Archivi del mese: giugno 2016

Perché non mi piace l’ultimo spot di Tampax Italia “Facile, a prova di uomo”

Facile, a prova d'uomo

Da un paio di mesi è in circolazione la campagna di Tampax Italia “Facile, a prova di uomo”, su cui ho ricevuto diversi commenti, ora perplessi (“Non so perché, ma non mi convince”), ora entusasti (“È proprio vero: noi donne abbiamo una marcia in più!”), e molte sollecitazioni (“Ma tu, che ne pensi?”). Non mi piace e spiego subito perché: Continua a leggere

Com’è cambiata la comunicazione del Gay Pride dal 2007 a oggi, in Italia e nel mondo

Gay_flag

A distanza di qualche giorno dall’annullamento, a colpi di lacrimogeni e arresti, del Gay Pride a Istanbul, pubblico lo studio che Giulia Nieddu ha condotto per l’esame di Semiotica dei consumi della laurea magistrale in Semiotica sugli spot che, dal 2007 a oggi, hanno comunicato il Gay Pride negli Stati Uniti, in America Latina, in alcune capitali europee e in Italia. Il lavoro è molto interessante perché mette in evidenza come la stessa comunicazione degli attivisti LGBT sia stata intrisa e condizionata, negli ultimi dieci anni, da stereotipi non sempre rispettosi delle differenze e della parità dei generi e degli orientamenti sessuali. L’analisi si è concentrata in particolare Continua a leggere

Di quante storie positive abbiamo bisogno per sradicare i pregiudizi contro Scienze della comunicazione?

Scienze della comunicazione

Dopo aver letto la storia di Federico, mi scrive Francesco, un altro ex studente del settore Comunicazione, che non è mio allievo ma che – come molti – non ce la fa più a sopportare gli stereotipi negativi che affliggono, in Italia, i corsi di laurea in Scienze della comunicazione e affini. Ecco la sua storia, tutta positiva, piena di energia e capacità, bella: Continua a leggere

Quattro tirocini per formare un team: comunicazione, marketing, grafica, informatica

Studio-Maurella-HEADER51

Lo studio di consulenza aziendale Maurella Tommasi MT Group – i cui proprietari sono talmente motivati che, dopo avermi scritto, sono venuti a trovarmi in studio – vuole formare un team per soddisfare le sempre più frequenti richieste, da parte dei clienti, nel campo del marketing e della comunicazione. L’intenzione è ampliare la propria struttura stabilizzando le figure professionali inizialmente inserite e formate con quattro tirocini curricolari. Questa è la loro offerta: Continua a leggere

Da Scienze della comunicazione (Italia) a San Francisco (California): com’è andata a finire

Foto_San_Francisco

Nel dicembre 2013 pubblicai – come spesso faccio – la testimonianza di Federico, all’epoca un neolaureato in Scienze della comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma che “ce l’aveva fatta”. Non era un mio ex studente, ma ci teneva a raccontare la sua storia per incoraggiare tanti/e giovani che tutti i giorni soffrono i pregiudizi negativi che accompagnano Scienze della comunicazione (conosciamo le battutacce che girano su “scienze delle merendine”). Poi mi scrisse ancora, per raccontarmi che si era trasferito a San Francisco, California. L’altro giorno, infine, mi ha scritto per condividere un’altra puntata del suo percorso – grintoso e ambizioso, va detto – una sorta di happy end. Sempre per incoraggiare e stimolare altri/e a non perdersi mai d’animo e fare come lui:

Continua a leggere

Il caso Blu a Bologna: street art, proteste, musei. Chi ha ragione?

MURALE_BLU_CANCELLATO

È ancora aperta a Palazzo Pepoli a Bologna, fino al 26 giugno, la mostra Street Art – Banksy & Co., prodotta da Genus Bononiae e Arthemisia Group, una mostra che aveva indotto l’artista Blu, nel marzo scorso, a reagire per protesta cancellando con vernice grigia molti suoi graffiti sparsi per la città. Pubblico qui l’approfondimento più chiaro, equlibrato e completo che io abbia letto sul caso “Blu vs. curatori della mostra”, scritto da Luigi Bonfante sul suo blog personale, un approfondimento che ci permette una riflessione più ampia sul Continua a leggere

Amministrative: candidati/e, non mandate più mail e messaggini anche durante il silenzio elettorale. Danno fastidio e (forse) aumentano l’astensionismo

Elezioni-amministrative-2016

Come sappiamo, dopo ogni campagna elettorale (anche la più infuocata), il giorno prima e il giorno stesso delle elezioni, i/le candidati/e, i partiti e le coalizioni devono tacere: è il silenzio elettorale, disciplinato da una legge del 1956, che vieta i comizi e le riunioni di propaganda elettorale, diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, l’affissione di manifesti e, nei giorni destinati al voto, ogni forma di propaganda entro i 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali. La stessa legge permette, invece, la distribuzione di volantini a mano o nelle buche della posta, le telefonate e la messaggistica personale. È per questo che, nei giorni scorsi, siamo stati sommersi (chi più, chi meno) da mail, sms, messaggini su Whatsapp e Facebook che invitavano al voto, con testi più o meno improbabili e a volte persino scorretti, foto del/la candidato/a, simulazioni Continua a leggere