3 euro lordi per un articolo di 600 parole significa 3 euro lordi all’ora

L’altro giorno discutevo dell’ennesima “proposta indecente” ricevuta da una mia ex studentessa (oggi ha poco più di 30 anni): scrivere articoli a pochi euro l’uno. Mi sento perciò di ripubblicare questo articolo (con relativa discussione) di quasi un anno fa.

D I S . A M B . I G U A N D O

Scrivere per il web

Ecco perché, da anni, ai giovani e che vengono da me dicendo da grande voglio fare il/la giornalista, rispondo cose come: «Scrivi bene in inglese? Fa’ la triennale in Italia, un master all’estero e proponiti sul mercato internazionale. Non sai l’inglese? Sappi che in Italia, al momento, rischi questo»:

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2 risposte a “3 euro lordi per un articolo di 600 parole significa 3 euro lordi all’ora

  1. Curioso questo suo argomentare. In questo modo lei si affianca a quella partitocrazia che ha messo a sacco l’Italia, a quel mondo corrotto e tangentizio che ha accomunato e accomuna politici ed imprenditori (caso Expo, Mose, oggi Ischia…). Lei sostiene, in sostanza, che al sacco d’Italia è bene si affianchi il sacco della lingua italiana ma, così, sarà la fine degli italiani in quanto popolo, la loro lingua dalla 4a più studiata varrà sempre meno e non faremo altro che lavorare per il monopolio mondiale della lingua inglese e dei popoli anglofoni e della loro visione del mondo.
    Cose di questo genere, mi creda, non si erano lette nemmeno durante la repubblica di Vichy con la Francia occupata e i nazisti a Parigi.
    Evidentemente oggi bastano le basi statunitensi in Italia e il controllo a distanza non solo dei droni ma anche delle menti-drone.
    Lei non comprende che è proprio il sistema di assoggettamento statunitense e anglocentrico che fa pagare 3 Euro quegli articoli, il sistema è tale che al centro (in USA) ci sono gli straricchi e alla periferia dell’ “impero della mente” statunitense i sempre più poveri. Se si è sempre più poveri quanto vuole che si possa pagare quell’articolo? Se noi tutti siamo consumatori e utenti delle multinazionali dell’informazione cinematografica (il 70% dei film trasmessi in yv è targato USA) e di quella in rete. Chi è che fa i soldi? Chi sono le case di produzione, i registi, gli attori, le comparse, gli scenografi che lavorano? Sono statunitensi.
    Ora il suo suggerimento è: andate a fare le comparse o gli sceneggiatori per i già straricchi che, almeno, vi pagheranno qualcosa in più.
    Ma come mai i cinesi invece bloccano FB e Twitter e si fanno le proprie? Davvero crede sia questione di censura? E’ questione di censura il fatto che i cinesi creano la loro agenzia di rating nel 1994 mentre noi europei ancora non ce ne abbiamo una? No. I cinesi hanno una classe dirigente ed intellettuale che non è di ladri o fessi, il loro ragionamento è: noi abbiamo un mercato di 1 miliardo e 350 milioni di persone: perché lo dobbiamo regalare alle multinazionali americane?
    Allora io le chiedo: il mercato della lingua italiana è di 60 milioni di persone in Italia e 80 milioni in diaspora, e siamo a 140 milioni di persone, in più in Italia c’è la Mecca del cattolicesimo, un Papa che parla ormai italiano ovunque, anche quando va al Parlamento Europeo, e i cattolici nel mondo che sono 1 miliardo e 230 milioni (stime 2012) e potenzialmente interessati alla lingua e alla cultura italiana. Perché lei cede questo nostro mercato alle multinazionali statunitensi e anglocolonizzatrici? Lo capisce che il risultato sarà che un lingua madre inglese troverà lavoro in italia persino come docente e un italiano non avrà più diritto a lavorare in Italia in italiano?

  2. Argomentazioni interessanti in questo commento. Non siamo il centro del mondo ma smettiamo di sentirci il sottoscala del pianeta.

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