Politici e media: sempre più lontani dai problemi di massa

Rassegna stampa

Per capire quanto il dibattito politico-mediatico italiano sia ormai lontano (irrimediabilmente?) dalla quotidianità reale, dura, problematica delle masse di elettori e elettrici che dovrebbero votarli e seguirli – un sottoinsieme di loro sarebbero anche (non dimentichiamolo) lettori e lettrici di giornali, spettatori e spettatrici di programmi tv – basta dare un’occhiata alle prime pagine dei giornali. Utilissimo, a questo proposito, è il servizio de Il Post, che ogni giorno mette in sequenza le immagini delle prime pagine. Disoccupazione a livelli altissimi? Povertà in crescita? Conflitti sociali sempre più drammatici? Coppie senza figli perché non possono permetterseli? Welfare assente? Scuole e università disastrate? Nooo. I giornali e i politici se ne fregano. Da mesi (anni?) se ne fregano, perché preferiscono occuparsi tutti i santi giorni di riforme elettorali, litigi fra i partiti, schermaglie nel Pd, in Forza Italia o nel M5S, eventuali riconciliazioni (se e quando ci sono), e compagnia bella.

Oggi per esempio: “Il Pd si divide. Renzi: ma io vado avanti” (wow, ganzo!) (La Stampa), “Il nuovo patto spacca i partiti” (e chi li riaggiusta?) (Il Corriere della sera), “Italicum: i ribelli sfidano Renzi (uh, che paura!). Si spacca Forza Italia (ancora?). Da oggi si vota (e chissene…)” (La Repubblica), “Italicum, nuovo patto antiribelli” (sembra il bollettino di guerra di un paese africano) (Il Messaggero), “La maggioranza non c’è più” (naaa, e ora?) (Il Giornale), “Popolari, via alla riforma. 10 banche diventano Spa” (interessante, proprio oggi volevo acquistare una banca) (Il Sole 24 Ore), “Lo spaccone” (con foto di Renzi sullo sfondo di Berlusconi: quale dei due?) (Il Manifesto), “Voto di scambio” (ancora!) (Il Fatto Quotidiano), “Montecarlo, il cognato di Fini vende la casa per 1,6 milioni” (e chissene…) (Libero), “Renzi sceglie Berlusconi” (ma che vadano…) (Il Secolo XIX), “Italicum e Colle, nuovo patto” (e chissene…) (Il Mattino), e così via. Goditi la rassegna completa QUI.

E chissene, e chissene, e chissene, viene spontaneo ripetere di fronte a questi titoli. Che, si badi bene, sono uno specchio di ciò che i nostri politici stanno facendo (con l’eccezione, in parte, dei deputati e senatori M5S, il che dimostra però quanto siano ininfluenti). Poi ci chiediamo perché l’astensionismo cresce, i lettori di giornali diminuiscono e l’audience dei talk show televisivi pure.

10 risposte a “Politici e media: sempre più lontani dai problemi di massa

  1. Perché i titoli del Corriere della Sera o di Repubblica non assomigliano a quelli del Times ma sembrano quelli del Sun? In Italia ci sono solo Sun?Mi pare di si! Perché anche l’Huffington Post titola all’italiana: “Berlusconi è ora l’azionista della ditta di Renzi”. Un titolo così idiota che non sintetizza la cronaca informando su una questione di numeri al Senato e alla Camera, ma utilizza una metafora cretina, sarebbe stato pubblicato sul capostipite americano? La ditta Renzi. Il punto non è Renzi è la Ditta, cioè una bottega o meglio una società d’affari dove si possono comprare delle azioni, come ha fatto Berlusconi, così titola il giornale. La mediazione in politica è la “politica” altro è comperare voti, ma se titoliamo così si percepisce subito la compra vendita così come fece Berlusconi durante il Governo Prodi. Il lettore intelligente scuote la testa e passa oltre rammaricato di non poter leggere in italiano giornali come il Times, quello cretino pensa subito che siano partite delle mazzette e con questa percezione esce dalla comprensione dei fatti: l’Italicum non passa senza i voti di FI, per poi cercare di spiegare, in testi che non utilizzino più di 1000 parole, dove sta l’agone e chi vuole cosa. Se ci sono stati invece “acquisti” allora si deve dire esplicitamente prove alla mano che Renzi prende dei soldi da Berlusconi. Ho sostenuto il Fatto Quotidiano il primo anno, poi ho interrotto l’abbonamento perché ha iniziato a stravolgere la percezione dei fatti, non perché alcuni articoli non li riportassero, ma perché tra aggettivi, sospensioni e frasette “sibilline” il testo assomigliava più ad un commento ironico che alla presentazione di fatti, dichiarazioni, contesti, lasciate gli articoli sibillini a Travaglio e per il resto dello spazio date informazioni più dettagliate di quanto non abbia fatto un Tg della sera prima. Cara Giovanna, il giornalismo italiano è agli stracci ed è certamente responsabile della disaffezione che la gente ha per i giornali (vedi vendite e audience) e in parte per la politica, che a mio giudizio è nel suo complesso meglio di quanto la stampa la dipinga. Grillo è figlio di questo andazzo, la discussione sul dibattito che si è ovviamente, e per fortuna, aperto sui papabili per la Presidenza della Repubblica il comico l’ha definita “il mercato delle vacche” poveretto non sa più cosa dire per far parlare di sé i giornali. Salvini, dopo il discorso di commiato di Renzi al Parlamento europeo ha urlato “è stato il semestre del nulla …” cogliendo l’occasione per mettere in bocca ai giornali italiani un titolo che acchiappi qualche gonzo. Non aveva nessuna critica da fare a quanto è stato fatto in questo semestre? Se l’avesse avuta non l’avrebbe comunque espressa perché sa che la sua audience (i giornalisti italiani) privilegiano le parole con le quali fare un titolo cretino. Rubando una frase a Vito invito i giornalisti italiani a cambiare registro: “fatti non pugnette”.

  2. ..la chiamano spontaneità e spesso l’insulto (e l’insulso) viene scambiato per espressione di libertà , un avvicinamento al “popolo” il tutto rigorosamente detto in linguaggio universale maschile (che d’altronde riflette la società che lo parla)

  3. La società e l’economia funzionano in modo complicato e contro intuitivo. Perciò i più non sanno come ottenere ciò che desiderano. Peggio ancora, se credono di saperlo. I mass media dovrebbero aiutare, ma in Italia lo fanno meno che in altri paesi più civili. Ad esempio, spiegare perché la riforma delle banche popolari sia importante per creare occupazione, assai più di cose solo apparentemente più importanti, come investimenti pubblici e assunzioni pubbliche, impraticabili o addirittura controproducenti in breve tempo. Ma sono cose non facilissime, i mass media migliori dovrebbero spiegarlo e contrastare così la dilagante ignoranza populista.

  4. Questa rassegna tragicomica di titoli mi riporta alla mente l’intervista congiunta di Eco e Saviano su stampa editoria, comparsa una/due settimane fa su L’Espresso, per presentare il nuovo libro del primo. Proprio Umberto Eco notava come, in giornali esteri come Le Monde, dopo politica interna e cronaca, lo spazio è lasciato a politica estera riguardante Asia, Africa e affini, mentre qui in Italia l’equivalente in pagine è riempito di gossip e “notizie” su personaggi più o meno pubblici e/o politici.
    In questi giorni me ne sono potuta rendere conto, fra giornali e telegiornali, grazie alle votazioni per l’Italicum: una marea di servizi ed articoli su ogni sfaccettatura possibile di alleanze, dissidenze e grottesche bagarre senatoriali, ma non uno che concentrasse l’attenzione su cosa sia effettivamente questa legge. La tristezza assoluta. Questa non è più informazione, è telenovela. Gli autori de “Il segreto” sarebbero invidiosi del nostro Parlamento.

  5. La cosa più evidente del tema sollevato da Giovanna è la quotidiana possibilità di constatare gli argomenti trattati dai nostri media e di conseguenza di ricordare la condivisione del pensiero della nostra Ospite. Ho già detto che ho ridotto drasticamente l’acquisto di giornali e periodici perché preferisco verificare sui loro siti gli argomenti che trattano prima di acquistarli. Ieri sera ho voluto vedere 4 TG per verificare se, oltre alle banalità da media, vi fossero differenze sulle scelte delle notizie. Sky TG24, TG1, TG3 e TG della 7, erano tutti concentrati sui dissidenti del PD sul “cangurone” e sull’alleanza tra Renzi e Berlusconi. In nessuno dei 4 ho potuto capire cosa cavolo aveva combinato Esposito al quale è stato dato uno spazio stratosferico riempito di domande inutili seguite da risposte altrettanto inutili come è logico che sia. Ma volete dire in 10 secondi di cosa si tratta? No, meglio che tu sappia che è in atto una rivoluzione (presunta), che i ranghi di Bersani si sono riuniti, che Fitto abbia evocato un’apocalisse, che Esposito abbia fregato Calderoli. Stamane poi alle 8 circa il buon Milan su Radio24 ha esordito con questo titolo: ai nostri ospiti oggi chiederemo cosa ne pensano di un governo tra Renzi e Berlusconi. Badate bene non tra il PD e FI. Milan poi precisa che il “titolo” o argomento è stato mutuato dal Fatto Quotidiano. Cavolo che domandone, una roba che solo quel genio di Travaglio poteva concepire. Ma chissene, certo sarebbe una tragedia, ma questo possibile governo nasce da una notizia? L’ha dichiarato Verdini, Bersani ha forse detto che Renzi lo ha proposto in direzione? L’ipotesi nasce da rumors? No, nemmeno, è un’idea che si sono fatti i giornalisti in questione, mi pare di sentirli. tiriamo fuori uno scenario apocalittico vedrai come funziona!!! I’ascoltatore dovrebbe adesso interessarsi dei pareri degli intervistati da Milan, mi pare che sia un pochino prematura la preoccupazione. Dovremo creare una sorta di laurea magistrale in FANCAZZEGGIO per i laureati in giornalismo.

  6. D’accordo con Pier Danio.
    Aggiungo che, siccome società ed economia funzionano in modo complicato e spesso contro-intuitivo, i cittadini comuni sanno cosa vorrebbero ma generalmente non sanno se e come sia possibile arrivarci — è naturalmente uno dei problemi principali delle democrazie occidentali. Un compito dei media, almeno di quelli più informativi, dovrebbe essere quello di aiutare la gente a capire.
    Ad esempio capire come una buona riforma delle banche popolari, o il massiccio acquisto di titoli appena deciso da Draghi, o la maggiore facilità di licenziare consentita dal Jobs Act, siano fra i mezzi più efficaci per aumentare occupazione e reddito dei giovani, ben più di provvedimenti che possono venire in mente a un cittadino comune, o che gli vengono suggeriti disonestamente dai populisti, o anche da benintenzionati idioti. Cose tipo reddito di cittadinanza, investimenti pubblici e assunzioni pubbliche per lavori socialmente utili, che avrebbero effetti disastrosi, per ragioni tanto reali quanto difficili da capire intuitivamente.
    In tutto questo, d’accordo con Giovanna, i media italiani sono di scarso aiuto, anzi fanno molti danni.

  7. Sono scandalosi. Sono ,loro l’ antipolitica. Io me ne frego finché butta così: speriamo che loro se ne freghino di noi.

  8. Concordo sul giudizio a proposito del livello dei media: sono scandalosi, così come lo sono anche tanti politici.
    Con un giornalismo di questo genere, i cittadini vengono beatamente lasciati nell’inconsapevolezza, che è peraltro cosa assai comoda per chi detiene il potere.

    A questo proposito, mi viene in mente un fatto che non ho dimenticato e che – ne sono certa – mi resterà impresso a vita. Alcuni anni fa – forse durante l’ultimo governo Berlusconi – una sera d’estate, al TG1, verso le venti e un quarto andò in onda un servizio riguardante le vacanze in Sardegna di Lele Mora. Ripeto: Lele Mora. Ho reso l’idea?
    Sembra assurdo, sembra un’invenzione, ma è vero: ricordo benissimo che il servizio durò addirittura un quarto d’ora, e lo ricordo perché rimasi così indignata e sconvolta da non riuscire neppure a commentare. Rimasi muta davanti al televisore, come una derelitta, con la forchetta in mano e a mezz’aria perché stavo mangiando. Peraltro fu una delle ultime volte in cui guardai la televisione.

    Il fatto che il telegiornale di una rete pubblica abbia mandato in onda un servizio simile basta da solo a far comprendere tutto. Non c’è neppure bisogno di mettersi ad analizzare l’accaduto.
    Ho citato questo episodio perché è emblematico di un certo giornalismo e perché mi ha lasciata senza parole (non sapevo se ridere o piangere, giuro); ma, volendo, potremmo andare avanti all’infinito.

  9. E’ vero, Romina, anch’io stavo mangiando con la posata a mezz’aria e incredula ..chissà quante altre posate a mezz’aria e chissà in cosa si sono tradotte le reazioni oltre al forte senso di impotenza ..

  10. Pingback: L'Elezione di Mattarella & i Media

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