La tragedia nel Canale di Sicilia, il vuoto della politica, le parole del Papa

Papa Francesco Angelus

Di fronte all’ennesima – gigantesca, immane, la più grande di tutte – tragedia nel Canale di Sicilia, le parole della politica italiana hanno dimostrato la peggiore inadeguatezza e vacuità di cui sono capaci. Da tutte le parti, senza sconti per nessuno: Salvini che coglie l’occasione per criticare il governo e Renzi che gli risponde. Eppure, da presunto “bravo comunicatore”, Renzi dovrebbe sapere che, se rispondi a una provocazione del genere (o anche solo la menzioni), non solo scendi allo stesso livello, ma dai centralità a ciò che vorresti tenere ai margini, ti metti al traino dell’avversario invece di guidare la comunicazione. Bah.

Le uniche parole adeguate mi sono parse quelle di papa Francesco, ieri durante l’Angelus: «Rivolgo un accorato appello, affinché la comunità internazionale agisca con decisione e prontezza, onde evitare che simili tragedie abbiano a ripetersi. Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore: affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre. Cercano una vita migliore. Cercavano la felicità». Non contano solo le parole, ma il modo in cui papa Francesco le ha pronunciate: con un filo di voce e i gesti un po’ tremanti, con gli occhi bassi e le molte pause. Si è completamente immedesimato in quella ricerca disperata di felicità, una felicità che tutti cerchiamo – cristiani, musulmani, italiani, africani, uomini e donne di tutto il mondo – e che può diventare morte proprio quando la salvezza sembra a un passo. Era con loro, papa Francesco, era davvero con loro.

11 risposte a “La tragedia nel Canale di Sicilia, il vuoto della politica, le parole del Papa

  1. Forse per diventare comunicatori migliori dobbiamo diventare uomini migliori. Come per tutto del resto.

  2. Salvini sa prendersi la “centralità” da solo imperversando in TG e talkshow. Non è certamente Renzi che lo rende visibile accusandolo di sciacallaggio e neppure la Serracchiani quando dice “ se un giorno uno dei nostri figli si trovasse in quelle condizioni mi auguro non trovi un Salvini ad attenderlo”

  3. Grazie a Giovanna per aver attirato l’attenzione sulla “comunicatività” delle frasi di papa Francesco, basata su una evidente aderenza sincera e profonda ai concetti da lui espressi.
    Quest’ultimo naufragio è stato un episodio singolarmente così ingente da interessare i grandi mezzi di comunicazione e i politici che ne hanno tratto occasione per propagandare, male o bene come commenta Giovanna , tesi superficiali adatte alla loro propaganda interna. Nel caso di Renzi, di attirare l’attenzione sul fenomeno che cerca di combattere, quello dei fornitori delle barche, “Trafficanti di uomini”, come se fossero la causa.
    Mi chiedo però se l’opinione pubblica sia –o meno- già matura per assorbire , in modo comunicativamente efficace, l’enorme realtà che sta alla base di un fenomeno di cui ci accorgiamo in queste grandi occasioni : le guerre e le carestie, favorite dall’esportazione di modelli consumistici, propagandati nell’universo mondo dai nostri mezzi di comunicazione, oltre che di armi e da nostri conflitti economici (compresa la Cina) che si sfogano in particolare in paesi africani e arabi.
    A fronte dell’inesistente selezione in loco di persone ammesse ad immigrare legalmente nei nostri paesi , e della scarsissima azione educativa. L’azione dei missionari cristiani è enormemente più efficace di una “cooperazione allo sviluppo” che spende per autoalimentarsi la maggior parte del 0.13 (!!) per cento che le destina il nostro bilancio nazionale. Si tratta di argomenti ancora troppo difficili da affrontare da una efficace comunicazione di massa?
    angelo

  4. Chi, ogni tanto, si ritrova a guardare l’Eeredità, trasmissione preserale di rai uno, scopre quanta geografia conoscono i nostri giovani laureati che collocano Biella in Umbria e Erice in Trentino. Forse le persone che fuggono dal continente africano ne sanno un po’ di più, ma non credo che abbiano una chiara idea dell’Italia o dell’Europa: fuggono e basta.
    Dice papa Francesco: Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore: affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre. Ma non dice che in Niger, ad esempio, la nostra Eni si appropria del petrolio, difende i “suoi” territori coi contractors con licenza di uccidere e nulla lascia ai nigeriani. Il Niger potrebbe essere ricco come gli Emirati, se non che, grazie anche al nostro sfruttamento, è un paese alla disperazione.
    Di cosa ci lamentiamo? Se la vita migliore e la felicità deve essere a solo nostro appannaggio, non ci resta che accettare la barbarie e le tragedie, conseguenze dirette dei nostri comportamenti. E siamo solo all’inizio.

  5. Da ammazzarsi dalle risate… il problema è la comunicazione non che un salvini esista e gli venga permesso di continuare su quella strada.
    Chissà che ‘sti disperati non imparino a “comunicare” meglio le loro necessità perché così mezzo problema sarebeb già risolto, per l’altra metà… pazienza.

  6. Resta comunque la curiosità di sapere da qualche esperto se, dal punto di vista della comunicazione, è stato efficace, o meno, il messaggio di Renzi, che ha forse colto “due piccioni con una fava”
    a)deviare l’attenzione sugli “scafisti” che “da mercanti di uomini” diventano l’origine della drammatica situazione , e
    b) ottenere dall’unione europea il permesso, o una poco costosa complicità , in qualche azione dimostrativa contro questi trasportatori.
    Che ne dite?

  7. Molte delle opinioni sono condivisibili.Soprattutto quelle che indicano tra le cause del massiccio fenomeno migratorio il cambio climatico,le guerre tribali ,i modelli consumistici,la politica neocoloniale,l’acquisizione di vasti territori da parte di multinazionali e Paesi stranieri.Tutto riscontrabile nella cronaca.Sono del parere che nessuno finora sia intervenuto-né l’ONU nè le superpotenze che si sono mosse per diffondere i diritti umani -perché l’Africa è un continente ricco di materie prime che sono nelle mire sia degli affaristi sia di molti Paesi.Mi chiedo come mai non si sono fatti piani di sviluppo economico,medico,agricolo,e non si sia intensificata l’istruzione? Piani che secondo me sarebbero costati meno degli interventi odierni sulle popolazioni sradicate dalle terre natie e dal loro modo di vita con tutti i problemi giuridici,miltari e di ansia che comportano.Sono sconsolato.Sembra che della civiltà occidentale i tiranni assassini africani abbiano recepito esclusivamente la sete e l’ambizione di potere e l’inesauribile avidità.

  8. D’accordo con Vinicio. Aggiungerei che associazioni di volontariato e soprattutto missioni cristiane hanno in generale fatto quanto potevano. Praticamente nulla i governi dei paesi “sviluppati”- e tantomeno l’Unione Europea- , che potrebbero ad esempio usare le loro, in generale lussuose, sedi diplomatiche-(in generali rese inaccessibili alla gente normale) , per esaminare domande di ammissione legale e motivata. , . Senza obbligare invece i richiedenti a inumane peripezie attraverso vari paesi fino alla costa africana e i barconi, che li trasportano nel mediterraneo.

  9. Non ho altro da aggiungere alle parole di Lucia, quoto al 100%.

  10. Sulla sostanza, come scrive Stefano, Lucia aveva già detto tutto.
    Ma questo è un blog sulla comunicazione, e mi resta il desiderio di sapere da voi, che ne siete esperti, se da questo punto di vista tutta la enorme questione di queste migrazioni sia stata risolta dall’ evidente successo dell’espressione “mercanti di esseri umani” e di chi- come Renzi- la usa a così efficacemente, anche perchè scarica le nostre coscienze europee, e dal conseguente grandioso progetto di una harmada che forse riuscirà a mitragliare qualche imbarcazione attraccata in porticcioli libici., In attesa di essere rimpiazzata da altre, un po’ più costose per i migranti ” esseri umani” .

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