Impressioni (a caldo) sulla vittoria di Trump negli Stati Uniti

trump__clinton

Provo a buttar giù qualche appunto per far ordine fra i pensieri che mi passano per la testa in queste prime ore dopo la vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti:

  1. Sondaggi d’opinione: è sempre più chiaro che, nelle democrazie occidentali cosiddette “mature”, i sondaggi diffusi dai media nei mesi che precedono qualunque competizione elettorale, sbagliano. E di molto. Vedi l’Italia prima delle elezioni politiche del 2013 (sottostimavano il Movimento 5 Stelle), vedi il Regno Unito prima della Brexit (davano vincente il remain), vedi fino a ieri gli USA (davano vincente la Clinton). Questo però non vuol dire, secondo me, che i sondaggisti non sanno più fare il loro mestiere, né che l’arma del sondaggio è ormai spuntata. Oddio, un po’ vuol dire anche questo, ma non solo. Vuol dire soprattutto che i sondaggi sono strettamente funzionali alla parte politica espressa dai media che li ospitano, e vuol dire che hanno anzitutto (solo?) l’obiettivo di manipolare, orientare l’opinione pubblica in una certa direzione. Aveva dunque ragione Trump quando sbraitava che fossero truccati? Si può dirlo meglio e senza sbraitare: ebbene sì, in un contesto mediatico così fortemente a favore di Hillary Clinton, pensiamoci bene prima di dire che aveva torto. D’altra parte, guarda nel mio piccolo: a osservare le due campagne elettorali, avrei giurato, nei mesi scorsi, che avrebbe vinto Trump, ma non ho mai avuto il coraggio di dirlo perché c’erano i sondaggi e, boh, mi dicevo, sarà il solito testa a testa e forse al pelo vince lei. Macché.
  2. Media americani: fortemente schierati per la Clinton, si è detto, e perciò di parte più che in passato. Lo schieramento era evidente a tutti, peraltro, negli Stati Uniti e fuori. Alla faccia dei vari fact checking dopo i duelli televisivi, e bla bla bla. Che ne è, allora, del ruolo da watch dog dei media americani? Dell’imparzialità che gli abbiamo sempre invidiato, assistendo ogni giorno alla parzialità dei media nostrani? Tutto il mondo è paese, temo.
  3. Campagna elettorale: una delle più volgari e orribili cui abbia mai assistito, da ambo le parti. Al confronto, la comunicazione politica italiana – che da anni considero mediocre (tutta, senza distinzioni) – pare un’eccellenza. Pensa che bassezza. Possiamo consolarci? Macché, c’è da piangere lacrime amare. Ricordo con rimpianto la meraviglia della campagna di Obama nel 2008, da più parti premiata ancor prima che vincesse. Nostalgia canaglia.
  4. Questione di genere: per qualche settimana abbiamo creduto (con la complicità dei media americani) che il sex gate avrebbe affossato Trump, con tutte quelle donne che, risorgendo dal passato, riesumavano o denunciavano per la prima volta molestie e assalti sessuali vari. In quelle stesse settimane pensavamo che l’America fosse pronta per una Presidente donna e che sarebbe stata esempio e speranza per tutto l’Occidente. Ma quando mai. Trump ha vinto nonostante gli scandali sessuali, no – viene il dubbio – anche grazie a quelli. Un po’ come da noi funzionava Berlusconi qualche anno fa: con tutte quelle donne, appariva più ganzo, non meno votabile.
  5. Scollamento dell’élite politico-mediatica dalla realtà: è questa la conclusione più drammatica che oggi mi turba. Un intero mondo fatto di politici, giornalisti, opinionisti, sondaggisti, accademici, intellettuali di varia estrazione, vip e star del cinema, della televisione, della musica internazionale, tutti spergiuravano per Hillary Clinton. Negli Stati Uniti e nel mondo. Ma nessuno davvero capiva. Non a caso ora sono tutti sbigottiti e traumatizzati. Non credono ai loro occhi, non accettano. Ma non capiscono nemmeno ora, purtroppo. È questa élite completamente staccata dalla realtà che il Democratic Party americano rappresenta e che i cittadini e le cittadine statunitensi hanno punito. Un mondo di ricchi che non vede il sempre più forte impoverimento della società americana. Un mondo di persone che hanno studiato nei più costosi college e non riesce a entrare nella testa di chi non ha studiato. Un mondo di belle maniere politically correct che non capisce la voglia di gestacci e male parole di chi non ha niente o ha perso tutto.
  6. Con chi è più facile immedesimarsi? Dice: anche Trump è ricco, no anzi, ricchissimo. Certo, ma è soprattutto rozzo, volgare, diretto, con quella capigliatura smaccatamente artificiale e tutte quelle smorfie che lo rendono simile all’ultimo dei brutti, all’ultimo dei rozzi di provincia, che, malgrado bruttezza e rozzezza, è riuscito ad avere soldi e successo. In più fa un sacco di gaffe, sbaglia di continuo, è pessimo con le donne, non paga le tasse e ha una storia personale e professionale fatta di cadute e risalite, un percorso pieno di lati oscuri e problemi, ma nonostante tutto guardalo lì, che vuol fare il Presidente. E ora domandati: è più facile che un tizio brutto, rozzo e di periferia (o una tizia, la domanda vale anche per le donne), uno o una che ha studiato poco, uno o una che sbaglia tante volte tutti i giorni, si immedesimi nelle imperfezioni di Trump (imperfetto ma autentico) o nell’apparenza distinta, algida e “competente” di Hillary Clinton? (La “competenza” è il tratto che tutti le hanno sempre riconosciuto, anche gli avversari.) Abbiamo appreso stamattina come hanno risposto gli americani. Non sarebbe diverso in Italia, con candidati analoghi. Anche senza Berlusconi.

25 risposte a “Impressioni (a caldo) sulla vittoria di Trump negli Stati Uniti

  1. D’accordissimo su tutto, specialmente sul ruolo dei media e dell’uso manipolativo dei “sondaggi”. In più c’è una mostruosa ignoranza dei giornalisti su quello che succede nel mondo (non solo loro, i cosiddetti analisti politici hanno dimostrato di non capire un’accidente). E lo dici bene: non si può guardare al mondo nel chiuso della propria torre d’avorio sicura. C’è un sacco di gente che quella torre d’avorio vorrebbe buttarla giù; poi è tutto da discutere se Trump o ciò che rappresenta sia la soluzione, ma di sicuro non ha contribuito più di Hillary a costruire il mondo così com’è, anzi. E poi, diciamocelo: era proprio il caso di candidare la Clinton? Anche queste dinastie, non sarebbe ora che si togliessero di mezzo?

  2. Aggiungerei un’altra considerazione:Trump aveva uno slogan molto efficace”Make America great again”.
    Qual’era lo slogan della Clinton? Io non l’ho mica capito.

  3. Non sottovaluterei nemmeno il fatto che questa élite politico-mediatica considerava gli afroamericani e ispano-americani tutti contro Trump, viste le sue dichiarazioni sull’immigrazione. Bene, hanno dimenticato una cosa: queste persone, che hanno diritto di voto negli USA, si sentono americani a tutti gli effetti, e non una minoranza etnica. Non dimentichiamo che gli Stati Uniti sono fondamentalmente una popolazione di immigrati che si sono fortemente riconosciuti nell’idea di questa “terra promessa”. Quando Trump ha parlato, si sono sentiti chiamati in causa a difendere questa terra contro l’esterno, non si sono sentiti discriminati o esclusi.

  4. Il parallelismo tra Trump e Berlusconi mi era apparso evidente fin dall’inizio, ma ad oggi sono sicuro che sia ancora più profondo.
    Praticamente conosciamo già il futuro degli USA dei prossimi 20 anni, forse qualcuno in meno, se si accorgono che qui nel Vecchio Continente abbiamo già visto la stessa storia.
    Sono curioso di vedere quale sindaco di Florence imiterà il Giamburrasca nostrano tra 10 anni.

  5. aggiungo che il “meno peggio” non paga..più e la Clinton non era l’antagonista ideale di Trump e le dichiarazioni post voto del neopresidente (saggie, scontate) dimostrano che la campagna elettorale punta alla vittoria passando attraverso l’esasperazione…dopo è altro

  6. @afrancè qual era senza apostrofo!

  7. Lo scollamento dell’élite politico-mediatica e intellettuale si può leggere anche all’inverso: come costruzione di un avversario ideologico identificato con la cultura in generale. Cosa succede se il nemico diventa non tanto la casta politico-mediatica, quanto proprio la cultura e l’istruzione che produrrebbero solo un’altra casta, un’altra faccia del potere da abbattere?

  8. Quoto tutto, e aggiungerei due considerazioni:
    – Il politically correct: Trump ha urlato che il re è nudo, tutto qui, perché se al linguaggio politically correct non seguono i fatti, la gente si stanca. Qui in Italia ci sarebbe molto da imparare (e.g.: che attenzione c’è nel definire le persone “diversamente abili” e poi tagliare i fondi per la disabilità?).
    – sessismo e scandali: come sopra, forse gli americani guardano ai fatti (economici) piuttosto che alle chiacchiere? Nelle ultime settimane non sono mancati scandali economici ai danni della Clinton, tra inviti a cene spiritiche e utilizzo dei soldi della fondazione per il matrimonio della figlia. E poi Hillary ha scelto di scendere in campo con il brand “Clinton” e non Rodham, e pure Bill non è stato immune da scandali sessuali (comprovati, mentre per Trump non sono stati ammessi).

    Infine, anche oggi (the day after) trovo uno scollamento tra quello che raccontano i media e quello che accade: mentre un’inviata di Rai3 descrive uno scenario terribile per i giovani americani (che non potranno più sperare nel futuro perché lo stato sociale sarà dimenticato), su Facebook Trump scrive che uomini e donne dimenticati non saranno più dimenticati. Bo.

  9. Butto lì il primo parallelo che mi viene in mente: ai corsi di improvvisazione teatrale insegnano che, quando si raggiunge un equilibrio, bisogna introdurre qualcosa che lo ribalti.
    Al pubblico non piacciono le cose scontate: vuole sorprendersi.
    “Il nuovo che avanza” fa geneticamente presa: il Nehandertal era conservativo, il Sapiens azzardato e ottimisticamente spregiudicato (“Fumo, tanto non sarà a me che verrà il cancro!”). A parte qualche cromosoma Di Nehandertal violentata, sappiamo da dove veniamo, alla facciaccia (o proprio per colpa) degli etti di cervello di differenza

  10. Ciao, ho letto con attenzione le tue considerazioni a caldo, che condivido quasi totalmente, tranne un punto che ora discuteremo🙂
    Sto parlando del pensiero numero 3. In primis sono assolutamente convinto che gli USA fossero e sono più che pronti per una presidente donna. Ho dovuto quindi pormi un quesito: gli americani sono in maggioranza sporchi maschilisti? La mia risposta è stata: no.
    Il dato numerico (fonte Washington Post), citato nella trasmissione di Oscar Giannino a Radio24 di oggi: il 52% delle donne bianche, quelle molestate da Trump, NON ha votato per Hillary, bensì per il suo avversario (il libertino assaltatore di donne ha anche conquistato il 78% dell’elettorato evangelico, quello religioso, un po’ bigotto, altro dato che mi ha fatto riflettere). Quindi o le donne bianche americane sbraitano ma in realtà amano sotto sotto farsi molestare, oppure hanno ragionato, moltissime, diversamente.
    Più che una questione di genere negli scandali sessuali, probabilmente innegabili, di Trump io credo che il problema sia lo stesso posto nel punto 2: i media americani palesemente schierati. Se chi riferisce le notizie è di parte, la naturale conseguenza è che lo stesso perde totalmente di credibilità. Non sono mai stato del tutto convinto dalla processione di donne che denunciavano molestie ed abusi, o meglio, non sono mai stato convinto che QUEL modo di raccontare la cosa potesse essere un vantaggio per l’avversaria di Trump. Il perché è sotto ai nostri occhi tutti i giorni: non è la stessa cosa che accade nei media italiani? Scovare qualsiasi cosa possa essere usata contro il proprio avversario, rivoltargliela contro a furor di media, se è vera o falsa, beh, è un problema che ci porremo poi, o che si porrà la Storia, molto poi.
    Mettendo insieme un po’ di cose, in una situazione socio-economica un po’ delicata (http://www.linkiesta.it/it/article/2014/01/26/lamerica-e-sempre-piu-povera-e-diseguale/18998/), nel momento in cui i media soffiano in una direzione, le star della tv, del cinema e della musica soffiano nella stessa direzione (ma davvero servivano Madonna e Lady Gaga?), insieme ai politici attualmente in carica, intellettuali, critici, mondo accademico anche a me personalmente sarebbe venuta voglia di dare un bel calcio a tutto, soprattutto quando la realtà attorno a me è completamente diversa da quella che mi viene descritta. Affermazione che comunque è anche tua, pensiero al punto numero 5.
    Ora voglio lanciare una riflessione finale. Sento dire da molti, e anche io l’ho pensato, che questa è una sconfitta culturale, una vittoria della paura, dell’ignoranza, soprattutto.
    A maggior ragione, allora, dobbiamo sentirci in colpa. Anzitutto è impensabile che molte delle democrazie occidentali siano improvvisamente piombate nell’ignoranza (il Regno Unito con la Brexit, la Francia di Le Pen, la Germania di Alternative fur Deutschland, l’Italia di un po’ tutti), non possiamo cadere nell’errore di banalizzare tutto quello a cui stiamo assistendo attribuendolo a orde di barbari analfabeti, ignoranti, disacculturati. Se lo facciamo continueremo a ripetere lo stesso errore: alzare muri. Muri contro questi ignoranti che non la pensano come noi perché sono ignoranti, devono esserlo, cavoli, guarda come votano, cosa fanno!
    Da aspirante insegnante mi sento profondamente in colpa per tutto ciò. Perché anche io ho avuto la tentazione di pensarmi migliore di tutti per le mie idee. Invece la mia missione trova ancora maggiore forza in queste vicende e nella diversità che ci caratterizza.

  11. Vado per punti.
    1. Rispetto alla domanda sui sondaggi truccati, quel che è successo dimostra solo che si sono sbagliati. Fare un passo in più richiede gole profonde e prove. Che cmq venga fatto un uso improprio questo sì.
    2. Il mito dell’imparzialità è altamente sopravvalutato. La situazione era tale per cui si decide legittimamente di rendere esplicita una propria preferenza, anziché mascherarla sotto un’ipocrita terzietà. La domanda dovrebbe essere perché non è stato efficace tale endorsement.
    3. Concordo.
    4. Bisognerebbe chiedersi chi e perché ha trascinato così al ribasso il dibattito per ottenere copertura media gratuita, con la connivenza dei media stessi e lo sdoganamento di un certo linguaggio da parte dei Social Media, della Fox di turno e dei Tea Party.
    5. Concordo.
    6. In questo caso si fa lo stesso errore superficiale di comunicazione – dipingere gli elettori rozzi come assetati di immedesimazione con il rozzo – di cui peraltro la sinistra italiana è stata maestra quando ha dovuto affrontare Berlusconi.
    Semplicemente, Trump è risultato più credibile, nonostante le imperfezioni, mentre Clinton non lo è risultata proprio a causa di esse.
    E poi l’elettorato è rimasto più o meno lo stesso rispetto ad anni fa e non si capisce perché allora abbia premiato un raffinato come Obama ed oggi no.
    Cordialmente,
    Zeno

  12. Ammetto di essermi fatto abbagliare dai sondaggi e dai media e ammetto che ho fatto di tutto per *non* seguire queste elezioni, nel limite del possibile, ma confesso che ho avuto qualche sospetto nelle considerazioni dopo il primo incontro televisivo. Mi sembrava di aver già visto la situazione: uno compassato e razionale e l’altro sbruffone e pasticcione. E ricordavo anche il risultato.

    Ora mi chiedo: i sondaggi nostrani stanno sbagliando nello stesso modo anche per il prossimo referendum?

  13. Pingback: Campagna elettorale | Ilcomizietto

  14. Ha fatto male a non avere coraggio, io che l’ho avuto a dirlo!😉
    A me vien anche un altro quesito sul ruolo dei sondaggi: non è che molti conservatori temendo che vincesse la Clinton si sono diretti alle urne più in massa di quanto avrebbero fatto o dichiarato? i sondaggi non erano poi del tutto sbagliati perché la settimana passata Trump è risultato per qualche giorno in vantaggio e poi sorpassato, quindi il testa a testa era ipotizzabile. ma non il sorpasso, è vero.

    Sulla canagliaggine di Trump: la Clinton (ma perché poi non si è tenuta il suo cognome? quella donna rimane un concentrato di contraddizioni per me) ha nuovamente sbagliato a cercare di ottenere il consenso dell’elettorato femminile puntando molto la sua campagna sulle accuse all’immagine donnaiola di Trump. Lui (ora) è sposato e un bravo ragazzo con ben 5 figli, ha comunque pubblicamente fatto ammenda e non un vanto del suo passato (oltre che sulle donne anche sulle tasse), e lei a quel punto non doveva ribattere su quel tasto. Cioè, ha perdonato suo marito, mo’ non perdoni Trump che comunque non t’ha fatto niente a te?! Come dicono i sondaggi ex post, solo il 46% delle donne wasp ha votato contro Trump, solo le ispaniche o di origine comunque non nordamerica (non saprei come definire un termine non discriminatorio e meno generico….) hanno votato decisamente contro Trump. Quindi paradossalmente la Clinton è stata tradita proprio dalle sue simili. La Clinton non riesce a entrare in empatia con gli umori sociali, altrimenti ‘ste cose le avrebbe capite da sè. E quindi appare come una presuntuosetta arroccata nella sua torre di avorio. E a un presidente del popolo non può essere concesso, o pari la Maria Antonietta di turno.

  15. “Quindi paradossalmente la Clinton è stata tradita proprio dalle sue simili.”
    Considerando questo, non si spiega nemmeno del tutto il punto 5 secondo cui la Clinton sarebbe sostenuta solo dalla sua elité ma a quanto pare manco da quella al di fuori della realtà mediatica delle celebs diciamo. Per Trump invece l’identificazione delle classi basse con lui malgrado la sua ricchezza segue il solito principio aspirazionale “se ce l’ha fatta lui ce la posso fare anch’io”. Il trickling down effect come si chiamava una volta in marketing non muore mai.
    La Clinton è stata troppo spinta, ma alla fine messa in ombra proprio da chi la sosteneva, se ti circondi di personalità forti se non rifulgi tra loro, queste loro malgrado ti schiacciano. E poi viene da pensare “e che non ce la fai da te?”. Insomma il tutto è sembrato un’operazione contro Trump piuttosto che pro Hilary, troppo accanimento non ha pagato.
    In ogni caso non so perché credo che Trump non arriverà a fine mandato, un qualche impeachment tra un annetto non glielo leva nessuno…

  16. In effetti e’ difficile, per chi ha studiato le cose, tipo che gli elefanti non possono volare, tornare a capire le farneticazioni di quanti non le hanno studiate e che credono all’esistenza di Dumbo. E che si aspetterebbero di vedersi rappresentati da giornalisti e vip che ragionino come se Dumbo possa esistere, la cosiddetta “realta’” da cui media e politici risulterebbero scollati.
    E non credo che i sondaggi fossero truccati e usati a scopo di manipolazione; anche perche’ se cosi’ fosse, i manipolatori avrebbero capito gia’ da un po’ che cosi’ sortiscono l’effetto contrario.

  17. le donne bianche (quelle poco istruite che come gli uomini hanno votato Trump) non amano farsi molestare, il punto è un altro: a leggere certe analisi che circolano sul web (non questa) sembra che Trump non faccia che molestare e dare della troia o della cagna a ogni donna con cui parla ma guardate che alle operaie e alle cameriere bianche povere che non hanno finito le scuole lui non ha dato della cagna o della troia, lui è andato nelle loro cittadine ad ascoltarle o a fingere di ascoltarle ma non importa perchè nessun politico tradizionale le ha mai ascoltate prima, finchè non si capisce questo non si capisce nulla. Le donne nere e latine hanno votato Hillary perchè era in continuità con Obama che è afro-americano e non vuole fare muri del cazzo contro i messicani. All’operaia bianca sovrappeso del Michigan non gli importa nulla che Trump abbia insultato l’attrice e conduttrice Rosie O’ Donnell per il suo aspetto fisico, perchè lei non è Rosie O’ Donnell, dal punto di vista di quell’ operaia Rosie O’ Donnell è un’attrice e conduttrice televisiva, appartiene a un altro mondo, una “ricca e famosa” che forse si interessa ai diritti delle persone LGBT, ai matrimoni gay ecc.ma non si interessa ai suoi diritti, non è venuta fino in Michigan a starla a sentire, Donald Trump l’ha fatto, anche lui è uno “ricco e famoso” che sta in televisione, appartiene allo stesso mondo di Rosie O’ Donnell ma ha deciso di scendere dall’Olimpo per venire nel piccolo insignificante mondo dell’operaia sovrappeso del Michigan e non l’ha offesa, non le ha dato della cicciona, l’ha ascoltata (forse ha fatto finta ma l’operaia non lo sa e comunque nessun politico importante, nessun “famoso” l’ha mai ascoltata prima) e ha promesso di aiutarla.
    Ecco perchè l’operaia sovrappeso del Michigan che in TV guarda sia Rosie sia Donald ha votato Donald.

  18. A mio avviso, Paolo ha ragione: la penso come lui.
    Quel rozzo e cafone di Trump ha ‘ascoltato’ persone in reale difficoltà e donne che passano tutta la loro vita a essere trascurate e a sentirsi nessuno. Ricordo che, durante la campagna elettorale, Trump disse persino qualcosa come “I love the poorly educated”. Per chi ha poco o niente, per chi non ha potuto studiare e sa di essere socialmente ai margini, parole del genere significano attenzione, considerazione, anche se sono false. Ed è attenzione e considerazione che proviene addirittura da un uomo ricco.
    Ovvio poi che una donna del popolo, che fatica ogni giorno per campare e che è costretta a vedersi imbruttire e invecchiare in fretta perché svolge mestieri usuranti, se ne freghi altamente dell’endorsement pro Hillary di donne dello spettacolo truccatissime, vestite bene, sempre perfette e ricchissime. Anzi, quell’endorsement può dare un grande fastidio.

    Per il resto:
    1) a mio parere, è probabile che nei sondaggi telefonici parecchie persone abbiano mentito. Succede, soprattutto se un candidato non è politically correct o è considerato dai media impresentabile e pericoloso.
    2) sì, anche i media americani possono soffrire di parzialità oltre che di asinite.
    3) concordo: la campagna elettorale è stata inguardabile, tanto che il pensiero ricorrente di molti era che gli americani avrebbero dovuto votare turandosi il naso.
    4) tendo a pensare che l’America sarebbe stata pronta per un Presidente donna. Semplicemente, la Clinton era impresentabile quanto Trump; solo che, a differenza di Trump, era anche un personaggio ‘vecchio’: moglie di un ex Presidente, già in lotta con Obama per le presidenziali e segretario di Stato. Se poi avesse vinto, avrebbe conferito al marito Bill un incarico importante. Insomma, una dinastia al potere da decenni. Ma in USA non vige un regime monarchico.
    5) Concordo sullo scollamento dalla realtà dell’élite politico-mediatica. Questo è un problema che esiste anche in una certa parte dell’élite politico-intellettuale nostrana, e non si insisterà mai abbastanza sulla gravità di simili atteggiamenti, che hanno una pessima ricaduta a livello sociale.

    Quanto agli scandali sessuali, Bill Clinton non è secondo a nessuno. Non è che sia antitetico rispetto a Trump, eh. Chi non ricorda le sue ‘gesta’?
    Ebbene, durante la campagna elettorale la Clinton ha persino pubblicato, nel giorno dell’anniversario delle sue nozze, una foto del suo matrimonio scrivendo qualcosa del tipo “sembra ieri”. Un’impressione che si ricava da questa (patetica?) celebrazione del suo matrimonio è appunto quella di avere di fronte una donna disposta a sfruttare tutto – persino il matrimonio con un fedifrago seriale – per salvare il brand Clinton e poter così accedere alla presidenza degli USA. Non è una gran bella figura. A me Trump fa ribrezzo, ma non riesco a stimare una donna che accetta tutto da parte del marito in nome della carriera.
    Molti anni fa, la Clinton offese le casalinghe americane intente a preparare biscotti, sentendosi emancipata e superiore perché in carriera. Be’, magari alcune di quelle casalinghe da lei tanto disprezzate avevano e hanno matrimoni molto più decorosi del suo, o affetti che lei non ha e non avrà mai.

  19. credo anch’io che gli endorsment pro-Hillary di star del cinema e pop star (“perfette” o meno che siano) non servano a niente. La gente comune se ne frega di sapere cosa vota Robert De Niro o Meryl Streep

  20. Voyage au bout de la nuit
    Journey to the End of the Night
    Viaggio al termine della notte

    [citato anche da wikipedia]
    « Ve lo dico io, gentucola, coglioni della vita, bastonati, derubati, sudati da sempre, vi avverto, quando i grandi di questo mondo si mettono ad amarvi, è che vogliono ridurvi in salsicce da battaglia… È il segnale… È infallibile. È con l’amore che comincia. »

    Tradotto anche per noi. Basta contarci palle. Tu casalinga di Voghera sei una povera deficiente, vittima sì di un sistema sessista che ti considera una vecchia racchia rimbambita, ma un sistema che sa farsi amare perché ti dice che “sei utile al paese e non devi cambiare”.

    Votate Renzi (Sì), vi raccomando!

  21. Io invece mi sono proprio fidata dei media ed ero convinta che avrebbe vinto Clinton. Quando poi ha vinto Trump mi sono detta anch’io che aveva ragione nel dire che i sondaggi erano truccati. A giudicare da quello che dicevano i media sembrava davvero che il sex – gate avesse affossato Trump; tra l’altro prima delle intercettazioni i media sembrava dessero per favorito proprio Trump, forse senza volerlo.

  22. e immancabile è ripartita la gara a chi riesce a “mostrificare” di più, in questo caso Trump.
    l’esperienza non insegna evidentemente

  23. La Clinton continua a dare prova di poca umiltà dando colpa all’FBI per la sua sconfitta invece di considerare le proprie respondabilità nella mancata vittoria… come volevasi dimostrare

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