Archivi del mese: febbraio 2018

Un tirocinio extracurricolare nel campo delle PR e della comunicazione del vino

Fruiteccom
Ricevo da Fruitecomazienda che negli anni ho visto crescere e dove hanno fatto esperienza diversi studenti e studentesse di Scienze della comunicazione (alcuni/e oggi lavorano lì) – una proposta di tirocinio extracurricolare con rimborso spese (500 euro + buoni pasto). Sei il/la candidato/a ideale se hai:

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Un tirocinio curricolare in Social Media Management delle istituzioni universitarie (italiane e internazionali)

Distal_Unibo

Ricevo dall’area Comunicazione del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali (DISTAL) dell’Università di Bologna questa offerta di tirocinio curricolare, rivolta a studentesse e studenti di Scienze della comunicazione: Continua a leggere

Perché l’articolo del Corriere sull’uomo che aveva pagato Pamela per fare sesso era sbagliato

Corriere

Oggi è uscita su Valigia Blu questa mia riflessione:

I fatti sono noti: il 7 febbraio esce sul Corriere della sera un articolo di Fabrizio Caccia (inviato a Mogliano) sull’uomo che, poco prima che Pamela Mastropietro fosse orribilmente uccisa nei pressi di Macerata (mentre scrivo non sono ancora chiare le cause della sua morte), aveva avuto con la ragazza un rapporto sessuale in cambio di denaro. In poche ore il pezzo suscita sui social media reazioni di rabbia, sconforto, indignazione e un gran numero di critiche anche ben argomentate, a tal punto che due giorni dopo il Corriere decide di eliminarlo. Così, di colpo, senza commenti né scuse per l’errore. Un errore gravissimo, invece, sul quale una testata giornalistica come il Corriere della sera (che è il quotidiano più venduto in Italia) avrebbe dovuto fare una riflessione pubblica e trasparente, scusandosi con i lettori e le lettrici, facendo autocritica e proponendo una ricostruzione diversa di quanto accaduto alla ragazza prima che fosse barbaramente uccisa.

Cerco di spiegare perché l’errore del Corriere è pesante, innanzi tutto dal punto di vista umano ed etico, poi giornalistico e comunicativo. Continua a leggere

Spot Fineco: perché dire (ancora) «uomo» quando si poteva parlare di «esseri umani» o «persone»?

Fineco

In Italia l’uso del genere grammaticale femminile nel caso di parole riferite alle donne e l’attenzione a evitare il più possibile il maschile generico, quello con cui si indicano uomini e donne in generale, sono molto più diffusi oggi di cinque o dieci anni fa. In questo anche la lingua italiana si sta adeguando a una soglia di attenzione che nei paesi anglosassoni è alta da anni: si pensi all’uso di «person» invece di «man» che già nel 2000 indusse la rivista Time a cambiare il celebre «Man of the Year» in «Person of the Year» nella copertina di fine anno. In Italia molti e molte ancora considerano queste attenzioni un’esagerazione, una forma di Continua a leggere