Erri De Luca: «Mare nostro che non sei nei cieli»

Erri De Luca a Piazzapulita

Ieri sera, ospite a Piazzapulita su La7, Erri De Luca ha concluso la sua riflessione sull’ultima tragedia nel Canale di Sicilia recitando “Mare nostro”, splendida preghiera laica, accorato canto di dolore sulla vita, la morte, le speranze che il Mediterraneo accoglie e custodisce:

Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale.
Accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde,
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento,
al tramonto dell’uva di vendemmia,
ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste.

Mare nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma,
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, da abbraccio e bacio in fronte
di madre e padre prima di partire.

8 risposte a “Erri De Luca: «Mare nostro che non sei nei cieli»

  1. Ascoltata in diretta ieri sera, bella e toccante. Grazie di aver riportato il testo.

  2. un pò retorico la poesia di de luca eh..e bastava vedere la faccia di Gianfranco fini e di Cacciari il filosofo di fronte alle proposte di Erri de Luca in trasmissione pochi minuti prima…

  3. Non ho visto Piazza Pulita ( da tempo i talkshow mi hanno stancato) , ringrazio per aver condiviso questa intensa preghiera -poesia . La poesia è il linguaggio dell’anima e quindi un linguaggio universale.

  4. Si avvicina il 25 Aprile ed ancora oggi in Italia esiste una dittatura: quella dell’ignoranza!

  5. Erri De Luca è un artista vero, secondo me.
    Ma anche un uomo vero.
    Con tanti errori sulle spalle, ma anche con un cuore grande come una casa.
    Un saluto, Giovanna,
    Pierperrone

  6. E’ stato l’intervento più meditato ed esauriente quello di De Luca.Non solo per la conclusiva e toccante poesia,che sembrava un grido contro la omertà della grande storia sulle individuali ed umili vicende dei profughi.Ma l’ho ascoltato anche nelle sue precedenti proposte:ebbene erano le più semplici,razionali e concrete tra tutte quelle “sparate” l’altra sera da blasonati politici od esperti.Ancora oggi si parla da parte di molti sedicenti esperti di bombardare gli scafisti,di utilizzare gli 007,di avere l’aiuto della UE,di blocchi navali,mentre altri sostengono che ogni entrata” armata” nelle acque territoriali libiche è come una dichiarazione di guerra,che perciò siamo in una impasse dal momento che ci sono due governi libici,eccetera,ecccetera…Parole,parole melense di circostanza ,che in Italia purtoppo emergono ad ogni tragedia ,ma che meno male scompaiono di fronte alle animate e vigorose parole dello scrittore.Le parole del poeta le ricorderemmo a lungo.
    Tuttavia ,protesto perché ci sono voluti almeno quattro giorni prima che qualche notista scrivesse o dicesse che il problema non sono solo le coste libiche,ma anche la fascia dei paesi subsahariani dal Niger ,dal Mali,dai due Sudan,sino alla Eritrea e Somalia…dove l’ONU dovrebbe intervenire in fretta.Quanto alla LIbia,una volta che le nostre navi , in acque internazionali, ricevono un S.O.S. possono per salvare i profugli entrare in quelle libiche,affondare i barconi e trasbordare i malcapitati nei porti di quel Paese.Se nasce un incidente militare,il caso avrebbe una risonanza mondiale tanto da costringere l’ONU ad intervenire subito.Infatti,secondo me,se anche si bombardassero i barconi,il problema dei profughi rimarrebbe nelle mani dei libici che non mi sembra siano in grado di risolverlo.La situazione diventerebbe drammatica perché infiammerebbe quelle regioni:chi è sicuro che quei poveretti non vengano per disperazione assoldati per portare la guerra in quei Paesi costieri destabilizzandoli? Comunque bisogna agire senza indugi,questo è certo.Rimane il rimpianto che non fu fatto prima perché di mezzo c’è il maledetto petrolio e in centro Africa tante altre materie prime preziose ed importanti che fanno gola a tanti Paesi occidentali ed opulenti…Quest’ultima è una mia opinione forse simile a quelle logorroiche delle varie autorità che hanno parlato in questi giorni. Per fortuna che alla fine di quel talk schow è giunto Erri De Luca, che almeno ha commemorato con passione la tragedia e le storie dei migranti, senza sproloqui o voci e suoni senza contenuti.

  7. Caronti prezzolati
    traghettano
    su barconi uomini donne bambini
    La bianca luna
    culla un sogno
    di speranza e di pace.
    Alcuni
    approdano a riva
    lasciano un’impronta,
    col dito scrivono
    su un registro
    storie di vita.
    Altri,invece
    ricevono dal mare
    un ultimo
    freddo
    abbraccio
    mortale. Cecilia

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