Lo storytelling sulla guerra al terrorismo dall’11 settembre 2001 a oggi

Oggi è uscito questo mio articolo sul Fatto Quotidiano:

C’è qualcosa che torna, negli ultimi vent’anni, in ciò che i media e la politica occidentale ci raccontano sul terrorismo internazionale, ed è la rappresentazione semplice, basilare, e come tale efficace, di una lotta eroica contro un nemico oscuro, forte e difficile da sconfiggere. Già il primissimo discorso che George W. Bush fece in televisione la sera dell’11 settembre 2001… Continua a leggere QUI

4 risposte a “Lo storytelling sulla guerra al terrorismo dall’11 settembre 2001 a oggi

  1. E’ un articolo complesso che spinge alla riflessione,per cui esprimerò la mia opinione su alcuni aspetti,evidenziandola con alcuni punti.
    1)La favola semplificata della contrapposizione tra Bene VS Male ha effettivamente ostacolato la conoscenza dei fenomeni storici,economici ,geopolitici e sociali che sono dietro il terrorismo internazionale?
    Questo dualismo per me è un dato storico,che ha funzionato per raggruppare identità e appartenenze di popoli e Stati -Nazione con lo scopo di essere più efficaci nel confronto con altre identità culturali e alleanze di Stati. Questa modalità di approccio ai fatti si è verificata sempre, ora e prima,e possiamo tranquillamente dire che siamo figli ,storicamente ,di questo dualismo.Forse aveva più senso quando i nemici,gli avversari e i competitori erano conosciuti e ben percebili ,ma dopo l’11/09/01 i giochi sono diventati più complicati perchè gli atti terroristici sono accaduti in varie parti del mondo,specialmente in Paesi ex colonialisti,e forse abbiamo bisogno di altri modi per comprendere la realtà.Infatti ora non sappiamo dove si celi la bomba o sia in agguatoi il ” Kamikaze-martire” imbottito di tritolo.Ciò non è cosa da poco perchè genera diffidenza estrema e ostacola la fruizione di una vita normale,ovunque.
    2)Quello che appare chiaro,a mio avviso,è che nel mondo non cè stata una assimilazione monista al credo della scienza,del confronto,del consumo e della industrializzazione, perchè le prime avvertenza degli Stati colonialisti erano prevalentemente di accaparamento delle ricchezze ovunque sono andati e non hanno edificato le strutture di supporto alla libertà di questi popoli.Hanno seguito purtroppo le necessità delle loro economie competitive .L’esito di questa disattenzione ha fatto sì che esistano uomini,culture,abitudini,tradizioni, anche e soprattutto religiose, difficilmente integrabili se non con la libera volontà individuale in condizioni che, in certa misura, possono assomigliare ad una vera Democrazia.Con questi risultati,da occidentale ,dico che è e sarà difficile liberare tutti gli uomini dalle loro catene,farli andare d’accordo oltre il commercio,e non saprei cosa suggerire visto che parlo da occidentale.
    3)Ho capito però che non si può andare contro la storia e i fatti precedenti perchè essi sono la nostra odierna condizione.Democrazia liberale e socio-comunista ,come le religioni e i processi di decolonizzazione hanno avuto la loro responsabilità e peso nelle vicende successive degli Stati coloniali o di quelli subordinati alla influenza materiale,commerciale ed ideologica degli Stati più forti.Ciò che si è sottovalutato però è che la ideologia della povertà vs ricchezza, in ogni settore della vita,
    si era insinuata in essi e che sarebbe diventata una contrapposizione insanabile tra mondo ricco e povero,mondo capitalista e non, anzichè evolvere dialetticamente in lotta di classe all’interno di ciascun Stato.Ho capito che la causa di tali contraddizioni dipendeva dal fatto che in alcuni casi non c’erano basi per esercitare una forma di democrazia,ma potevano esserci delle tradizioni ,dei regimi più o meno direttivi su tutte le attività sociali.
    4)Di conseguenza ho visto nascere l’odio nei confronti dei Paesi ricchi,ex colonialisti o appartenenti alla” sfera dell’Occidente libero” e che è nata anche una nuova diffidenza nei confronti dei diversi per tradizioni, religione o fattezze fisiche.Le nostre città,ad esempio, sono diventate o hanno inventato surrettiziamente dei campi di concentramento per i diversi e i poveri.Inoltre dopo la tragedia delle Torri Gemelle è nata una nuova paura,incognita, che ci rende tutti fragili e timorosi.Una Paura che non ha sooggetti evidenzibili.Finora essa veniva gestita e programmata direttamente da “Soggetti” come Stati,organizzazioni,istituzioni,leggi,ed il suo esercizio creava nemici ed avversari.Viceversa la nuova Paura non si sa dov’è nè dove nasce e dove può deflagrare.E’ diventato un mondo insicuro e denso di preoccupazioni,per i progetti di vita di ciascun cittadino e sembra che un’altra dicotomia si sia insediata per dirigere le nostre vite:quella della Vita Vs Morte anzichè del Bene Vs Male ,perchè ormai ovunque si constata una minaccia oscura,cui non sappiamo reagire(inquinamento,intolleranza,sopraffazione,economicismo,diseguaglianza ecc.).
    5)In ogni caso,credo che il dualismo sia la precondizione di un’analisi più articolata per risolvere le problematiche e le ansie che avvertiamo.Credo che ogni uomo in sintesi desideri rispondere ad una semplice domanda:-Che tipo di vita desidero trascorrere per essere un pò contento? Ma la storia fin qui accaduta paralizza le nostre inpterpretazioni nei vecchi giochi di politica e egemonia di qualunque genere,che sarebbe ora di cambiare.Dualisti sono certamente i terroristi e tutti coloro che nelle culture diverse dalle nostre tentano di purificare le loro tradizioni,ritenute vere, demonizzando le lusighe peccaminose e i valori del mondo industrializzato e scientifico sia del mondo occidentale che cosidetto orientale;dualisti sono tutti quelli che non vogliono l’evoluzione nè la liberazione dalle proprie catene tradizionalistiche,anche quando farebbero bene, e pervicacemente si mascherano dietro la difesa di una Tradizione o di comportamenti repressivi e antiumani come quella della infibulazione,ecc.
    6) Però non mi sento pessimista,anzi credo che ovunque si siano seminati e si spargano i semi del buono questi a suo tempo germoglieranno ,cesceranno e ciò avverrà anche in Afghanistan,la cui popolazione dopo aver assaggiato la “mela proibita” con sforzi tremendi e rigurgiti giungerà comunque a scegliere una vita migliore,un risultato che sarà fonte di pace per tutti.Così credo.Nei paesi che ci odiano abbiamo, nonostante i nostri evidenti interessi, costruito ospedali, scuole ,industrie e strade,abbiamo fatto assaporare una vita più comoda e queste nuove opportunità non sarranno esempi facilmente dimenticabili.Confido possa essere così perchè nel prossimo cinquantennio avremmo molte gatte da pelare,e conflitti da sedare sia per il dominio di materie prime sia per la supremazia teconologico-scientifica ed economica che gli Stati più fortunnati e dotati,in fibrillazione, vorranno far prevalere.Quindi sono fiducioso anche se i tempi saranno lunghi :senza essere frainteso auspico che ci sia frattanto una disinteressata volontà laica di portare il buono, con rispetto, ovunque ce ne sia bisogno.
    7)La dicotomia morale bene Vs male,per me non ha complicato la conoscenza e l’interpretazione della geopolitica e dei fatti,sotto sotto siamo andati inquei Paesi per le loro ricchezze,quindi ritengo sia stata la nostra cieca avarizia a portare confusione e a oscurare la storia.

  2. Molto interessante la comparazione fra gli speech Bush –Obama- Biden.
    Aggiungo anche la riflessione che gira in internet che ci sono voluti 4 presidenti USA , migliaia di vite umane , trilioni di dollari e 20 anni per sostituire i Talebani con i Talebani .

  3. Molto interessante la comparazione fra gli speech Bush –Obama- Biden.
    Aggiungo anche la riflessione che gira in internet che ci sono voluti 4 presidenti USA, migliaia di vite umane, trilioni di dollari e 20 anni per sostituire i Talebani con i Talebani .

  4. Pingback: Lo storytelling sulla guerra al terrorismo dall’11 settembre 2001 a oggi — D I S . A M B . I G U A N D O | pepp8

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