Cerchi di capire prof, sono vecchia. Ho 26 anni

Oggi pubblico di nuovo uno dei post più cercati, letti e discussi di questo blog. Non è il più letto in assoluto, ma il più durevole, quello che in gergo editoriale si chiamerebbe long seller. Non so bene come in rete le persone ancora oggi ci arrivino (un amico lo segnala? una condivisione sui social media?), ma di fatto ogni giorno le statistiche del mio blog lo includono fra i più letti. Ogni santo giorno da quel lontano 13 settembre 2013 in cui lo scrissi, condensando in un dialogo il vissuto che tanti studenti e ex studenti mi raccontano. Insomma, ancora oggi la “storia di Anna” colpisce lettori e lettrici di tutte le età: 20enni, 30enni, 40enni e perfino 50 e 60enni, come si capisce dai commenti. Il che da un lato conferma quanto la categoria di “giovane” si sia ormai allargata a dismisura, includendo almeno cinque decenni. D’altro lato, ci fa capire che tutti questi “giovani” hanno una curiosa caratteristica in comune: in realtà si sentono “vecchi”. Da subito. Anche a 20 o 30 anni. Accidenti.😮

D I S . A M B . I G U A N D O

Manga girl

La ragazza è pallida, smagrita. Chiude la porta, siede sulla sedia di fronte alla mia scrivania, piazza il borsone sulle ginocchia. Mi concentro per ricordare chi è: magistrale in Semiotica? Sì, ma non solo. Ha fatto pure il triennio, ecco. È un po’ che non la vedo: un anno? Di più. Metto a fuoco e ci sono: corso di Semiotica dei consumi, gli occhioni attenti in prima fila. Una ragazza seria, concentrata, una che faceva domande intelligenti. E un 30 e lode alla fine. Ecco come la ricordo.

View original post 574 altre parole

3 risposte a “Cerchi di capire prof, sono vecchia. Ho 26 anni

  1. I ‘forzati della socialità’ escono allo scoperto, e queste sono le conseguenze. Ritrovare lo spazio interiore, evitare quelle che una volta chiamavano frequentazioni pericolose. Ecco tutto.

  2. Un vecchio saggio diceva : “CI VUOLE TEMPO PER DIVENTARE GIOVANI”
    Meditate gente , meditate ..
    Quindi è legittimo sentirsi vecchi a 26 anni . Basta VIVERLI questi anni , la giovinezza arriverà.

  3. Capisco lo stupore ma non più di tanto. Se le lauree triennali sono state concepite proprio per permettere ad un giovane di entrare nel mercato del lavoro in maniera IMMEDIATA, è normale che se ciò non accade il giovane senta perdere la propria competitività, da questo deriva la sensazione di “vecchiaia”. E da questo deriva anche la necessità di accettare stage gratuiti o lavori sottopagati per dimostrare che, nonostante tutto, nel tempo di attesa nel limbo antecedente il paradiso del buon posto di lavoro, fermi non si è stati. Chi si deve fare domande è il sistema politico ed educativo, non i (più o meno) giovani.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...