Quando il marketing fa marketing di se stesso

marketing

Per introdurre e posizionare sul mercato un nuovo marchio, servizio o prodotto, occorre anzitutto trovargli un nome (è il cosiddetto naming). Poi bisogna dotarlo di significato, arricchire questo significato di emozioni, arredare di situazioni, cose, persone, eventi il mondo immaginario in cui il nuovo marchio (servizio, prodotto) andrà a vivere. Nei casi migliori (cioè non sempre, nonostante l’abuso odierno del termine storytelling), l’arricchimento semantico è organizzato in storie coerenti e interessanti. Ebbene, il marketing applica lo stesso metodo a se stesso, inventando sempre nuovi servizi e nuove specializzazioni nel suo ambito, con l’obiettivo di posizionare sul mercato e vendere sempre nuovi corsi di formazione, libri, curricoli accademici, ruoli professionali. Spesso però si limita alla prima parte di questo processo: l’invenzione di nuove etichette. Perciò a volte accade che, lasciate sole, queste etichette muoiano presto, come certe mode effimere.

Nel 2009 feci raccogliere a una laureanda, per la sua tesi di laurea triennale, i nomi dei settori del marketing che allora erano più in voga. Ne venne fuori una lista di circa 80 etichette, corrispondenti, a quanto pare, a diverse specificazioni (specializzazioni, settori) del marketing contemporaneo. Nel tempo ho aggiornato la lista iniziale, ma non in modo sistematico. La propongo qui di seguito, in cerca di un contributo da parte di chi legge: mi aiuti ad aggiungere etichette che fin qui mi siano sfuggite e a cancellare quelle ormai definitivamente fuori moda? Grazie! 😀

Anti-Marketing
Archetypal Marketing
Authenticity Marketing
Buzz Marketing
Cause Related Marketing
Chrono-Marketing
Co-Marketing
Community Marketing
Convergence Marketing
Contextual Marketing
Counter Marketing
Creative Marketing
Cult Marketing
Customer Centric Marketing
Database Marketing
Eco-Marketing
Emotion Marketing
Empowerment Marketing
Entrepreneurial Marketing
Environmental Marketing
Ethnic Marketing
Ethno-marketing
Event Marketing
Existential Marketing
Expeditionary Marketing
Experience Marketing
Exponential Marketing
Family Marketing
Geo-marketing
Grass Roots Marketing
Green Marketing
Guerrilla Marketing
Holistic Marketing
Inbound Marketing
Interactive Marketing
Knowledge Marketing
Life Event Marketing
Loyalty Marketing
Macro Marketing
Maxi Marketing
Mega Marketing
Micromarketing
Multilevel Marketing
Multi-Sensory Marketing
Network Marketing
Neural Marketing
Niche Marketing
Non Business Marketing
Nostalgia Marketing
Olfactory Marketing
One-to-One Marketing
Permission Marketing
Scarcity Marketing
Sensory Marketing
Situational Marketing
Slow Marketing
Social Marketing
Social Media Marketing
Societal Marketing
Solution Marketing
Stakeholder Marketing
Stealth Marketing
Street Marketing
Sustainable Marketing
Radical Marketing
Real Time Marketing
Relationship Marketing
Retro-marketing
Reverse Marketing
Symbiotic Marketing
Time Based Marketing
Total Relationship Marketing
Trade Marketing
Trend Marketing
Tribal Marketing
Turbo Marketing
Undercover Marketing
Value Marketing
Viral Marketing
Yield Marketing

Idea per una tesi triennale: uno studio sistematico sull’origine, il posizionamento, i significati e gli intrecci di tutti questi settori del marketing.

7 risposte a “Quando il marketing fa marketing di se stesso

  1. Buongiorno Prof. Cosenza, molto interessante il suo post, mi sono laureata un paio di mesi fa con il Prof. Pellerey con una tesi sui seminari esperienziali e sto proseguendo alcune ricerche su una categoria che ho definito “Podcast motivational marketing”. Sto ascoltando i contributi di diversi operatori del settore per comparare i vari contenuti ed ho notato che è invasa la pratica di promuoversi a vicenda tra Podcaster. Buona giornata

  2. mi viene in mente anche “content marketing”…

  3. poi c’è anche l’originaria distinzione strategic vs. operational marketing, ma forse ormai non ha più senso?

  4. digital marketing va per la maggiore. Poi mi viene in mente pull marketing vs push marketing, il pull è usato in America come noi usiamo inbound.

  5. E questo spot vi piace? Ne siamo tutti pazzi!

  6. Sono un curioso,non uno studente nè un esperto .Ma per pubblicizzare un mio servizio adotterei una strategia simile forse a quella del “content marketing”.In primo luogo garantire la soddisfazione del possibile cliente/fruitore è l’esito più giusto.Quindi uno specifico “piano comunicativo-emotivo” dei contenuti che piaccia e rassicuri più degli altri qualsiasi particolare e personale attesa del fruitore.Bisogna far sì che l’acquirente dopo l’attività di marketing acquisti con soddisfazione il prodotto agognato. Per redigere una nuova lista sia aggiungendo sia togliendo delle “etichette “,forse sarebbe utile tradurre in italiano i singoli elementi dell’elenco magari con una sintetica frase analogica (smilitudine o metafora).

  7. Altrimenti sarà tutto come una “bolla”,un etereo rovesciarsi adosso cascate inesauribili di parole ineffettuali!

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