#Fertilityday2016, una campagna da ritirare

fertility-day

Mi chiedono cosa penso del #fertilityday2016, previsto per il 22 settembre, e della relativa campagna, anticipata in queste ore e accompagnata da moltissime polemiche in rete. Penso, in estrema sintesi, che solo una classe politica completamente scollata dalla realtà può dimenticare che in Italia la vera e unica ragione per cui non si fanno figli è che manca, da decenni, qualunque sostegno alla maternità e alla paternità: come si fa a fare bambini con il precariato a oltranza (si parla sempre di gggiovani, ma ci sono quarantenni e cinquantenni precari da sempre), con asili nido e scuole materne costosissime, con assegni familiari risibili, con aziende (piccole, medie, grandi) che nella stragrande maggioranza da decenni, ripeto, disincentivano in tutti i modi e con tutti i mezzi – espliciti, impliciti, diretti, indiretti – il fatto di fare figli? Ne risulta una campagna, per dirla con le parole dell’ottimo articolo di Matteo Pascoletti, oggi su Valigia Blu, «tra l’imbarazzante, il ridicolo, l’offensivo e l’ideologicamente aberrante, a partire dalla concezione della donna e della famiglia da Ventennio, con il bonus della gamification: scegli se giocare nel ruolo di spermatozoo o di ovulo, e poi schiva nell’utero siringhe con liquido verde, panini, drink e persino divani, simboli di tutto ciò che danneggia la fertilità.»

Questa, in estrema sintesi, la mia opinione, per cui spero vivamente che le polemiche dissuadano il Ministero della Salute dal proseguire davvero con questa iniziativa che, come minimo, danneggia l’immagine dell’intero governo. Un governo così attento alla comunicazione e all’immagine spero sia capace di bloccare tutto ciò sul nascere (per rimanere nel campo semantico della fertilità vs. infertilità).

Per tutti i dettagli di ciò che non solo non funziona e non convince nella campagna, ma offende l’intelligenza, la sensibilità e le scelte di vita di tutti, donne fertili e infertili, coppie e single, madri e padri, adulti e bambini, famiglie tradizionali e arcobaleno, sposati e non sposati, rimando all’articolo di Matteo Pascoletti su Valigia Blu. Leggilo, rifletti con attenzione, diffondilo.

24 risposte a “#Fertilityday2016, una campagna da ritirare

  1. ho cercato notizie su chi l’abbia creata: si tratta veramente di un’agenzia?

  2. Stanno cercando di placare le polemiche affermando che si tratta di una campagna informativa, ma non è vero, è una bugia, visto che parlano addirittura di voler “capovolgere” la mentalità attuale e, come al solito, accusano di egoismo chi non vuole figli. Sono arroganti, ridicolmente paternalistici, ignoranti, rozzi e persino volgari. Perché si tratta anche di una campagna volgare.
    L’unica nota positiva di questo scempio è che non capovolgeranno proprio nulla. Anzi, di figli ne nasceranno ancora meno.

    Intanto, a quando la battaglia del grano?

  3. L’ha ribloggato su nopenguinsincaliforniae ha commentato:
    pare di essere tornati indietro di una cinquantina di anni , alla vecchia Democrazia Cristiana ! non sapevamo di avere al governo anche Comunione e Liberazione , oltre a una marea di parlamentari dichiaratamente vaticani !!!!

  4. campagna fatta male e comunicata peggio. Se volevano informare non dovevano usare questa retorica da ventennio fascista

  5. Gli slogan sembrano scritti da Giggi er troione .

  6. Verrebbe in mente uno scontato riferimento alle madri dei cretini.
    Ma, tra le altre cose che mi hanno fatto cadere le braccia: il ministro Lorenzin ha avuto due figli a 43 anni. E approva quella fesseria della clessidra, che sembra una pubblicità dei Broncoviz

  7. io ho salvato il pdf informativo, a futura memoria. agghiacciante.

  8. https://www.fotolia.com/id/113723121 in ogni caso, pare che qui si possano avere combinazioni sullo stesso soggetto. quindi, zero creatività…

  9. La cosa triste è che ci sarebbe davvero bisogno di informazione medica seria ANCHE sull’argomento fertilità, perché in realtà c’è tanta ignoranza in merito. Che non vuol dire “donne, ricordatevi che avete la data di scadenza” ma piuttosto: fare educazione sessuale seria nelle scuole (dove si parli sia di prevenzione che di fertilità, oltre che di come prevenire eventuali problemi), incentivare le visite andrologiche e i controlli anche per gli uomini, ecc ecc. E invece si scade in roba offensiva, irritante, e semplicemente inutile.

  10. Ah, il sentore della fine dell’estate che finisce e delle boiate mediatiche che ritornano!
    Che dire? Nessun commento, nè di pancia nè di testa, che non sia già stato fatto in queste ultime ore. Facciamoci del male, comunque, e notiamo come anche in lingua anglofona la figura di emme si sia diffusa:

    https://www.google.it/search?rls=com.microsoft%3Aen-US%3A%7Breferrer%3Asource%3F%7D&rlz=1I7GGLL_en&biw=1280&bih=685&q=italy+fertility+day+campaign&oq=italy+fertility+day+campaign&gs_l=serp.3…41111.49318.0.49591.22.22.0.0.0.0.162.1901.17j4.21.0….0…1c.1.64.serp..1.17.1583…0j0i67k1j0i22i30k1j33i21k1.-yFp8jfy2wQ

  11. Per me, che vivo queste notizie da lontano, e’ stata solo la ciliegina: nei giorni scorsi ho visto articoli su testate nazionali in cui si parla dell’importanza della professionalita’ della donna nel processo di assunzione (per la RyanAir) con foto di accompagnamento di una assistente di volo in braccio a uomini, con la gambetta alzata stile Carra’ circa 1990; seguito dall’orrore dell’articolo del Corriere Moda in cui vengono definite le regole cui le donne sopra i 40 devono sottoporsi quando si vestono (niente calzoncini, niente tube top, niente cose luccicanti… sto aspettando con ansia un articolo su quello che l’uomo sopra i 40 non dovrebbe mai indossare, ad esempio il costume-mutandina avvolgi-pene, oppure la maglietta rincalzata nel pantalone perché si sa, dopo i 40 la panza dell’uomo spinge in fuori, etc.) … questo Fertility Day, che e’ in esistenza solo in Italia (e si’ che qui in America abbiamo un “national day” per tutto) non dovrebbe stupire in un paese dove e’ considerata normale e giusta dalle masse l’immagine della donna o come madre o come zoccola, fino a quando raggiunge i 40 ovviamente, dopodiché e’ troppo vecchia per essere madre e/o zoccola, quindi deve rivedere la sua immagine e cambiare il guardaroba per conformarlo alla sua nuova unica immagine possibile, quella di una nonna che si rispetti.

  12. al di la’ del dubbio gusto di questa iniziativa e dei modi con cui e’ stata condotta, non raccontiamoci pero’ che facciamo pochi figli per via della crisi, del precariato, dei costi degli asili nido, degli insufficienti aiuti alla famiglia. Le ragioni sono molto piu’ complesse e comunque la Germania con I suoi tassi ugualmente bassi a fronte di scelte politiche in sostegno alla maternita’ /paternita’ molto piu’ lungimiranti delle nostre, dovrebbe far riflettere evitando gli slogan e le frasi fatte.

  13. la Germania insegna che le cose sono piu’ complesse.
    Gli spot sono brutti ma un tale sdegno non si e’ visto venti anni fa in occasione dell’ introduzione del precariato selvaggio e schiavizzante.

    Tra una ditta piccola o piccolissima e una ditta grande c’ e’ una discreta differenza …

  14. gli spot sono brutti e rozzi ma la denatalià ha spiegazioni più complesse, i soldi, i bisogni materiali non spiegano tutto e questo sarebbe bene dirlo e ammetterlo.
    Questo non significa disconoscere il diritto a non averne di figli, però sarebbe meglio che ci dicessimo tutta la verità.
    C’è l”esempio della Germania che a livello di politiche sociali in favore della famiglia è molto più lungimirante di noi ma deve ugualmente fare i conti con la stessa bassissima denatalità e questo dovrebbe indurre a commenti meno furibondi e per slogan.
    Anche perchè lo stesso sdegno che porta a riferirsi prevedibilmente al precariato selvaggio e schiavizzante ad esempio, è è un po’ inutile adesso, quando è stato completamente assente, da parte anche delle donne e delle femministe, venti anni fa quando fu introdotta la famigerata flessibilità sul lavoro e via via durante questi ultimi anni in cui i diritti dei lavoratori sono stati via via inesoabilmente smantellati.
    Ma le piazze erano tristemente vuote, e rimangono vuote quando in ballo ci sono diritti sociali ….
    Trovo poi che il riferimento alla disencitavazione delle aziende nei confonti della maternità sia ovviamente giusto e opportuno, ma sarebbe bene mettersi anche nei panni delle piccolissime aziende che non sono esattamente paragonabili alle grandi.

  15. io mi chiedo solo perché non ti chiedano qualcosa. Sei esperta e – oltretutto – sei una donna.

  16. Ok, le cause della denatalità sono più complesse, e lo dimostra la Germania, d’accordo.
    Ma almeno in Germania la politica è stata lungimirante.
    In Italia non mi azzarderei nemmeno a considerare le cause più complesse prima di aver risolto l’orribile e svantaggiosa politica ‘anticoncezionale’.
    Comunque l’analisi del documento originale fatta da Valigia Blu mostra una situazione agghiacciante, da propaganda di una catena di montaggio riproduttiva.
    Adesso però vorremmo i nomi di chi ha curato questa campagna…

  17. Nel pdf, fra le varie amenità (troppe per essere riportate), si legge:
    Giornata Nazionale di informazione e formazione sulla Fertilità, dove la parola d’ordine sarà scoprire il Prestigio della Maternità

    Il ministero s’incarica dunque di farci scoprire che la maternità è prestigiosa. Secondo molti, anche indossare un Rolex o guidare una Ferrari sono cose che conferiscono prestigio.
    Sorge allora una domanda: al ministero si rendono conto del linguaggio che hanno scelto? No, è chiaro. E ciò fa venire i brividi.

  18. Romina,
    però non raccontiamoci troppe frottole: il prestigio della maternità, molto probabilmente non nel senso voluto dal Ministro, esiste dato che tutti sappiamo (quando vogliamo ammetterlo) e conosciamo coppie che concepiscono un figlio come coronamento, come ultimo tassello di un progetto generale dove, a quel punto, magari intorno ai 40 anni, tutte le altre questioni sono andate a posto e bene e con successo, un successo riconosciuto dagli altri (la bella casa, il lavoro gratificante, il conto in banca rassicurante …).
    In più a quel punto il figlio deve essere perfetto e perfettamente funzionante, e in questo senso le avanzate analisi prenatali danno una mano, dato che tutti i medici riconoscono che vengono svolte soltanto o quasi a fini selettivi.
    Cioè, arrabbiamoci pure per questo maldestro e malriuscito tentativo ministeriale di informare, sensibilizzare, far prendere coscienza di un problema reale e preoccupante come la denatalità e l’infertilità/sterilità, ma non raccontiamoci favole e non facciamo il solito piagnisteo, tanto se di figli non ne vogliamo siamo liberi di non farne.
    In questo senso ho trovato equilibrato e costruttivo soltanto il commento di Michele Serra, altrimenti ho assistito alla solita sguaiata isteria collettiva.

  19. Salve a tutti,

    ma cosa sono queste critiche, citando addirittura “il precariato selvaggio e schiavizzante” e “questi ultimi anni in cui i diritti dei lavoratori sono stati via via inesorabilmente smantellati”?
    Dopo atti salvifici come i 100 giorni, il Jobs Act, le 30 slide per 30 mesi, a neanche da 3 mesi dai 1’000 giorni del governo Renzi, quando “sarà 3 volte Natale e festa tutto l’anno”, contro i gufi dell’opposizione che sono solo degli incompententi e populisti, perché questi invece che non possono rinunciare a nulla per far bene il loro lavoro, le critiche no eh.
    Che poi si sa, i problemi sono la comunicazione urlata e le dichiarazioni stampa contrastanti della giunta di Roma, c’è materiale per giorni di talk-show ed analisi mediatiche, mica brustulli.
    E votare Sì al referendum, che il governo ci ha promesso che è meglio per tutti, c’è da fidarsi, proprio.
    Ironia amara a parte, mi spiace ma questo ci si merita, l’unica opposizione civile a questo governo e questa maggioranza arriva da pochi soggetti che son pure snobbati da molti, senza che questi stessi abbiano 1/10 di iniziative e coraggio per cantarle chiare a questo esecutivo ridicolo, ipocrita e classista.

    Saluti e buon fine settimana.

  20. Oltretutto nella slide con i piedi e lo “smile” i piedi sono entrambi maschili. Ad ogni modo preciso che in Italia solo l’asilo nido richiede una retta costosissima, la materna è gratuita, alla scuola materna tuttalpiù viene richiesto il contributo mensa come alla scuola elementare nel caso di moduli a tempo pieno.

  21. La materna è gratuita …?
    Non mi risulta, i costi non sono paragonabili a quelli dei nidi, ma la scuola dell’infanzia “in Italia” non è gratuita, forse in alcune città …

  22. Analisi economica impeccabile e sorprendente!
    Ma perché non facciamo tutti più figli già a 20 anni?
    Uh, aspettate, magari forse bisognerebbe aggiungere:
    – pannolini
    – latte artificiale
    – babysitters
    – trasporti
    – lettini
    – fasciatoi
    – passeggini
    – culle
    – giocattoli
    – ovetti
    – shuttles
    – body
    – vestitini
    giusto per coprire i primi mesi!

    Ma quando la creatura cresce ovviamente tutte le preoccupazioni e le spese svaniscono, tanto le scuole dell’obbligo sono gratis, e i bambini non hanno esigenze al di fuori della scuola dell’obbligo. Chisseneimporta di avere un lavoro stabile e un reddito decente per fare un figlio o due e mantenerlo fino a 35 anni?
    Tanto le elementari sono gratuite. Basta mandarci i bambini senza libri, a piedi, senza vestiti e né merende, né giocattoli, né attività extrascolastiche.
    Ma perché gli italiani non ci hanno pensato da soli?

    Magari?

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