Sanremo: torna lo spot dell’alga Guam, identico a se stesso

Fanghi d'alga Guam

Inossidabile il festival di Sanremo, con ascolti addirittura in crescita. Inossidabile lo spot dell’alga Guam, che anche quest’anno fa capolino fra una canzone e l’altra, e probabilmente ci accompagnerà fino all’estate, dimostrando che per questo tipo di illusioni (metti l’alga e le tue natiche saranno perfette come quelle della pubblicità) non c’è crisi che tenga: se la Guam può investire ancora tanti soldi per acquistare spazi televisivi in prima serata durante Sanremo, significa che le italiane continuano a comprare i prodotti Guam, se li spalmano addosso, ci credono. E lo fanno da decenni: ricordo amiche che s’impastricciavano di fanghi Guam già quand’ero studentessa.

Che dire? Lo spot non è denunciabile allo Iap perché non offende nessuno e ostenta un corpo per pubblicizzare un prodotto in effetti destinato al corpo. Inoltre non è nemmeno denunciabile all’Antitrust come pubblicità ingannevole, perché l’inganno non è smaccato. Non possiamo farci nulla insomma: solo subirlo. Quest’anno, perlomeno, Giancarlo Giannini non ha prestato la sua voce alla Guam, come aveva fatto nel 2013. È già qualcosa. (Vedi cosa scrivevo all’epoca: L’ossessione dell’alga Guam).

14 risposte a “Sanremo: torna lo spot dell’alga Guam, identico a se stesso

  1. La speranza alimenta l’illusione anche nelle donne più razionali. C’é un’industria miliardaria che sfrutta questa “debolezza”. Non credo sia una debolezza tutta femminile, anche gli uomini da tempo sono preda di queste “illusioni”, basti pensare a quanti credono ancora che i capelli possano ricrescere o che con una pillola di Garcinia Cambogia al giorno si possa perdere 4 chili a settimana. Ci sono anche uomini che regalano alle loro donne creme anticellulite, esortandole a darsi da fare, a riprova che anche la speranza del maschio alimenta l’illusione della femmina.

  2. Corsa e squat. Quando si tratta di faticare scappano tutti. Personalmente di culi divini ne ho visti parecchi solo tra gli sportivi, uomini e donne. Poi oh, fortunato chi con una manata di melma si rassoda.e

  3. Finché gli ascolti di Sanremo sono in crescita, è ovvio che in crescita saranno anche gli utenti di queste creme e i gaudenti per questo spot. Tutto regolare e standard, insomma.

  4. @Pier Danio Forni. Se un uomo mi regalasse ‘sta roba della Guam mi sentirei offesa. Capisco che il mio sedere, non essendo come quello della ragazza nello spot, possa non piacere, ma comunicarlo in maniera così sfacciata è da cafoni.

  5. Purtroppo è lo stesso festival che ha sdoganato di nuovo il concetto di “presentatore e vallette”, riferendosi con questo termine alle due cantanti vincitrici dei festival degli scorsi anni, alle quali del resto è stato tolto ogni diritto di parola. Ed è lo stesso festival dove Panariello, nel gran galà finale, ha presentato il trito monologo sulla bellezza/bruttezza delle ministre.
    Insomma, il culto della chiappa e’ la triste conferma di un ritorno al passato.

    (Finto nuovo, ritorno al passato: non a caso si parlava continuamente dello spirito fiorentino.. Così, rimango allusiva e non aggiungo altro🙂 )

  6. La quasi totalità delle cose in cui crediamo semplicemente non esistono. Le donne in genere (lo dico con tutta la simpatia e il sostegno alle cause comuni molto più serie delle –letterale– prese per il culo) hanno più facilità ad abboccare. Pensiamo ai peli superflui*. Qualunque biologo o medico potrà confermarci che i peli superflui non esistono. Ce lo può confermare Monod riprendendo un’affermazione di Democrito: le cose esistono in ragione del caso e della necessità. quindi i peli non sono superflui, magari solo per un pelo, ma servono. Eppure su quest’affermazione di superfluità si spendono miliardi. Allo stesso modo possiamo accettare di spalmarci di alghe, orientare il letto in base ai flussi d’energia, prendere per buone le affermazioni di Superbone, decidere che è ora di fare la guerra, non importa quale e come, purché si faccia. Chissà, al prossimo Sanremo ci saranno gli spot dell’isis o come cavolo si chiama, che ci diranno di lasciar perdere le alghe, che a farci un culo così ci penseranno loro.

    * (Ah! Ma allora vorresti vederci tutte baffute? Ecc. ecc. Lo so che ho strappato un pelo doloroso, ma l’ho fatto apposta, per dare modo alle solite di scatenarsi🙂 )

  7. i peli non saranno superflui ma ritengo che uomini e donne (pelosi in percentuali diverse per ovvie ragioni) abbiano il diritto di rimuoverli se vogliono anche per motivi estetici.

    (non riesco a pensare a un uomo più idiota di uno che regala la crema anticellulite alla fidanzata, se ami lei ai anche la sua cellulite)

  8. @ Paolo, questo è un blog di disambiguazione ed è la definizione che mi interessa: dire di qualcosa “superfluo” significa affermare una cosa non vera che, se presa per buona, fa diventare vera qualunque altra falsità, anche le alghe miracolose. Se molti preferiscono depilarsi, oppure, come sembra essere di moda oggi, dipingersi i peli delle ascelle con colori fluorescenti, perché no?

  9. guydebord pare abbia scritto:
    Qualunque biologo o medico potrà confermarci che i peli superflui non esistono. Ce lo può confermare Monod riprendendo un’affermazione di Democrito: le cose esistono in ragione del caso e della necessità. quindi i peli non sono superflui, magari solo per un pelo, ma servono.
    —————————-

    Scusa, se proprio dobbiamo disambiguare…. Spiegaci… Perché la barba la si rade fin dalla prima adolescenza senza che in ambito mediatico la cosa determini discussioni etico-pubblicitarie? Senza contare che il tasso di delirio pubblicitario sulla rasatura maschile è superiore – cmq non certo inferiore – a quello riguardante la depilazione femminile in genere…

  10. @ luzy, interessante, grazie. Io sono una minoranza vivente – mancino, barbuto… – ho la barba in pratica da quando è spuntata. Ritengo che sbarbarsi serva ad apparire imberbe, quindi sembrare ancora adolescente e non “pericoloso” dal punto di vista sessuale. Stimolando così l’istinto materno delle femminucce che può manifestarsi senza apparente pericolo. Concordo sul fatto che i maschietti, proprio con questa pratica “barbara” compiono una semiosi invadente e ossessiva, non dissimile dal mettersi un piattino in un foro del labbro inferiore o un bastoncino di traverso nelle narici. con tutto quello che comporta in termini economici e di consumo.
    Ma, ripeto, ciò che m’interessa, e che è tema di questo blog, non sono i costumi ma i significati ambigui contenuti nei messaggi come quello delle alghe o (uno dei mille esempi possibili) nella presunta superfluità dei peli.
    … acc.. perdo il treno…

  11. Interessante al quadrato. Io che maschio sono perché ho il pene e non la vagina, ho meno peli di alcune mie care amiche che si disperano e nel corso della vita spendono cifre da capogiro per levarsi i peli SUPERFLUI. I miei peli SUPERFLUI – cerco di DISAMBIGUARE – crescono in particolare sulla guancia sinistra, mentre la destra ne è quasi priva; baffetti e pizzetto crescono ma sono veramente una miseria, tali cioè da non permettere un baffo esteticamente rispettabile, tantomeno un pizzetto. Al 6 giorno di crescita cmq già provo prurito ed entro quindi in azione. I peli sulle guance li potrei contare e strappare uno ad uno con la pinzetta; solo che non ho tempo per farlo e allora passo col rasoio e via tutto in pochi secondi. Sono peli SUPERFLUI. Ovvero la tua tesi non spiega la mia eccezione. E la mia eccezione non conferma la regola. Se poi tali le vuoi considerare, eccezioni e regole…

  12. io mi rado regolarmente perchè preferisco avere il viso liscio, credo di star meglio così per me e per il prossimo. Ma il problema dove sarebbe?

  13. @ No, luzy, non sono superflui. Sono brutti, antiestetici, sovrabbondandi miseri, penosi, schifosi e tutto quello che vuoi, ma non superflui. Se guardiamo al significato reale delle parole. Perché se fosse così anche i capelli lo sarebbero superflui (e, invece, si spendono cifre altrettanto spropositate contro la calvizie, anche quella con la bandana). Allora, se le parole vogliamo utilizzarle per mentire va bene, se invece possono essere utili a risolvere le ambiguità e a non mentire a fini banalmente commerciali, è un altro conto. Quello che ha inventato la definizione di pelo superfluo è un genio, ma un genio della menzogna.
    Guarda poi l’immagine in alto: non è già quella una falsità, una promessa impossibile da mantenere? Neppure la Roberta della famosa pubblicità delle mutande… È vero che il postmoderno sostiene che la forma segue la finzione, però a forza di finzioni prima o poi la realtà ci precipiterà addosso. O, come minimo andremo a cozzare contro qualche palo, quello sì superfluo.
    Ah, il treno poi l’ho preso, per un pelo, ovviamente.

  14. la Trec, di “superfluo”, dice: “che non è necessario né indispensabile”; ora non dirmi che il pelo che ti cresce in mezzo alla fronte serve a qualcosa…🙂 …prendi la pinzetta e lo strappi, e lui non cresce più (sono ottimista). In questo senso la pubblicità usa il termine “superfluo”: ci ricorda che di certa peluria “antiestetica” (secondo taluni canoni invece che altri) se ne può fare a meno. Se mi mancassero globuli bianchi, sarebbe un problema… Se mi mancano (non crescono) peli sul torace o sule gambe la mia salute di maschio della specie non ne risente minimamente; e non inventiamoci il tormentone che i peli sul pube servono per proteggerci da… Ma da che!? Dal cunnilingus? Dai, su, andiamo! I capelli, paradossalmente, sono superflui nella misura in cui se non ne hai (raro), o ti rapi a zero (più frequente), ti proteggi il cranio dal sole o dal freddo intenso (ergo la loro utilità nella nostra specie è indubbia); ma le gambe, ma le gambe… Inoltre il capello raggiunge anche il metro di lunghezza, il pelo no! Se così fosse non ci sarebbe mai stata questa discussione: la depilazione sarebbe accettata senza discussioni in merito. Infatti non c’è discussione sulla rasatura della barba del maschio della specie, e, ripeto, la pubblicità per questo tipo di “depilazione” ci fracassa i coglioni da quando è nata la tv. Cioè ben prima che si cominciasse ad insinuare che gambe e ascelle della donna si potevano depilare. E per tacere del pube, cioè della vulva. Infatti c’è voluta la demenziale metafora di “rasailpratino”, per far passare il concetto/tabù in tv.

    Tornando in topic, il culo sopra è un gran bel culo – sara ritoccato dal video o dalla fotografia… Ma chi se ne frega… Esistono in natura chiappe sode e chiappe flaccide. Ci sono, quelle sode, quindi posso rappresentarle. Si potrebbe obiettare che chiappe di questo tipo non hanno necessità di trattamenti, ergo la pubblicità dovrebbe mettere in mostra chiappe iper-cellulitiche; ben inteso, talvolta lo fa, facendo vedere anche il prima e il dopo! Certo è che sparare quelle due chiappette in video fa venire voglia di sesso allo spettatore, da lì la corsa all’alga per avere la chiappa che attizza. Ne avevamo già parlato anni fa.

    Ripetiamo insieme. Tutti i culi in pubblicità stanno lì per questo e unico motivo: solleticare in noi il desiderio sessuale. Non venitemi a raccontare che quel culo non esiste. Perché questo è solo il vecchio refrain neo-fem che ci ricorda il famigerato “modello unico”, poi scopertosi essere semplicemente una tipologia di umani, giovani e longilinei. A me una pubblicità con una bella culona non dispiacerebbe. Sarebbe una ventata di carne fresca.

    Ma sarebbe anche uno scandalo. Ne sono certo. Un culo tipo l’attuale di Valeria Marini creerebbe uno scandalo senza precedenti. Anzi, credo la commissione censura bloccherebbe lo spot prima che questo appaia sui teleschermi. Negatemelo.

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