Perché la foto di Renzi che fa la spesa col carrello è sbagliata

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Premetto che sono d’accordo con quanto oggi ha scritto Sofia Ventura su QN Quotidiano Nazionale a proposito del fatto che l’immagine apparsa su Chi di Renzi che fa la spesa con il carrello (fai clic per ingrandirla) ci restituisca un Renzi “finto” e “poco credibile”. Aggiungo allora le principali ragioni per cui credo che quell’immagine sia non solo poco credibile, ma del tutto sbagliata, dato il contesto e il momento in cui è pubblicata:

  1. Il carrello: non solo è grande, ma è pieno, stracolmo. Chiunque sa che riempire a quel modo un carrello di quelle dimensioni costa parecchio. Quante famiglie, oggi in Italia, possono davvero permettersi una ‘spesona’ di quel tipo alla Coop? (È una Coop, guarda bene i detersivi.) In un momento in cui l’Istat dice che circa 17 milioni di italiani sono alle soglie della povertà, un momento in cui Renzi e il PD sono accusati di vivere troppo staccati e lontani dalla realtà del paese, era proprio il caso di ostentare un carrellone ricolmo?
  2. L’effetto di finzione. Concordo con Sofia Ventura, dicevo, sul fatto che l’immagine appaia finta, poco credibile. Provo a spiegare da dove nasce la finzione. Molti dei prodotti che stanno nel carrello di Renzi non si vedono (tranne il pandoro e poco altro), perché raccolti in buste colorate. Ma quando mai, nella vita di tutti i giorni, si imbustano i prodotti appena presi dagli scaffali, ancor prima di andare a pagarli? [Aggiornamento: lo fai quando usi il lettore ottico, mi ricordano su Facebook. Vero: personalmente non lo faccio quasi mai e mi era sfuggito. Ma li disponi in buste colorate e variopinte che vengono bene in foto? Mah. Un carrello fotograficamente realistico è un carrello disordinato con roba ammucchiata a casaccio e tutta in vista (poi c’è il problema di mostrare in foto le marche, certo). Preciso che un conto è la realtà, un altro è una rappresentazione fotografica che sia realistica. Le due cose non coincidono quasi mai. O qualcuno ancora crede che su CHI possa apparire una foto di Renzi NON progettata e NON concordata? Suvvia.] Renzi è isolato, non c’è nessuno sullo sfondo. È chiaro che, nella vita reale, si può fare la spesa anche in orari in cui non c’è quasi nessuno, ma non sarebbe stato meglio ritrarlo in mezzo ad altre persone che fanno la spesa e magari gli si avvicinano e gli parlano, sia per rendere più realistica la foto, sia per dare l’idea di un leader “che vive in mezzo alla gggente”?
  3. Il broncio. L’abbiamo capito che Renzi in questi giorni è mesto per come sono andate le cose. (L’aveva scritto anche su Facebook: “non sono un robot”.) Ma insistere su questa mestizia può indurre i malpensanti a cattivi pensieri: non ti piace fare la spesa come una persona normale, eh? Meglio fare il Presidente del Consiglio e mangiare sempre al ristorante, eh? Preferisci fare la bella vita, eh? Ci sono 17 milioni di italiani che sarebbero felicissimi di potersi permettere una spesa come quella. Altro che broncio.
  4. Una foto del passato. C’è un’altra foto con carrello della spesa, nel passato recente del PD, che destò molte polemiche: era il 2012 quando Anna Finocchiaro fu ritratta mentre faceva acquisti all’Ikea assieme agli uomini della scorta, che per l’occasione portavano il carrello. Si disse che a questo servivano: a fare da maggiordomi. Si disse che, proprio perché portavano il carrello, non avrebbero potuto intervenire in caso di pericolo. Si disse di tutto, insomma. Oggi Renzi appare solo, senza scorta. Ma era proprio il caso di tornare su questo terreno minato? Era il caso di riprendere una sceneggiatura già bollata di elitismo e distacco dalla realtà? Per me no, decisamente no.
  5. L’ennesimo errore di comunicazione. Sono anni che scrivo che Renzi non è mai stato il “bravo comunicatore” che dicono. Se fai una ricerca su questo blog con la parola “Renzi” trovi decine di articoli in cui annotavo difetti, sottolineavo rischi, dubitavo dell’efficacia di questo e quello. Noto ora che, nonostante l’esito del referendum, Renzi e chi lo consiglia ripropongono il solito stile di comunicazione – apparire pur di apparire, spesso in modo patinato e finto – quello che lo ha portato a sbattere. Ma non imparano niente dagli errori?

24 risposte a “Perché la foto di Renzi che fa la spesa col carrello è sbagliata

  1. Onorata della citazione 🙂 Buone feste!

  2. Condivido tutte le tue osservazioni, e mi dispiace non aver letto Sofia. Eppure non e’ stupido…

  3. Riguardo il punto 2., l’analisi di Renzi come isolato non regge:
    – come scrivono anche in Wired, Renzi stava usando il Salvatempo (che ti permette di passare il codice a barre del prodotto con un telecomando, evitandoti di farlo alla cassa. Così puoi imbustare direttamente i prodotti nel carrello, mentre fai la spesa).
    – stava facendo la spesa in una Coop nel paesino di provincia, possibile che non sia così affollato.

    A me chi sembra, invece, essere isolato dalla realtà è proprio lei, cara professoressa.

  4. Evidentemente non sanno neppure di farli (nel senso che non li considerano tali).

  5. Che l’immagine appaia a scatto predisposto o preparato non ci piove; tuttavia ci sta che la spesa sia già imbustata. Faccio così anch’io, usando il “salvatempo”, passo i prodotti con il lettore e li imbusto nel carrello.
    Ci sta anche che sia isolato, è in angolo in un passaggio strettino; è l’impressione generale che la fa apparire vecchia (di tempo fa), mal fatta, e fa pensare ad un fotomontaggio.
    Buona giornata

  6. articolo pieno di luoghi comuni, ma se il riferimento è quella immensa intellettuale che è Sofia Ventura siamo a posto..
    e sì, esistono persone che nella vita reale, proprio per risparmiare tempo, usano il lettore ottico, che si portano le buste da casa (anche se per questioni estetiche ammetto di preferire quelle che fornisce una piccola catena che si chiama Verdura perché sono elegantemente nere) e sono colorate come quelle che forniscono tutti i supermercati.
    Ah, con 3 figli a casa, e un reddito decente, troverei un “filo” più finto un carrello frugale.
    E un filo più snob un pandoro di pasticceria prodotto a km 0 con sani ingredienti “del contadino”.
    Miseria, come siamo messi male.

  7. Ho tre figli, vado alla Coop, il mio carrello è esattamente così, uso il Salvatampo, scelgo quando posso orari con meno gente, la faccia è come la mia: stonato dalla lunga spesa, alla ricerca di un prodotto o cercando di richiamare alla memoria cosa minchia mi sono scordato. I sacchetti della spesa diversi e colorati sono quelli che ti vende la coop o ti vendono altri negli anni, che accumuli e ritiri fuori a caso quando li metti in macchina. Foto perfetta.

  8. Mi sa che vedete strategie di comunicazione dappertutto… qui c’è poco di strategico, ma sapete chi è il direttore di Chi, no? Le buste colorate non sono di Babbo Natale sono proprio le buste plastificate della Coop in vendita in qualsiasi banco Coop a circa 1 euro e ce le ho anch’io…

  9. Francamente preferivo un suo commento sulla comunicazione del Referendum visto che ci sono stati alcuni errori marchiani che nessuno ha notato e speravo in lei 😉

  10. Quindi anche la foto della Finocchiaro su “Chi” è concordata? 🙂

  11. Gentilissima e Bellissima Professoressa, Ella è certamente più dotta del sottoscritto, umile operaio nella vigna della comunicazione. Purtuttavia, io dissento dalla sua analisi, che evidentemente non ha colto quale sia il target cui l’immagine si rivolge, e a cui lei resta insensibile in quanto essere di sesso femminile, emancipata, un angelo lontano dai dolori dell’uomo qualunque.

    Quindi mi permetto di inoltrarle la mia controanalisi di perché l’immagine del Renzi sia destinata a innescare una sublime empatia:
    – tutti i maschi eterosessuali odiano fare la spesa (lo odiano, lo odiano, lo odiano), e anche l’espressione del Renzi lo comunica, il suo sguardo è la Blue Steel dell’odio per il supermercato;
    – è solo, solo, solo, solo e abbandonato, persino il titolare dell’altro carrello se ne è andato per non stare nei suoi pressi;
    – ha l’aria di quello che è passato dalle stelle alle stalle: ieri davanti allo champagne con Obama, oggi davanti all’alcool denaturato, da solo (forse se lo beve pure, quell’alcool, perché non può permettersi manco il Tavernello, #poraccio);
    – avendo perso il lavoro, si vergogna a mostrare i prodotti primo prezzo che sta comprando, e li nasconde astutamente dentro alle borse, ma siccome è un #poraccio, ha le borze tutte diverse, collezionate in anni di visite al supermercato, o forse raccattate alla Caritas;
    – ha nel carrello un pandoro Bauli e gli EstaThe, segnale inequivocabile che lo aspetta una festicciola di Natale dei figli con gli amichetti, non si può nemmeno godere la tavernetta in santa pace, è disoccupato e in balìa delle dispotiche esigenze della famiglia (e si vendica simbolicamente mettendo il Bauli a testa in giù, come una sorta di Croce di Pietro del consumismo;
    – per il combinato dei precedenti punti, esibisce fuori dai sacchetti gli unici prodotti di marca, #poraccio;
    – ha tenuto indosso il piumino, segno inequivocabile che Agnese gli ha detto “entriamo a prende’ du’ ‘ose”, e invece son dentro da un’ora, e lui sta sudando come un vitello, e probabilmente gli si è pezzata l’ascella (questo rafforza anche il concetto al secondo punto);
    – l’immagine è raffinatamente allineata con lo stile e il mood di uno dei profili Instagram di successo (278mila follower) tra i cultori della sfigata condizione maschile – miserable_men (che mi permetto di consiglarLe).

    A uno così gli vorrei bene fosse anche Salvini.

  12. A mio parere, i ‘difetti’ di quest’immagine sono il carrello troppo pieno e l’atmosfera patinata, d’altro canto ovvia se si pensa che a pubblicarla è stato “Chi”. Che sia un’immagine concordata non ci piove, si vede bene e perciò è inutile, non serve a riposizionare il leader ma può anzi attirare critiche.
    Per il resto, le buste sono normali buste coop, colorate e molto belle, che ho anch’io. Chi frequenta le coop le conosce (ma forse, per fare questa foto, avrebbe dovuto evitare di usarle, dato che non tutti le conoscono e possono dare l’impressione di essere troppo belle). Per fare la spesa, Renzi ha usato il salvatempo, come è stato già detto, e ha imbustato tutto.
    Che sia solo non mi colpisce: è in un angolo stretto. E dovrebbe trattarsi di una coop di un piccolo centro, quindi non molto affollata. La solitudine non è necessariamente un dato negativo nella foto di un leader: tutto dipende dal modo in cui il leader è ritratto.

  13. No, hanno un’arroganza tale i politici di questa generazione (la mia, purtroppo), che non imparano niente dagli errori. A livello nazionale e anche a livello locale.

  14. C’è da dire che se nella stessa,identica foto Renzi avesse avuto nel carrello soltanto una busta colorata, le critiche sarebbero piovute comunque: qualcuno avrebbe potuto ironizzare sulla ‘povertà’ del suo carrello, vedendo in essa una smaccata finzione. Insomma, probabilmente quello della spesa al supermercato è un territorio minato.

    Forse sarebbe stato opportuno riprenderlo girato verso uno scaffale e di profilo, tutto concentrato ad afferrare un prodotto e con un carrello non ancora pieno e con prodotti gettati alla rinfusa. Però poi c’è il problema della visibilità delle marche dei prodotti. D’altra parte, in questa foto si vede chiaramente un pandoro Bauli.
    Non so, forse sarebbe stato opportuno evitare questo genere d’immagini.

  15. Per chiarire il mio pensiero, io credo che questa immagine sia strategica, ma per la linea editoriale di Chi, non di Renzi, e mostrarlo così triste (non ha una bella cera qui direi), solo e sconsolato che gli tocca pure la spesa sembra l’emblema della sua delusione, Di sicuro Signorini una foto così di Berlusconi non la pubblica neppure sotto tortura…

  16. Buongiorno, non voglio difendere Renzi perché come polito non mi piace….. Però. Posso dire che a Firenze, come in tutte le città della Toscana, la spesa la puoi fare con il salvatempo…. Mi spiego meglio… Batti tutti i codici degli oggetti e imbusti…. Alla cassa consegni la pistola(salvatempo). Se ingrandite bene la foto, la potete intravedere vicino alla mano…. Basta attaccare persone inutilmente…

  17. Pingback: Perché la foto di Renzi che fa la spesa col carrello è sbagliata | D I S . A M B . I G U A N D O | NUOVA RESISTENZA antifa'

  18. Vorrei capire, in concordanza anche con il suo post precedente sull’interesse di Eco per le nuove tecnologie, qual è il suo di rapporto con le nuove tecnologie? Qual è il senso di pubblicare su un blog contenuti anche interessanti se lei non partecipa mai alla discussione? Da quello che si si capisce lei partecipa più su FB che sul suo blog, lo trovo piuttosto strano. Come si può pretendere poi di fare una critica anche ragionata all’uso che fanno gli altri – politici, intellettuali, imprese, enti, individui e personaggi vari – delle nuove tecnologie? Non lo trovo intellettualmente onesto in tutta franchezza.

  19. Buon Natale eh 😉

  20. Sì d’accordo ma vale sempre la regola “poco se lo valuto, tanto se lo confronto” per cui da una seria comparazione esce sempre il migliore!
    Sergio

  21. Per me può farsi tutte le foto che vuole, tanto non andrò mai a guardarle.

  22. In quanto fotografo io mi soffermo solo sul solito “patinata e finta”. Quella foto fa schifo, anzi, mi fa schifo. A confronto con le foto di qualsiasi politico USA le nostre sono roba da cellulare. La famosa (almeno per me è famosa) foto in cui Obama abbraccia la moglie per la gioia della vincita è stata citata più volte come esempio di finzione che è difficile stanare perché richiede un sottile ragionamento, non immediato: quindi vince l’impatto. Essere circondati da fotografi che ogni volta che fanno click producono una immagine di livello differente da uno che non fa questo mestiere non mi sembra strano.

    Quello che mi aspetto dai fotografi professionisti è, se non siamo in un ambito in cui cogliere un attimo è sempre da bilanciare con la sopravvivenza del fotografo stesso (guerra, terrorismo, disastri), di fare un lavoro esteticamente gradevole, sempre. Anche se stanno fotografando uno che si pulisce il naso o si gratta il sedere. Me lo aspetto, lo richiedo, lo esigo: si tratta di un professionista il cui lavoro non comprende solo “essere li e fare click” ma, oltre a cogliere l’attimo utile a chi poi dovrà sceglierlo, farlo con alcune “regolette” di composizione e tecnica. Se il “patinato” si riferisce a questo, rifiuto che si discosti dalla verità registrata meccanicamente dal mezzo fotografico solo per l’abitudine estetica insita nel mestiere del fotografo che non sia un ammiratore di Luigi Ghirri. Doverla “fare male” solo per fare finta che sia più realistica non sarebbe accettabile, per me. Sono, del resto, uno di quelli che non fa una colpa a McCurry se toglie gli elementi di disturbo.

    Su tutto il resto dell’analisi non ho nulla da eccepire: sono certo che ci sono ottime motivazioni per trovarsi nelle stesse identiche condizioni di Renzi, ma lo trovo, come lei, poco credibile. E’ solo una brutta foto, per il resto. Finta magari, ma patinata… che vorrebbe dire? E una volta che lo ha definito, è vero?

  23. Mi dispiace, ma anche io concordo con le critiche al post. Chi usa il salvatempo imbusta in modo ordinato ed efficace i prodotti esattamente come nella foto. Inoltre di carrelli stracolmi nelle varie coop se ne vedono quotidianamente, anche al di fuori del periodo festivo. Infine, come ha osservato qualcuno, per una famiglia di cinque persone mi sembra quasi il minimo.

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