Che aria tira in Emilia-Romagna

scheda_elettorale_elezioni_regionali_emilia_romagna_facsimile_2020

Oggi è uscito questo mio articolo sul Fatto Quotidiano.

Mancano poche ore alle regionali in Emilia-Romagna: giusto in tempo per fare un bilancio di questa campagna elettorale e dare qualche ragguaglio sull’atmosfera che si vive da queste parti. Su ciò che si sente girando per strada, prendendo l’autobus, facendo la fila al supermercato, ascoltando le chiacchiere nei locali pubblici, da quelli più chic dell’aperitivo in centro, ai bar di periferia. Vado per punti.

(1) La paura di perdere. A differenza che in passato, stavolta chi vota per il centrosinistra in questa regione non è affatto sicuro di vincere. C’è tensione in giro, c’è timore, a volte persino paura. Tutti hanno un’amica, un conoscente, una parente che per anni o decenni ha votato convintissima o convintissimo a sinistra, ma “l’ultima volta non ha proprio votato”, “stavolta lascerà scheda bianca”, o addirittura “voterà dall’altra parte”. Per non parlare di quelli che “io per carità voto Bonaccini, cos’altro potrei fare”, ma poi all’ultimo chissà. Non c’è conversazione in cui io non abbia sentito dubbi, scontento, delusione da parte di chi ha sempre votato a sinistra, centrosinistra, quel che è. Non c’è scambio in cui io non abbia percepito il sospetto verso qualcuno che “chissà cosa farà”. Non ci si fida più di nessuno, fra gli elettori e le elettrici del centrosinistra, nemmeno di se stessi.

(2) La distanza dal dolore. Nonostante le mille dichiarazioni e rassicurazioni – a parole – sulla presunta vicinanza di Stefano Bonaccini al popolo, alle periferie, ai poveracci insomma, che la sinistra di principio dovrebbe difendere, l’impressione generale è che un contatto diretto, autentico, capillare fra il candidato e le persone in carne e ossa sia ancora una volta mancato. Lo dico meglio. Più che distanza dal popolo, c’è ancora troppa distanza fra il ceto politico che Bonaccini rappresenta e gli aspetti più dolorosi e negativi della vita delle persone meno abbienti, degli imprenditori che la crisi ha massacrato, degli anziani che soffrono, dei giovani che se ne vanno. L’impressione è che questa distanza non tocchi quelli che sono soddisfatti della loro situazione, e perciò stringono volentieri la mano a Bonaccini. Ma è una distanza incolmabile rispetto alle persone che per qualche ragione soffrono: per malattia (vedi problemi della sanità), per vecchiaia (vedi welfare), perché non ce la fanno a seguire i bimbi piccoli (vedi ancora welfare), per povertà (vedi precari, migranti, imprenditori in crisi). È una distanza che – ovviamente – non riguarda solo l’Emilia-Romagna, ma tutta Italia, molti paesi in Europa, gli Stati Uniti. Insomma, in questo momento le destre riescono a superare questa distanza molto più delle sinistre in molti paesi del mondo. È un fatto. E l’Emilia-Romagna non fa eccezione.

(3) La comunicazione. Dal punto di vista puramente comunicativo, Bonaccini era partito in grande vantaggio: aveva molta più esperienza dell’avversaria, non solo politico-amministrativa, ma comunicativa, appunto. Ma Lucia Borgonzoni, che pur ha disseminato di gaffe e svarioni tutta la sua campagna elettorale, nei mesi è migliorata. Al punto che, nell’ultimo faccia a faccia organizzato dal Resto del Carlino, i due candidati sono apparsi in perfetto equilibrio comunicativo. Fair play, capacità di stare nei tempi, linguaggio appropriato, abbigliamento adeguato per entrambi. 1 a 1 insomma, in un confronto che non ha spostato nulla: chi era già per Bonaccini continuerà a esserlo, chi pensava di votare Borgonzoni non ha certo cambiato idea, chi era incerto/a ci rimane.

(4) Le Sardine. Il movimento delle Sardine ha scaldato i cuori degli elettori e delle elettrici di centrosinistra. È innegabile. Puntualmente le Sardine sono nominate in tutte le conversazioni dei/delle simpatizzanti di sinistra. Hanno tutti ben presente, però, la distanza che le Sardine esprimono rispetto ai partiti, la loro fermezza nel non volersi identificare con nessun partito. Non c’è apparizione sui media in cui i portavoce del movimento non ribadiscano la loro lontananza dalla politica, il loro non volersi mischiare. Una distanza che conferma e rinforza quella di cui dicevo al punto (2). E poi, quanti di coloro che sono scesi in piazza come Sardine – decine di migliaia – di fatto poi voteranno Bonaccini? Anche di fronte a questa domanda, le reazioni sono sempre dubbio, timore, sgomento. Molti voteranno a sinistra, certo. Ma quanti si asterranno o voteranno “dall’altra parte”?

(5) La ribalta nazionale. Le regionali dell’Emilia-Romagna sono state (e sono) strumentalizzate in chiave nazionale, lo sappiamo. “Se in Emilia vince la Lega, allora il governo deve andare a casa”, “Se in Emilia la Lega perde, allora il governo si rinforza” sono frasi sulla bocca di tutti. Dal più piccolo paesino dell’Emilia e della Romagna ai media nazionali. Questa strumentalizzazione non ha fatto bene ai due candidati locali, né a Bonaccini né a Borgonzoni. Non ha fatto bene a Bonaccini, perché lo associa troppo al Pd, da cui invece lui voleva smarcarsi, visto che il Pd da tempo non gode di grandi favori. Non ha fatto bene a Borgonzoni, perché tutti le rimproverano di stare all’ombra di Salvini, di avergli lasciato fare campagna al posto suo.

(6) L’imprevedibilità del risultato. Per tutti questi motivi (e molti altri), il risultato delle elezioni di domenica 26 gennaio è davvero imprevedibile. Molto più che in passate competizioni elettorali. I sondaggi di opinione, poi, sono ancora più aleatori e fallibili di quanto lo siano stati in passato, che già avevano dimostrato di sbagliare parecchio (vedi le politiche del 2013, in cui il boom dei Cinque Stelle fu nettamente sottostimato). La decisione di voto (o non voto) di moltissime persone sarà presa all’ultimo momento, la domenica stessa, un attimo prima di mettere (o non mettere) la X sulla scheda. La tentazione di mentire, confondere le acque, provocare amici e parenti con la propria dichiarazione di voto è ancora più alta in queste elezioni che in passato. Che si sia arrivati a questo punto, in una regione che, nonostante tutto, è ancora all’avanguardia nazionale (e spesso anche europea) per benessere, cultura, salute, civiltà, dovrà essere un punto di serissima riflessione, anzi il punto principale da cui partire, per chiunque vincerà.

5 risposte a “Che aria tira in Emilia-Romagna

  1. ho cercato di condividere questo articolo su Facebook e non è stato possibile perchè Facebook dice che risulta offensivo ad altre persone su Facebook ! Ormai davvero siamo ai limiti estremi della democrazia prima del totalitarismo o ci siamo già ?

  2. L’attivista di DX è sicuro di vincere perchè dopo sessanta anni di governo rosso,pensa che la gente sia stufa e che ci siano molte disuguaglianze sociali , come il deperimento delle periferie,la grigia trasandatezza, le povertà di ogni genere ,che non sono state colmate per negligenza politica soprattutto negli ultimi venti anni.Diversamente,l’attivista di SX dice che vincerà la sua coalizione perchè ha amministrato bene in ogni campo sociale,offrendo molti servizi gratuiti o quasi ai cittadini e che questi risultati tangibili sono fatti e non chiacchiere.Così è la situazione.A mio avviso bisognerà attendere i dati sui votanti, domani a mezzogiorno:se l’affluenza incrementasse rispetto alla tornnata precedente,sarà già un ottimo risultato,perchè almeno questo confronto avrà riscaldato i cuori e acceso l’attenzione per la gestione migliore della cosa pubblica.Anch’io però non mi sbilancio e lascio aperte entrambe le possibilità di successo.Ci sono inoltre due atteggiamenti psicologici intrecciati a vari interessi che,secondo me, bisognava indagare prima del voto:a)quanta rabbia individuale si è accumulata negli anni per la mancanza di soddisfazioni personali e per il tran tran della quotidianità;b)quanta influenza potrà avere il sentiment e la convinzione,leggibile in molte persone, che le cose e lo status quo dovrebbero cambiare di frequente per non generare un naturale e concreto rigetto di tutto ciò che odora di passato e di stantio ( anche degli aspetti migliori).Questo ulteriore sforzo indagativo avrebbe dovuto essere realizzato in precedenza soprattutto, se come descrive la prof.,in Emilia-Romagna si vive dignitosamente e i servizi welfare funzionano.Un altro problema:coloro che la volta precedente non si sono recati alle urne,lo hanno fatto perchè erano garantiti che tutto sarebbe comunque continuato come prima o per disaffezione e avversità alla politica?

  3. Giovanna, quanto mi mancano – e sono sicuro, ci mancano – le tue osservazioni e riflessioni. Ogni giorno siamo inondati da una mareggiata di banalità, di meteo partitici, di schizzi di fango, di instant look. I tuoi spunti di vista da falchetta alta, acuta e superveloce, sono l’opposto dei soliti bocconi bocconiani avvelenati dall’opportunismo e dal cinismo – sono caldi racconti di vita reale, equidistanza e common sense. Per favore, torna a fare la Giò che tutti leggevamo. Comunque, un sincero grazie da un portoghese della solita curva nord, est, ovest e sud – dove gli striscioni non sono ancora stati sostituiti dai pettegolezzi, dalle faccine e dai toksciò.

  4. Beh, a cose fatte tutti svirgolano… Nel 2014,nonostante i postumi del terremoto, si recò alle urne il 38% degli elettori. Vinse la SX per 49% contro il 24% della DX. Una differenza incolmabile, per me, anche se a votare sarebbero stati più del 60%.Perchè le sardine hanno coagulato l’elettorato impigrito del CX, rendendo la sfida più avvincente e facendo sì che il messaggio dei contenuti leghisti si dilavasse , soprattutto negli ultimi 15 gg,sotto l’attenzione del pragmatismo degli elettori. In un mio saggio ” Antropologia di un declino ” avevo sostenuto la tesi ,nell’ ultimo cap., che le cose o uno status quo si possono cambiare se si usasse una “comunicazione preventiva”. Ovviamente una comunicazione di comportamenti e di messaggi diversi da quelli di moda o professati in un ambiente socio-culturale. Affermo ciò perché per me le sardine hanno fatto un buon lavoro…

  5. Aggiungo quanto non scritto prima. Adesso il bello…perché non tutto è finito il 26 gennaio 2020.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.