L’intesa fra due birichini: Renzi e Berlusconi

Renzi e Berlusconi

Chi avesse ancora dubbi sul fatto che la rottura fra Renzi e Berlusconi sulla scelta di Sergio Mattarella come Presidente della Repubblica sia stata una finta, una banale messinscena (vedi il mio articolo di lunedì), un gioco da ragazzi, per due che di questi giochi vivono da quando erano giovanissimi, una fiction televisiva mirata a rilanciare l’immagine di Renzi come uomo forte, a ripulirla dalle accuse di connivenza con il “nemico” e a ricompattargli intorno il Pd, in modo che lui possa lavorare tranquillo (ragazzini, lasciatemi lavorare) e concedere a Berlusconi tutto ciò che stava, sta e starà nei loro accordi (il cosiddetto patto del Nazareno), può riguardarsi in moviola i loro comportamenti pubblici di ieri: entrambi di ottimo umore, no, ma che dico, galvanizzati, addirittura euforici, in tutte le esternazioni con la stampa e la televisione.

Il culmine l’hanno raggiunto nel cosiddetto “siparietto”, raccontato dallo stesso Renzi e documentato da Radio Capital/Repubblica. Dice Renzi: «Berlusconi è stato straordinario [non è la prima volta che gli fa un complimento del genere], Berlusconi è arrivato e mi ha detto: “È meno birichino di te” [riferendosi a Padoan], e io gli ho detto “Io sono meno birichino di te, quindi in classifica: Berlusconi primo, secondo Renzi, terzo Padoan. Questa è la classifica”». Altro che dietrologia: è intesa esplicita e pubblica, davanti agli occhi di tutti. Un regalo che Berlusconi – in piena consapevolezza strategica e in accordo con Renzi – ha fatto a Renzi (non a caso i sondaggi sul gradimento del Presidente del consiglio sono tornati a salire) per continuare (no anzi, rilanciare) le larghe intese con meno intoppi. Bravissimi entrambi, non c’è che dire. È la politica, bellezza. E i due la sanno fare.

Questo articolo è uscito oggi anche sul Fatto Quotidiano.

9 risposte a “L’intesa fra due birichini: Renzi e Berlusconi

  1. Mai dubitato che la “rottura” e iil “tradimento” fossero altro che siparietti. Di questo periodo, le liti nei realities sembrano più autentiche di quelle politiche.

  2. Bah, sinceramente l’eccesso di dietrologia non mi convince.
    Soprattutto non mi convince che uno provochi un mezzo terremoto nel proprio schieramento per poi (forse) avere un vantaggio. Anzi, mi sembra che l’episodio confermi esattamente quello che si sapeva della Politica: pacta non sunt servanda.
    Che poi uno faccia buon viso, anche quello è Politica, bellezza.

  3. La politica è essenzialmente una recita. Non a caso, per fare il leader occorre avere doti da attore, che includono anche faccia tosta e capacità di mentire in maniera disinvolta.
    Qui, come si è detto più volte, abbiamo due venditori di pentole molto specializzati. Chiaramente le pentole che vendono sono ammaccate, però in ciò sta l’abilità del venditore: mollare al prossimo prodotti avariati. Se poi il prossimo è impreparato sulla materia, il successo è assicurato.
    Tornando al tema specifico, è proprio l’entusiasmo mostrato dai due a raccontare tutto. Berlusconi è anche tornato ai vecchi fasti dei tempi migliori: pare che ieri, al Quirinale, abbia raccontato una barzelletta sui siciliani e detto qualcosa di ‘carino’ sulla Bindi. Insomma, è davvero contento. Non credo che occorra commentare oltre.

  4. Loro sanno fare la politica, è vero, ma siamo anche noi che non sappiamo comprendere.

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  6. Io continuo ad avere in mente il suo articolo di qualche giorno fa dove faceva notare quanto la politica fosse distante dalla realtà della gente comune.

    Che sia vero o no il siparietto, il divorzio tra R. e B. e tutto il resto, come si suol dire se le suonano e se le cantano.

  7. No, non è la politica. Sono stratagemmi da adolescente. Sai, stile tengo-il-palco-di-fronte-ai-compagnucci? Ecco. Pischielli

  8. Giovanna, ora che, con lo spinacio, è abbastanza chiaro che la rottura è stata reale (per lo meno, nel breve periodo, che è quello che conta nella politica italiana, visto che nel lungo nulla è certo o pronosticabile), direi che questo tipo di analisi risente di una distorsione, secondo la quale il centro della politica italiana, quello attorno al quale tutto ruota e quello in relazione al quale bisogna valutare ogni evento politico, ogni legge, ogni alleanza e ogni dichiarazione, sia Berlusconi. L’unico a non pensarla così è Renzi, per il quale Berlusconi è, semplicemente, un’altra pedina da muovere sullo scacchiere del suo per ora solitario Games of Throne. Piaccia o non piaccia (e a me, personalmente, non piace), Renzi in un anno di governo ha fatto vedere quanto fosse debole, inadeguato e sfilacciato quel centrodestra che ha terrorizzato la sinistra italiana per vent’anni, quanto sia ridicola la proposta di opposizione del M5s e quanto sia velleitario e inconsistente la capacità di disegno politico degli tsiprassini (ex zapaterini, ex obamini, ex blairini, ex…) nostrani. A me piacerebbe che qualcun altro venisse a rovistare tra le macerie, ma, purtroppo, ora come ora vedo solo lui.

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