Borgo Panigale, 6 agosto 2018, ore 13:45. Incidente orribile, esplosioni gigantesche, devastazione. Tragedia. Ma Bologna si rialza e rinasce. Come sempre

Incidente_6_agosto_2018

L’incidente e le esplosioni di ieri, a Borgo Panigale, sono stati orribili, paurosi. Quasi incredibili. Ho vissuto quindici anni in quel quartiere (fino a maggio 2016), per cui ieri ho chiamato come una pazza amici e conoscenti, ho pianto sulle scene devastanti che tutti abbiamo visto, sulla distruzione e i danni di alcune di quelle strade, di quei negozi, di quei palazzi. Però oggi mi (e vi) chiedo: in quante altre città e regioni, in Italia, un incendio ed esplosioni di tal portata sono domati in poco più di due ore? In quante altre città e regioni, in Italia, la prima ambulanza arriva dopo soli cinque minuti? In quante altre città e regioni, in Italia, le persone raccontano una devastazione così grande, la paura provata, i feriti, la morte, con viso fiero a calmo, quello di chi si riprende immediatamente per pensare al da farsi, alle persone da aiutare, alle strutture da ricostruire?

È (anche) per questo che amo Bologna e gli emiliani. Sono fatti così. Forti, pragmatici, pronti a fare, a dare. Scelsi Bologna come mia città di adozione tanti anni fa, quando decisi di studiare qui all’università. Sono sempre stata felice e orgogliosa di essere diventata bolognese. Lo sono a maggior ragione oggi, come lo sono ogni volta che Bologna cade e subito si rialza. Siciliana di origine, bolognese di adozione. Bolognese dentro.

4 risposte a “Borgo Panigale, 6 agosto 2018, ore 13:45. Incidente orribile, esplosioni gigantesche, devastazione. Tragedia. Ma Bologna si rialza e rinasce. Come sempre

  1. marinella manicardi

    anch’io bolognese dentro provenienza Mirandola, zona Bassa (sotto il livello del mare e della nebbia). E’ una città questa che ti fa stare insieme, anche discutendo ma insieme.

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  3. Parecchi anni fa ho avuto la fortuna di produrre e curare la regia di un documentario (poi pluripremiato in Italia e all’estero) che voleva raccontare le eccellenze produttive, accademiche e istituzionali della Regione Emilia-Romagna – senza dubbio la mia esperienza lavorativa più appagante e appassionante della mia intera carriera nel campo degli audiovisivi. Per prepararmi in modo adeguato all’iniziativa, mi avevano organizzato una lunga serie di incontri con dirigenti, coordinatori, sindaci e assessori nei grattacieli della Regione. Ricordo bene che le riunioni iniziarono tutte quante di prima mattina: vedere che alle 8.30 in punto, tutto il personale (impiegati, quadri, dirigenti) fossero presenti ai loro posti di lavoro – mi stupì, appassionò e contagiò in modo spontaneo e profondo. Il loro entusiasmo e senso del dovere non era “dimostrativo” – ma ovvio, diretto, naturale. Durante quei giorni di scrupolosi preparativi, uno dei committenti dell’assessorato regionale mi domandò se fossi interessato ad ascoltare (e vedere) una conferenza che lo storico dell’arte Eugenio Riccomini avrebbe svolto sui ritratti di El Greco, Velazquez, Goya nell’aula dell’ex macello di Bologna. Dopo quell’evento per me a dir poco sensazionale e re-formativo, venni poi a sapere che Riccomini aveva con e dietro di sé un’autentico popolo di ultrà bolognesi che lo seguiva ovunque lui allungasse le sue elettrizzanti vibrisse storiche e culturali in giro per l’Europa. Erano gli anni della Bologna di Beniamino Andreatta, dell’oncologo Cesare Maltoni, del libraio Romano Montroni, di Omar Calabrese, di Lucio Dalla e Francesco Guccini, dei derby infiniti tra la Virtus e la Fortitudo.
    Bologna non è solo “grassa”, “dotta”, una città e cittadinanza “..che tremare il mondo fa”, ma prima di tutto non ama comunicare con i soliti giri e rigiri di annunci, promesse e paroloni: al posto di “intripparsi di brutto in qualche bagaglio” di politichese o di pubblicità, molto meglio chiuderla lì con un semplice “abasta”.

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