This Girl Can, la campagna UK per invogliare le donne a fare sport

This Girl Can

Una quindicina di giorni fa è andato online – ed è subito diventato virale – lo spot “This Girl Can”, nell’ambito della campagna che Sport England ha lanciato per invogliare le donne del Regno Unito a muoversi, scuotersi, dimenarsi, sudare, senza preoccuparsi delle apparenze, del look, del fatto che sudando e faticando possano apparire meno belle, ma soprattutto senza curarsi del corpo che hanno: grasso o magro, con cellulite o meno, chissenefrega. Ecco in proposito lo scambio di mail che ho avuto con Claudia (nome di fantasia):

«Buonasera professoressa Cosenza, ha visto questo video? Ha creato subito una polemica sul fatto se sia sessista o meno. A me non sembra sessista, però, da profana, riconosco che ci sono alcuni elementi discutibili. Le facce orgasmiche nel finale (endorfine?), le frasi e immagini incentrate sul corpo (o solo parti del corpo) e l’essere hot, ecc. Però non ci vedo paternalismo, né immagini davvero fastidiose o stereotipate. Secondo lei? Nella scala della comunicazione di genere quanti punti gli darebbe? E ha senso poi buttarsi subito in questi discorsi o è la moda?»

«Cara Claudia,
il tema dell’empowerment femminile è in effetti assai di moda al momento (non a caso lo spot che traina la campagna è diventato subito virale). Come tale ha i suoi pro e i suoi contro. Fra i contro, l’eccessiva concentrazione (ancora!) sul corpo: si sa che attira l’attenzione, lo si ostenta proprio per attirarla (certi zoom su sederi, seni, vibrazioni varie) e non se e ne esce. Fra i pro, c’è che comunque il corpo femminile è trattato in modo diverso: non più idealizzato, ma normalizzato, non più costretto in forme esteticamente omologate, ma mostrato in molti e diversi aspetti (donne magre, grasse, alte, basse, di colore, bianche, meticce, ecc.) e valorizzato positivamente anche in quelli che nella comunicazione commerciale (e spesso anche nella vita) sono veri e propri tabù, come il fatto di sudare o far tremolare la ciccia quando ci si muove.

Come la vedo io? In generale, come una fase di transizione: ci si concentra sul corpo per rispondere in modo diverso all’offerta mediatica diffusa di corpi. E lo si fa per far vedere che muovere il corpo è innanzi tutto una questione di benessere e salute, non di estetica. Arriveremo, spero, a staccarci dall’ossessione per il corpo e a valorizzare le donne per intelligenza, professionalità, volontà, carattere, e così via. Non dimentichiamo, inoltre, che lo spot in oggetto fa parte di una campagna per promuovere l’attività sportiva, dunque di corpi in qualche modo doveva parlare e corpi doveva mostrare. Come giudico la transizione? Meglio di niente. Ma bisogna comunque e sempre guardare avanti, ben consapevoli dei limiti di questa transizione. Ciao!»

17 risposte a “This Girl Can, la campagna UK per invogliare le donne a fare sport

  1. Cara Giovanna sei stata troppo buona con Claudia. Ma quale sessismo, andiamo smettiamola. Se alcune donne continuano su questa strada andrà a finire che i discriminati saranno i maschi. W lo spot, bravi gli inglesi, bene i ministeri dello sport e la stupenda idea di far affluire i soldi delle lotterie nell’educazione pubblica. In Italia i dati sull’obesità sono inferiori a quelli inglesi ed europei o USA in generale. 45% sono le persone i sovrappeso e obese, di cui oltre il 50% donne. Quelle del video sono tutte obese, se non ci credete andate a controllare i BMI. Le obese corrono enormi rischi per la salute fino ad aumentare considerevolmente il rischio di contrarre alcuni tipi di cancro come quello della mammella. Per non parlare dei problemi al sistema cardiovascolare in grande aumento tra le donne, sono a forte rischio di diabete, e le obese escono dal diabete gravidico più difficilmente delle normopeso. Invece che gioire dell’iniziativa la nostra Claudia guarda i culi o ritiene di vedere orgasmi in espressioni di soddisfazione (fare sport aumenta le endorfine). Claudia dovresti invece protestare con i nostri governi passati e presenti per la mancanza totale d’interesse sul tema della salute ed in particolare su quello dell’obesità, perché oltre alla salute degli interessati, secondo uno studio della Scuola di Pisa sovrappeso e obesità ci costano più di 11 Md di euro all’anno, cioè poco più di un quarto dei denari che abbiamo prestato alla Grecia.

  2. concordo con Pier Danio (ma le ragazze del video non sono tutte obese), non c’è nessun sessismo. I corpi si vedono perchè è quello che si deve vedere dato che lo sport parla di attività fisica e vuole invitare le ragazze a fare sport senza vergognarsi perciò è incentrato sul corpo. e sì anche gli zoom sulle parti del corpo e le “vibrazioni” sono necessari, non è che bisogna gridare al sessismo ogni volta che c’è uno zoom sui glutei (grassi o magri che siano)
    La polemica sulle facce pre-orgasmiche è risibile, pura paranoia sessuofoba..sembra fatta apposta per dare ragione a luzy
    Oggi un film come Flashdance verrebbe bersagliato di critiche assurde

  3. ma non è più di mezzo secolo che si cerca una visione delle donne libera e determinata? Ma perchè si dovrebbe invitare le ragazze a fare sport senza vergognarsi? (da quale perfettissimo pulpito arriva l’invito?) Se è vero che il 70 per cento delle decisioni di consumo sono prese da donne (e quindi siamo forti soggette di consumo), potremmo decidere di fare di meglio sia riguardo il mercato che la pubblicità. Speriamo che questo stato di transizione non sia permanente..per ora ci dicono ancora quello che dobbiamo fare uffi!!! Io però le vedo in giro le ragazze più o meno giovani che corrono , fanno passeggiate e percorsi vita..(esibendo le loro “gambotte” o “gambette” senza problemi!!

  4. La tua mi pare una visione ristretta e vagamente anarchica. I problemi sociali esistono e i governi dovrebbero fare di tutto per cercare di educare la popolazione a fare scelte virtuose. Lo spot è poco esplicito proprio perché non vuole colpevolizzare nessuno e si limita a dire “tu puoi”. In realtà l’operazione fa parte di un progetto molto più ampio per combattere l’obesità, così come l’alcolismo, un lavoro iniziato in Uk molti anni fa. In passato, anche in UK, si è cercato di sollecitare l’abitudine all’attività fisica con comunicazioni colpevolizzanti, si è visto però che lo stigma non è utile, anzi è dannoso. Inutile dire quanto si è fatto a livello della medicina del territorio, ma con scarsissimi risultati. Credimi, quelle che vedi correre o fare sport sono una sparuta minoranza. Per questo credo che non solo ci sia bisogno di sollecitare le donne a fare dell’attività fisica una pratica quotidiana divertente e salutare, ma che si debba insistere sulle generazioni più giovani affinché si comprenda che la propria salute è di fatto la salute di tutti, proprio come la libertà.

  5. In pochissime parole,( visto che vivo l’esperienza di essere donna), ti posso assicurare che la stragrande maggioranza delle donne (tutte non solo le giovani o giovanissime, quindi donne con figli/e , in pre-menopausa, menopausa e dopo) praticherebbero volentieri qualche sport..il fatto è che non hanno molto tempo..le donne italiane(oltre a lavorare per la pagnotta) lavorano nel domestico e nella cura (nel non retribuito per intenderci) molto , molto più degli uomini (vedere le statistiche). Sarà anche una visione ristretta la mia, ma in quell’educazione virtuosa alla popolazione, che i governi (e non solo) dovrebbero fare, un pò di “promozione” della cultura di genere nel mondo dell’istruzione.. no? Lo spot si limita a dire”tu puoi” io dico “tu non puoi, non tutte le volte che vorresti” e non per falsi problemi.

  6. L’obesità esiste, è in aumento, le donne hanno raggiunto gli uomini per le cardiopatie, fumano molto più di 10 anni fa. E’ sicuramente un problema culturale, la società ha sicuramente le sue responsabilità, ma i fatti sono fatti.
    La promozione delle “buone pratiche” è un passo obbligato per qualsiasi governo consapevole, infatti in Italia è sconosciuta.

  7. Interessante notare come coloro che dicono NON trattarsi di sessismo siamo proprio UOMINI…

  8. Potrebbe specificare che significato da lei alla parola “sessismo”.

  9. Vedere del sessismo in questo spot è davvero da anelli mancanti. Con tutto rispetto per gli anelli mancanti.

  10. ma cos’è il sessismo? Non è il mondo com’è stato pensato immaginato e vissuto dagli uomini almeno da 5000 anni ? Non è l’invenzione del mercato? (dove tutto è merce..tutto) Non è il linguaggio maschile universale? non è un’espressione patriarcale avvallata dalle donne( in quanto femmine dell’uomo?) Come può dire Baku che vedere il sessismo in” questo spot” è da anelli mancanti? Dove stanno in realtà gli anelli mancanti??

  11. @Luci – Please stiamo con i piedi per terra. Che non è una scarpa nera di vernice con tacco a spillo di 20 cm e caviglia e polpaccio invitanti.

  12. no, mi piace volare e ficcare il naso dappertutto in opposizione al pensiero omologante e comunque siccome il corpo , la sessualità.. è un campo in cui si muove lo stigma sociale ..potremmo cominciare questa era di salute per le donne che hanno le cardiopatie e l’obesità in aumento.. insegnando una alimentazione corretta (iniziando appunto da bambini e bambine ) oltre allo sport (e il tacco a spillo 20 cm distorce la colonna ..non a te ovviamente)
    Ma cos’è che opera? La fratellanza?

  13. se prendiamo questo spot della Nike per i mondiali

    che può essere visto ANCHE come uno spot per promuovere il calcio possiamo notare che
    1. non ci sono primi piani di glutei, addominali, inguini, pettorali. Ci sono inquadrature strette solo di piedi, mani e soprattutto visi. In generale l’inquadratura è vincolata alla palla.
    2. I personaggi sono molto vari nei fisici e soprattutto nelle ESPRESSIONI che sono molte e rappresentano vari caratteri, situazioni, atteggiamenti.
    3. il movimento è reso con movimento di camera quindi corpi dinamici non sono inquadrati in modo fisso ponendo l’attenzione sull’azione, e non sul corpo.
    4. Si ironizza usando sul corpo con Hulk,ritenuto sleale, ricordando che si sta giocando con la fantasia.
    5. C’è un messaggio più alto nel finale che ritorna dai semplici giocatori ragazzini – quindi giovani – invogliandoli ad essere i protagonisti del gioco.

    La comunicazione di genere è uno strumento di analisi, si può applicare anche alla carta di caramelle. Deal with it.
    E flashdance è passato alla storia per due scene. Quella del secchio è esilarante. Arte forse, esilarante per certo.

  14. Pingback: Parole spiegate/7 – Salute | è tutto vero

  15. Credo che questo spot sia fatto bene perché coinvolgente, simpatico e per nulla sessista (sessismo: forma di discriminazione tra gli esseri umani basata sul genere sessuale).

  16. Ripeto: this girl can è uno spot che vuole invitare quelle ragazze che non fanno movimento perchè hanno vergogna di un corpo più o meno sovrappeso o per altri motivi a non avere paura perchè anche se non diventeranno campionesse anche loro “possono” (e non si sta dicendo che tutte le ragazze che non fanno sport non lo fanno per questi motivi ma pare che alcune ci siano come anche alcuni ragazzi), quei “primi piani” che vi hanno infastidito (a sentire voi sembra che lo spot inquadri solo glutei e gambe ma non è così) sono assolutamente coerenti con l’obiettivo della campagna.
    Sono sempre più convinto che luzy abbia visto giusto su certe cose

  17. Eh!!! La creatività del patriarcato!! In fondo com’è facile….

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