Come laurearsi in Comunicazione in due anni, prendere un double degree all’estero e trovare subito lavoro

Ragazza manga felice

Fra i commenti che la storia di “Gaia” ha suscitato nei giorni scorsi (vedi QUI e QUI), molti hanno chiesto di avere più dettagli su come ha fatto, come è riuscita, in concreto, a raggiungere così velocemente ed efficacemente gli obiettivi che si era prefissa: laurearsi in Scienze della comunicazione in due anni invece di tre, prendere un double degree all’estero con borse di studio, trovare subito il lavoro del cuore. Ecco cosa ci racconta Gaia:

«Il punto di partenza è avere un obiettivo, che ti spinga ad andare avanti al di là delle difficoltà e della stanchezza. Il prefiggermi una meta nel lungo termine e differenti target nel breve, è stato essenziale per non perdermi fra il caos della realtà e delle possibilità.

Partiamo dalla mia triennale. Il primo anno ho dato tutti gli esami a primo appello e avevo una media del 28/29. Nel frattempo lavoravo per un’azienda come junior marketer, con un contratto a progetto (mi avevano conosciuta quando ero più piccola, perché un’estate avevo fatto la centralinista da loro e si erano, “lavorativamente” parlando, innamorati di me). Un giorno, mi son detta “Penso di poter dare tutti gli esami del secondo e del terzo anno, in un solo anno”. Mi sono informata e legalmente si poteva fare. Quindi l’ho semplicemente fatto, senza se e senza ma.

Per quanto riguarda lo studio, mi sono sempre organizzata studiando due esami per volta, associando le materie più “lontane” fra loro (esempio: informatica l’associavo con psicologia, semiotica con economia). Due/tre ore una materia e poi “switchavo” con l’altra. Con il senno del poi, quando ho studiato neuroscienze, ho scoperto che il metodo è alquanto funzionale. Posso dire che, per preparare l’esame di informatica, mi sono fatta aiutare da un amico programmatore (l’accordo era: io preparavo la cena e portavo le birre e lui mi faceva ripetizioni), perciò ho imparato SERIAMENTE come si scrive in html. Per quasi tutte le materie comunque, sono sempre stata propensa “ to go the extra mile”. E questo mi ha aiutata moltissimo. Forse è anche per questo che fino ad adesso mi ricordo e applico nozioni apprese a Scienze della comunicazione. In quel periodo ho avuto la fortuna di incontrare a Bologna alcuni artisti (un attore, un regista e uno scrittore) con cui abbiamo deciso di organizzare un tour teatrale in Belgio. Quindi mi sono ritrovata a fare la PR, l’organizzatrice di eventi e la marketer, senza neanche volerlo. Abbiamo fatto un tour di due settimane (erano le vacanze di Pasqua, per cui non avevo tanto da studiare).

Avendo previsto di potermi laureare a ottobre del mio secondo anno di Scienze della comunicazione, fin da febbraio mi informavo per le università all’estero. Ho trovato svariati master che sarebbero cominciati a gennaio, ma solo in Inghilterra. Oltretutto in UK ci sono davvero tante borse di studio, che riescono a coprire gran parte della retta. Prendere una borsa di studio è più difficile che accedere al master. Ci devi pensare tanto tempo prima, devi scrivere lettere motivazionali e cv, per alcune devi anche fare colloqui, telefonici o skype. Prima di arrivare in UK, praticavo la lingua inglese con la mia coinquilina e vedevo film solo in inglese, ma già comunque partivo da una buona conoscenza della lingua (ringrazio la mia Prof dei superiori per questo).

Nella seconda o terza settimana di novembre, dopo essermi laureata, mi sono trasferita in UK perché dovevo prendermi l’IELTS, per completare l’accesso sia al master che alla borsa di studio (in Uk ti ammettono al master, con una sorta di “debito”, nel senso che ti ammettono, però prima dell’inizio delle lezioni devi riuscire a soddisfare tutti i requirements del bando e dell’ammissione stessa al master).

Durante il mio primo master ho sfruttato il fatto di poter essere a contatto con ambienti musicali molto vivaci e sempre innovativi e mi sono proposta a diverse web radio italiane, per fare interviste ad artisti, o semplicemente per scovare nuovi brani e album che possibilmente non erano arrivati in Italia. Stiamo parlando di un lavoretto davvero piccolo, ma che mi dava modo di divertirmi e di guadagnare qualcosa.

Al termine delle lezioni decido che per me non è ancora arrivato il momento di smettere di studiare, sono ancora giovane e penso di avere ancora molto da imparare. Quindi decido di andare a studiare in Spagna, per imparare lo spagnolo, e perché a Barcelona c’è una Business school che mi piace particolarmente e dà la possibilità di prendere una doppia laurea. Per entrare ho dovuto fare due test e tre colloqui. Inoltre ho fatto domanda per svariate borse di studio, perché una sola non bastava per coprire la retta. Quindi appena mi laureo in UK, pochi giorni dopo, mi trasferisco in Spagna. Durante il master in Spagna ho lavorato come external marketing consultant, per diverse aziende. Lavori trovati tramite l’università, ma anche auto-proponendomi alle aziende. Ho imparato la lingua spagnola grazie alle mie coinquiline e alle lezioni di spagnolo fornite dall’università (il master che frequentavo era in inglese).

Qualche mese prima di prendere il double-degree trovo una posizione libera in una delle mie top tre aziende. Questo è un consiglio che mi sento di poter dare: fare una lista delle aziende preferite, quelle che ami, in cui sogni di lavorare, è realmente utile. Si devono fare ricerche per capire la loro “vision and mission” e la loro struttura, e mantenersi sempre aggiornati su ciò che fanno e sulle posizioni che si aprono. Così ho trovato il lavoro che più mi piaceva in una delle mie top tre aziende! Ho fatto quattro colloqui con quattro persone diverse in tre lingue diverse. E alla fine sono riuscita a ottenere il lavoro. Per quel che riguarda la mia situazione attuale, ho già raccontato le mie news in campo lavorativo e tutte le proposte che mi sono arrivate. Spero che la mia esperienza possa essere utile a qualcuno. Grazie per averla pubblicata, Prof! Gaia»

9 risposte a “Come laurearsi in Comunicazione in due anni, prendere un double degree all’estero e trovare subito lavoro

  1. A me ci vorrebbero un paio di vite per fare la metà di quello che ha fatto Gaia. Però meglio così, che con i miei ritmi saremmo ancora all’età della pietra.🙂

  2. Molto ispirante questa testimonianza!
    In bocca al lupo a Gaia e ai suoi progetti! 😊

  3. Gaia si è data da fare, e ha sfruttato le opzioni giuste al momento giusto. A volte è anche questione di tempistiche, e di occhio. Io, all’età in cui Gaia sceglieva di fare 3 anni in 2, ero impegnata a scegliere se fare 2 oppure 3 feste in una serata, e ne ho poi pagato giustamente le conseguenze. Prof, non sarebbe bello poter raccogliere queste testimonianze? Non tanto il dove si è arrivati, ma il come, il percorso, i lavoretti, le lingue scelte, i colloqui fatti. Credo che il percorso, il dotarsi della giusta competenza per, sia la parte migliore del racconto.

  4. A me questa ragazza trasmette tanto stress.

  5. Continuo a dire che i laureati in Medicina lavorano tutti non solo quelli che hanno avuto la fortuna di andare all’estero e farsi un master

  6. Ma fermarsi ogni tanto a guardare un tramonto… mai?

  7. Testimonianza utile e interessante; Gaia sarà pure troppo performativa per alcuni, ma, insomma, le è stato chiesto di raccontare dove ha studiato e lavorato mica dove va a prendere l’aperitivo dopo il lavoro…😉

  8. A me di questo racconto francamente non torna una cosa. A Barcellona (in italiano si scrive con due l) si parla catalano ed è assai difficile riuscire a sostenere gli esami in spagnolo, se per spagnolo si intende il castigliano. Lo dico per esperienza mia (che parlo castigliano molto bene, peraltro), di mio fratello e di almeno altre cinquanta persone che conosco che hanno sostenuto esami all’Università di Barcellona o all’Università autonoma di Barcellona nell’àmbito di programmi Socrates Erasmus e LLP Erasmus. Sinceramente, dunque, ‘sta cosa di andare a Barcellona per imparare il castigliano mi puzza. Forse la business school in questione offriva corsi in inglese?
    In ogni caso non può dire di aver trovato lavoro grazie a Scienze della comunicazione, perché dopo il bachelor (laurea) in Scienze della comunicazione ha conseguito un master (= laurea magistrale) in àmbito economico, e poi ha conseguito un doppio titolo spagnolo e di non si sa quale altro paese che non so a quale livello appartenga (bachelor o master), ma comunque è di tipo economico-aziendale.

  9. c’e pure scritto che il corso era in inglese ecc., scusa ma… non ha importanza. Sono però d’accordo però sulla seconda osservazione, non risalta bene quale tipo di vantaggio competitivo, diciamo, avrebbe dato la laurea in Scienze della Comunicazione rispetto a potenziali altre per accedere ai corsi esteri, visto che per le scholarship contano comunque molto le referenze e come ci si presenta. Che Scienze della Comunicazione apra la mente va bene, ma come corso deve specificare maggiormente che specifiche competenze tecniche offre, altrimenti sarà sempre guardato sul chi va là come corso, almeno fino quando la molteplicità e l’indefinizione dei piani di studio nelle diverse Università italiane non verrà regolarizzata.

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