Le faccine o reazioni di Facebook: qualche ragionamento per cominciare

Il 24 febbraio Facebook ha lanciato in tutto il mondo un sistema più complesso del solo mi piace per reagire alle parole, alle immagini, ai video che le persone, le aziende, le istituzioni pubblicano sulla propria timeline: sono sei piccole icone, sei reactions, come sono state chiamate: lo stesso Like, che è ovviamente rimasto, e poi anche Love, Haha, Wow, Sad e Angry, con le relative emoji, queste:
Reazioni_Facebook

Da dove vengono queste faccine? Dalle emozioni universali che la ricerca psicologica internazionale ha individuato, a partire dagli studi pionieristici di Paul Ekman fra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta del secolo scorso: gioia, sorpresa, tristezza, paura, disgusto, rabbia. È lo stesso Paul Ekman che ha fatto da consulente per la realizzazione del capolavoro della Pixar-Disney Inside Out, per intenderci.

Indipendentemente dalle grandi differenze linguistiche e culturali che separano i popoli del mondo – dicono gli psicologi cognitivi – tutti gli esseri umani, in quanto tali, vivono dalla nascita per tutta la vita un piccolo numero di emozioni di base che li accomunano. Nel tempo gli studiosi hanno discusso su quante e quali fossero queste emozioni che ci accomunano: alcuni per esempio hanno aggiunto il disprezzo e altri hanno tolto la sorpresa alla lista. Alla fine, sulle cinque emozioni rappresentate in Inside Out, sono più o meno tutti d’accordo. Manca la sorpresa, ma era più difficile da gestire nell’economia della storia, è stato spiegato (peraltro alcuni studiosi non la considerano un’emozione autonoma, ma la distrubuiscono su stati e modi diversi di gioia, paura, tristezza).

Inside-Out-personaggi

Le faccine di Facebook sono a loro volta un po’ diverse, si nota subito. Certo. Al posto di Joy, e potremmo dire in sua rappresentanza, stanno ben tre emoji: Like, Love, Haha. La gioia è una condizione molto generale e diffusa di benessere psicofisico, che con intensità e modi diversi proviamo quando qualcuno o qualcosa (un testo verbale, un’immagine, un video) o semplicemente ci piace (Like, ovvero il pollice recto), o produce in noi tenerezza, desiderio di attaccamento, voglia di vedere e rivedere, leggere e rileggere ciò che abbiamo visto e letto (Love, ovvero il cuoricino), o ci fa ridere (Haha). Rage e Sadness appaiono direttamente anche su Facebook, nella forma delle icone Angry e Sad. La sorpresa c’è nel Wow.

Si nota invece l’assenza di una faccina che rappresenti Fear, la paura, e una per Disgust, il disgusto. Di sicuro il team di Facebook preposto alla modifica ha deciso la lista dopo aver studiato le emozioni più diffuse nei commenti di gruppi di utenti considerati rappresentativi per qualche aspetto e ragione. Ciò significa che le persone di quei gruppi non hanno espresso né paura né disgusto? Non credo proprio. Credo piuttosto che Facebook abbia voluto evitare di rappresentare in modo troppo diretto e semplificato, con una emoji, due emozioni negative così dure e forti. Esattamente le stesse ragioni per cui ha sempre evitato di introdurre l’icona del pollice verso: se vuoi dire “non mi piace”, devi sforzarti di trovare più parole e frasi, non puoi limitarti a pigiare un tasto. Idem se vuoi dire che qualcosa ti disgusta o ti fa paura: usa le parole, spiega i motivi della tua paura o del tuo disgusto. E la rabbia? Be’, prova a pensarci: è più duro osservare che molte persone hanno pigiato Angry per commentare qualcosa che hai scritto, o sopportare decine di commenti rabbiosi e insultanti? Credo insomma la faccina Angry sia un tentativo di convogliare e contenere, almeno un po’, la rabbia che i cosiddetti haters scatenano su Facebook. Esattamente la stessa ratio per cui Facebook ha sempre evitato di introdurre il pollice verso. Chissà. Nel tempo, poi, la lista di emoji potrà cambiare, in base agli usi effettivi che le persone ne faranno. Per ora, da quel che vedo, molti si devono ancora abituare e si limitano come sempre al “mi piace”. Oppure scrivono, o tacciono, a seconda dei casi. Staremo a vedere. Tu al momento che ne pensi?

4 risposte a “Le faccine o reazioni di Facebook: qualche ragionamento per cominciare

  1. Sono alessitimica, cioè non riesco a riconoscere le mie emozioni e a parlarne. Quando ho visto tutte quelle faccine mi sono cascate le braccia… al momento sono “comprensibili” anche per me (cioè so riconoscere in quale circostanza è *adatta* la sorpresa, ecc.), ma continuo a usare solamente i like…

  2. Il “mi piace” unico lo trovavo equilibrato, forse perchè assomigliava allo squillo sul cellulare di una volta, che era polivalente: va bene, sono arrivato, sto partendo, son sotto casa, ti penso, ti odio, muori, niente allenamento, c’è sciopero, è cominciato X-files, etc. Ci adegueremo anche a questo, senza disgusto e senza paura.

  3. Nella versione beta c’era una settima reazione, Yay, presumibilmente eliminata perché risultava ambigua (è una faccina con occhi chiusi, sorriso e gote arrossate).

    Se si confrontano i nomi originali con quelli italiani, si può notare che la reazione Love si chiama così anche in italiano mentre Sad e Angry sono stati sostituiti da due ideofoni, Sigh e Grrr (il pubblico italiano forse è più primitivo nelle proprie reazioni?!?). Confronti con altre lingue (ho raccolto qualche esempio qui) evidenziano ulteriori differenze: sarebbe interessante capire come sono state influenzate queste scelte.

  4. Sinceramente, non essendo su facebook, non sento la necessità di simili faccine, però è interessante sapere da dove vengono e il perché di certe scelte.
    Intanto in altri posti esistono i like e i dislike e vengono usati in modo creativo: http://www.frenf.it/earlyadopters/p/ilcomizietto/826715

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