“Chi fuma è scemo”. La campagna del Ministero della Salute

Chi fuma e scemo - spot

Da alcuni giorni va in onda sulla televisione generalista uno spot del Ministero della Salute che vorrebbe essere “per la dissuasione dal tabagismo e la prevenzione dei danni da fumo passivo”, come si legge sul sito web del Ministero. La campagna è chiaramente rivolta a un target giovanile, come si vede dai protagonisti con abbigliamento casual, motorino, aria svagata e codino rasta, cui sono destinati il rimprovero e (persino) lo scappellotto del testimonial Nino Frassica.

Diciamo che, rispetto all’atmosfera di morte e terrore su cui di solito le campagne contro il fumo fanno leva, lo spot ha di buono il fatto che cerchi di associare al fumo un disvalore che possa in qualche modo arrivare ai più giovani. Meglio far sentire un ragazzo “scemo” perché fuma, che minacciarlo di morte (inevitabilmente sentita come troppo lontana). Meglio dire a un giovane che il fumo potrebbe renderlo impotente oggi, che minacciarlo di cancro o altre malattie domani (inevitabilmente sentite come qualcosa che toccherà altri, mai se stessi).

Il problema è anzitutto la scelta del testimonial. Forse Nino Frassica parla ai giovani? Ma quando mai. Direi piuttosto che parla ai padri, no peggio, ai nonni. Nello spot, inoltre, è troppo pittato di nero ed è per giunta vestito da quasi-circo (la giacca rossa): sembra uno che dà dell’idiota agli altri, quando invece è proprio lui a far la figura da idiota. E poi quel collegamento finale all’andare in motorino senza casco… cosa c’entra? Scemo chi fuma, scemo chi va in motorino senza casco. Mah. Forse il Ministero della Salute voleva prendere due piccioni con una fava per risparmiare sui costi di un’altra campagna? Francamente, spero abbiano speso poco e niente per questa, visto che di piccioni non ne prende neanche uno.

13 risposte a ““Chi fuma è scemo”. La campagna del Ministero della Salute

  1. Uddiu, mi ritrovo tra gli scemi anche se ho quasi 42 anni. E Le dirò che Frassica ha poco appeal anche verso di me. Inoltre, il Ministero della Salute farebbe bene a darci degli scemi trevolte, la prima perché fumiamo, la seconda perché arricchiamo lo stato (attraverso i diritti di monopolio su tabacco e alcolici ecc) da cui dipende il Ministero stesso permettendogli di fare campagne idiote a nostre spese. Fantasmagorico, da una parte mi dai dello scemo e dall’altro mi vendi e procuri il prodotto per cui mi additi come tale e ci campi su. Terzo, quando ci ammaleremo di cancro eccetera, la sanità sarà a pagamento,chi di noi potrà pagare pagherà per la terza e quarta volta, chi non potrà permetterselo, pagherà con la vita.
    Scemo e più scemo, qualcuno sarebbe così gentile da spiegare a questi genialoidi che un adolescente che inizia a fumare (e che probabilmente continuerà a farlo per buona parte della vita perché si tratta di una tossicodipendenza), lo fa anche perché nessuno è in grado di dargli un’alternativa più gratificante? Fischia, lo capisco io che pur essendo scema perché fumo se voglio che mia nipote non faccia qualcosa di sgradito devo proporle un’alternativa che sia più soddisfacente, non serve a nulla condannarla per averlo fatto.

  2. Al di là di tutto quel che si possa dire sul fatto di fumare o non fumare, di comprare dallo Stato quello che lo Stato vuole spiegare non sia così salutare… quella di Frassica è una vera e propria serie di spot. Ecco qua: https://goo.gl/0YQkS6

  3. Mah, dissento. Frassica sta avendo il suo ritorno in una fascia più giovane specie con la radio tra 610 e il Programmone e sul web con le apparizioni nei lavori di Maccio Capatonda. Il lavoro su una comunicazione dal tocco surreale (il casco/ la violenza sugli animali) viene utilizzato da qualcuno (l’unico) capace di farlo con naturalezza.

    Casco e lotta alla violenza sugli animali sono ormai pratiche acquisite tra i giovani che ne riconoscono i valori. La campagna aggancia le buone pratiche comunicando un beneficio immediato dello smettere di fumare.

  4. Dissento anch’io, Nino Frassica è l’unico che sa fare una comicità surreale in modo non ridicolo in Italia, piace tanto ai bambini e adolescenti tra gli 11-14 (eventuali futuri tabagisti) e in più per quelli della mia generazione si porterà dietro a vita il marchio del “bravo presentatore” di Indietro Tutta di Arbore, praticamente un vero intellettuale. Non scherzo.

  5. Anch’io la trovo semplicemente orribile, fatta tanto per fare qualcosa.

  6. Anche a me non piacciono le affermazioni senza argomentazioni. Sono legittime ma non mi piacciono affatto.

  7. Ecco, uno scemo che si chiedeva quando avrebbe potuto leggere le sue considerazioni a riguardo. Concordo completamente… ho trovato anch’io nocivamente – usiamo un avverbio in tema – caricaturata la figura del Frassica e probabilmente un po’ troppo retro… Ciò detto credo sia profondamente efficace buttarla sul “ma allora sei scemo” piuttosto che esibire un campionario gore di polmoni devastati et similia. Del resto, le campagne schock in tal senso hanno antesignani troppo anziani per essere ancora efficaci senza i dovuti aggiornamenti di software. Credo anche che l’assenza totale di argomentazioni a carattere scientifico sia una scelta intelligente. La spiegazione scientifica purtroppo ingolfa un messaggio che deve avere una fruizione massima di 40/60 secondi: l’approfondimento ha bisogno di spazi e tempi irrinunciabilmente differenti da quello di uno spot. Ben farebbe il Ministero a combinare pagine o siti dedicati a questa campagna ed utilizzare quelli come spazio di approfondimento. Un semplice “clicca qui” con l’url in questione alla fine dello spot potrebbe essere efficace.

  8. Io non sono fumatrice ma a dire il vero non appoggio la campagna fatta in questo modo, definire “scemo” chi fuma mi pare una grave mancanza di rispetto nei loro confronti. Si può definire “scema” l’azione commessa ma non la persona che la compie, per cui anche se il messaggio di fondo, almeno per me, é giusto trovo comunque offensivo il modo in cui è stato posto

  9. denuncio il ministero della salute,scema lo dicono alle loro mamme

  10. Buona sera,io sono indignata da questa pubblicità…posso capire che il fumo fa male…ma non tollero le offese gratuite…io credo che ci siamo altre parole per sensibilizzare le persone

  11. Da siciliano e da sanitario trovo questa campagna estremamente efficace. Ho smesso appena prima di vedere questi video trasmessi in tv, ma ho trovato simpatico il messaggio e non posso negare che mi abbia aiutato ad affrontare momenti difficili rimembrando simpaticamente in testa :”ma sei scemo…?”. Non voglio fare distinzioni ma probabilmente i dubbi che percepite nascono proprio dall’ uso differente che si fa nel offendere bonariamente qualcuno tra Nord e Sud, vivo nel bresciano già da qualche anno ed ho notato come il registro comunicativo nel Nord si concentri più sulle parole di fatto che sul contesto, che si faccia un uso come dire più formale della comunicazione rispetto a noi “terroni”. Nonostante si usi giù, soprattutto un vocabolario più povero, si usano maggiormente i contesti e i toni.

    Per dirla in breve ad un meridionale “ma sei scemo?” suona come: io ti voglio bene, stai facendo una cosa sbagliata e mi provoca dolore vederti compierla. Per dirla ancora più breve è “na carezza”.

  12. Ma poi “scemo” mi sembra non venisse più rubricato come insulto a fine diffamazione e ingiuria, perché aggettivo di uso comune nel quotidiano ovviamente se in tono scherzoso e in confidenza tra persone che si conoscono, altrimenti verrebbe da dire: ma il Ministero della Salute è …. ?

  13. Ma un’argomentazione più valida (e ce ne sarebbero 1000) no?
    “Chi fuma è scemo”
    Einstein fumava, quindi Einstein era scemo?

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