Triennale in Scienze della comunicazione + Master = il lavoro che volevi

Scienze della comunicazione

Ricevo da Veronica, ex studentessa della triennale in Scienze della comunicazione, prima, e del Master in Comunicazione, Management e Nuovi Media, poi, un’altra testimonianza di come questo percorso di studi possa portare – contrariamente a tutti gli stereotipi e pregiudizi sull’inutilità di “Scienze delle merendine” – a un inserimento nel mondo del lavoro rapido, soddisfacente e pertinente rispetto ai propri studi. Ecco cosa mi ha scritto Veronica:

Cara Giovanna, le scrivo perché la collaborazione con lei ha segnato tutti i passi importanti della mia carriera accademica e lavorativa, quindi mi piacerebbe poter raccontare la mia normalissima storia.

Di ritorno dall’Erasmus in Belgio, decisi di proporre il mio tirocinio curriculare preso un’agenzia di eventi di Zola Predosa, in provincia di Bologna. Nei miei sei mesi all’estero infatti avevo capito che essere “dietro le quinte” poteva essere un settore che avrebbe potuto entusiasmarmi. Lei fu la mia coordinatrice e nel novembre 2007 iniziai questa avventura. Nel marzo dell’anno successivo, a un mese dalla fine del tirocinio, mi proposero l’assunzione per sostituzione maternità: panico generale in famiglia per paura che io potessi abbandonare gli studi, dato che mancavano ancora cinque esami e la tesi. Li convinsi e accettai. Iniziai a lavorare a tempo pieno nel mondo degli eventi, bolognesi e non, fino a laurearmi nel marzo 2009, sempre grazie a lei come mia relatrice. Capite le dinamiche di impegno, decisi di non proseguire con la laurea specialistica ma di iscrivermi al suo MasterCom a San Marino, dato che mi permetteva di frequentare un weekend al mese, formula ideale. In quello stesso anno la mia azienda diventò parte di un importante gruppo multinazionale con sede a Bologna e contestualmente, oltre al trasferimento di ufficio, arrivò il celeberrimo e ambito “tempo indeterminato”.

Riuscii a terminare il Master nel 2012 e capii come tutte queste cose mi avevano formato: il mio carattere era più forte, la timidezza una silenziosa vecchia amica che si faceva vedere solo se necessario. Da quel novembre 2007, quando mi cimentai subito nel primo grande evento, sono passati dieci anni e ora sono qui a raccontarle che proprio in questo novembre 2017 ho ricevuto una comunicazione per me molto importante: diventerò la responsabile di produzione, con un fantastico team di lavoro che mi supporta.

Grazie a lei che mi ha dato la forza di chiedere di più al mio carattere riservato e grazie al mio capo – che è tale tutt’ora – che allora capì che i miei timori da ventunenne potevano essere superati e che il tirocinio non mi sarebbe bastato. Volevo di più. E ora eccomi qui. Un’altra sfida importante, perché dovrò chiedere a me stessa ancora più forza, ancora più decisione e ancora più autorevolezza.

Ma so che Scienze delle Merendine mi ha fatto capire che le proprie scelte sono importanti e non vanno accantonate perché i più non sanno cosa tu stia facendo: questo in genere porta sospetto e da lì derisione. Alla mia laurea infatti ho distribuito brioches con fierezza per tutto il dipartimento, come giustamente imposto dalle mie amiche durante i festeggiamenti. Ma noi sappiamo che una merendina dev’essere pubblicizzata per essere venduta… La pubblicità per me è diventata l’evento: sia chiaro, non esistono orari, non esistono weekend. Nessuno regala niente. Ma la soddisfazione che mi può dare un evento andato bene, in cui il cliente fa i complimenti e il capo annuisce con approvazione… Be’, non potrei volere e chiedere niente di meglio.

Grazie Giovanna che ci ha fatto vedere oltre, grazie al mio capo che ha visto qualcosa in me che nemmeno io riuscivo a vedere. Ora i miei occhi sono ben spalancati. In bocca al lupo a chi con orgoglio deciderà che la COMUNICAZIONE sarà la propria vita. Veronica (Scritto durante un allestimento in circuito a Imola, di sabato, alle 8 di mattina.)

Una risposta a “Triennale in Scienze della comunicazione + Master = il lavoro che volevi

  1. Direi che affermazioni come quelle di Feltri infatti siano inaccettabili, però bisogna anche che qualche accademico si abbassi pure a dirglielo. In più credo sia anche l’ora di far entrare le lauree specialistiche in SdC nel novero di quelle che possono accedere all’insegnamento scolastico, per esempio a filosofia o pedagogia

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