno dei tanti make up tutorial che si trovano su YouTube. Come saranno, loro, a sessanta e settant’anni? Mi chiedo. Chissà se ci pensano mai.

PS: In un capitolo del libro Non è un paese per vecchie, nel 2010 Loredana Lipperini riportava stralci di forum e discussioni in rete in cui giovani donne e ragazze si scagliavano contro donne più anziane con commenti impietosi sul loro aspetto fisico. A pagina 121 per esempio si legge:

«Sul forum Alfemminile, un’utente pone il problema delle “donne anziane siliconate” che le fanno “una gran tristezza”. È l’inizio di una discussione interessante quanto crudele. Risponde infatti una seconda utente: “Quando le incontro per strada con quei labbroni oppure al mare in topless, hanno tutto cascante tranne il seno… mi intristisce molto il fatto che non accettino d’invecchiare”. Una terza rincara la dose: “A me fanno tristezza quelle donne che vogliono fare per forza le ragazzine… e si vestono come le figlie quindicenni… poi, boh, per me sono anche ridicole” . “Vengono a farsi tatuare il trocco semipermanente!”, si indigna un’altra. “La Loren me fà ribrezzo ad esempio! Brrrrrrr! Vomito. Bleah…..”, chiosa l’ultima.»

Queste cose non accadono solo su Internet, insomma.

 

31 risposte a “«Che tristezza, una vecchia tutta rifatta.»

  1. Misoginia” latente”????

  2. La crudeltà della giovinezza, che, avvertendo dentro di sé un forte senso di eternità, passa senza remore sopra a tutto e a tutti. Peccato che le balde donzelle diventeranno vecchie pure loro, sempre se non moriranno prima.

  3. Mea culpa, ammetto che questi pensieri. Non con tanta gratuita crudeltà, ma gli ho fatti. Viviamo in una società ancora tanto misogina e sessista, e non ci rendiamo nemmeno conto di quanto gli stereotipi che ci circondano siano ancora saldamente ancorati nel nostro bagaglio culturale.

  4. forse è vero che alcuni (non tutti) giovani mancano di comprensione verso gli anziani, in particolare verso gli anziani che vogliono “sembrare giovani”, e che diventeranno meno crudeli crescendo.
    Io vorrei ci fosse rispetto per chi si tiene le rughe e chi se le tira

  5. Bisognerà tornare a Pirandello. Glielo facciamo leggere a queste giovincelle?

  6. Crudeltà cinica, certo, a livello individuale. Ma in generale la causa sta negli effetti della pubblicità che dipingeva i giovani come modelli, dotati di tutto (cioè di quel che si voleva loro vendere). Poi è arrivata, credo, anche la pubblicità di anziani che sembrano giovani, per vendere anche a loro, la quale porta ad esagerare, grottescamente, normali e sani sforzi di sembrare (e magari essere) più sani, giovani ed attivi di quel che si è.
    La gente del nostro tempo non in generale divenuta intimamente più crudele, o meno, rispetto a quando gli anziani (o vecchi, perché vergognarsi di questa parola) avevano un loro ruolo, se non altro quello di trasmettere la loro esperienza, umana, spesso anche artigianale o contadina. Cambiamenti sociali forse inevitabili, ad esempio poiché c’è la possibilità di case singole per coppie, ma accentuati nella loro inumanità da modelli consumistici rinforzati dalla pubblicità.
    Colgo l’occasione per sottoporre a Giovanna una questione correlata , sulla quale credo lei abbia ben riflettuto : la pubblicità peggiora (come a me sembra) oppure no , la qualità dei rapporti umani?
    Angelo,

  7. Credo che alle giovani donne oggi viene tolto molto, non solo il lavoro, la possibilità se vogliono di fare figlie a vent’anni se hanno voglia di essere madri. Questa mania del giovanilismo …. Tutte non possiamo essere sempre ventenni , se si punta tutto sull’aspetto esteriore diventa difficile invecchiare e sentirsi belle anche a sEssant’anni . Alcune donne vecchie diventano la caricatura del loro modello giovanile . Penso che la giovinezza intesa come rifacimento non porti ad una sana vecchia. Perché le giovani sono così crudeli? Forse perché si vedono sottratto un ideale di bellezza a cui con fatica anche loro sono omologate. O forse la crudele verità della giovinezza disturba la nostra vecchiaia. La mia generazione ha avuto la fortuna di liberamente scegliere o forse solo le femministe hanno scelto veramente, quindi allora come oggi un piccolo segmento di donne libere che non si sono omologate allo sguardo maschile, io ne vedo tante tra le giovani e le trovo le più belle
    X il CDT Geni

  8. “solo noi abbiamo scelto veramente” ,”tutte le altre sono omologate allo sguardo maschile”

    quanta presunzione e anche quanta ingiustizia in queste parole

  9. forse c’è solamente tanta rabbia,una “vecchia” rifatta è una donna che ha fatto il suo…mentre loro…le “giovani” donne stanno aspettando di fare ancora la loro parte in un una società che per adesso fa solo promesse….

  10. Anch’io dico tranquillamente che sono bruttissime perché è vero. Ma è vero che anche quelle due ragazze sembrano sulla buona strada per rifarsi da vecchie.

  11. Io ho avuto un’esperienza simile qualche giorno fa… Ero in macchina e stavo aspettando che il semaforo diventasse verde. D’un tratto mi accorgo di una donna che poteva avere circa una settantina d’anni, vestita come una ventenne, listino facciale, labbro i alla pari etti con tanto di rossetto rosso fuoco. Era davvero impressionante…le mani però tradivano la sua veneranda età. Che impressione!

  12. Dire che le rifatte fanno tristezza in sé non mi pare così crudele. Siamo in tantissimi a pensarlo. Poi certo, è proprio della gioventù parlare a voce alta, farsi venire il fou rire, calcare la mano e incrudelirsi. Sono fatti così, eravamo così. Certi di sapere tutto, di capire tutto, di prevedere tutto. Poi passa, ci vuole un po’ di indulgenza: non solo per le rifatte, anche per le ragazze che criticano le rifatte. Meglio sarebbe se le invidiassero? Davvero, a volte non ci va bene niente, della gioventù.

  13. Cavarero dice:”non si esce da un pensiero semplicemente pensando di uscirne”. Quello che è difficile da vedere è la complessità della situazione femminile , lo sfondo, il contesto.. viviamo circondati da una continua proposta mediatica di modelli di desiderio maschile(in prevalenza) è già un miracolo se si vedono tante e giovani e belle ragazze non omologate, ma è pur vero che quella delle donne è stata l’unica autentica rivoluzione del secolo scorso, aspettiamo fiduciose quella dei maschi e sicuramente ci saranno anche meno vecchie “rifatte”

  14. a prescindere dal nostro legittimo giustizio estetico, rispettare una donna, giovane o vecchia, di cui non condividiamo le scelte personali è tanto difficile? E per rispetto intendo anche non considerarla per forza omologata, schiava inconsapevole ecc..

  15. In spiaggia ci sono due vecchie signore, truccatissime, abbronzatissime, biondissime, grassissime, rugosissime. “Ti ricordi –dice una– quando da ragazze volevamo in tutti i modi assomigliare a Brigitte Bardot? Beh, mi pare che, finalmente, ci siamo quasi riuscite!”.
    Giovanna, col suo racconto immaginario ha di nuovo riproposto un tema interessante: il rapporto col tempo. Peccato che i commenti si limitino a un eterno presente fatto di a me mi piace a me non mi piace che aggiungono ben poco alla com-prensione meno superficiale dei fenomeni.
    “Dottore, ho le tette un po’ troppo cadenti, cosa mi consiglia?”
    “Provi a camminare con le mani, a testa in giù”.

  16. Non credo che il punto sia la crudeltà di queste giovani: esagerano un po’, e lo fanno con l’incoerenza e l’ipocrisia di chi già da giovane si modifica tantissimo per essere quello che non è.
    Però queste ragazze dicono il vero. Senza offendere nessuno, senza sminuire l’autodeterminazione di nessuno… perché è diventato normale farsi tagliare, aprire, modificare e richiudere col solo fine di cambiare un aspetto esteriore che non ha nulla di sbagliato?
    Mi sembra che queste persone sottopongano il proprio corpo ad una violenza esagerata e immotivata. Capisco la chirurgia plastica se hai una malformazione o una malattia, o se hai avuto un incidente. Ma praticata così, per modificare una parte di te che va già bene… mi sembra una follia. Una vera follia!
    E se passa il messaggio che “rifatto non è meglio”, se le “vecchie” (passatemi il termine) avranno un aspetto da vecchie, se le “piatte” rimarranno piatte, se quelle col naso grosso si terranno il naso grosso, se quelle un po’ grasse eviteranno serenamente la liposuzione, se quelle che sono a posto ma hanno qualche fissazione rimarranno così come sono… allora forse nessuna si farà più tanti problemi… saremo tutte imperfette (ma c’è bisogno di essere perfetti?) e diverse, e probabilmente più serene.
    E forse dire ad una sessantenne “stai benissimo così, non c’è bisogno che ti faccia le labbra a canotto e gli occhi tirati come quella lì” non è una cosa così brutta. In fondo è la verità… e nascondere questa verità aiuta solo i chirurghi plastici a fare più soldi.

  17. Sono molto d’accordo con gallerysta.
    Mi sembra che ci sia in sottofondo la solita solfa “i giovani non hanno rispetto”, che abbinata all’altra solita solfa “le donne si criticano sempre tra loro, le donne sono le peggiori nemiche delle donne, brutta cosa l’invidia” mette indiscutibilmente in torto queste ragazze.
    Non sono gentili, d’accordo. E potrebbero evitare di offendere.
    Ma da un punto di vista più concreto stanno esprimendo una critica sensata e logica ad un fenomeno a cui siamo assuefatti da alcuni anni. E meno male che sono ancora in grado di fare una critica! Meno male che il senso critico prevale!
    E poi davvero, come dovrebbero commentare queste ragazze? Se provassero ammirazione, i critici su questo sito direbbero “visto? i giovani guardano solo l’apparenza!”… gli adulti riusciranno mai a rispettare i pensieri dei giovani senza vedere dappertutto “crudeltà” e superficialità?

  18. Per quanto riguarda me non si tratta nè di ammirare nè di offendere. Io non ammiro molto le settantenni o anche più che si tirano tutto il tirabile e si vestono come ragazzine, di sicuro le trovo esteticamente sgradevoli così come trovo esteticamente sgradevoli altre persone con determinate caratteristiche fisiche e non intendo cambiare idea cioè non ho intenzione di mentire in nome di un malinteso politically correct, dichiarando bello, gradevole, attraente, sano eccetera ciò che per me non è tale, ma personalmente non sento neanche il bisogno di insultare queste persone. sarà che sono per il vivi e lascia vivere

  19. Carina la barzelletta di guy su BB e le carampane🙂 Quanto alle ragazze di GC, sono il prototipo delle giovani donne aizzate dal neo-femminismo reazionario… Ok, mi levo immediatamente dai coglioni.

  20. E’ vero che le donne che si sottopongono alla chirurgia plastica si assomigliano tutte, e’ vero che hanno tutte le labbra a canotto e gli occhi da persona perennemente sorpresa. E che, quando si fanno gli impianti a silicone per cancellare l’impatto della gravita’, non possono nascondere il fatto che, in mezzo al resto del corpo che inevitabilmente comincia ad assomigliare ad un assortimento di frutta secca, si stagliano due meloni maturi e sodi, che non c’entrano niente.
    Condivido il fatto che anche a me fanno tristezza e che sarebbe meglio invecchiare accettando la trasformazione del proprio corpo…
    Penso che la mancanza di sensibilità delle studentesse in questione e’ tipica di chi e’ giovane, di quando si guardano le persone di 50 anni dall’alto dei propri 20 anni e le si considera “vecchie”. Lo so perché era successo anche a me… e ora che ne ho 48, capisco l’errore, e vorrei poter tornare indietro e dire a me stessa ventenne che i 30, 40 e 50 sono occasioni di rinascere, non momenti da temere🙂

  21. @Paolo “vivi e lascia vivere” il problema sta proprio lì e per noi , donne, molto sta anche nel poter vivere..(letteralmente )

  22. “neo-femminismo-reazionario?? forse hai confuso con neo-androcentrismo reazionario?

  23. @luzy
    No, non è carina la barzelletta su BB. Quando l’ho letta l’ho trovata cattiva e irrespettosa verso una persona che è stata capace d’invecchiare senza tante fisime. (Ma ieri era la giornata celebrativa della violenza sulle donne e ho voluto dare il mio contributo). È l’idea di voler “assomigliare a” che è auto-offensiva.
    E poi i canoni cambiano. Ho visto casualmente uno spezzone di un filmato su BB per i suoi ottant’anni, il bianconero mostrava una ragazza che oggi appare sgraziata e che fa mosse ridicole, che a suo tempo faceva impazzire il mio fratellone. Ma tutti noi non abbiamo più il senso del tempo, siamo immersi in un eterno presente fatto di restyling dello smartphone e delle tette, a qualunque età. Le maggiori clienti dei chirugoplastici sono le appena maggiorenni da fidelizzare per il resto della loro vita. E ci sono anche un bel po’ di maschietti. L’insicurezza e il disagio combattuti con il bisturi? Può essere, ma gli zigomi tirati pagati cifre analoghe a un corso di laurea non fanno di una persona mediocre una persona migliore. Poi, se qualcuna vuole a tutti i costi assomigliare a Barbie, e in USA accade di frequente, con tanto di concorsi, sono fatti suoi e non intendo giudicare, però capire il perché, questo sì.

  24. Luci non so se sia un problema solo delle donne, ma noto comunque che c’è la costante tendenza a giudicare (negativamente) tutto ciò che gli altri fanno a o per se stessi/e: venendo alla problematica in esame: “non ti rifare perchè devi saper invecchiare con naturalezza ok, ma devi saper invecchiare senza lasciarti andare, anche se non sei più giovane nulla ti proibisce di avere una vita attiva sì ma non troppo attiva sennò sembra che vuoi fare la ventenne a tutti i costi e ti rendi ridicola”

    ovviamente il confine tra “persona anziana (donna nella fattispecie) che si mantiene attiva” e “anziana che vuol sembrare giovane a tutti i costi” ognuno lo stabilisce da sè.

    secondo la mia debolissima opinione, una donna che è invecchiata con naturalezza e sta benissimo è Meryl Streep (e anche Helen Mirren) ma non mi sognerei mai di offendere o mettere in dubbio la libertà di chi invecchia in modo diverso

    comunque gli zigomi tirati non trasformano un mediocre in un genio ma neanche gli zigomi lasciati al naturale se è per questo.

  25. ..cero che , trovare parole per dire ciò che non è stato ancora detto, sarebbe artistico e a anche poetico (ma non sono una poeta) quindi mi viene in mente una parola già conosciuta..”autenticità” , forse nell’autenticità si può cambiare qualcosa..(il mondo?)

  26. autenticità è lasciarsi i propri zigomi e non spianare le rughe? Può darsi ma non c’entra nulla con l’essere mediocri o meno

  27. no..non è quello che hai inteso tu, quello che intendo dire…

  28. Penso che “ogni verdura ha le sue stagioni ” (traduco dal milanese..) ma che c’è di male se una donna di qualsiasi età voglia mantenersi bella? Forse tenta di mantenere “ciò che la natura le donò.
    Il senso dell’estetica è soggettivo ma non opinabile ,inevitabilmente quando una donna,che fu bella o meno da giovane,si guarada allo specchio e si rattrista e va in depressione,perchè si cambia con l’età (è inevitabile) ,perchè non può riparare ai danni del tempo? Tra l’altro quel forum che viene citato nell’articolo :Alf Al Femminile com …nella sezione “antirughe” alcune di loro praticano il “fai da te” estetico cioè si iniettano filler riempitivi da sole ,quelli riassorbibili intendo …E lo dicono ..passano i consigli ecc..E lo so per certo .Questo cosa significa? Che la voglia di apparire fresche (più che giovani) è tanta al giorno d’oggi .Direi in conclusione che un minimo di rispetto o meglio “comprensione” sia dovuta a queste donne e di finirla di creare arene dove solo le donne si sbranano.

  29. Leggendo il post scriptum mi è venuto in mente l’Umorismo di Pirandello e la sua vecchia signora “imbellettata”

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