E tu, sei capace di vero ascolto? Mettiti alla prova in 7 mosse

Sportello di ascolto

Sabato 24 ottobre ho partecipato come uditrice al IX Summit italiano di Architettura dell’informazione, organizzato da Architecta, che aveva il titolo “Dall’ascolto alla progettazione. Il percorso del senso: persone, contesti e significati”. Una giornata stimolante, densa, a tratti spiazzante: curioso sentir parlare architetti, ingegneri, designer, informatici, di segni, significato, lingue e linguaggi, a volte con efficacia a volte con ingenuità, in ogni caso sempre con grande passione. Sicuramento torneremo a parlarne. Mi limito oggi a postare le sette regole dell’ascolto proposte da Marianella Sclavi nel suo Arte di ascoltare e mondi possibili del 2003, riprese durante il Summit da Daniela Selloni, giovane designer e docente a contratto al Politecnico di Milano. Eccole:

  1. Non avere fretta di arrivare alle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
  2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.
  3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.
  4. Le emozioni sono strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
  5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze.
  6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei confitti.
  7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sé.

2 risposte a “E tu, sei capace di vero ascolto? Mettiti alla prova in 7 mosse

  1. Il problema è che a chi è veramente disposto al dialogo in teoria non dovrebbe essere nemmeno necessario di chiedere di ascoltare. E’ un atto spontaneo di apertura che dimostra l’interesse. Nell’ascolto quindi è proprio l’intenzionalità ad essere parte della comunicazione di disponibilità. L’intenzione, cioè, non può essere esterna alla comunicazione stessa, al messaggio insomma. Spero di essermi spiegata.🙂
    E’ come il bene. Chi dice “voglimi bene!”? Non lo puoi pretendere. O c’è o non c’è. Se ti rispondono “Ok ora che me lo chiedi te ne vorrò!” può essere appagata la tua risposta momentanea, ma puoi crederci veramente? E se ti dice “Ok te ne vorrò un pochino!” ancora peggio, puoi fare addizioni e sottrazioni di un’attitudine?

  2. Il punto 6, seppur difficile, è quello che preferisco!🙂

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