Archivi del mese: ottobre 2016

Contro ogni pregiudizio etnico o razziale, il DNA ci mostra che le nostre origini sono sparse nel mondo

momondo

La recente campagna di Momondo, piattaforma web di viaggi che punta molto sui valori della tolleranza e dell’apertura mentale, culturale e umana, ci fa riflettere sul fatto che basterebbe un’analisi del DNA per scardinare alcune convinzioni che molti di noi hanno sulla loro identità etnica e geografica (sono italiano/a, inglese, francese al 100%) e alcuni pregiudizi che, anche inconsapevolmente, molti nutrono su persone di altri paesi, etnie, razze, religioni (non sopporto i tedeschi, perché freddi e rigidi, non mi piacciono i popoli latini, troppo chiassosi, ecc.). Il video dura poco più di cinque minuti, guardalo fino in fondo, che ne vale la pena (trovato grazie a Luisa Carrada): Continua a leggere

«Ho studiato Scienze della comunicazione e dopo soli due anni faccio il lavoro dei miei sogni»

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Mi scrive Edoardo, ex studente di Scienze della comunicazione, laureatosi nel marzo 2015. La sua esperienza, tutta positiva, vuole essere di incoraggiamento per gli studenti e le studentesse che hanno intrapreso percorsi di studi analoghi al suo. Ci vuole però coraggio, capacità di impegnarsi anche duramente – lavorando e studiando nello stesso tempo, se occorre – e disponibilità a trasferirsi all’estero:

«Buongiorno professoressa, come sta? Spero che tutto proceda per il meglio. Le scrivo perché svolgo ogni giorno il lavoro che ho sempre desiderato e vorrei condividere con i lettori del suo blog la mia esperienza, dato che è stato anche grazie all’ascolto di storie altrui che sono riuscito a trovare spunti e idee per raggiungere il mio obiettivo.

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I bambini e le bambine precocemente adulte dei marchi di moda

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Sull’ultimo numero di Leggendaria è uscita una mia riflessione sul modo in cui sono spesso rappresentati i bambini e le bambine nella comunicazione commerciale e nei servizi fotografici dei marchi di moda da vent’anni a questa parte. E sul modo in cui queste immagini condizionano la comunicazione – e la nostra vita – ben al di là dei fashion brands. Ecco l’articolo: Continua a leggere

Corso in Produzione Audiovisiva e Cinematografica: aperte iscrizioni ai singoli moduli

Corso in Produzione Audiovisiva e Cinematografica

Sabato 15 ottobre comincia il Corso di Alta Formazione in Produzione Audiovisiva e Cinematografica, organizzato dall’Università di San Marino con Cinephil® San Marino. Per chi fosse interessato/a, ci si può iscrivere anche a un singolo modulo (o più di uno), al costo di 250 euro a modulo: I MODULO – Effetti Speciali Supervisor | Docente David Bush; II MODULO ‐ Strategie e tecniche del linguaggio audiovisivo | Docente Paolo Muti; III MODULO ‐  Regia e Sceneggiatura | Docente Juan Solanas, IV MODULO ‐ Direzione della Fotografia | Docente Gino Sgreva, V MODULO ‐ Strumenti tecnici e know-how | Docente Till Neuburg. Questo è il calendario: Continua a leggere

Come si comunica la fotografia. Un incontro aperto a tutti e gratuito

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Segnalo un’iniziativa che ritengo utile e interessante per chiunque si occupi di comunicazione, giovane o meno giovane, studente/ssa o professionista che sia. Chiunque si occupi di comunicazione, infatti, deve saperne, oggi, di fotografia, specialmente in relazione ai media. Il 14 ottobre 2016, alle ore 19.00, Foto Image organizza una serata, aperta a tutti e gratuita, con Valentina Notarberardino, responsabile dell’ufficio stampa di Contrasto, che parlerà di come si comunica la fotografia e come funzionano gli uffici stampa. Ulteriori informazioni seguendo questo link: www.fotoimage.it/comunicare-fotografia-valentina-notarberardino.

Un tirocinio extracurricolare nel settore delle ricerche di mercato

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Ricevo da Beyond research, azienda di Milano, un’offerta interessante – e con prospettive di lavoro – di tirocinio extracurricolare, rivolta a laureati/e in Psicologia delle organizzazioni, Marketing, Comunicazione, Sociologia, Semiotica e affini. Ecco l’annuncio: Continua a leggere

Hillary Clinton, la malattia, il femminismo, il potere

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Ricevo da Michela Pusterla, laureanda alla magistrale di Italianistica all’Università di Bologna, che ha trascorso un anno negli Stati Uniti per motivi di studio, una interessante e articolata riflessione sulla questione dello stato di salute della candidata alle elezioni presidenziali americane Hillary Clinton, vista in relazione al suo essere donna, vale a dire ai pregiudizi di genere che la sua candidatura porta con sé. Scrive Michela:

«La storia personale dei Presidenti americani è anche una storia di malattie, più o meno nascoste: Wilson ebbe un ictus che lo semi-paralizzò, Roosevelt non aveva l’uso delle gambe dopo aver contratto la poliomielite; Eisenhower soffriva del morbo di Crohn ed ebbe un infarto e un ictus; Kennedy nascose a lungo il morbo di Addison e soffriva di mal di schiena fortissimi; Reagan venne operato alla prostata e per un cancro alla pelle e, verso la fine del suo mandato, già soffriva di Alzheimer; Bush senior aveva la malattia di Basedon-Graves.

Per Hillary Clinton sembra sussistere un regime diverso, secondo quello che negli Stati Uniti si direbbe un «double standard». Sembrerebbe che a Clinton, una candidata del tutto politicamente convenzionale, non possa essere concessa nemmeno una polmonite: Continua a leggere