Di Battista e Salvini su Facebook. Come usano questo mezzo due fra i politici italiani più social?

Alessandro_Di_Battista Matteo_Salvini

Pubblico oggi, riprendendola dalle tesi di laurea in Scienze della comunicazione discusse nella sessione di novembre 2016, la ricerca che Filippo Antoniacci ha fatto sul modo in cui Alessandro Di Battista e Matteo Salvini – due fra i politici italiani al momento più attivi sui social media – usano Facebook. Filippo ha preso in esame ciò che i due leader hanno pubblicato sulle loro pagine Facebook nelle settimane a ridosso delle elezioni amministrative dell’anno scorso, dal 1 giugno 2016, passando dal giorno del voto, il 5 giugno 2016, fino al ballottaggio, avvenuto il 19 giugno 2016. Queste le principali conclusioni della tesi:

«Entrambi i politici fanno di Facebook il canale informativo privilegiato non solo durante il periodo preso in esame, ma in tutta la loro vita politica. Pur adottando strategie di comunicazione molto diverse, è innegabile che la loro popolarità sia strettamente collegata all’uso del social network, che è sempre stato e continua a essere un mezzo decisivo per accrescere la loro fama e il loro bacino elettorale.

Per Salvini la scelta di aggiornare ripetutamente la propria pagina Facebook è un segnale di presenza fissa e costante nella vita politica, come a ribadire la volontà di essere partecipe e interessato a qualunque tipo di notizia. Usa uno stile diretto, semplice, lasciando da parte statistiche e dati tecnici a favore di contenuti in cui la figura del leader è quasi sempre presente. Ad avvantaggiarsi di questo stile è il messaggio complessivo lanciato sulla pagina Facebook, facilmente comprensibile da parte di tutti. La scelta di non rispondere a nessun commento tra quelli presi in esame non può essere considerata come positiva. Evitando l’interazione con i potenziali elettori, Salvini si dimostra, direttamente o indirettamente, non interessato alle loro opinioni. Questa scelta stride con la sua strategia di comunicazione complessiva.

Di Battista, nel periodo esaminato, rivolge l’attenzione a quanto accade nella capitale, dedicando gran parte dei post all’argomento. Anche lui aggiorna quotidianamente la propria pagina, accompagnando molti dei suoi post con testi piuttosto lunghi. La strategia adottata prevede un coinvolgimento totale dei cittadini, che sono messi di fronte a una continua scelta fra “noi” e “loro”. In questo senso la scelta di rispondere alla maggior parte dei commenti è coerente con la necessità, da parte del leader, di mostrare una faccia nuova della politica, realmente interessata alle opinioni degli elettori.

Come ho cercato di mostrare con l’analisi, entrambi ottengono un buon riscontro da parte dei fan, molti dei quali sono elettori effettivi dei rispettivi schieramenti. Pur con uno stile diverso nell’uso del mezzo, il fatto che entrambi abbiano in soli tre anni aumentato il proprio bacino di voti testimonia come un uso consapevole e intelligente di questo social network possa condizionare e spostare gli equilibri di qualsiasi campagna elettorale.» (tratto dalle “Conclusioni” della tesi di laurea in Scienze della comunicazione di Filippo Antoniacci).

Scarica da qui la tesi di laurea triennale di Filippo Antoniacci: “Facebook e politica, la nuova era della comunicazione. I casi Salvini e Di Battista”.

 

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